Recensione Simon the Sorcerer 5

Non c'è pace per Simon. Questa volta dovrà vedersela con una minaccia proveniente dallo spazio.

Versione analizzata: PC
recensione Simon the Sorcerer 5
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Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Irritante e decisamente poco politically-correct, la quinta incarnazione della saga di Simon the Sorcerer, sottotitolata "L'invasione degli Extraterrestri", sbarca anche in Italia dopo l'uscita ben precedente negli altri paesi europei. Armati della consueta sagacia necessaria per risolvere un buon punta e clicca, ci siamo lanciati in questa nuova avventura, finalmente tradotta in italiano.

Non ti sopporto più!

Di ritorno dal mondo dei sogni del quarto episodio, Simon the Sorcerer si ritrova con una moglie e ben poco da fare se non mangiare pizza e guardare la TV come il peggiore degli sfaticati. Nessuno sembra sopportare proprio più l'irriverente maghetto dall'indole tendente all'inedia. Proprio durante uno dei consueti litigi con la moglie Alyx -davvero trattata malissimo dal perfido Simon-, si presentano alla sua porta due brutti alieni usciti dal peggior B-movie mai creato che cominciano a distruggere tutto e tutti senza alcun motivo plausibile e che, come da copione, rapiscono l'ingenua mogliettina. Piuttosto che perdere il vantaggio di avere sempre i vestiti puliti e la cena pronta, lo sfaticato Simon si precipita a salvarla immantinente. Tornano quindi vecchie conoscenze e arrivano nuovi protagonisti strampalati (come il pirata travestito e le talpe complottiste) che scandiscono ecletticamente il ritmo di gioco con battute al limite della pessima freddura e del buoncostume.

Rispetto al capitolo precedente questo nuovo titolo eredita l'ottimo stile grafico che combina personaggi in 3D su fondali in due dimensioni, splendidamente disegnati a mano. La struttura di gioco non cambia, ma sono stati fatti alcuni accorgimenti graditi anche se suonano più come un passo indietro. Il nostro cursore tramite il quale interagiremo con oggetti e locazioni rimane il classico puntatore intelligente che ci indicherà l'azione disponibile sugli elementi a schermo. Tuttavia è bene precisare che rispetto ad altre avventure l'ampio numero di oggetti con cui interagire e le situazioni decisamente strampalate in cui ci si ritrova riducono notevolmente il fenomeno di progressione lineare così comune nei punta e clicca moderni. Ci riferiamo nello specifico all'abbondanza di elementi circostanziali alla pura progressione logica dell'avventura, corredati da commenti diretti del protagonista che frenano le scelte e le combinazioni di oggetti più ovvie a disposizione del giocatore, nonostante poi alla fine questi elementi possano risultare semplicemente irrilevanti. Un gradito ritorno al passato quindi, all'epoca in cui esaminare un oggetto non ti dava quasi mai un indizio su come proseguire lasciando al giocatore il dubbio cruciale sull'utilità degli elementi esaminati, rendendo il titolo ben più difficile della media dei punta e clicca in circolazione, fattore a nostro avviso decisamente positivo.

Il cuore dei punti e clicca

Gli enigmi in Simon 5 risultano quindi molto meno lineari rispetto ad altre avventure, grazie a quanto detto sull'abbondanza di elementi secondari e grazie anche all'uso davvero poco ortodosso di molti oggetti che troveremo, i quali risultano già piuttosto strani in partenza . Fortunatamente dietro a ogni enigma esiste una certa logica per quanto bizzarra possa essere e gli indizi sono ben camuffatti nei dialoghi e nelle innumerevoli descrizioni degli elementi cliccabili. Tuttavia a questo proposito abbiamo notato anche un grosso difetto: Simon è piuttosto lento nell'interazione con le schermate di gioco e le varie descrizioni pronunciate sono accompagnate purtroppo da animazioni tecnicamente sotto la media che inoltre non possono essere saltate -come invece i dialoghi. Saremo quindi costretti a guardare mute e lente sequenze del tutto inutili in cui Simon tira fuori un oggetto dal suo cappello ad esempio e la conseguente scena in cui lo ripone. Il procedere a tentativi ed errori, tipico del genere, risulta quindi un pò noioso considerando anche il numero di ipotetiche combinazioni che ci verranno in mente dato l'elevato numero di interazioni possibili. Un altro difetto riguarda il sistema dei dialoghi. Avremo molte poche opzioni durante gli scambi con i protagonisti del gioco e inoltre l'interfaccia risulta decisamente confusionaria a causa del posizionamento delle scelte disponibili, che alla fine risultano addirittura ininfluenti per proseguire nella maggioranza dei casi. Siamo ben lontani dunque da un Guybrush che deve scegliere la scatarrata migliore in combinazione col vento a favore e una supercannuccia in un grog mortale, anche considerando il ben più grave difetto di incoerenza dialettica se non sceglieremo le opzioni nell'ordine giusto. Le battute di Simon sono piuttosto divertenti in generale anche se rimangono legate ad un umorismo in molti casi infantile, a dispetto di argomenti che di infantile non hanno proprio nulla, come fra travestiti e misoginia. Lo humor quindi è altalenante, lasciando i giocatori un po' spiazzati tra la risata ad una battuta decisamente greve e il sorriso a denti stretti per un commento banalmente forzato e che vuole essere a tutti i costi divertente. Nonostante tutto l'avventura procede comunque in modo gradevole in virtù di quanto detto sugli enigmi. L'inventario rimane quello di sempre -la classica barra a scomparsa posta in basso- e svolge bene il suo dovere, mentre ricompare il tasto che identifica immediatamente tutti gli elementi esaminabili a schermo, che tuttavia non inficia in alcun modo la difficoltà generale, e anzi risulta per una volta un aiuto davvero necessario e ben implementato. E' stato rimosso invece il sistema di aiuti presente in passato, elemento a nostro avviso superfluo se non programmato come si deve e spesso anche abusato dai giocatori. Non ci sentiamo in questo caso di esprimere un giudizio in merito a questa scelta dato che comunque la sostanza del gioco non cambia e le soluzioni su internet sono a disposizioni di tutti i giocatori più frettolosi.

Tecnica

Per quanto riguarda l'aspetto tecnico di Simon 5, il motore è rimasto identico al predecessore, con alcuni accorgimenti su v-sync, ombre e post-processing che aumentano il dettaglio a schermo. Il tutto risulta comunque molto fluido e leggero anche su computer di fascia medio-bassa e la resa grafica generale rimane ottima per un titolo appartenente a questo genere grazie a fondali davvero spettacolari disegnati a mano e a un'ottima integrazione degli elementi renderizzati in 3D negli stessi. Le animazioni tuttavia ci hanno lasciato l'amaro in bocca, come già anticipato, a causa di una sporadica lentezza nella loro esecuzione decisamente fastidiosa e anche di una programmazione frettolosa che a tratti fa sembrare i personaggi dei manichini più che dei protagonisti di un'avventura a causa principalmente di pochi frame nei movimenti e di un pathfinding incerto. Oltre a questo abbiamo riscontrato un fastidioso bug nella gestione della memoria che rallenta il gioco nonostante le buone prestazioni di quando lo si è appena avviato. Per sessioni più lunghe di un'ora siamo stati dunque costretti a riavviarlo più volte per riottenere la fluidità iniziale. Il doppiaggio rimane in inglese anche nell'edizione italiana, scelta molto apprezzata data l'intraducibilità di molte sfumature e battute basate su analogie o contraddizioni verbali nella lingua d'albione. D'altro canto i testi sono ben tradotti in ottimo italiano e nonostante l'intraducibilità suddetta il risultato è efficace e mai raffazzonato come successe ad esempio per A Vampyre Story. Le musiche sono invece del tutto anonime e risultano anche piuttosto mal implementate tanto da far rimpiangere il caro vecchio iMUSE.

Simon the Sorcerer 5 Simon the Sorcerer, l'invasione degli Extraterrestri è un'avventura che risulta molto ben fatta per quanto riguarda enigmi e ambientazioni, elementi fondamentali in un titolo di questo genere, ma che nel complesso, a causa di qualche bug di troppo, appare confezionata in modo sconclusionato. Il tutto a fronte di altre produzioni meno brillanti e bizzarre magari, ma decisamente meglio fruibili tecnicamente. La brutta interfaccia durante i dialoghi, le animazioni davvero troppo sotto la media e le battute non sempre efficaci del protagonista appannano quindi Simon 5, che non riesce ad imporsi su altri prodotti. L'impressione finale è che questo titolo brilli davvero sotto alcuni aspetti -uno su tutti l'ottima progressione e implementazione degli enigmi- e venga tuttavia frenato da una programmazione claudicante. Gli appassionati troveranno decisamente pane per i loro denti e anche gli eventuali neofiti del genere avranno comunque una buona sfida durante le circa dodici ore necessarie al completamento, fino all'assurdo e bizzarro finale.

6.7

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