Recensione Sin and Punishment 2

Peccati e punizioni rendono il Wii una console molto hardcore

Versione analizzata: Nintendo Wii
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  • Wii
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sin & Punishment non è solo il titolo di un gioco uscito diversi anni fa. E’ anche la descrizione di quanto è realmente ruotato intorno al prodotto Treasure: peccatori di essere nati in Europa, siamo stati puniti con un’attesa spropositata prima di poterlo giocare incollati ai nostri televisori di casa.
Originariamente uscito nel 2000 sul mai troppo lodato Nintendo 64, solo la Virtual Console del Wii ci ha permesso, ben sette anni dopo, di goderci lo spettacolare sparatutto in terza persona senza far affidamento al mercato import.
Espiato il geografico peccato originale, il duo Treasure-Nintendo ha pensato di farsi perdonare non solo annunciandone un seguito, ma decidendo di pubblicarlo a brevissima distanza dalla release giapponese. Successor Of The Skies, sin dal giorno della sua presentazione, è stato spacciato come uno dei titoli di punta per la softeca del Nintendo Wii. Inoltre in esso risiedono le speranze di milioni di videogiocatori navigati, desiderosi di mettere le mani su un gioco duro e spietato. Le promesse fatte sono state mantenute? Possiamo abbracciare il ritorno di Sin & Punishment come se si trattasse di quello della vecchia Nintendo, interessata a produrre intrattenimento sopratutto per l’utenza hardcore?
Fate sedere nonni e zie, mandate le mamme a comprarvi qualcosa di rinfrescante, distraete fidanzate e nipotini con il DS: qui le cose si fanno complicate e solo i duri sono ammessi. Smanettoni e videogiocatrici di lunga data, riscaldate polsi e dita perché è tempo di punire orde su orde di nemici.

Due Universi, sette Pianeti Terra, una vita da salvare

Senza troppi preamboli, e utilizzando una definizione anglofona, Successor Of The Skies è un more of the same che riprende ed esalta tutte le caratteristiche del predecessore. Ciò significa che avremo a che fare con uno sparatutto dai ritmi molto elevati e dal gusto elegantemente retrò.
E’ un errore considerare aprioristicamente la trama alle spalle di Sin & Punishment un semplice orpello decorativo, utile unicamente a legare debolmente un livello con l’altro. La mitologia creata e mossa dagli sceneggiatori Treasure infatti, potrebbe teoricamente battagliare ad armi pari con quella dell’apprezzatissimo manga e anime Evangelion. L’Universo di Sin & Punishment si compone di due parti: una Interna in costante espansione e abitata dagli esseri viventi e una più Esterna che soffre la presenza sempre più ingombrante dell’Universo Interno ed è popolata da esseri dotati di poteri straordinari, capaci di prendere qualsiasi sembianza. Persistendo un continuo e logorante stato di guerra fra questi universi, gli Umani hanno ben deciso di costruire sette Pianeta Terra artificiali, affinché fungessero da avamposti in caso di invasione degli Esterni. Come noto a chi ha giocato al capitolo originale, esso era ambientato su Terra-2. Al contrario Successor Of The Skies è ambientato su Terra-4. E’ qui infatti, che è stato inviato Isa Jo, figlio di Saki e Airan (protagonisti del primo Sin & Punishment). Il giovane ragazzo è atterrato sull’avamposto ormai abbandonato con il compito di cercare ed eliminare un Esterno che insolitamente si è spinto da solo nell’Universo Interno. Il target tuttavia ha perso la memoria e ha ben deciso di prendere le sembianze di una ragazza che Isa deciderà di chiamare Kachi. Tra i due nasce irrimediabilmente l’amicizia, aiutata anche dalla discendenza di Isa: suo padre infatti era sì umano, ma dotato di poteri e caratteristiche proprie degli Esterni. Abbandonata così la missione il duo verrà tuttavia perseguitato presto dalla Nebulox, un’associazione intenzionata a tutti i costi ad uccidere qualsiasi Esterno, Kachi compresa. Livello dopo livello dunque, sarete richiamati a sopravvivere agli attacchi dell’esercito della Nebulox fino all’uccisione dei suoi membri principali.
La trama, come potete intravedere da questo breve riassunto è sufficientemente intrigante sulla carta. Purtroppo una volta sullo schermo essa perde parte del fascino a causa di cut-scene non all’altezza del resto del gioco. Nulla di preoccupante, visto che queste occupano una minima parte dell’esperienza, ma i dialoghi così come la regia virtuale non rendono affatto giustizia all’universo finzionale creato. Salvo qualche raro passaggio, difficilmente vi ritroverete a seguire un dialogo dai ritmi sostenuti o guarderete affascinati una sequenza non interattiva particolarmente ben realizzata e montata.

C’è un tempo per tutto, anche un tempo per scegliere di che morte morire

Che le fasi non interattive non siano riuscitissime tuttavia, è una minuscola e sopportabilissima lacuna di Successor Of The Skies.
Come già detto precedentemente il prodotto firmato dagli abilissimi ragazzi di Treasure è uno sparatutto a scorrimento dai ritmi serrati. Completamente in 3D, di fatto vi ritroverete sempre a muovervi su due dimensioni, ora in sezioni a scorrimento laterale che si avvicinano più a un Metal Slug, ora correndo o svolazzando verticalmente, avvicinando così il prodotto agli Star Fox per SNES e Nintendo 64.
All’inizio dell’avventura dovrete effettuare due scelte che saranno poi immodificabili. La prima riguarda il livello di difficoltà tra facile, medio e difficile. Trattandosi di un gioco pensato per una certa fetta di utenza è necessaria tuttavia una piccola nota a margine. Successor Of The Skies non è un gioco impossibile, ma allo stesso tempo necessita di un lungo apprendistato per superare senza un esaurimento nervoso anche solo il primo livello al massimo della difficoltà. I neofiti con un minimo di abilità manuale dunque, riusciranno facilmente a completare il gioco a facile, ma riuscirci in difficile resta un obiettivo raggiungibile solo da pochi.
L’altra scelta che dovrete effettuare in apertura riguarda il personaggio da controllare. Isa e Kachi infatti differiscono non solo nell’aspetto, ma anche per potenza e precisione del laser primario e, soprattutto, per l’attacco speciale di cui dispongono. Mentre il così detto Colpo EC del ragazzo consiste in un unico raggio capace di generare una potente esplosione, quello di Kachi gli permette di agganciare più bersagli alla volta o di concentrare una potente scarica di energia solo su un target.
L’ultima scelta che dovrete effettuare prima di entrare nel vivo del gioco, riguarda il sistema di controllo. In qualsiasi momento potrete decidere se sfruttare l’accoppiata Wiimote e Nunchuk, oppure usare il pad del Game Cube o affidarvi al Classic Contreller. Volendolo inoltre tornerà utile il poco chiamato in causa Wii Zapper, per quanto il suo utilizzo risulti più scomodo di quanto prospettato. Tuttavia che il gioco sia stato pensato avendo in mente l’infrarosso del Wiimote è evidente sin dal primo livello. La scelta del controller difatti, crea ovviamente un collegamento diretto con il predecessore che farà tanto piacere ai nostalgici, ma la velocità dei nemici sullo schermo è sicuramente superiore a quella con cui potrete spostare il cursore per mezzo dell’analogico. Non è un caso che l’opzione di default con questo sistema di controllo, preveda l’agganciamento della mira sui nemici che rimarrà fissa fino alla loro distruzione o finché non solleverete leggermente il dito dal pulsante di fuoco, liberandovi così dal lock-on. Con Wiimote e Nunchuk il gioco mostra maggiormente tutte le sue potenzialità dando realmente la possibilità al videogiocatore di dimostrare la prontezza dei propri riflessi. Tuttavia, comunque decidiate di giocarlo, Successor Of The Skies funziona e diverte quasi ugualmente. Il combat system poi di per sé è molto semplice. Un pulsante per la schivata, uno per attivare eventualmente il lock-on, uno per il Colpo EC e uno a cui sono adibite fondamentalmente due funzioni: fuoco primario e attacco corpo a corpo, utile anche per rispedire al mittente missili e colpi laser nemici.

Laser carichi: ora si fa veramente sul serio

Sbrigate tutte queste “pratiche burocratiche” sarete finalmente pronti per la battaglia. Nel giro di pochi attimi Successor Of The Skies vi conquisterà completamente, rendendosi odioso Game Over dopo Game Over, e semplicemente assuefante con il suo gameplay perfettamente calibrato e magistralmente ritmato. Scordatevi attimi morti o momenti di pausa. Continuamente lo schermo sarà riempito di proiettili e nemici in un’infernale spettacolo pirotecnico, che alla prima partita vi spaventerà a morte. Mai come in questo titolo tuttavia la pratica rende perfetti. Imparerete così il valore di una schivata effettuata con il giusto tempismo e quello dell’attacco corpo a corpo, spesso efficace non solo per preservare la vostra barra della salute, ma anche per distruggere nemici vicini e lontani sfruttando i loro stessi missili come armi.
E se già il ritmo di gioco rasenta la perfezione, che dire del level design? La varietà di situazioni è assolutamente impeccabile, tra sezioni a scorrimento orizzontale, momenti in cui dovrete combattere su più livelli di parallasse e stage combattuti a bordo di veicoli. Non solo: a questa varietà di situazioni fa da contraltare una discreta pluralità delle location. Boschi misteriosi, tunnel subacquei, basi abbandonate, città sotterranee e molto altro. La capacità artistiche di Treasure in questo frangente si vede eccome.
Intrigante poi l’infernale alternarsi dei boss. Ogni livello ne presenta più d’uno e non sono rari i casi in cui dovrete affrontarli in rapida successione, distanziati da una manciata di nemici messi lì solo per essere abbattuti facilmente. Anche in questo caso la varietà è quasi incredibile: tra simil-tartarughe da sconfiggere e costruzioni quasi senzienti da distruggere pezzo dopo pezzo, ognuno di essi vi costringerà ad adottare un diverso approccio e ad imparare bene tutti i loro set di attacchi prima di avere la meglio. Anche in questo caso, insomma, il ritmo di Successor Of The Skies si rivela perfetto. L’adrenalina dell’utente sarà sempre della quantità giusta: mai troppo bassa per dargli un attimo di riposo, mai troppo alta per condurlo all’esaurimento o, peggio, alla frustrazione.
Naturalmente a sottendere questo perfetto impianto ludico, lui: l’high score. Già perché manco a dirlo uccidere nemici in successione farà crescere il moltiplicatore dei punti che invece calerà quando subirete danni. Le combo diventeranno così un’ossessione per ogni smanettone che si rispetti, spingendo il record-man nascosto in ognuno di noi a rigiocare ogni livello fino a quando non lo si conoscerà alla perfezione. Oltre al gusto di battersi, potrete anche decidere di rendere i vostri punteggi pubblici e confrontabili sfruttando la Nintendo Wi-Fi Connection.
Tirando le somme sul gameplay insomma, siamo di fronte al Valhalla degli sparatutto in terza persona. Treasure non solo dimostra ancora una volta di essere una delle software house più talentuose del pianeta, ma rende palese anche che sì: si poteva perfino fare meglio del primo Sin & Punishment.

Tecniche sporche, ma comunque efficaci

Dal punto di vista tecnico Successor Of The Skies lascia leggermente con l’amaro in bocca. Abbiamo già ampiamente commentato sulla pochezza delle cut-scene, ma purtroppo il discorso può parzialmente essere allargato alla realizzazione tecnica in generale. Diciamo parzialmente perché stiamo comunque parlando di un prodotto validissimo. Per esempio il frame-rate, salvo rarissimi casi, è più che solido, il che non è poco contando che spesso lo schermo sarà completamente occupato da corpi in movimento. Ottimo, inoltre, il lavoro degli artisti (Yasushi Suzuki, già direttore artistico del capitolo originale, su tutti). Come già detto le location splendono per varietà e per la loro capacità di affascinare sempre e comunque. Un esempio su tutti: il tunnel subacqueo è semplicemente meraviglioso. Convincente anche il design dei boss e nemici vari, un po’ meno quello dei due protagonisti, fin troppo anonimo. Dove delude Successor Of The Skies e nella pura resa visiva. Le texture sono fin troppo poco dettagliate e i modelli poligonali dei personaggi fin troppo grezzi. Tuttavia anche questo difetto è ampiamente sopportabile, visto che difficilmente avrete il tempo di mettere a fuoco nemici e texture varie.
Il sonoro invece soddisfa completamente. Buono il doppiaggio in inglese, ottimi effetti e le musiche vagamente retrò. I brani tecno fungono da vero e proprio doping, aumentando l’assuefazione e la voglia di mandare in mille pezzi qualunque cosa capiti a tiro.
Un ultima analisi la merita la longevità. Come ben si sa prodotti di questo genere contano largamente sul fattore rigiocabilità e Successor Of The Skies con i suoi tre differenti livelli di difficoltà e con la possibilità di pubblicare on-line i propri punteggi, spinge molto l’utente a diversi re-play. Tuttavia anche completare una volta il gioco richiederà almeno sette, otto ore, che naturalmente aumenteranno proporzionalmente alla difficoltà scelta. Insomma diciamo che per un gioco di questo genere anche la longevità soddisfa più del previsto.

Co-Op?

Esiste anche una modalità a due giocatori. Prima di sperare in una co-op via Wi-Fi però ci troviamo costretti a ricondurvi alla dura realtà: purtroppo non si tratta di nulla di tutto ciò. Semplicemente, un po’ come accadeva in Mario Galaxy, un vostro amico impugnando un secondo Wiimote potrà aiutarvi con un blando, ma spesso vitale, fuoco di supporto. Nulla di sconvolgente insomma, ma il divertimento non può che aumentare, in due.

Sin and Punishment 2 Successor Of The Skies è ciò che tutti speravamo che fosse. E’ il gioco hardcore per Wii, è il more of the same del predecessore, è uno dei migliori sparatutto arcade di questa generazione, è l’ennesima conferma del talento di Treasure e, soprattutto, è “semplicemente” il gioco da avere di questa primavera. Solo una trama poco incisiva e una grafica leggermente sotto tono allontanano questo titolo dalla perfezione. Il gameplay, il level design e il ritmo dell’intera avventura invece raggiungono un livello di qualità difficilmente raggiunto da altri titoli dello stesso genere. Successor Of The Skies è un gioco frenetico, divertentissimo e impegnativo al punto giusto. E’ quasi impossibile sconsigliarne l’acquisto a meno che non odiate gli sparatutto arcade o se cercate un’esperienza di gioco completamente differente. Senza alcun dubbio tuttavia Treasure è riuscita nel doppio intento di dare all’utenza Wii il gioco hardcore di sempre e contemporaneamente di confezionare uno degli shooter più affascinanti e riusciti di questa generazione di console.

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