Recensione Sir, You Are Being Hunted

Il bizzarro survival indipendente arriva finalmente alla versione 1.0

Sir, You Are Being Hunted

Videorecensione
Sir, You Are Being Hunted
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sir, you are being hunted sembra la materializzazione di uno strano incubo. Certo, che la campagna inglese, soprattutto nelle stagioni autunnali, nasconda più d'un aspetto inquietante è al di là di ogni dubbio, ma il viaggio allucinante di Big Robot va ben oltre l'immaginazione più fervida e malata. La domanda è semplice, e la risposta altrettanto. Cosa farebbe un perfetto gentleman inglese se si trovasse su un bizzarro arcipelago, infestato da aggressivi robot vestiti di tweed e in battuta di caccia? Elementare: berrebbe del the, fumerebbe la sua pipa e tra un boccone di haggis e l'altro cercherebbe di scappare.

Niente the!

L'allucinante premessa apre ad un vero e proprio survival game in soggettiva condito di un interessante aspetto procedurale, da giocare esclusivamente in solitaria, cercando di avere la meglio sulle diaboliche intelligenze artificiali. Ad ogni nuova partita sarà infatti chiesto al giocatore di caratterizzare le cinque isole che formeranno l'ambientazione di gioco scegliendo da una lista di differenti panorami (un castello, una palude, una distesa di campi e così via), dopodiché verrà automaticamente compilata la mappa di gioco, ogni volta diversa, e la caccia potrà avere inizio. Per quanto il gioco non spieghi molto all'inizio, lasciando volutamente che sia il giocatore ad ambientarsi, lo scopo sarà chiaro sin dai primi minuti. Per sfuggire al terribile arcipelago occorrerà recuperare un certo numero di frammenti di un misterioso dispositivo, portarli tutti in un apposito luogo e finalmente uscire dall'incubo.
Sebbene parlare di "esperienza horror" in un gioco in cui i nemici sono dei robot travestiti da baronetti inglesi durante una battuta di caccia appaia fuori luogo, fidatevi. Al calare del sole, nascosti tra l'erba alta e col volume al giusto livello, Sir, you are being hunted saprà regalarvi più d'un saltino sulla sedia.

Questo perché la curva di difficoltà, inizialmente piuttosto blanda, subirà una forte impennata una volta recuperati i primi frammenti. Non solo i robot si moltiplicheranno, soprattutto in prossimità dei frammenti da recuperare, ma si presenteranno anche in tipologie diverse, che non sveleremo per non rovinare eccessivamente la sorpresa. L'utilizzo delle armi da fuoco diventerà per forza di cose sempre più raro, non solo per via di una scarsità di proiettili sempre più accentuata, ma anche perché il rumore nella maggior parte dei casi finirà per attirare più attenzione del dovuto. Questo non significa che procedendo i fucili e i revolver (tutti caratterizzati da tempi di ricarica lunghissimi) non si useranno più, ma semplicemente che occorrerà farlo solo in seguito ad un attento studio del territorio, così da individuare gruppi di nemici sufficientemente isolati. E qui Sir, you are being hunted svela la sua natura fondamentalmente stealth, che richiederà al giocatore di nascondersi tra l'erba alta e scrutare attentamente i percorsi dei robotici gentlemen-cacciatori. Non mancheranno gli strumenti per creare diversivi, dalle sveglie, che una volta piazzate suoneranno dopo sessanta secondi attirando chiunque si trovi nelle vicinanze, alle tagliole, ottime per liberarsi in fretta di una minaccia.

Flemma inglese

L'incedere, soprattutto con l'avanzare delle ore di gioco, dovrà essere sempre più lento e ragionato, e si potranno perdere diverse decine di minuti anche solo per risolvere una situazione apparentemente semplice. Oltre a raccogliere i frammenti infatti, sarà necessario proteggersi anche dalla fame e dal sanguinamento provocato da eventuali ferite d'arma da fuoco, il che richiederà cibo e bende. Per ottenere questi ultimi occorrerà avvicinarsi alle porte delle case e recuperare quanto in esse abbandonato, senza però entrarvi. Gli sviluppatori non hanno infatti creato interni, e tutto quello che vedrete sarà un inventario da cui eliminare la moltissima immondizia, e raccogliere le poche cose utili, tra cui le rare munizioni e il cibo passabile. Dato che l'inventario è strutturato a caselle, qui entrerà in gioco un po' di strategia, dato che sarà necessario decidere in cosa investire il prezioso spazio, giostrandosi tra armi, munizioni, cibo, bende, strumenti (come le torce, o le accette) e i frammenti da riportare alla sorgente.
Una volta assodate queste meccaniche, a parte un costante incremento della difficoltà, Sir, you are being hunted non riesce purtroppo ad offrire altro. Le isole nascondono qualche piccolo segreto, che certo non sveleremo qui, ma si tratta spesso di elementi di limitato interesse, e la maggior parte del tempo la si spenderà a muoversi a velocità ridottissima, accovacciati e nel tentativo di studiare i percorsi delle guardie. Ci sarebbero stati molti modi per variare la formula di base, tutt'altro che malvagia, come il crafting, o incarichi secondari, che andassero al di là del mero recupero dei frammenti. Le risorse, ad esempio, una volta eliminata la spazzatura non sono poi moltissime, e l'elevatissima rarità di alcuni strumenti interessanti potrebbe far sì che ne troviate solo un paio durante un intero playthrough. Anche il fattore rigiocabilità si è purtroppo rivelato meno valido del previsto. È vero che l'ambientazione può completamente cambiare ad ogni nuova partita, ma una volta arrivati in fondo (in circa 7/8 ore), considerata anche la lentezza e l'elevata difficoltà delle ultime fasi, difficilmente si avrà voglia di ricominciare da capo.
Dal punto di vista tecnico, data l'estrema semplicità dell'engine parlare di qualità grafica è del tutto superfluo, mentre degno di nota è il design. La bizzarra campagna inglese, seppure sin troppo spoglia e vuota, riesce a comunicare un senso di disagio, e le diverse minacce robotiche non mancano certo di personalità.

Sir, You Are Being Hunted Sir, you are being hunted esaurisce una buona parte del suo indubbio fascino con l'atmosfera che è in grado di creare, a suo modo unica, e proprio quest'ultima potrebbe rappresentare una delle principali spinte all'acquisto. Guardando invece al gameplay, le meccaniche stealth tendono a limitare eccessivamente la possibilità per il giocatore di esplorare, attività peraltro del tutto fine a sé stessa quando non si tratti di trovare il successivo frammento. È un peccato, perché il bizzarro humour e la solidità delle meccaniche di gioco avrebbero meritato un lavoro decisamente più approfondito da parte degli sviluppatori. Così com'è, il gioco appare più come un divertissment a tratti delizioso che un'esperienza compiuta, non certo in grado di rivaleggiare, almeno dal punto di vista contenutistico, con altre bizzarre esperienze survival offerte dal mercato indie, su tutte quella di Don't Starve.

6.5

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