Recensione Skylanders: Trap Team

Nuova avventura per le creaturine di Activision

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Skylanders: Trap Team
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • 3DS
  • Wii U
  • Mobile Gaming
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il brand multimilionario di Skylanders torna, con l'ultimo Trap Team, in mano Toys For Bob, team di sviluppo che ha dato i natali alla saga nell'ormai lontano 2011. In questi tre anni la serie pubblicata da Activision ha saputo conquistare una smisurata fetta di pubblico, riuscendo a reinventarsi in maniera sempre convincente: se non con il capitolo “Giants” (piuttosto conservativo), perlomeno con il più recente Swap Force, capace di sfruttare in maniera molto convincente la dimensione “giocattolosa” delle statuette.
Trap Team si spinge ancora oltre, rappresentando a conti fatti l'avvio di una “seconda stagione” per il franchise: tanto che, per giocarlo, vi servirà un nuovo portale, oltre ad una serie bella consistente di personaggi inediti.
L'esborso richiesto per avere accesso all'esperienza di gioco (che - diciamoci la verità - non può fermarsi allo starter pack contenente trappole e Trap Master) è insomma piuttosto consistente. In cambio, l'ultimo Skylanders propone però una bella mole di contenuti, dedicati più evidentemente che in passato ad un'utenza molto giovane. I ritmi di gioco delle fasi d'azione, un po' meno accesi di quelli di Swap Force, riportano quindi il brand nelle mani dei più piccoli, mentre le (sfiziose) attività collaterali riescono comunque a garantire comunque una buona varietà, con qualche sfida pensata per i più grandicelli.

Caduti in trappola

L'apertura dello Starter Pack di Skylanders Trap Team è emozionante quanto fu quella del primo episodio. Al centro della scatola c'è infatti il nuovo portale, elegante e bellissimo. Gli Skylanders si poggiano adesso su una superficie trasparente, tenuta quasi “sospesa” dalla cornice circolare e dalla struttura che ospita le trappole, costruita come fosse cella cella buia in cui finiscono i nemici catturati.
La grande novità di Trap Team è proprio questa: ora è possibile “agguantare” le malvagie creature che popolano le Skylands e usarle in prima persona contro l'esercito di Kaos, ancora una volta deciso a scombussolare gli equilibri che regolano questo regno incantato. Per farlo bisogna infilare, nel nuovo portale, i cristalli di Traptanium, anche questi da acquistare singolarmente. Le preziose schegge di questo minerale permettono di catturare i nemici storditi dai nuovi Trapmaster, per conservarne una “copia digitale” che può essere evocata all'occorrenza.
Le creature sconfitte, insomma, finiscono in questo piccolo “totem” di plastica, con un effetto veramente incredibile: durante la fase di cattura, la loro voce scema dalla tv e si trasferisce nel portale, diventando sempre più forte. E siccome il portale ha luci che si accendono e uno speaker per riprodurre suoni, è come se le creature prendessero vita nella realtà. Una volta intrappolate, le sentirete parlare, lamentarsi, dire che lì dentro è troppo stretto e litigare fra di loro.
A livello di struttura di gioco, comunque, Skylanders Trap Team mantiene inalterate le caratteristiche della serie: ci troviamo di fronte ad un action platform concentrato molto sui combattimenti ma un po' anche sull'esplorazione. Le creature catturate possono essere richiamate in ogni momento in sostituzione dello Skyalnder che abbiamo posizionato sul portale, anche se non potranno restare in campo per un tempo illimitato. Questo espediente riesce a dare un po' di varietà all'azione senza doverla interrompere continuamente per cambiare statuetta, e risulta in ultima analisi molto riuscito, anche se la varietà e la caratterizzazione dei nemici da catturare non ha nulla a che vedere con quella dei protagonisti.

Sono sempre gli Skylanders, del resto, le vere Star, e su questo fronte il gioco non teme rivali. Il team di sviluppo si è impegnato per caratterizzare al meglio ogni “new entry”: Foodfight, ad esempio, è uno strano cavolfiore antropomorfo con un fucile spara-pomodori: oltre che in faccia ai nemici, potrà conficcare i suoi proiettili nel terreno, per far nascere delle belle piantine e raccogliere poi verdure ancora più grosse e succose, potenziando così i colpi in canna. Chopper può invece sorvolare le aree di gioco con il suo zaino-elicottero, bombardando dall'alto gli avversari. Ci sono anche i Minis, versioni ridotte dei personaggi storici, per chi si fosse perso le prime edizioni.
I Trapmaster rappresentano il pezzo forte della collezione, con le loro armi in cristallo e la mole più imponente: sono realizzati, come i nuovi personaggi di questa serie, con plastiche più morbide, e rappresentano la soglia d'ingresso imprescindibile per divertirsi con Trap Team. In tal senso, forse Activision avrebbe potuto gestire le cose in maniera un po' più delicata: le aree segrete dei livelli di gioco, infatti, adesso vengono aperte solo dai Trapmaster, e questo significa che -nonostante i vecchi personaggi siano tutti compatibili- per evitare di fermarsi di fronte alle porte che conducono nelle zone secondarie, bisognerà avere almeno un Trapmaster per ogni elemento. Una scelta davvero impietosa per tutti i collezionisti, e difficile da mandar giù per i genitori che devono far contenti i propri figli.
Senza Trapmaster, la progressione rischia di diventare un po' troppo lineare: c'è sempre la possibilità di far salire di livello i propri personaggi, e ma le aree di gioco (sempre indovinate dal punto di vista delle atmosfere e del colpo d'occhio) si attraversano senza digressioni. Oltre a questo, bisogna mettere in conto i ritmi di gioco un po' compassati, ed una componente action lievemente meno complessa rispetto a quella del vecchi capitolo. A conti fatti Swap Force ci era piaciuto un po' di più, anche in termini di esplorazione e struttura degli stage.

Per fortuna che poi Trap Team recupera in extremis con un sacco di attività secondarie, che si divertono a scuotere le fondamenta ludiche del prodotto. Ci sono minigiochi realizzati come un semplice Tower Defence e basilari Card Game, ma anche prove di abilità che ricordano platform bidimensionali vecchio stile. Rispetto ai minigame di Swap Force sono meno integrati nella progressione, ma riescono in buona sostanza a rendere l'offerta del titolo molto completa.
Come sempre delizioso il comparto grafico, che mantiene tutti i pregi del passaggio all'Alta Definizione avvenuto con lo scorso capitolo (anche al netto di qualche calo di framerate, che i più giovani non noteranno di certo). Più che i colori sgargianti di un mondo oramai ben conosciuto, l'impegno produttivo del team si intravede nella miriade di piccoli dettagli che accompagnano l'entrata in scena dei nuovi Skylanders (ma anche dei cattivi intrappolati), sottolineata da un intermezzo musicale a tema.

Skylanders: Trap Team Skylanders Trap Team è in buona sostanza un punto di ripartenza per la serie Activision. Nuovo portale, nuovi personaggi necessari per sbloccare le aree segrete, una progressione un po' meno trottante di quella dell'ultimo capitolo. Ovviamente la struttura è quella di sempre, familiare e consueta, qui resa più vivace dalla possibilità di controllare parallelamente due personaggi (uno Skylander posizionato sul portale ed un nemico catturato e spedito nella trappola opportuna). A livello di contenuti il gioco è bello pieno, con tante sfide e minigiochi che rappresentano una vera sorpresa (pur restando a margine dell'avventura principale). E tuttavia bisogna ammettere che, per quanto riguarda la complessità del level design e l'importanza dell'esplorazione, qualcosa si è perso. Il “problema” principale del titolo, tuttavia, è un altro: ovvero l'esborso richiesto per poter giocare senza sentire troppo il peso delle limitazioni. Oltre allo starter pack, è suggerito l'acquisto di almeno altri due Trapmaster e di un paio di trappole in più: diversamente, il rischio è quello di finire per perdersi buona parte del divertimento, impossibilitati a catturare le creature che più ci piacciono ed a visitare le aree secondarie. Activision si è dimostrata un po' furbetta, sicura della presa che il gioco ha sui fan di vecchia data e sui videogiocatori in tenera età. Non vogliamo fargliene una colpa troppo grossa, perché la qualità del titolo resta evidente, la cura per i dettagli esemplare, e la caratterizzazione dei nuovi Skylanders sempre riuscitissima. Eppure, non vorremmo che sulla lunga distanza l'enorme libertà di Disney Infinity si riveli, per le famiglie, economicamente più sostenibile.

8

Che voto dai a: Skylanders: Trap Team

Media Voto Utenti
Voti totali: 4
8
nd