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Recensione Skyshine's BEDLAM

Il roguelike post apocalittico di Skyshine Games che miscela strategia a turni e meccaniche da GDR si lascia alle spalle i cancelli dell’Early Access per solcare finalmente le Wasteland digitali.

Versione analizzata: PC
recensione Skyshine's BEDLAM
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

In attesa di metter le mani sull'imminente nuovo capitolo di Fallout, l'anno corrente ha già abbracciato gli estimatori del racconto audiovisivo post-apocalittico con un vigore che non si percepiva da tempo. Il merito, sostanzialmente, è da attribuire al ritorno dietro la macchina da presa di George Miller, unanimemente riconosciuto come uno dei padri del succitato immaginario fin dai primissimi anni Ottanta. E se con l'orgasmico Fury Road l'arzillo settantenne ha di nuovo infiammato gli inospitali deserti del cinema di genere, anche Avalanche Studios e Warner Bros, deviando l'entusiasmo del momento verso i terreni interattivi, hanno scelto la desolazione delle Wasteland e l'iconicità del folle Rockatansky per accaparrarsi un po' di facili consensi. Il 2015, però, non è ancora giunto al capolinea, e siamo sicuri che qualcuno, di adrenaliniche sfide fuori pista e personaggi over the top tanto nei modi quanto nell'estetica, non ne abbia ancora avuto abbastanza. Ebbene, Skyshine's BEDLAM, dopo un po' di rodaggio in Accesso Anticipato, è giunto in forma completa su Steam con un tempismo davvero invidiabile, così ispirato al filone milleriano da sembrarne quasi un'opera appendice. Insomma, c'è una blindocisterna già pronta per affrontare un nuovo viaggio. Varrà il nostro preziosissimo carburante?

A new Green Place

In un'epoca imprecisata di un universo alternativo, la città di Bysantine, un tempo florida metropoli, versa oramai in condizioni pietose. Lotte sociali, sovrappopolamento, scarsezza di materie prime e criminalità dilagante ne rappresentano soltanto lo strato più evidente, ed è per questo che un gruppo di mille civili ha scelto infine di unirsi a sedici valorosi soldati per gettarsi in una traversata estremamente pericolosa. Scortati all'interno del Boneshaker, gigantesca roccaforte mobile corazzata, i disperati solcheranno le vastità del Bedlam, sconfinato cimitero di sabbia e rottami che collega Bysantine con Aztec City, sorta di nuovo Giardino dell'Eden e destinazione ultima dei protagonisti di questa storia. Chi ha esperienza con racconti analoghi a questo, però, sa bene che le dune attirano come calamite un gran numero di brutti ceffi e il Bedlam, in questo senso, non fa eccezione. Sotto il sole cocente scorrazzano infatti i membri di quattro fazioni iraconde, e tutti, dai Cyborg ai Mutanti, dalle Intelligenze Artificiali ai Predoni, mirano ad arrestare la corsa degli esseri umani a nostro carico, conseguenza di una taglia che King Viscera -despota locale, una brutta copia dell'Immortan Joe madmaxiano- ha messo proprio sulla nostra testa. Ciò che di primo acchito può suonare come semplice spunto narrativo è invece parte integrante del gameplay di Skyshine's BEDLAM, ed è facile rendersene conto appena avuto accesso alla principale schermata di gioco: una vera e propria mappa della regione. Nei panni del Meccanico, misterioso figuro votato a preservare il leggendario mezzo blindato dagli agguati esterni, il giocatore è chiamato a scegliere passo dopo passo quali vie imbroccare nell'avanzata verso Aztec City, in un in-game che si mostra in primis come un continuo susseguirsi di bivi. Ogni strada, per essere battuta da principio a fine senza intoppi, richiede alla vettura un certo quantitativo di carburante, oltre a una riserva di cibo sufficientemente pingue da sfamare tutti i passeggeri a bordo. Fattori che, interfaccia alla mano, caleranno a picco chilometro dopo chilometro, ma che l'utente può incrementare raggiungendo certi siti particolarmente prosperi, oltre che rendere più duraturi modificando il Boneshaker con speciali celle energetiche, anch'esse da guadagnarsi col valore delle proprie azioni. A deviazioni d'itinerario corrispondono relative biforcazioni narrative, per cui ogni decisione porta il gamer a confrontarsi con una serie d'eventi specifici, che mai, di run in run, si presenteranno nello stesso ordine poiché generati in modo procedurale.

A seconda della direzione intrapresa capiterà d'imbattersi in viandanti dall'aspetto più o meno rassicurante; chiaramente, decidere di seguirne o meno i consigli, o addirittura di accoglierli a bordo, avrà determinate conseguenze, che nel migliore dei casi si traducono in un incremento di risorse, e nel peggiore nella morte di parte dell'equipaggio. È necessario poi specificare che siamo di fronte ad un titolo di forte matrice roguelike, che del genere sfrutta non soltanto l'associazione randomica dei singoli avvenimenti, ma anche -e soprattutto- un permadeath in grado di conferire ad ogni atto un peso particolarmente rilevante. Si fallisce a più riprese, in Skyshine's BEDLAM; eppure, ciascuna nuova partita porta con sé l'esperienza accumulata durante le precedenti, in quanto il ventaglio di accadimenti con cui ci si confronterà è sì abbastanza ampio, ma tutt'altro che illimitato. Dopo qualche ora di playthrough sapremo dunque come rispondere alla maggior parte dei dilemmi che il software ci sottoporrà di volta in volta a giudizio. Tuttavia, come vedremo nelle prossime righe, questo non è elemento sufficiente ad avere piena certezza che le nostre gesta condurranno la spedizione al trionfo.

Scacco matto

Attraversare il Bedlam, l'abbiamo scritto, significa imbattersi in plotoni di nemici ben motivati a sbarrarci la strada. Quando questo accade -e accade di frequente-, Skyshine's BEDLAM passa letteralmente dalle parole ai fatti, virando le proprie meccaniche verso i lidi della strategia a turni. Anzitutto il giocatore dovrà ragionare su quali tra i soldati del proprio roster mandare in battaglia, attingendo da sedici elementi suddivisi equamente in quattro classi. In una rapida panoramica troviamo i Deadeye, ovvero i cecchini, i Frontliner, guerrieri tank votati unicamente al corpo a corpo, e infine i Gunslinger e i Trencher, dotati rispettivamente di duplice mitraglietta e fucile a pompa. È possibile sguinzagliare fino a un massimo di sei combattenti, laddove meno se ne schiereranno più i benefici, in termini di efficacia delle risorse per passeggeri e automezzo, saranno sostanziosi a vittoria ottenuta. Lo schermo passa quindi a rappresentare una tipica arena a scacchiera con visuale isometrica, entro le cui caselle muoveremo i nostri uomini per un massimo di due azioni prima del turno avversario. Dalla nostra avremo le possibilità di monitorare sempre il range d'attacco di ogni membro del party, di spingere i singoli verso zone di copertura per rendere l'offensiva nemica più fallibile e, in casi disperati, di attivare il Boneshaker per sterminare in massa gli oppositori, a sacrificio però di un cospicuo numero di celle d'energia.

Gli antagonisti, di contro, beneficiano di un'IA particolarmente aggressiva e oltretutto, dopo tot turni, possono entrare in modalità Blitz, una sorta di berserker che consente loro di muoversi liberamente lungo l'area per alcuni secondi. In tale condizione, ma non solo, le perdite a sfavore dell'utente sanno farsi sentire impietosamente. È bene farci il callo: le sfide poste in essere dalla produzione Skyshine sono particolarmente brutali, purtroppo non soltanto come conseguenza di una competizione del tutto genuina. Va sottolineato innanzitutto l'eccessivo sbilanciamento delle già citate classi, per cui soprattutto i Deadeye, seppur utili all'headshot, cadono esangui al primo, pur lieve danno subìto e dunque risultano pressoché inutilizzabili. La questione si amplifica notevolmente imbattendosi in alcuni mostri giganti, mid-boss in grado di piegare l'esercito in poche mosse. È pur vero che questi, allorché annientati, accettano la sconfitta e si uniscono infine alla nostra causa, divenendo "pedine" importanti da sfruttare nelle sessioni di lotta seguenti. In generale, benché corredati da schede fitte d'informazioni che ne spiegano i retroscena, è comunque molto difficile affezionarsi ai singoli elementi del team, che vedremo cadere come mosche di minuto in minuto. La principale tattica che il software pare sollecitare è inevitabilmente quella di concentrarsi solo su pochi armigeri scelti -perlopiù Trencher e Gunslinger, gli unici capaci di sferrare attacchi sia dalla breve che dalla media distanza-, portandoli al rango di Veterano dopo poche uccisioni e, in puro stile GdR, seguitando a livellarli a scapito dei compagni più deboli, niente più che volgare carne da macello. Specie a ridosso di Aztec City, quando le resistenze si mostrano progressivamente più nutrite e coriacee.

Skyshine's BEDLAM Il problema di Skyshine’s BEDLAM è principalmente strutturale, per cui a ogni singola scelta effettuata si ha l’impressione netta e fastidiosa che la fortuna giochi un ruolo ben più decisivo di quanto sia lecito attendersi. Dalla sua ossatura modulare “alla libro game” fino alla seconda anima più propriamente strategica, il gioco vive di dinamiche spesse volte fuori dal pieno controllo di chi fruisce e sacrificate a un game over che, a causa del principio di morte permanente, sopraggiunge crudele e perentoria, come una stoccata in pieno petto. Se imparare a gestire al meglio le possibili pieghe degli eventi è soltanto questione di macinare run con pazienza e dedizione, è difficile affermare lo stesso in relazione ai combattimenti turn-based. Al di là della decisione di quali e quanti soldati schierare, infatti, tutto il resto è tenuto preventivamente all’oscuro del videogiocatore, dal numero di nemici in campo alla posizione in cui i nostri uomini verranno spawnati a scontro avviato. Il che, in termini strategici, è a tratti demoralizzante. Un evidente squilibrio tra le classi disponibili è l’ultima delle zavorre che impediscono alla produzione di spiccare il volo rispetto ad altre esperienze della stessa risma. E non nascondiamo un certo dispiacere, perché il titolo fornisce qua e là spunti davvero interessanti, specie in merito a una gradevolissima estetica in stile comic book e a una rigiocabilità non trascurabile, vuoi per i tanti oggetti sbloccabili, vuoi perché la costruzione a bivi dona quel po’ d’innata curiosità verso i nuovi eventuali sviluppi narrativi. Si tratta in ogni caso di un viaggio ludico insidioso, durante il quale, per alcuni, fermarsi anzitempo potrebbe non essere un imprevisto.

6.5

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