Recensione Slybots: Frantic Zone

Un nuovo sviluppatore italiano alla conquista di Steam. Il Team ERROR ci propone un twin stick shooter robotico, principalmente dedicato al multiplayer ma uscito forse un po' troppo presto dall'Early Access.

Versione analizzata: PC
recensione Slybots: Frantic Zone
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Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Ultimamente ci capita sempre più spesso di imbatterci in qualche sviluppatore italiano in cerca di fortuna. Segno evidente che anche nel nostro paese, finalmente, inizia ad aumentare la voglia di farsi sentire, di allontanarsi dall'anonimato e scrollarsi di dosso la fama di mercato poco prolifico in ambito videoludico. Pochi giorni dopo aver parlato di Zheros, particolare beat 'em up a scorrimento di Rimlight Studios recentemente approdato su Xbox One, oggi è il turno di Slybots: Frantic Zone, curioso dual-stick shooter competitivo (ma non solo) sviluppato dal Team ERROR. Sarà in grado di emergere dalla massa in un mercato così spinoso e sovraffollato come quello del caotico negozio digitale di Valve?

Robottini alla riscossa

Anche gli sviluppatori di Slybots, come molte delle "nuove leve" che hanno recentemente cercato dii imporsi nel mercato videoludico moderno, se sono arrivati a pubblicare un gioco completo tutto loro lo devono principalmente al famoso programma early access di Steam. Il problema è che, per quanto sia teoricamente uscito dall'accesso anticipato, il gioco in oggetto continua a mostrare importanti lacune contenutistiche anche per quanto concerne la sua componente principale: quella dedicata al multiplayer. Niente di allarmante, sia chiaro: gli sviluppatori hanno già dimostrato di avere tutte le intenzioni di continuare a supportare il gioco attraverso update gratuiti frequenti e corposi, che vadano ben oltre la semplice risoluzione di bug. L'ultimo è arrivato giusto qualche giorno fa ed ha portato, oltre a notevoli migliorie di vario tipo ai menu di gioco, anche una mappa nuova di zecca per l'endless mode, modalità single player di cui parleremo in seguito. Il gioco c'è tutto e funziona molto bene, ma per essere un titolo che punta quasi interamente sul multigiocatore competitivo in locale (per il momento manca una componente online, su cui il team sta già lavorando e che dovrebbe arrivare a breve), l'idea di dover scegliere la modalità da una striminzita lista che ne conta soltanto due (per altro abbastanza classiche) non ci è parsa così esaltante. Potremo cimentarci in un tipico Deathmatch oppure in una rivisitazione dello storico "Cattura la Bandiera", in cui per una volta, anziché cercare di recuperare un'inutile stendardo, saremo costretti a impossessarci di una ben più utile (almeno per dei robot) batteria gigante. Ciascuna delle due è giocabile sia in versione "tutti contro tutti" che a squadre, ma il risultato finale in realtà non cambia poi più di tanto.

Il gameplay è abbastanza scheletrico ma funzionale: interpreteremo dei simpatici robottini impazziti, ribellatisi ai propri creatori in seguito ad un non meglio precisato errore di sistema. Tali robot saranno in grado di sferrare attacchi "corpo a corpo" usando delle spade, di sparare ai nemici con un'arma laser oppure agire di soppiatto per cogliere di sorpresa l'avversario. Grazie ai nastri trasportatori potremo spostarci da un punto all'altro della mappa in un istante, azione resa ancor più imprevedibile dalla possibilità di selezionare ogni volta un punto di rientro scelto dal giocatore tra i quattro disponibili nell'arena. L'intero impianto ludico del gioco si basa su dinamiche che ricordano molto da vicino quelle dei tradizionali dual-stick shooter, con un pizzico di pepe in più aggiunto - almeno in teoria - proprio dalle sopracitate velleità stealth del titolo. Giocando in multiplayer, in realtà, ci siamo scontrati principalmente con la parte più scalmanata e spensierata di Slybots, quella che potrebbe tranquillamente farvi passare delle ottime serate stravaccati sul divano in compagnia dei vostri amici.

Non aspettatevi tatticismi di sorta, cercate di dimenticare in fretta le "imboscate" di cui si diceva, e tutto andrà bene: in multiplayer, del resto, è praticamente impossibile fregare i giocatori umani usando un nastro trasportatore oppure cercando di confondersi tra gli altri robot disattivati e tra le casse. E, come se non bastasse, l'azione è solitamente così frenetica da non consentirvi neanche di avere il tempo per pensare ad un piano intelligente con cui metterli in difficoltà. Cercare di agire di soppiatto non è soltanto inutile, ma talvolta addirittura controproducente; tali funzionalità sembrano davvero fuori posto se messe di fronte ai ritmi di gioco scalmanati che animano le rapidissime partite con gli amici o con i bot. Cercate piuttosto di affinare la vostra mira e di imparare a conoscere le mappe, che invece sono tutto sommato abbastanza numerose. Non mancano infine alcuni power-up interessanti, i quali ci consentiranno di lanciare granate oppure modificare il comportamento della nostra arma. Ma anche questi, tanto per cambiare, ci sono sembrati pochi e non troppo incisivi.
Se tuttavia eravate rimasti incuriositi proprio dalla possibilità di architettare azioni furtive, comunque, non tutto è perduto: se è vero che le curiose meccaniche stealth non vengono valorizzate a dovere nel resto del gioco, trovano comunque una loro dignità e importanza nelle "Sfide" e soprattutto nell'endless mode, che altro non è se non l'ennesima declinazione della classica "orda" che conosciamo da tempo: dovremo sopravvivere a ondate di nemici sempre più tosti e complessi da contrastare, eliminandoli prima che questi possano raggiungere l'uscita (non appena ci faremo scappare dieci nemici diversi, sarà game over). Si tratta di modalità dalla difficoltà non indifferente, rese ostiche soprattutto dall'utilizzo costante, da parte dei nemici, di nastri trasportatori e altre peculiarità dell'impianto ludico del titolo, che in questo frangente si rivoltano contro di noi allo scopo di complicarci la vita.
Abbracciando una filosofia spiccatamente arcade, l'obiettivo -in entrambi i casi- è quello di raggiungere punteggi sempre più alti nel tentativo di scalare la leaderboard e superare gli altri giocatori in una sorta di competizione asincrona senza fine. Per quanto siano molto divertenti, tuttavia, queste modalità restano secondarie e marginali nell'economia di gioco, soprattutto perché attualmente appaiono tutt'altro che ricche di contenuti. E' quasi spiazzante, quindi, la cura con cui sono stati realizzati i mini-livelli che fanno da tutorial, i quali ci insegneranno, oltre ai comandi di base del gioco, a camuffarci per passare indenni di fronte alle varie torrette disseminate per la stanza e persino a muoverci nell'oscurità utilizzando una torcia. Siamo rimasti sinceramente contrariati quando abbiamo scoperto che, oltre al tutorial, c'erano solo due sfide, perché in tutta onestà, a noi una sorta di avventura composta da un numero dignitoso di questi livelli non sarebbe dispiaciuta affatto. Ma Slybots è chiaramente qualcosa di diverso, e quelle modalità, nella mente degli sviluppatori, non sono nient'altro che un piacevole contorno. Un riempitivo che, a nostro avviso, avrebbe potenzialmente essere addirittura più interessante delle portate principali.

Slybots: Frantic Zone Slybots; Frantic Zone è un gioco molto divertente e diretto, perfetto per far baldoria in qualche serata tra amici. Allo stato attuale dei fatti, tuttavia, la creazione del Team ERROR non brilla né per densità dei contenuti, né per inventiva. Lo stile grafico è riuscito e solitamente apprezzabile, condito da elementi di media fattura affiancati da altri decisamente più efficaci, come ad esempio l'eccellente sistema d'illuminazione. Peccato che le sue capacità vengano messe in particolare risalto soltanto in uno stage della modalità "Sfide" per poi finire immediatamente nel dimenticatoio. E questo, fondamentalmente, è un po' il destino di tutte le feature più interessanti della produzione, che in realtà non sarebbero neanche poche. Le stesse dinamiche stealth, uno dei potenziali elementi di innovazione che avrebbero potuto far emergere Slybots dalla massa, tendono a farsi particolarmente evanescenti non appena proviamo a lanciarci in una delle convulse partite multiplayer del gioco, e brillano soltanto nell'accessoria modalità sfide e nell'endless mode. Il supporto costante garantito dal piccolissimo team di sviluppo è comunque encomiabile, e il prezzo del gioco invitante. Se avete tre amici con cui passare qualche serata in compagnia, Slybots: Frantic Zone potrebbe sicuramente apparire come un ottimo acquisto, soprattutto in vista dei contenuti che verranno sicuramente implementati nei mesi a venire, primo tra tutti il già annunciato supporto per l'online.

6.5

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