Recensione Sonic Colors

Il ritorno del porcospino blu. Recensito il coloratissimo nuovo capitolo di Sonic

Sonic Colors

Videorecensione
Sonic Colors
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Wii

Negli ultimi anni, dopo la costante depressione del livello qualitativo del brand, parlare di Sonic è diventato quasi un tabù. I fan della saga, quelli più estremisti, non vedono di buon occhio le nuove iterazioni del loro personaggio preferito, vuoi per la paura di un’altra delusione, vuoi per per la nostalgia di un passato idealmente perfetto, marmoreo nella sua bidimensionalissima gloria. Ma se è vero che i fasti antichi sono oramai perduti per sempre, questo non significa che Sonic non possa in qualche modo riguadagnarsi un posto nel cuore degli appassionati. Prendendo proprio le sue origini come metro di paragone, e correndo con la stessa, risoluta ostinazione che da sempre è stata tipica del porcospino blu. Procedendo semmai in una direzione parallela, che senza seguire lo stesso tracciato, arriva però esattamente al medesimo traguardo.
Quel traguardo si chiama Sonic Colors.

Veloce, come una volta...

Il malefico Dr. Eggman ha in progetto la costruzione di un enorme parco divertimenti interstellare. E poco importa se questo significa sacrificare e "industrializzare" una serie piuttosto numerosa di pianeti, con i loro abitanti (buffe creature fluttuanti, i Wisp) destinati ad essere schiavizzati per i loschi fini dell’antagonista. Sarà ovviamente il nostro porcospino blu a dover sventare la minaccia di Eggman, correndo e saltando tra i numerosi livelli che compongono il mondo di gioco. Questo, in poche parole, l’impianto narrativo, di certo non indispensabile ai fini dell’esperienza ludica di un platform, ma comunque raccontato piacevolmente attraverso diverse cutscene piuttosto divertenti, tra dialoghi, battute, e un Tails più sveglio del solito.
Ma più che la trama, che segue un'impronta narrativa a volte anche un po’ forzata, è la formula di gioco -il gameplay- a fare di Sonic Colours quello che è: il perfetto ritorno su schermo di una delle icone videoludiche più amate di sempre. La meccanica, come si è già potuto intuire, ricalca fedelmente quelle dei celebri episodi precedenti: la maggior parte delle ambientazioni è strutturata in senso orizzontale, con qualche eccezione che prevede il movimento in tre dimensioni ed alcune situazioni particolari che sfruttano strane inversioni delle forze gravitazionali (e non può non venire in mente il nome di Super Mario Galaxy, che Colors si sforza in tutte le maniere di ossequiare). Studiando attentamente il level design, tuttavia, si nota che il gioco presenta un particolare ed interessante dualismo legato strettamente all’indole del singolo giocatore. Chi intraprende l’avventura è posto di fronte ad una scelta, ovviamente del tutto intima e non vincolante: darsi alla velocità più pura, evitando gli ostacoli al momento giusto e facendosi circondare dal blur, oppure conoscere meglio le ambientazioni, più lentamente, scoprendone ogni segreto ed eventuale bonus? È una scelta che, in qualsiasi modo venga affrontata, non snatura (come si potrebbe pensare ad un primo sguardo) l’indole di Sonic, ma ne fa evolvere le meccaniche aggiungendo una profondità esplorativa che nella serie non ha mai goduto di troppa importanza. Inutile, questo innesto da "adventure game", in un gioco di Sonic? Affatto: le ambientazioni, questa volta, sono colme di passaggi segreti, bonus, luoghi raggiungibili solo effettuando un determinato salto in un determinato momento, e tutte presentano sfaccettature nascoste. Scoprirle è chiaramente facoltativo, ma l'inserimento di "un'altra faccia" in ogni schema, ha un grandissimo impatto ludico.
Buonissima anche la varietà visiva e concettuale: i livelli lungo cui ci troveremo a correre saranno ora stracolmi di architetture fatte di torte e dolciumi, ora invece più cupi e tecnologici. Senza dimenticare i chiari sfondi bucolici fatti di prati e costruzioni particolari, che tanto ricordano i cromatismi spensierati dei primi episodi. Col riuscito espediente del parco giochi interspaziale, Sonic Colors presenta una notevole varietà di location, che riuscirà ad accontentare anche il palato più esoso.
Nel ricordare le sue origini, in questo ritorno alla bidimensionalità, Sonic Colors non si dimentica poi degli scontri con i boss, presenti al termine di ogni mondo di gioco: sono tutti spettacolari e particolarmente ispirati, nonostante presentino un livello di difficoltà medio-basso (in linea col resto della progressione) che potrebbe far storcere il naso ai più esperti. Tra rapidi passaggi di prosepttiva, basterà qualche minuto per capire le meccaniche (sempre uguali) e i punti deboli del nemico, e poi attaccarlo grazie anche all’ausilio di riusciti espedienti di level design, ben incastonati nei grandi ed elaborati scenari della battaglia. Questa "perfezione strutturale" si riflette anche in ogni parte della produzione, con livelli sempre diversi, enormi, veloci e colorati, che non fatichiamo a collocare ai primi posti delle realizzazioni tecniche e concettuali mai viste su Wii.
E se pensate che per aver ragione di ogni passaggio del gioco basti correre verso destra, siete decisamente fuori strada. Alcuni ostacoli saranno del tutto insormontabili, e costringeranno il giocatore a fare uso di alcuni poteri speciali dall’effetto momentaneo (garantiti dai Wisp di prima), che conferiranno a Sonic nuove abilità e soluzioni. Si potrà, ad esempio, usare una enorme trivella per farsi una strada all’interno dei terreni più morbidi; tenere premuto il tasto A al momento giusto per far fluttuare in aria il protagonista; oppure spararlo in alto come fosse un missile, senza pensarci due volte. Proprio l'inserimento di queste nuove abilità, che è lo spunto per il sottotitolo della produzione, riesce a variegare ulteriormente il Gameplay, rendendolo completo sotto ogni punto di vista, e garantendo al videoplayer il "piacere della scoperta", spesso negato dalle ultime produzioni del porcospino.
E la longevità? Appurato che Sonic Colors non è così difficile, dura almeno abbastanza? Anche in questo caso, dipende dall'indole dell'utente. Per terminare l’avventura principale non ci si mette più di cinque o sei ore, ma a migliorare la situazione (e la rigiocabilità) ci pensa la presenza di varie medaglie disseminate lungo i sentieri di gioco (collezionando le quali si avrà accesso al Game World, una sorta di emulatore di Sonic del Dr. Eggman, che offrirà un’ulteriore sfida). I numerosi bonus segreti, legati proprio alla complessa costruzione di ogni schema, soddisferanno senza ombra di dubbio chi cerca il completamento al 100%.
Discretamente divertente anche il gioco in multiplayer, che permette di intraprendere l’avventura con qualche amico, oltretutto con la possibilità di sostituire i propri Mii ai personaggi della serie.

...forse anche troppo

Si è parlato della nuova dimensione offerta dal gameplay, quella prettamente esplorativa, da cui purtroppo dipende qualche imprecisione di un sistema di controllo altrimenti perfetto (che tra l’altro usa le peculiarità del WiiRemote solo marginalmente, in fase di attivazione dei poteri speciali). La calibrazione del control stick, ad esempio, è evidentemente pensata per un gioco in velocità, mettendoci tra le mani, almeno durante le fasi esplorative, un control scheme non sempre preciso e a volte frustrante e difficoltoso da gestire (insomma, scordatevi la precisione millimetrica di un Super Mario Galaxy). Ed è un peccato, soprattutto perché se scegliessimo di esplorare ogni angolo di una location, dovremmo prima spendere un po’ di tempo ad imparare a domare la levetta analogica.
Basterà qualche ora di pratica, comunque, perché il presentarsi di tali situazioni diventi sempre più raro e ci si riesca ad allineare con la particolare sensibilità richiesta dal gioco nelle fasi più lente.

Concludiamo con un doveroso giudizio riguardante il lato tecnico del titolo, che non può che adattarsi al resto della produzione. Come s’è già accennato, sul fronte grafico Sonic Colours rappresenta una delle vette più alte mai toccate dalla console Nintendo: gli scenari sono enormi e ben caratterizzati, e scorrono sotto gli occhi del giocatore senza soluzione di continuità. I colori sono sempre accesi e vivaci, e tra un campo soleggiato, una torta cosparsa di praline, e un insieme di circuiti persi nello spazio, le ambientazioni riescono a dare l’idea di un mondo vivo e pulsante. A volte, l'avanzamento riesco anche a stendere un velo di celata malinconia per quello che sta succedendo a questo strano universo, barbarizzato e ingrigito dalla malvagità di Eggman. Stesso discorso vale per i modelli poligonali dei personaggi, generalmente ben caratterizzati e ben inseriti nel mondo di gioco, con la sola eccezione di qualche nemico non troppo ispirato e senza caratteristiche di rilievo. La produzione si difende bene anche in campo audio, con musiche e temi veloci e galvanizzanti che non fanno che accrescere l’atmosfera del gioco: vi troverete a correre per le ambientazioni spinti da un sottofondo musicale in crescendo, che oltre a costituire un azzeccatissimo accompagnamento sonoro, vi farà immergere completamente nell’universo di Sonic.

Sonic Colors Sonic Colors è quello che ogni fan del porcospino blu attende da anni: un gioco veloce, frenetico, che ricalca le linee delle produzioni precedenti e le migliora, ampliandole, in un tripudio di effetti di velocità concentrati in un bellissimo level design. Peccato solo per alcune imprecisioni nel sistema di controllo e un livello di sfida non altissimo, fattori che comunque non vanno ad inficiare in alcun modo la qualità di un prodotto del genere. Sonic, quello vero, è ufficialmente tornato.

8

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