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PS4 Lancio

Recensione Sound Shapes

Queasy Games ci conquista con semplicità

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Sound Shapes
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sound Shapes dev'essere uno di quei giochi da intellettuali, viene da pensare di fronte alla grafica che più minimale non si può, ed alle forme semplici e stilizzate - che sembrano quasi scarabocchi colorati.
E invece no: il titolo firmato Queasy Games è uno degli esperimenti musicali più brillanti degli ultimi anni; un prodotto che straccia le regole del platform amplificandone a dismisura la componente ritmica, e trasforma i livelli in spartiti dinamici con cui il giocatore interagisce costantemente.
Gli osservatori più attenti ed i più esperti frequentatori del mondo indie non faranno fatica a riconoscere, dietro al look "artigianale e quotidiano" degli elementi grafici, la mano di Jonathan Mak. Ed in effetti è proprio il creatore di Everyday Shooter (recuperatelo) che ha dato i natali a questa piccola perla del videogaming moderno.
Pubblicato nell'estate dello scorso anno su PsVita e Ps3, Sound Shapes si trova anche sullo store PlayStation 4 dal giorno del lancio. Ovviamente, se l'avete già acquistato non c'è bisogno di rimetter mano al portafoglio.
L'edizione Ps4 di next-gen ha ben poco, ma visto che dopo il lancio si prospetta un inverno di magra per le nuove console, l'occasione è quella giusta per scoprire un prodotto curioso e creativo. E se magari Sound Shapes l'avete già giocato e abbandonato, potreste fare un salto a vedere quanti stage sono stati creati dalla community: resterete semplicemente stupefatti.

Ossessioni sonore

Sound Shapes è un platform 2D neppure troppo classico, ma che si distingue - più che per l'estro delle dinamiche di gioco, per la sua costante ossessione per la componente sonora. L'accompagnamento musicale è molto più che un semplice orpello artistico, e fin da subito si identifica come elemento portante del gameplay. Il breve tutorial illustra in maniera diretta quelle che sono le caratteristiche del gioco: ogni elemento, all'interno dello stage, emette un suono. I fasci laser gracchiano a tempo, i pistoni si muovono seguendo i bpm, i nemici oscillano ritmicamente seguendo con precisione le battute in quattro quarti.
Ma più che questo, a delineare il tessuto sonoro degli stage sarà la possibilità di raccogliere delle "monete", che progressivamente aggiungeranno una nota o un riff al tema di sottofondo.
Ben presto ci si scopre trascinati dal ritmo interno di ogni livello: ciascuno stage ha le sue regole musicali, le sue suggestioni, i suoi tempi. Seguendo la musica sarete in grado di schivare trappole, evitare avversari, prevedere con meticolosa precisione il moto degli ingranaggi che compongono stage machiavellici.
L'avanzamento, in Sound Shapes, non è mai troppo complesso o punitivo. Toccare una delle letali superfici rosse significa semplicemente tornare al checkpoint precedente. Non ci sono tempi morti, e subito ci si ritrova nel bel mezzo dello stesso impasto musicale.
Anche se non si concentra su dinamiche in grado di esaltare la purezza dei salti, insomma, Sound Shapes è un platform trascinante, rapido e pieno di trovate interessanti. Seguire le routine cadenzate dei nemici, oppure arrampicarsi sulle superfici appiccicose per cambiare prospettiva, e correre a testa in giù tra le schermate che compongono gli stage, è un'esperienza in qualche modo magnetica.
Il merito è ovviamente della colonna sonora, che nei ventidue livelli che compongono la campagna principale, esibisce soluzioni veramente incredibili. Ogni stage è dominato da uno stile musicale e visivo differente, andando a comporre una varietà tale da lasciare a bocca aperta. Si resta abbagliati dagli arrangiamenti di chitarra e dai colori delicati e morbidi di Hello, World, stage iniziale la cui musica è composta da I Am Robot And Proud, artista canadese noto per le sue composizioni di elettronica. Veniamo poi intimoriti dal questo mondo distopico, grigio e animato da cigolii e colpi metallici titolato Corpreal, che vanta la collaborazione di Jim Guthrie già autore della soundtrack di Sword & Sworcery, di cui lo stage ricorda anche lo stile grafico. Affascinano invece i panorami di Beyonder, che richiama da vicino l'antica arte visiva giapponese e riempie l'aria di rilassante musica chillout elettronica. D-Cade è il regno dei colori acidi e della musica dance che, non a caso, è stata creata per l'occasione dal famosissimo deadmau5 . Cities, infine, è l'inno di una città distrutta da un conflitto e progressivamente fagocitata da un divampante incendio: i cori che inneggiano a questa distruzione e i riff di chitarra che ritmano il movimento dei missili sono tanto inquietanti quanto ipnotici.
Da questo punto di vista Sound Shapes è insomma un vero e proprio percorso di suggestioni, che esibirà il suo elegante spettacolo stuzzicando potentemente i vostri sensi. Non si può che rimanere affascinati dall'efficacia con cui gli artisti che hanno collaborato alla creazione dei mondi di Sound Shapes sono riusciti a dare vita a minute opere d'arte così vive, vibranti ed efficaci. Giocare a Sound Shapes, insomma, significa spesso venirne assorbiti.

Crea, Gioca e Condividi

Ma l'esperienza del gioco non si esaurisce assieme alla campagna. Il titolo, anzi, fa proprio il mantra "Crea, Gioca e Condividi" che fu di Little Big Planet, e vi concede un editor per la creazione degli stage. L'elemento principale da tenere in considerazione è la barra del ritmo, che si muove da destra verso sinistra. Seguendone il movimento, è possibile aggiungere in ogni quadro un effetto sonoro fra i tanti accumulati, e lavorare sull'impianto musicale come se ci trovassimo di fronte ad un semplice sequencer. Troviamo un numero impressionate di strumenti, ed ogni nota può essere alzata e abbassata, per sbizzarrirsi a creare il nostro sottofondo. Spingendosi oltre ai margini dello schermo si crea un'altra stanza: possiamo a questo punto aggiungere suoni, per strutturare un crescendo musicale che culmini con la fine del livello. Tutto lo stage va composto con figure geometriche e abbellito con gli altri elementi accumulati superando i livello dello story mode.
L'operazione di creazione è molto più immediata rispetto a quella di Little Big Planet, proprio per il minimalismo visivo e la presenza di un solo piano prospettico: il focus sull'impasto sonoro, la semplicità di utilizzo e l'efficace riduzione del superfluo rendono l'operazione compositiva al contempo molto creativa e poco frustrante.
Forse l'editor della versione Ps4 (così come di quella PlayStation 3) è un po' più macchinoso rispetto a quello "tattile" che si trova su Vita, ma l'immediatezza non manca.
Se però non vi sentite creatori, non disperate: la forza di Sound Shapes sta proprio nella community.
Nei mesi trascorsi dopo l'uscita originale, su Sound Shapes hanno lavorato un numero impressionante di aspiranti level designer, compositori in erba, creativi.
Un anno dopo l'uscita, Sound Shapes è un titolo enormemente più vario, completo ed entusiasmante, grazie proprio alla risposta eccellente della comunità di creatori. Accedendo all'apposita sezione, si trovano per altro gli album selezionati da personalità di spicco dello sviluppo o le collection assemblate dai grandi network d'oltre oceano. Se non siete curiosi di sapere quali sono gli stage preferiti da Gamespot, almeno date un'occhiata alla selezione di Shuei Yoshida o del team Santa Monica: vi assicuriamo che resterete impressionati. La gamma di emozioni e stili esplorata dai livelli costruiti dalla community è impressionante, e si trovano sonorità diversissime che spesso collidono con un colpo d'occhio forte e particolare. Ci sono esperimenti stravaganti, livelli che si giocano da soli, cupe litanie e persino stage lirici, ed accedere a questi contenuti, visto il minimalismo tecnico e l'assenza totale di tempi di download, è tremendamente più immediato di quanto non fosse nel già citato titolo Media Molecule.
Ad oggi, l'apporto della community non ha creato soltanto una mole impressionante di contenuti, che allunga a dismisura l'esperienza di gioco: ha anche mostrato quanto sia importante la musica come perno creativo, e quanto sia facile comunicare, costruire ed esprimersi grazie a qualche riff che all'improvviso rompe il silenzio.

Sound Shapes Non è il titolo con cui vi immaginavate di inaugurare la Next-Gen. Ma -fidatevi- è un titolo che saprà tenervi compagnia, e vi conquisterà in un batter d'occhio. Sostenuto da un'idea brillante -e brillantemente sviluppata- il platform ritmico e musicale di Queasy Games finirà per appiccicarvisi addosso, spingendovi ad esplorare l'infinità di stage creati dalla community. Una volta finita la condensatissima esperienza della campagna (breve ma musicalmente imperdibile), davanti a voi si aprirà un modo di stage sempre stimolanti. E per fortuna, grazie ad un sistema di categorizzazione che permette ai creatori di mettere in rilievo i livelli migliori, non vi sentirete mai “persi” in un mare di contenuti, ma anzi guidati dal team e da altre voci autorevoli nella scoperta dei risultati più creativi. Che l'abbiate già giocato o che sia una novità, scaricate Sound Shapes: è un paltform semplice, che smussa il grado di sfida e non si concentra troppo sulla puntigliosità delle dinamiche di salto; ma è anche uno dei pochi titoli che così bene Sto arrivando! accordare gameplay e musica.

8.5

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