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Recensione Spectromancer Truth & Beauty

Recensita l'ultima espansione per Spectromancer, il card game dell'ideatore di Magic

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Nell’ormai lontano 2008 veniva pubblicato online Spectromancer: un videogame di carte collezionabili partorito dallo studio indipendente Apus Software.
Il gioco ci trasportava in un classico mondo fantasy sull’orlo dell’apocalisse oscura, e a noi era riservato il compito di affrontare duelli in successione armati di carte magiche fino a raggiungere il potere che ci avrebbe consentito di salvare il creato.

Sospesi nel tempo

Ripassiamo velocemente il sistema di gioco formulato da Spectromancer.
Una volta scelta la classe di appartenenza del nostro alter ego, avremo modo di mettere il nostro fedele deck all’opera. Le carte si dividono in tanti gruppi quanti sono gli Elementi. Quattro sono quelli di base, Terra, Aria, Acqua e Fuoco; ma ad essi si aggiungono altri gruppi speciali, che sono gli elementi extra legati alle varie Classi esistenti nel mondo di Spectromancer.
Dunque ogni tipologia di guerriero formerà il suo mazzo da battaglia scegliendo accuratamente quattro carte per ognuno dei cinque elementi a sua disposizione, cioè i quattro generici più il proprio elemento caratterizzante, per un totale di 20 carte giocabili in ogni momento.
Ogni giocatore dispone di una quota fissa di Punti Vita che naturalmente costituiscono la sua energia residua, che va preservata mentre si attenta a quella dell’avversario. Ci sono poi i Punti Magia, o Punti Elemento: avremo un certo ammontare di Punti del Vento, dell’Acqua e così via, che ci serviranno per pagare il costo magico delle carte che decideremo di giocare. Ad ogni turno ci viene automaticamente restituita una piccola parte dei punti magici per poter continuare ad evocare carte alleate.
Le carte, che possono essere di tipo mostro o incantesimo, oltre ad avere un costo di evocazione elementale hanno dei valori di attacco e difesa, necessari a calcolare gli esiti dei duelli ed i punti di danno inflitti al giocatore che subisce l’attacco. Il funzionamento è piuttosto semplice: troppo semplice, in verità. Spesso infatti ci ritroveremo a non pensare troppo a quale carta sia meglio giocare in un dato momento, senza che questo significhi necessariamente la nostra disfatta. Il ritmo è piuttosto serrato pur non risultando incalzante, tutt'al più gradevolmente confuso.
Gli scontri a suon di carte incantate offrono alla nostra vista la semplice griglia di gioco, con spazi per punti vita, caratteristiche del nostro deck, segnalini e quant’altro. In altri momenti le brevi sessioni in cui interagiremo -si fa per dire- con i personaggi secondari, incontrati sulla solita mappa di tolkeniana memoria, offrono visuali semplicistiche e diremmo piuttosto scialbe.
Le nuove espansioni di Spectromancer non apportano nessuna novità né al sistema di gioco né al comparto tecnico del videogame: se quest’ultimo era già nel 2008 alquanto spartano, oggi è semplicemente spoglio e poco gradevole, nonché persino in bassa risoluzione dato che non potremo andare oltre i 1024x768 pixel. Se disponiamo di un monitor solo vagamente al passo coi tempi le alternative saranno di giocare in versione fullscreen con evidenti scalettature dei contorni della grafica bidimensionale o di accontentarsi di una finestra di modeste dimensioni.

Verità e Bellezza?

In cosa consistono dunque i nuovi pacchetti messi a disposizione degli utenti? Con 9,99 euro andiamo in verità ad acquistare non già solo un'espansione, ma il gioco base completo aggiornato alla versione 1.2 Truth and Beauty, comprendente dunque le sei classi originarie e quelle aggiuntive per un totale di dodici possibili scelte.
Ogni classe va a differenziare, benchè con un minimo impatto, la storia alle spalle del nostro protagonista e introduce un quinto elemento peculiare da affiancare ai quattro basici, nonchè una modesta serie di carte uniche relative appunto a questo elemento.
Il gameplay quindi non muta granchè tra le varie versioni del titolo e l’introduzione di classi e carte è più che altro un’aggiunta nominale, che di fatto non costituisce un valido incentivo all’acquisto o alla riscoperta di un gioco che forse non ha mai avuto molto da dire.

In pieno tenore fantasy, la riedizione di Spectromancer va ad aggiungere alle categorie speciali già presenti nel gioco base (Holy; Necromancer; Mechanical; Dominator; Chaos; Illusion) le classi del Demon, del Sorcerer e del Beastmaster (pacchetto League of Heroes, rilasciato a pagamento nel 2010) e infine del Goblin, dell’Eremita e del Chronomancer (il nuovo pacchetto Truth and Beauty che include anche la precedente espansione). In totale avremo quindi 48 nuove carte che si aggiungono alle precedenti 96 per un totale di 144.
Cosa rimane dopo tre anni delle buone intenzioni di cui era armato Spectromancer? Davvero poco, soprattutto perché la concorrenza si è evoluta e fatta più agguerrita. Ad oggi non sono più pochi i videogames che, in varie declinazioni, coniugano un'avventura in stile RPG a combattimenti puzzle; e se anche fossero pochi, sono decisamente più al passo coi tempi ed i gusti del pubblico. In questo sovraffollato panorama, persino le stelle di prima grandezza del settore vivono un periodo di stanca.
Spectromancer è un videogame nato senza troppe ambizioni, poco più che un esercizio di stile indie per Richard Garfield: c’è poca diversificazione tra le carte disponibili, poca caratterizzazione del mondo di gioco, poca attenzione per il lato tecnico, ed il tutto si traduce in un'esperienza in fin dei conti non sgradevole, ma alquanto superficiale.

Spectromancer Ai team di sviluppo Apus e Three Donkeys LLC facciamo notare che espansioni contenutisticamente così povere ma vendute all’esorbitante prezzo di 9,99 euro, sebbene più che espansioni siano di fatto una rimessa sul mercato del pacchetto completo, difficilmente smuoveranno i destini di pesci piccoli e anacronistici come il titolo in parola. Alla luce del fatto che la scarna esperienza ludica proposta da Spectromancer si può considerare per certi versi esaustiva già nella versione originale da anni scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale del videogame, l’acquisto di Truth and Beauty non è oggi semplicemente un’opzione credibile.

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