Recensione SpeedRunners

Dopo i fortunati anni trascorsi fra i circuiti dell’Early Access, DoubleDutch e tinyBuild infiammano definitivamente Steam e Xbox One con uno dei racing platform competitivi più frenetici e spassosi degli ultimi tempi.

Versione analizzata: PC
recensione SpeedRunners
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Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Da quale aspetto iniziare per descrivere un fenomeno come quello di SpeedRunners? Si potrebbe partire, per esempio, dicendo che l'attuale incarnazione del gioco, nato sotto forma di flash game in tempi non sospetti, sia frutto di un lento processo di rimodernamento che, dai primi passi nell'Accesso Anticipato di Steam nel 2013, è giunto al termine solo qualche settimana fa. Oppure sottolineare come il suo percorso di affermazione, pur lungo, sia stato senz'altro propizio, supportato da una fanbase in crescita continua che, come da comunicato del publisher -lo stesso tinyBuild di Punch Club-, ha permesso al titolo di superare abbondantemente il milione di copie vendute. Ancora, si potrebbe porre l'accento sul fatto che, forte dei successi riscossi, questa piccola gemma del gaming competitivo abbia addirittura attirato l'attenzione dell'ESL, diventando eSport a tutti gli effetti sul finire dello scorso anno. Si potrebbe evidenziare tutto questo, ed anche noi, inevitabilmente, ci siamo sentiti di farlo brevemente. La verità, però, è che l'opera sviluppata da DoubleDutch Games non può essere completamente inquadrata se non immergendosi in prima persona nel divertimento dilagante che è in grado di provocare nei secondi appena successivi a quando l'avatar supererà la prima delle verosimilmente innumerevoli starting line. Tuttavia, nel caso in cui foste indecisi sul gettarvi o meno in questa folle corsa, leggere le prossime righe potrebbe esservi d'aiuto.

Wacky Races

C'è fermento nella metropoli in cui è ambientato SpeedRunners. Le strade sono ormai alla stregua di veri e propri circuiti corsistici, dove gruppi di supereroi dai costumi appariscenti -alcuni di gusto francamente discutibile- si confrontano di frequente in gare di velocità al fulmicotone, nella speranza di accaparrarsi il titolo di primo paladino della città. La Storia, pensata specificatamente per il singleplayer, mette il videogiocatore nei panni di SpeedRunner, tutina nera attillata e fisico scolpito, pronto a sfidare una serie di bot concorrenti in corse a piedi spalmate su sedici, coloratissimi tracciati. Questa modalità, di sicuro la meno brillante del pacchetto, serve soprattutto a prendere la mano con le meccaniche che regolano questa frenetica esperienza, un miscuglio di platform e racing game dove l'utilizzo di un pad, rispetto alla tastiera, è soluzione fortemente consigliata. Ogni stage è appunto una pista a strati in sviluppo misto orizzontale e verticale, che costringe i corridori, da due a quattro per match, a destreggiarsi tra le irregolarità dello scenario fino a solcare di nuovo il punto di partenza, in quella che è a tutti gli effetti una prova di resistenza ciclica e continua. Oltre a salto e balzo doppio, mosse che consentono di oltrepassare ogni impedimento e di risalire a zigzag le pareti parallele, chi gioca può sempre contare su un comando per la scivolata, oltre che sulla possibilità di lanciare un rampino al fine di aggrapparsi a certi soffitti. Azione fondamentale, quest'ultima, poiché, a seguito di una corretta oscillazione, è in grado di dare al personaggio lo slancio necessario per distanziare i rivali e, sperabilmente, relegarli allo spazio fuoriscena. Il primo che s'imbatte in tale imprevisto, peraltro, viene eliminato e innesca un countdown che allarga i lati del quadro progressivamente verso il centro dello schermo, obbligando chi ancora in gara a un feroce testa a testa dove non essere inghiottiti da un bordo esterno sempre più invadente è l'unica condizione di vittoria. È soprattutto in quest'ultima fase che l'utente deve sfruttare al meglio anche gli item ad uso singolo sparsi per la scena, talvolta determinanti per stordire gli avversari e fargli mangiare la polvere una volta per tutte. Questi spaziano da un raggio congelante a una devastante palla di fuoco, fino a un'onda d'urto rallentante, un esplosivo a comando manuale e un utilissimo artiglio per "rubare" la posizione di vantaggio del nemico, che non di rado, se ben adoperato, può ribaltare le sorti della partita in extremis.

L'incontro termina conquistando tre lap prima che lo facciano gli altri, ed è dunque importante imparare a gestire questo ridotto ventaglio di comandi quanto prima, assimilando la conformazione del percorso strada facendo e concatenando poi gli input con tempismo e prontezza di riflessi. Maggiore è il numero di trionfi, più è facile accumulare punti per il level up -importante al fine di entrare nelle classifiche online- e per lo sblocco di nuovi supereroi da impersonare nelle partite successive. Ce ne sono parecchi, tutti differenti nel design ma identici in termini di prestazioni in campo. Perché, è bene specificarlo, SpeedRunners è abilità mista a un pizzico di fortuna, e non ammette favoritismi di alcun tipo.

Corsetta in compagnia

Gareggiare da soli contro il software, comunque, è ben poco rappresentativo del potenziale ludico di SpeedRunners, il quale rimarrebbe di certo inespresso nel caso in cui non si avesse l'opportunità di usufruire le diverse opzioni offerte per il multiplayer. Da questo punto di vista, il titolo propone un buon numero d'alternative per il divertimento collettivo, da una classica Versus in locale fino a diverse varianti per la sfida online, che è poi il vero fiore all'occhiello della produzione olandese.

Che si opti per qualche rapida partita tra sconosciuti, si crei una lobby per un po' di caos condiviso tra amici virtuali oppure ci si getti a muso duro nelle partite di classificazione, unico modo per entrare a far parte delle leaderbord mondiali, è proprio il confronto in rete a spronare maggiormente il giocatore a migliorarsi e diventare l'asso di ciascun tracciato. Facilita il compito, tra l'altro, un matchmaking che, allo stato attuale, funziona senza intoppi sensibili, perlopiù in grado di abbinare i concorrenti con criterio, in base alla loro abilità effettiva, e capace, di conseguenza, di produrre incontri tutto sommato alla pari. Va comunque segnalata qualche magagna tecnica che gli sviluppatori dovrebbero sistemare al più presto: siamo incorsi, per esempio, in alcuni bug relativi alle animazioni dei personaggi, nonché in qualche problema legato al caricamento dei setting, che talvolta ce ne ha negato la corretta visualizzazione. Eventi poco frequenti, per fortuna, ma comunque molesti, specie parlando di un'esperienza dove l'esattezza di ogni azione è cruciale per conquistare il gradino più alto del podio. Chiudiamo con una breve nota sui circuiti, ambienti bidimensionali pennellati di un gradevole stile cartoonesco, ai cui sedici predefiniti va ad aggiungersi una già ottima quantità di livelli modellati dall'utenza tramite Steam Workshop. Unica grinza che sgualcisce la confezione, il tappeto musicale a sottofondo di questo esilarante bailamme è davvero povero, composto di poche tracce dalle sonorità molto simili che, inevitabilmente, stancano entro breve.

SpeedRunners Chissà quante volte, giocando a SpeedRunners, vi capiterà di pensare che “dai, questa è l’ultima partita, poi smetto”, salvo poi gettare subito il proposito alle ortiche. È normale per un titolo dal concept elementare, eppure frizzante, rocambolesco, veicolo di nervose sfide skill based in cui il senso di velocità è avvertibile in ogni singolo frame. Giocata in compagnia, l’opera DoubleDutch assume le sembianze di un inarrestabile party game sui generis, ed è proprio la disponibilità del giocatore ad unirsi a corridori vicini o lontani, a conti fatti, l’unico fattore che dovrebbe far riflettere sull’eventuale acquisto del prodotto. Che è un divertissement di lusso, ma anche -soprattutto- l’habitat perfetto per gli utenti dal DNA competitivo, i quali, non dubitiamo, troveranno in SpeedRunners un luogo da frequentare con insistenza per molti, molti mesi.

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