Recensione Spelunky

Un gioco che sprizza 8-bit da tutti i pori

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Videogiochi e frustrazione

Tra i tanti, e inutili, macchinari fantascientifici che l’uomo dovrebbe prendersi la briga di inventare, c’è sicuramente quello in grado di tenere il conto degli improperi lanciati nel corso delle nostre sessioni videoludiche. Quante volte ci siamo ritrovati a stimolare il nostro pigro avatar a fare di meglio, urlandogli frasi motivanti cariche di blasfemie e oscenità assortite? Quante volte ci siamo fatti beffe di qualche sconosciuto battuto in maniera plateale in una qualsiasi partita online? E quante volte ce la siamo presa con ignoti sviluppatori, capaci di tanto sadismo e cattiveria nei confronti di chi, innocentemente, cercava solo un piacevole passatempo?
Videogiochi e frustrazione insomma, sono sempre andati piuttosto d’accordo. Nonostante ci sia chi lamenti un progressivo addolcimento del livello di difficoltà generale, portando come esempio l’innocuo Super Mario Galaxy se confrontato con il ben più intransigente Super Mario Bros. 3, è pur vero che non mancano prodotti che fanno della complessità il loro cavallo di battaglia.
Se tra i presenti c’è chi ha ancora gli incubi per Dark Souls, potrebbe forse essere presto per buttarsi a capofitto su Spelunky. Questo gioco, partorito dalla mente del sempre più famoso Derek Yu e versione potenziata di un titolo freeware lanciato nel 2008, ha tutte le carte in regola per farvi scoprire nuove imprecazioni che la vostra mente perversa e malata non è fin’ora stata in grado di generare.
Siete sicuri di voler continuare a leggere?

La dura vita degli aspiranti Indiana Jones

Spelunky è un platform rigorosamente in 2D, che vi mette nei panni di un temerario esploratore a caccia di un fantomatico tesoro nascosto all’interno di un gigantesco tempio. Le particolarità di questo titolo sono fondamentalmente due: la generazione casuale dei livelli e un grado di difficoltà piuttosto alto.
Bisogna partire da un presupposto: in questo gioco morire è la norma. Morire e ricominciare da capo ogni volta. Qualunque cosa che compone lo scenario può essere fonte di guai.

"Bisogna partire da un presupposto: in questo gioco morire è la norma. Morire e ricominciare da capo ogni volta."

I vasi possono nascondere dei letali pipistrelli, dal soffitto può cadere un ragno velenoso, le trappole sono posizionate con sadica casualità e cadere da un’altezza ragguardevole spezzerà ogni singolo ossicino dell’impavido emulo di Indiana Jones. Ciò che è peggio, la semiotica del gioco non sarà immediatamente chiara. Ciò significa che non potrete immediatamente sapere cosa è letale e cosa non lo sia: dovrete prima sperimentarlo in prima persona, aggiungendo così una pagina al diario di bordo dell’esploratore, prima di conoscere ciò che è sconsigliabile fare.
Ciò potrebbe portarvi a pensare che siamo di fronte a un titolo frustrante, tanto più se si pensa che salvo in alcuni punti precisi, ogni volta che morirete dovrete ricominciare l’esplorazione del tempio da capo, ma non è così. Non lo è per due motivi.
Il primo è anche quello più soggettivo: Spelunky è una vera e propria droga. Per quanto il vostro animo da videogiocatori verrà costantemente mortificato da continui game over tra l’assurdo e il comico, sottrarsi al richiamo della famosa “ultima partita” è quasi impossibile. Ciò è dovuto sia al ritmo di gioco, ideale per un titolo pubblicato su Live Arcade, sia al concept di fondo, fondato sull’arraffare più tesori possibile, che facendo leva sulla parte ingorda di ognuno di noi, ci spingerà a incrementare continuamente il loot scovato nel tempio.
Il secondo motivo che rende divertente e non frustrante Spelunky è invece legato all’altra metà del gameplay. Per combattere ogni trappola, mostro e pericolo che dovrà affrontare il nostro, gli sviluppatori hanno ben pensato di equipaggiarlo di tutto punto. Tanto per cominciare avrete in dotazione una manciata di bombe, con cui aprirvi dei varchi nello scenario, e alcune corde utili per calarvi in tutta sicurezza o per raggiungere piattaforme altrimenti inaccessibili. Inoltre, esplorando lo scenario potrete entrare in possesso di altri strumenti. Un sasso, ad esempio, può diventare un arma o un’esca con cui disinnescare delle trappole. Una donzella in difficoltà, se tratta in salvo, vi regalerà una vita extra, ma potreste anche sfruttarla come diversivo per qualche bestia affamata di carne umana. Non manca neanche un rivenditore, che all’occorrenza può anche essere eliminato per rubare la sua mercanzia, che vi fornirà alcune diavolerie come fucili a pompa, boomerang e persino un jet pack con cui fluttuare dolcemente.
Il risultato è un gameplay ora ragionato, perché ogni passo può condurvi alla morte, ora più frenetico, perché incalzati dai nemici o da qualche trappola inavvertitamente attivata.

Esplorare in compagnia

Le note liete di Spelunky non terminano qui. A fronte di un gameplay ben ragionato e condizionato da una difficoltà improba che fa il paio con un ampio ventaglio di possibilità offerte al videogiocatore, vanno presi in esame altri tre elementi assolutamente positivi.
Innanzitutto il sistema di controllo: all’altezza delle aspettative grazie a buoni tempi di reazione e a un’intelligente distribuzione dei comandi sui tasti del joystick. E’ pur vero che di tanto in tanto si manca un salto, ma non è nulla di così preoccupante e che un po’ di sana pratica non riesce a mitigare.
Secondariamente anche il level design si comporta più che egregiamente. Sebbene la generazione dei livelli sia assolutamente casuale, ogni ambientazione è caratterizzata da elementi specifici che regaleranno brio e novità al proseguo dell’avventura. I corsi d’acqua obbligheranno l’esploratore a vedersela con affamatissimi piranha, i sentieri ghiacciati a calcolare ancor meglio le distanze, i livelli al buio ad esplorare stringendo tra le mani una torcia e così via. Le sorprese, è proprio il caso di dirlo, non mancheranno mai e l’utente verrà continuamente stimolato a fronteggiare le difficoltà più disparate e a vedersela con nuovi nemici.
L’ultimo elemento positivo di Spelunky è legato invece alla presenza del multiplayer, esclusivamente in locale, fino a quattro giocatori. Da una parte la cooperazione vi darà modo di avere vita più facile all’interno del gigantesco tempo da esplorare. Collaborando con i propri amici, e in generale contando su più vite da spendere, giungere ai titoli di coda diventa più semplice, senza rinunciare troppo al divertimento. Dall’altra parte la competizione, vi costringerà a darvele di santa ragione, all’interno di una piccola arena, in un deathmatch tra trappole da attivare e numerose bocche di fuoco da utilizzare. Se è vero che a dominare sarà soprattutto il caos, indiscutibilmente questa modalità è comunque capace di risucchiare interi pomeriggi.

Dal punto di vista grafico-sonoro Spelunky è un piccolo gioiello. La grafica, rigorosamente in 2D, ha subito un netto incremento rispetto alla versione gratuita per PC e ora vanta animazioni di tutto rispetto e un buon livello di definizione. Non mancano neanche effetti speciali come fuoco e fumo, ma si tratta di uno spettacolo apprezzabile solo da chi ha il pallino per l’arte 8-bit. Anche dal punto di vista sonoro il discorso è assolutamente identico: i brani che faranno impazzire i nostalgici dei temi musicali che furono si sprecano, mentre gli abbozzati effetti non mancheranno di far sorridere di tenerezza chi è cresciuto con i vari Gears Of War e compagnia bella. Anche da questo punto di vista insomma, Spelunky è un piccolo tesoro da scovare e apprezzare.
Parlando di longevità, il titolo offre virtualmente decine e decine di ore di intrattenimento. Al di là del multiplayer, l’avventura in singolo può essere finita più volte alla ricerca dell’highscore più alto possibile, ma credeteci: già giungere ai titoli di coda la prima volta sarà una piccola impresa che vi costerà molto tempo e sudore. In definitiva, i quasi quattordici euro necessari per acquistare il gioco solo assolutamente un prezzo proporzionato all’offerta.

Spelunky Spelunky è una vera perla da amare e odiare al tempo stesso. Non si tratta di un gioco propriamente frustrante, ma è pur vero che non è indicato per un pubblico che non ha la pazienza di ricominciare da capo ad ogni game over e di raggiungere il minimo risultato solo dopo numerose morti. Al tempo stesso non si tratta di un titolo perfetto a causa di qualche minuscola imprecisione nel sistema di controllo. Ciononostante, tenuto conto di queste raccomandazioni, è praticamente impossibile sconsigliare l’acquisto di questo gioco. La genialità del gameplay, la qualità del level design e la magnificenza del comparto grafico-sonoro retrò, rendono Spelunky un platform divertentissimo, assuefacente e persino longevo e durevole nel tempo. Consigliatissimo a tutti, fuorché a chi proprio non ce la fa vedere il proprio avatar morire con una certa frequenza.

8.5

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