Recensione Sportsfriends

Arriva anche su PC la raccolta dedicata al Multiplayer locale

Versione analizzata: PC
recensione Sportsfriends
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il 2014 è stato l’anno della rinascita per i giochi in multiplayer locale.
La miccia è stata accesa da Towerfall nel 2013 ma la vera forza esplosiva dell’arcade di Matt Thorston si è manifestata in tutta la sua potenza solo con l’arrivo su PlayStation. Sempre su console Sony è stato il turno di Sportsfriends, multievento che contiene l’ormai celebre Johann Sebastian Joust, mentre un buon numero di progetti interessanti sono comparsi anche su Steam: Crawl, Starwhal, Lethal League, Gang Beasts sono tutti titoli che danno il meglio giocati con un gruppo di amici.
Dopo alcuni mesi di esclusività, Sportsfriends ha fatto il salto, raggiungendo la vetrina digitale di Steam con un porting fedele all’originale ma - sfortunatamente - poco curato.

A cosa giochiamo oggi?

Nella sua incarnazione per PC e Mac, Sportsfriends continua ad offrire lo stesso variegato insieme di giochi inseriti nella versione per PlayStation 4.
Super Pole Riders è forse il titolo più immediato, anche se con una sua profondità del tutto particolare, e prevede che due o quattro giocatori si diano battaglia nel tentare di spingere un pallone nella porta dell’avversario. La particolarità risiede nel fatto che la sfera è appesa ad un cavo e per muoverla è necessario utilizzare delle pertiche molto elastiche. Facilmente assimilabili i controlli, con lo stick analogico sinistro per muoversi e il destro per inclinare l'asta, mentre tutt’altro che prevedibile la fisica di gioco, alla base di tantissime situazioni inattese in grado di scatenare l’ilarità dei partecipanti alla sfida.
Più minimale è Hokra, in questo caso solo per quattro giocatori: ognuno ha un proprio avatar quadrato, da muovere in ogni direzione per cercare di raggiungere la palla. È possibile scattare, passare la sfera o tirarla, sfruttando la visuale dall’alto per pianificare una propria strategia, collaborando con il proprio compagno per raggiungere l’end zone degli avversari.

BaraBariBall si ispira invece ai classici picchiaduro, con un roster ridotto a tre personaggi da equipaggiare con altrettante abilità speciali. Anche in questo caso la vera protagonista è una palla, da lanciare in uno specchio d’acqua del colore dell’avversario, cercando di farla affondare. Le regole prevedono un punto in più per ogni goal e uno in meno ogni volta che si annega: il numero di salti da poter effettuare per raggiungere la palla, schivare l’avversario o tuffarsi in un recupero in extremis, è limitato nel tempo, ed è facile quindi vedersi sprofondare negli abissi senza possibilità di salvezza.
Chiude il pacchetto Johann Sebastian Joust, ben noto per l’utilizzo dei controlli PlayStation Move: mentre la musica suona, fino a sette partecipanti possono cercare di mantenere in verticale e senza subire urti il proprio controller, utilizzando la mano libera per infastidire gli avversari. Ogni movimento è da calibrare accuratamente, in quanto ogni scossone potrà portare alla perdita del match, con una sensibilità dei Move inversamente proporzionale alla velocità delle arie di Bach riprodotte.
La conversione da console a PC appare abbastanza convincente, con una fedeltà totale ai contenuti già visti su PlayStation. La mancata cura si nota però nei dettagli: utilizzando un controller di Xbox 360, lo standard di fatto su PC, continuano a essere visualizzati i simboli PlayStation nei tutorial, mentre non tutti i gamepad USB disponibili sul mercato sono effettivamente supportati.
Si nota inoltre che i menu sono di chiara derivazione console, con il quit aggiunto in corsa nel pannello delle opzioni, in una posizione del tutto anomala. Insomma, non possiamo certo dire che su questa conversione si sia lavorato al meglio. Essendo il gioco un collage di quattro prodotti sviluppati e pensati da team di sviluppo indipendenti, per Die Gute Fabrik non dev'essere stato facile fare gli aggiustamenti del caso a tutti i prodotti.

Sportsfriends Sportsfriends è esattamente come ce lo ricordiamo: folle, tutt’altro che omogeneo in termini stilistici e visivi, volutamente imperfetto nei controlli ma in grado di animare una serata nel giro di pochi minuti. La sua essenza più pura e stata infatti mantenuta, senza però alcuno sforzo nell’ottica di rendere le varie attività più fruibili su PC e con un problema che potrebbe bloccare sul nascere gli entusiasmi degli utenti Windows: Johann Sebastian Joust non funziona sul sistema operativo di Microsoft. Il team le ha tentate tutte ma Windows e PlayStation Move non vanno d’accordo, quindi gli unici sistemi compatibili in questo caso sono Mac e Linux, tagliando fuori di fatto la stragrande maggioranza dei potenziali acquirenti dotati di un account Steam. In questo modo non viene perso solamente un quarto del pacchetto: Johann Sebastian Joust, al netto della necessità di possedere parecchi controller aggiuntivi specifici, rappresenta un distillato di divertimento praticamente infinito e sicuramente la punta di diamante della collezione. Un problema da non sottovalutare, quindi, che sommato ad un prezzo di vendita non del tutto concorrenziale potrebbe limitare la diffusione della raccolta, forse non del tutto in linea con le tipiche produzioni PC ma che tutti dovrebbero provare con i propri amici almeno una volta.

7

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