Recensione SSX

Lo snowboard ai suoi limiti

SSX

Videorecensione
SSX
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La popolarità dello snowboard videoludico, negli ultimi anni, si è andata sempre più affievolendo. I tempi del mitico Cool Boarders si sono fatti più che mai lontani, così come quelli di Amped, 1080° Avalanche ed SSX che, in questa generazione, ha regalato pochissime soddisfazioni.
Electronic Arts, per iniziare il suo 2012 sportivo, ha deciso di riprendere in mano il brand e proporne uno spettacolare reboot atto a far felici gli storici fan della saga ed avvicinarne anche di nuovi. L'impostazione, come da tradizione, è quella puramente arcade ma questa volta, tra un trick ed una discesa mozzafiato, ci esibiremo su alcune delle cime più famose al mondo, caratterizzate in maniera fantasiosa da pericoli ed ostacoli coerenti all'ambientazione.
Vediamo dunque cos'avrà da offrire per dare una svolta al suo cammino SSX, in uscita il 2 Marzo per Xbox 360 e Playstation 3.

Week-end sulla neve

Il cuore pulsante di SSX è senza ombra di dubbio la modalità World Tour, alla quale vengono abilmente affiancate la modalità Evento -nella quale partecipare agli eventi del tour e non solo in maniera libera- e l'immancabile comparto online. Nel corso di questo giro attorno al Globo ci troveremo a vestire continuamente i panni di uno snowboarder diverso, senza purtroppo avere la possibilità di crearne uno da zero, facendolo crescere e maturare sulla neve. Poco importa poiché i circa dieci riders con cui avremo a che fare saranno ben caratterizzati (complice un mini-background introdotto a mò di fumetto) e dotati di abilità ben diverse. Chi capace di dare il massimo nelle ripide ed impervie discese libere, chi in grado di esaltarsi nelle sfide acrobatiche. Tra una competizione e l'altra, poi, guadagneremo punti utili ad incrementare il livello dell'atleta (sbloccandone oggettistica dedicata al negozio) e dotarlo di nuove tute, tavole più performanti ed accessori vari. Questa dello shop si rivela, a conti fatti, la parte più "ruolistica" della produzione canadese, dato che ci vedrà impegnati, a seconda della sfida, a selezionare accuratamente l'equipaggiamento, andando ad incrementare i valori di velocità -o il turbo- piuttosto che la maneggevolezza (in aria), comprando via via nuove tavole. Allo strumento primario per la discesa si uniranno anche tutta una serie di accessori, indispensabili per superare le difficoltà che il Tour ci porrà di fronte. La modalità, come anticipato, sarà infatti suddivisa prendendo come riferimento alcune delle catene montuose più famose del mondo. Ci sposteremo dunque dalle Alpi all'Himalaya, dalle Montagne Rocciose alla Patagonia, senza soluzione di continuità. Tali location fungeranno di volta in volta da contenitore per le sfide, da affrontare in rigorosa sequenza. La prima tappa -prefissata quanto l'ultima- ci impegnerà in un testa a testa con l'atleta di turno, per sbloccarlo ed utilizzarlo poi nelle restanti competizioni. Da qui si apriranno diverse possibilità, composte da gare vere e proprie, sfide contro il tempo e duelli a colpi d'evoluzioni acrobatiche. Il mix fungerà da rampa di lancio per l'evento clou: la Sopravvivenza. Vera novità di questo SSX, Sopravvivenza caratterizzerà le dieci discese più impegnative dell'intero pacchetto, ambientate naturalmente sulle cime più prestigiose. L'obiettivo finale sarà sempre lo stesso: come suggerisce la nomenclatura stessa, sopravvivere. In queste sfide in solitaria dovremo valutare in primis la nostra stessa incolumità, tenendo in considerazione i pericoli che ogni discesa di questo tipo ci metterà di fronte. Si inizierà da roccie e rami, dai quali ripararsi tramite le Protezioni, e si andrà a sconfinare addirittura nella scienza, con tute rivestite da pannelli solari per immagazzinare calore ed evitare di cadere preda dell'assideramento nei canaloni in Alaska. Ogni massicciata prevederà ostacoli diversi, da superare acquistando equipaggiamento via via migliore al già citato negozio. Questo aspetto donerà al gameplay un tocco di varietà indispensabile a spezzare la monotonia delle gare precedenti alla Sopravvivenza e in alcuni casi ne impreziosirà letteralmente la fruizione e i contenuti. Citiamo, in particolare, l'eclatante caso della Tuta Alare, che ci darà modo di sorvolare intere porzioni dei versanti, combinando allo stesso tempo una vera e propria caterva di tricks. Una volta "sbloccati" al negozio questi accessori potranno essere equipaggiati per qualsiasi gara "normale", e per gli Eventi Liberi che aggiungeranno molte discese in più (si parla di oltre 150 in totale) rispetto alla "carriera".
Anche la mescolanza di tutte queste possibilità e di tutti questi fattori, tuttavia, non riesce ad eliminare completamente la ripetitività che, con solo quattro diverse tipologie di gara a disposizione, farà molto spesso capolino. In particolare nel World Tour, per quanto si sia cercato di differenziare quanto più possibile le location e mantenere un andamento snello e ritmato, la sensazione di Deja Vu si fa spesso sentire, con il rischio di abbassare il livello d'attenzione del videogiocatore.

Tricks & more

Un piccolo cruccio considerando il solido impianto ludico che sottende all'offerta di SSX. Le fondamenta sono sorrette da un sistema di controlli semplice, intuitivo e funzionale che, in un certo senso, strizza l'occhio a produzioni ben più simulative come l'acclamato Skate. Il movimento in pista verrà veicolato dall'analogico sinistro, utile tanto per sterzare quanto per mantenere una stance aerodinamica ed ottenere un pizzico di velocità in più. Lo stick destro, invece, asseconderà le dinamiche più spericolate, permettendo di caricare ed effettuare il salto (pressione e release in concomitanza di un avvallamento) e di esibirisi -in aria- nei più disparati grab. E' proprio in questo caso che le meccaniche ricordano Skate: i trick verranno veicolati dal mantenimento dell'analogico in una delle quattro posizioni cardinali, da quarti di rotazione e combinazioni varie dei suddetti con l'aggiunta, non bastasse, dei dorsali come modificatori e dell'analogico sinistro per le rotazioni sugli assi. La grande quantità di evoluzioni a disposizione (alcune delle quali insegnate in un fantastico tutorial "in caduta libera") consentirà di combinarne gli effetti per ottenere combo di punteggio sempre maggiori. Così facendo rimpiremo una particolare barra che, tramite grilletto destro, ci permetterà di attivare il "turbo". Grazie a questo sprint, inizialmente limitato, riusciremo a saltare ancora più in alto e combinare trick sempre più spinti. Raggiunto un certo limite la barra del turbo si trasformerà nella scritta TRICK, donandoci una spinta illimitata per un certo intervallo di tempo. Se in questo frangente riusciremo ad accumulare ancora più punti e colorare i suddetti caratteri d'arancione, apriremo le porte alle evoluzioni speciali (attivabili tramite la pressione simultanea dei grilletti), differenti a seconda dello snowboarder. L'anima arcade della produzione verrà in questo caso sottolineata da virtuosismi ben oltre il concepibile, con atleti quasi "danzanti" in aria e capaci di far volteggiare contemporaneamente le loro tavole come palloni da basket sulle dita. Ogni acrobazia, ovviamente, dovrà essere "chiusa" prima di toccare terra, per evitare di franare rovinosamente al suolo e perdere il bonus. Anche in questo caso le agevolazioni di un titolo spiccatamente arcade ci verranno in aiuto: sarà sufficente smettere di volteggiare per vedere l'atleta rimettersi in perfetta posa per l'atterraggio. L'estrema naturalezza di ciascun movimento ci darà la facoltà di combinare senza troppi problemi evoluzioni in aria e a terra, dove saremo chiamati a mantenere il bonus sfruttando i canonici tail e nose (spostare il peso sulla punta o sulla coda della tavola) ed i più divertenti slide. Ogni pista presenterà in questo senso innumerevoli barre d'acciaio (e non solo) sparse qua e là, pronte per essere sfruttate nelle maniere più pazze possibili. Al prezzo di una certa cura nell'allineamento con le sbarre saremo letteralmente in grado di rimanervi agganciati per l'intero tratto, per quanto lungo e tortuoso, ed esibirci in evoluzioni quantomai nosense. La differenziazione tra "normali" e "speciali" si farà sentire anche in questo caso, mostrandoci riders in grado di volteggiare sulla tavola, appoggiati alternativamente su piedi e mani, mentre quest'ultima verrà fatta contemporaneamente scivolare e roteare. Anche in questo caso la produzione Electronic Arts si farà notare per la semplicità d'esecuzione e la quasi impossibilità di commettere errori. E nel caso se ne commettessero, niente paura, nulla è irreparabile. SSX annovera infatti una comoda funzione Rewind, veicolata però in maniera ben più interessante del solito. Beneficiandone il riavvolgimento consumerà i punti guadagnati dalle acrobazie (un bel guaio se nel pieno di una gara di tricks) e non sarà comunque in grado di fermare del tutto l'azione: gli avversari, infatti, continueranno sul loro cammino (così come il cronometro), limitando dunque il nostro guadagno. Riavvolgere l'azione sarà quindi semplice baluardo per evitare la morte, evenienza da non sottovalutare in molte delle discese presenti nel gioco. In questo senso, prima di proseguire, è bene precisare che nelle gare di Sopravvivenza il numero di Rewind sarà limitato a tre, costringendoci poi a ripetere l'intera discesa.
Legato a questo discorso è, guardacaso, uno dei difetti della produzione. Il sistema di controllo, per quanto ben congegnato e funzionale, presenta, nello specifico del fondamentale stick sinistro, un'esagerata sensibilità. Spesso, anche solo per ottenere la stance aerodinamica, ci ritroveremo a zigzagare a destra e a sinistra, nel disperato tentativo di controllare i rapidi movimenti dell'atleta. Se uniamo questa problematica all'elevata velocità di molte delle sezioni più rischiose otteniamo un risultato molto pericoloso: il trial & error delle gare Sopravvivenza. Nel nostro playtest è capitato diverse volte di giungere a quattrocento/duecento metri dal traguardo e ritrovarsi morti in un burrone con i riavvolgimenti esauriti; una scelta certamente non vincente per una produzione che non dovrebbe dare il minimo spiraglio alla frustrazione. A far da contraltare la fluidità di scorrimento generale di tutte le altre gare, nonché del concatenarsi delle evoluzioni. Aspetti che conferiranno ritmo ed adrenalina a profusione al titolo Electronic Arts ed entusiasmeranno, discesa dopo discesa, i fanatici dello snowboard nella sua versione più spettacolare. E' infine interessante notare come, anche a fronte della notevole facilità nel chiudere e combinare trick e slide, il livello di sfida non venga quasi mai meno. La CPU, gara dopo gara, saprà come starci dietro ed addirittura davanti, costringendoci ad un livello d'attenzione piuttosto elevato.

In molti è meglio

Ad un comparto offline abbastanza corposo SSX unisce la componente online oramai marchio di fabbrica delle produzioni Electronic Arts. Si parte con Raiders.net, la versione snowboard-istica dell'oramai celeberrimo Autolog. Il sistema terrà traccia di tutte le statistiche del giocatore (medaglie, tempi...) confrontandole -al solito- con quelle degli amici. Ci sarà una sezione Rivali dedicata alle nostre nemesi e potremo burlarci di chiunque non riesca a battere una nostra prestazione particolarmente ispirata. Non mancherà nemmeno, grazie all'integrazione riuscitissima soprattutto negli Eventi Liberi, la possibilità di uploadare i Ghost delle nostre prestazioni migliori.
Grazie a Riders.net, inoltre, la suddetta game mode si aprirà a nuovi ed inaspettati sviluppi. Se offline Eventi ci permetterà semplicemente di esplorare il globo e sfidare -come già detto- la CPU in un numero di discese decisamente maggiore rispetto a quelle presenti in carriera, online il tutto verrà ulteriormente amplificato. Prima di tutto il sistema ci farà gareggiare con i fantasmi dei migliori tempi prodotti dal team di sviluppo, offrendo una sfida ben più impegnativa e remunerativa (anche in termini di crediti). In secondo luogo consentirà, in tempo reale, di caricare un qualsiasi fantasma presente nel database, per batterlo ed aumentare ulteriormente il nostro gruzzolo. Alla stessa maniera potremo essere noi, come già detto, a proporre a qualcuno la sfida, ottenendo crediti nel caso quest'ultimo -dopo averla raccolta- non la superi. Nessun taglio, naturalmente, nemmeno per le funzioni sociali previste in origine da Autolog e qui fedelmente riportate. Il sistema terrà traccia di centinaia di statistiche, tracciando ogni giocatore e consigliandone l'amicizia a chiunque altro avesse delle affinità in comune. Una volta amici ne farà dei rivali, andando continuamente a punzecchiarli con avvisi a proposito di record battuti e quant'altro.
Ma non è tutto, poiché al faceto s'unisce, in definitiva, anche il serio. Grazie al supporto di statistiche ed affini il team organizzerà, ciclicamente a partire dal day one, "eventi a premio" nell'apposita sezione Global Events. Qui le meccaniche si faranno leggermente più complesse. Ogni gara prestabilita sarà accompagnata da un regolamento che ne limiterà -ad esempio- il livello dell'equipaggiamento e la durata, consentendo ai giocatori la partecipazione continuativa per quel determinato intervallo di tempo. Al finire della "manifestazione", proprio come in Tiger Woods (non a caso altro titolo EA), i premi (in crediti di gioco) verranno distribuiti ai partecipanti, suddivisi in fasce (Diamante, Oro, Argento, Bronzo..) a seconda dei risultati. Anche in questo caso, indipendentemente dalla gara, ci ritroveremo "in solitaria", accompagnati alla meglio da fantasmi sparsi qua e là; un espediente necessario per gestire fino a cinquecento riders contemporaneamente in pista. La varietà, in questo senso, sarà quindi legata alle restrizioni applicate a ciascun evento, alla quantità di discese stesse presenti nel gioco ed al montepremi, che differirà a seconda della quantità di partecipanti e della presenza o meno di una quota d'ingresso. Il team ha annunciato inoltre eventi speciali, con premi milionari, che saranno inseriti in occasioni particolari o a ridosso delle festività.
Per giocare fisicamente assieme ai nostri amici avremo quindi la facoltà di creare delle competizioni personalizzate, dove settare ognuno dei parametri già descritti (e molti altri) e decidere -eventualmente- di affidarci ad una lobby virtuale nel pre-gara. Con un piccolo tocco di classe, prima di ogni discesa, ci troveremo in questo caso ad attendere i nostri compagni a bordo dell'elicottero che, gara dopo gara, ci darà il via, portandoci in cima al versante selezionato.
Le possibilità del network playing chiudono con gli interessanti -per quanto piuttosto marginali- GeoTags. Si tratterà di collectibles acquistabili al negozio e posizionabili ovunque nelle discese. La sfida consisterà nel piazzarli nei punti più alti, più nascosti o meno raggiungibili in assoluto; sia per sfidare gli amici che per ottenere crediti extra. Ogni Tag piazzato, infatti, frutterà un certo numero di punti bonus, almeno fino a quando non verrà localizzato e raccolto.
Le modalità online, per quanto non aggiungano praticamente nulla al computo di sfide già sperimentabile offline, si dimostrano divertenti e molto funzionali. Il social gaming perfettamente integrato dona una marcia in più alla produzione, che si avvale poi di una serie ben più nutrita di "drops" (o più volgarmente, discese) per aumentare la longevità del titolo ed attirare quanti siano particolarmente inclini alla competizione via etere. Aldilà del valore aggiunto, in ogni caso, la sensazione è che le possibilità online offerte da SSX siano strettamente legate a quanto sapranno offrire gli sviluppatori, di settimana in settimana, per movimentare un pò le cose. Parliamo di competizioni elitarie, sfide fresche e quant'altro spinga gli appassionati di Snowboard a competere senza mai stancarsi. Il rischio, alla luce di sempre e solo quattro tipologie di gara, altrimenti, è che i server si spopolino molto presto, lasciando questa volta sì solo i fantasmi.
Una nota a margine, prima di passare oltre, sul netcode. Le nostre prove vedevano impegnati in pista, com'è facile immaginare, non più di una decina tra giornalisti e sviluppatori, sparsi qua e là -non bastasse- nel largo mondo di gioco. Valutare la bontà del codice prima dell'uscita e dei primo week-end di rodaggio appare dunque impossibile; per dovere di cronaca ci pare comunque doveroso aggiungere che non abbiamo assistito ad alcun fenomeno di lag o latenza nell'input dei comandi.

Piste innevate

Parlando di tecnica la parte più riuscita di SSX è senz'ombra di dubbio il design delle piste, molto vario ed arricchito da elementi che caratterizzano la parte del Globo Terrestre in cui le gare avranno effettivo svolgimento. Nelle discese "asiatiche", spesso con un pizzico di fantasia, vedremo ad esempio comparire qualche tratto di Grande Muraglia. A caratterizare il design delle discese, oltre a gole, caverne naturali, saliscendi, mostruosi dislivelli e inspiegabili tubature sparse qua e là apposta per essere "grindate", la non sottovalutabile componente atmosferica. Ad impreziosire le sfide, infatti, concorreranno molto spesso le intemperie, che si aggiungeranno ai pericoli costituiti da rocce ed alberi caduti e quant'altro. Si tratta, in particolare, di gare che si svolgeranno al buio e durante tremende tempeste di neve, impedendo in entrambi i casi una corretta visibilità. Questi aspetti mettono un pizzico di pepe in più nelle gare che, a dirla tutta, rischieranno a volte persino di diventare frustranti, oscurando in maniera esagerata la visibilità.
Come sempre ai pregi si aggiungono i difetti, caratterizzati in questo caso da una netta carenza di definizione nei dettagli e nel particolare, accompagnata a schermo da texture non particolarmente entusiasmanti alla vista. Standard non elevatissimo anche per i modelli poligonali che, nascondendosi sotto una modellazione di deriva "cartoonesca", denunciano una certa povertà poligonale, che ne presenta le fattezze in maniera, se così possiamo dire, stilizzata. Buono, fortunatamente, il comparto animazioni, in grado di gestire al meglio ogni acrobazia sebbene in leggero affanno al momento di veicolare le più problematiche collisioni, foriere di più d'una compenetrazione. A dispetto di qualche problemino qua e là, e grazie soprattutto ad una perfetta gestione dell'illuminazione, il colpo d'occhio globale rimane comunque d'alto livello, impreziosito da una vastità davvero impressionante degli ambienti (quasi completamente "esplorabili") e dalla già descritta varietà complessiva nel design.
Una più che buona implementazione degli effetti particellari e speciali in generale (motion blur su tutti) garantisce infine la sottolineatura dei momenti più spettacolari e di un senso di velocità molto ben caratterizzato. Ad accompagnare con costanza e fantasia le discese dei nostri riders una colonna sonora in grado d'incrementare il tasso d'adrenalina nel sangue grazie ad un sapiente mix di pop, rock, hip-hop e musica elettronica di grande stile.

SSX SSX è un titolo espressamente dedicato agli amanti della componente più spericolata dello snowboard. I patiti della simulazione sicuramente non lo ameranno e, anzi, dovrebbero stargli rigorosamente alla larga. Grazie ad un gameplay immediato, adrenalinico ed entusiasmante e ad una discreta offerta ludica, la produzione EA riesce a risvegliare antichi istinti arcade, sopiti con la sua ultima declinazione videludica. Il comparto online, benché non offra gare veramente “alternative”, valorizza una produzione in cui le prospettive social appaiono indispensabili, ed aumenta la longevità di un prodotto, da questo punto di vista, leggermente carente. E’ proprio quest’ultimo infatti uno dei più grossi problemi (assieme a qualche imprecisione nel sistema di controlli) del titolo canadese, il cui appeal diminuisce sensibilmente a causa della ripetitività degli eventi. Grazie alle gare di Sopravvivenza ed agli elementi rinfrescanti inseriti qua e là (si vedano track design e condizioni atmosferiche avverse), la produzione recupera, issandosi a conti fatti su standard piuttosto elevati.

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