Recensione Star Trek Online

Il nuovo MMO di Cryptic, basato sulla famosa saga di fantasceinza

Versione analizzata: PC
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Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Novelli capitani di vascello e aspiranti ammiragli, da un mese a questa parte l'attesa per far parte della Flotta Astrale è finita. Cryptic ha dato il via alla release ufficiale del suo nuovo MMORPG Star Trek Online -d'ora in avanti STO-, tra poche incertezze tecniche, molte promesse e una corposissima content patch che ha seguito di poco la data di lancio. Vi invitiamo a leggere il nostro corposo hands-on riguardante la closed beta dato che alcuni aspetti sono rimasti invariati. L'attenzione che i programmatori stanno dedicando alla community intera è particolarmente diretta e concreta e STO sembra già partire con il piede giusto per durare nel tempo, con una solida base di fan della saga e un lore vastissimo e largamente collaudato da decenni di fiction.

Secondo contatto

La prima novità rispetto al client beta di STO sono 3 nuove classi giocabili e selezionabili durante la creazione del personaggio della Federazione. Potremo ora impersonare Klingon alleati, Borg liberati e Joined Trill (ovvero Trill che fanno da ospiti a una forma di vita simbiotica all'interno del loro corpo). Il parco di razze selezionabili, congiuntamente all'editor di personaggi più completo mai visto in un MMO, dona quindi al gioco una varietà grafica davvero impressionante nelle interazioni tra personaggi, ricreando molto bene la sensazione di vasto universo multirazziale che si respira guardando le serie TV ufficiali. Possiamo però già premettere che le sole 3 classi selezionabili e la scarsa incidenza che hanno le abilità razziali sul gameplay, relegano l'imponente differenziazione al quasi solo aspetto estetico, senza veramente cambiare il corso del gioco a seconda di chi impersoneremo. In ogni caso all'inizio dell'avventura avremo a disposizione una semplice nave di classe Miranda dotata di poche funzionalità di base. Le missioni introduttive ci presentano le tre minacce principali che affronteremo durante il nostro vagabondare tra le stelle: i Borg, gli Undine e l'Impero Klingon. Ciascuna minaccia viene combattuta, come da plot ufficiale, su tre diversi fronti galattici e in particolare quella Klingon è esclusivamente dedicata al PvP. Il gameplay comunque si svolge sia su terra che nello spazio e le missioni ci porteranno tanto ad esplorare con la nostra nave i diversi settori, quanto a teletrasportarci sui pianeti alieni insieme ai nostri Away Team.

Progressione dell'equipaggio

Man mano che progrediremo nel gioco, sbloccheremo numerose opzioni di potenziamento e personalizzazione delle nostre navi e del nostro equipaggio. Infatti in STO non dovremo preoccuparci solo del nostro personaggio principale creato al primo avvio, ma anche dei nostri sottufficiali, reclutabili nelle stazioni spaziali della Federazione e differenziati anch'essi nelle tre classi disponibili (ufficiale tattico, scientifico e ingegneristico). Ogni sottoufficiale dovrà essere equipaggiato e gestito esattamente come il comandante, con tanto di inventario e skill-tree. Contando che all'inizio otterremo pochi oggetti dalle missioni che svolgeremo, ci metteremo una decina di ore per effettuare le prime scelte importanti in questo senso, come scegliere tra diversi sottoufficiali o quali tute indossare a seconda della situazione, e i comodi suggerimenti del gioco avranno già svolto il loro dovere di spiegarci come procedere in tal senso, senza dunque lasciare il giocatore con troppo da gestire e poco da capire. Successivamente, avanzando di grado nella Flotta -i gradi infatti sono direttamente corrispondenti ai livelli di qualsiasi RPG- potremo comprare navi di classe superiore, e sarà solo allora che entreremo nel vivo del gioco. Per farlo occorreranno circa una ventina di ore, davvero tante considerando che durante di esse piloteremo esclusivamente la nave ottenuta all'inizio, che ha dei grossissimi limiti soprattutto per quanto riguarda la velocità e la maneggevolezza. In ogni caso giudichiamo la progreessione iniziale molto ben calibrata ma a tratti confusionaria a dispetto di quanto detto sugli aiuti in-game. Il maggior problema è che tutto è basato sull'acquisizione e la spesa di ben 4 distinti crediti con l'aggiutna di titoli speciali, il cui uso non è assolutamente evidente la prima volta che li otterremo. Il sistema pensato da Cryptic per l'acquisizione di nuove abilità è quindi molto dettagliato ma spiazza totalmente il giocatore neofita, al quale consigliamo di praticamente ignorare all'inizio le miriadi di punti diversi dagli Skill Point che accumulerà, per poi cercarne un uso adeguato soltanto quando gli si presenterà l'occasione. L'interazione tra giocatori è anche in questo titolo gestita da diversi livelli, o server, istanziati. Tramite un apposito menu, potremo in qualsiasi momento cambiare server per raggrupparci con i nostri amici e poterli vedere su schermo, nonostante le zone rappresentate siano esattamente le stesse.

Teletrasporto!

Approcciando un pianeta, ci verrà a volte chiesto di effettuare un teletrasporto insieme al nostro Away Team. Una volta selezionato l'equipaggio che ci porteremo con noi ed effettuato il balzo verso il pianeta, l'interfaccia di gioco passerà in terza persona e controlleremo direttamente il comandante, le sue abilità e la sua squadra. I rimanenti membri del gruppo di esplorazione verranno quindi acnh'essi controllati dal giocatore che si troverà di fronte a un vero e proprio Tactical Person Shooter. Tramite una finestra sulla sinistra potremo usare le abilità dei nostri compagni al momento giusto e impartire loro degli ordini su chi attaccare e dove posizionarsi per i combattimenti. Questa scelta è peculiare per un MMO e sembra molto interessante ad un primo impatto, ma risulta purtroppo anche il punto più debole dell'intero gioco fin dalle primissime esperienze. Il lavoro svolto, seppur encomiabile data la ben fatta varietà di ambientazioni e compiti da svolgere, non è assolutamente sufficiente per garantire il divertimento del giocatore. La ragione è semplice: il gameplay risulta troppo poco profondo per rappresentare una vera sfida e al contempo troppo macchinoso per usare al meglio tutte le abilità del gruppo. L'intelligenza artificiale dell'Away Team sopperisce alla scarsa accessibilità dell'interfaccia e ai movimenti claudicanti dei personaggi a schermo, che sembrano più dei manichini rigidi che degli ufficiali della Flotta Astrale. Questo però non basta per risollevare un gameplay vessato dalla ripetitività e dall'eccessiva banalità dell'azione di combattimento contro NPC che si comportano sempre allo stesso modo nonostante la notevole differenziazione estetica. Durante questo tipo di missioni si avrà anche la possibilità di mettere in pausa l'intera istanza per gestire la squadra, sempre che sia davvero necessario data l'inutilità di pianificare così nel dettaglio gli scontri a fuoco, anche a livelli avanzati.

Velocità di curvatura

Fortunatamente, il cuore del gioco è la navigazione spaziale. In questo contesto piloteremo in prima persona la nostra nave e avremo tutta una serie di abilità dedicate al combattimento nello spazio -proprie del comandante e dei sottoufficiali- usabili in tempo reale come per ogni MMO che si rispetti. Innanzitutto le nostre navi saranno dotate inizialmente di 3 postazioni d'attacco (tipicamente due dedicate alle armi a energia e una ai torpedo) fino ad arrivare a 6 per le navi di classe Battle Cruiser. Ogni nave ha due valori di energia da contrastare per essere abbattuta: gli scudi, posti fronte, retro, destra e sinistra della scocca; e la resistenza dello scafo, la vera e propria "vita" della nostra nave. Tramite le armi a energia, dovremo dapprima sfondare uno degli scudi delle navi avversarie e in seguito danneggiare la struttura portante lanciando i torpedo. Aggiungendo le abilità dei capitani che modificano alcuni attacchi o ne introducono di nuovi (come l'imbattibile shield drain degli ingegneri) e tenendo presente che dovremo nel frattempo muovere la nave in sei direzioni spaziali controllando la velocità dei motori, le battaglie nello spazio si fanno veramente strategiche e appassionanti. Le armi in dotazione hanno un range di efficacia a seconda della classe delle stesse e dovremo combinare in maniera differente le postazioni d'attacco in modo da poter sempre colpire almeno con un'arma i nemici da ogni direzione. Inoltre dovremo porre attenzione ai valori di energia dei nostri scudi, per poter ridirigere l'energia supplementare alla parte giusta della nave per contrastare le armi a energia nemiche. Infine ogni nave dispone di quattro assetti di crociera, che definiscono ulteriormente le possibilità tattiche a disposizione -un assetto che dirige l'energia totale in maniera bilanciata a tutti i sistemi della nave, una che predilige gli attacchi, potenzialndoli, una la velocità di navigazione e una le difese di scafo e scudi. Di carne al fuoco ce n'è quindi veramente tanta e le battaglie sono sempre interessanti, anche nelle prime fasi di gioco, nonostante la frustrazione derivata dall'eccessiva lentezza delle navi pilotabili inizialmente. Infilare un torpedo potenziato dall'attacco speciale del nostro ufficiale tattico dietro agli scudi di un incrociatore Gorn, merita davvero il prezzo del biglietto!

Com'è dolce navigare in questo mar...

Il centro del gameplay ruota per fortuna attorno all'esplorazione e il combattimento spaziali, prima che terrestri. L'universo esplorabile di Star trek è rappresentato con un buon livello di fedeltà e i programmatori hanno già annunciato che intendono sbloccare nuovi settori man mano che il gioco acquista una certa anzianità. Inizialmente ogni missione si svolgerà nel settore di Sirio, vicino al sistema solare, per poi spostarsi verso i fronti di battaglia Borg, Klingon e Undine. Lasciando da parte lo scarso comparto di battaglia terrestre, esistono tre diversi tipi di missioni: le quest riguardanti la trama, che seguono un iter ben preciso atto a spiegare l'evolversi delle vicende intergalattiche; le quest di ricognizione, in cui dovremo offrire asssistenza a un certo numero di sistemi minacciati; le quest di esplorazione dove entreremo in settori inesplorati dello spazio e che sono generate casualmente dal server stesso -e quindi sempre diverse; e le quest di gruppo, PvE o PvP, in cui affronteremo minacce ben al di là della portata della nostra piccola nave e dovremo unire le nostre forze con altri giocatori. In ogni caso sonos tati eliminati tutti, o quasi, i momenti morti derivati dal dover tronare da un quest-giver per completare una missione e ottenrene di nuove. tuttto è svolto infatti tramite le comunicazioni della nave con cui potremo contattare i nostri ammiragli in qualunque momento per ottenere ricompense e nuovi compiti. In ogni caso, senza una vera e propria distinzione visuale tra le diverse tipologie di quest, ci si pareranno davanti situazioni inaspettate di proporzioni davvero epiche. Il sistema adottato da Cryptic in questo caso è di raggruppamento automatico: una volta quindi che entraremo a nostra insaputa in un'istanza di gruppo, saremo direttamente associati ad altri giocatori, con i quali dovremo affrontare la minaccia corrente. La prima opportunità per sperimentare questo esaltante sistema, di certo non nuovo nel panorama degli MMO, è la missione in cui ci verrà richiesto di proteggere la Stazione 24 del settore di Sirio. Entrando nell'istanza nei pressi della stazione, avremo a schermo di media dai 15 ai 30 giocatori, in attesa di istruzioni. Di lì a pochi minuti, atti a dare tempo ad altri giocatori di aggiungersi alla pugna, verremo letteralmente invasi da navi nemiche e saremo partecipi di uno degli scontri spaziali meglio rappresentati di tutti i tempi sui nostri PC. Siamo rimasti letteralmente galvanizzati dal corso delle battaglie di questo tipo. La cosa più impressionante, oltre alle proporzioni del combattimento, è l'uso delle abilità di ciascuna nave. Durante la nostra prima esperienza una ventina di navi scarsamente equipaggiate (inclusa la nostra) hanno dovuto fronteggiare una minaccia nemica davvero troppo grande, ma la sorpresa è arrivata da due giocatori già avanti nei livelli che sono riusciti a raggruppare noi poveri cadetti sotto il loro comando, dall'alto delle loro gigantesche battle cruiser a curvatura 8, grazie all'uso di abilità ad area volte al potenziamento e alla protezione degli alleati. Senza esclusione di colpi, siamo infine riusciti a respingere la minaccia dal settore, sognando magari un giorno di ottenere anche noi il comando di un incrociatore.

Trekkisti a rapporto!

La community online di appassionati di Star Trek, ha criticato spesso le scelte di Cryptic nell'implementazione del lore della saga. In effetti si ritrovano numerose libere scelte interpretative durante le lunghe esplorazioni spaziali ma dobbiamo tenere presente che molte sono dettate da esigenze di gameplay per dare un ordine preciso alle complicate relazioni politiche della società multirazziale dell'immenso universo trekkiano. In definitiva gli appassionati potranno storcere il naso verso alcune scelte ma non possono che rimanere affascinati dalla possibilità di vivere in prima persona le avventure di un capitano della Flotta e di cogliere comunque i numerosissimi riferimenti alle popolari serie TV, che includono veri e propri cammei e intere quest-line dedicate a risolvere le vicende rimaste in sospeso di molti episodi e personaggi, seppur in maniera liberamente interpretata.

Memory Alpha

Durante le vostre vicissitudini spaziali, vi capiterà di rilevare delle anomalie in alcuni settori o su alcune strutture del pianeta su cui vi trovate. Una volta scannerizzate, queste anomalie vi permetteranno di raccogliere diversi tipi di materiali che, accumulati, potranno essere spesi per ottenere nuovi equipaggiamenti. Dobbiamo sottolineare in questa sede che alcuni oggetti garantiscono anche nuove o perfezionate abilità da usare e che influiscono in maniera molto diretta sul gameplay, non solo quindi a livello passivo aumentando le statistiche. Questo sistema, per così dire, di crafting si svolge interamente nel sistema di Memory Alpha, la struttura ospitante l'intera conoscienza galattica. Tramite una serie di quest di collezione di oggetti sparsi per la galassia, avremo accesso a differenti NPC che ci offriranno i loro servizi per modificare alcuni equipaggiamenti o per ottenerne di nuovi. Diciamo quindi addio alla differenziazione in skill differenti per creare oggetti: il tutto è svolto in maniera semplice e diretta senza alcuna restrizione, se non i prerequisiti di materiali e in alcuni casi di quest svolte o gradi raggiunti. In definitiva non capiamo bene la scelta di implementare un sistema simile. Siccome avremo già molti NPC che ci offriranno nuovi equipaggiamenti sulle stazioni orbitali della Flotta, l'aggiunta di un hub dedicato essenzialmente al grinding stona decisamente col resto del gioco e poteva essere direttamente implementato sulle stesse stazioni dato che non aggiunge assolutamente nulla all'esperienza di gico e non richiede nessuna particolare abilità o dedizione. Infine il commercio è regolato da una canonica casa d'aste tramite la quale poter vendere i propri gogetti, soluzione tipica di ogni MMO attualmente disponibile.

L'impero Klingon

Veniamo invece ora al comparto PvP. Come già spiegato, il Player versus Player è stato implementato grazie alla lotta contro la fazione dei Klingon. La prima discriminante per poter affrontare altri avversari umani è il proprio grado. Infatti solo quando otterremo il titolo "Blood of the Warrior" in seguito al completamente di una singola quest sbloccabile intorno al livello 16 (ovvero quando si è tenenti di sesto grado) potremo creare il nostro personaggio abilitato al PvP. Una volta completata, uscendo dal gioco e creando un nuovo personaggio avremo l'opzione di affiliarci all'impero, scegliendo tra cinque razze: i Gorn, i Letheeani, i Nausicaani, gli Orion e, ovviamente, i Klingon. Ogni razza ha sue statistiche peculiari totalmente rivolte al solo ambito PvP. Sbloccando i Klingon quindi, avremo accesso a un'intera parte del gioco separata e differente rispetto a quella della Federazione. Le missioni, le quest e gli equipaggiamenti saranno completamente diversi, così come il punto di partenza sull mappa galattica per i nuovi giocatori. Tutto però è incentrato sul solo PvP per ora e non ci sono piani da parte di Cryptic per ampliare l'impero anche ai contenuti PvE. Ci troviamo quindi di fronte a un contenuto molto interessante e che stuzzica il giocatore dati i prerequisiti e la totale differenza rispetto alla carriera canonica, ma che ind efinitiva per ora risulta castrato e male implementato, come se fosse un'aggiunta dell'ultimo momento e non una vera e propria fazione giocabile. Le quest effettuabili saranno semplicemente rivolte a sforacchiare le navi Federali di altri giocatori. In questo senso dobbiamo sottolineare come sia drammaticamente differente pilotare le navi imperiali, rispetto a quelle della Flotta. Infatti le navi Klingon sono decisamente più veloci e orientate verso lo scontro a fuoco diretto. Quello che accade per chi gioca con la federazione è spesso di cercare di affrontare i nemici di lato per poter sparare sia con le armi frontali sia con quelle posteriori, per poi infilare un torpedo dal proprio fronte dietro allos cudo nemico. Le navi Klingon invece dovranno cercare di portarsi di fronte al lato più debole dell'avversario, grazie alla loro manovrabilità superiore, dato che il loro volume di fuoco è quasi esclusivamente centrato sulla loro prua. In definitiva, essendo il combattimento spaziale il fiore all'occhiello del prodotto Cryptic, non apiamo prorpio come mai una così netta e ben congegnata differenziazione tra stili di combattimento delle due fazioni disponibili sia stata trascurata a favore di uno sproporzionato bilanciamento contenutistico a favore della Federazione. Solo le prossime patch potranno riportare il giusto equilibro ad un gioco dalle enormi potenzialità, sfruttate per ora solo in parte.

Ammiragli di decimo grado

Probabilmente nessuno è attualmente in grado di usufruire dell'end-game al momento, data la necessaria mole di ore per poterlo raggiungere. In ogni caso, i programmatori hanno rilasciato parecchie indiscrezioni a riguardo che delineano piuttosto precisamente come si svolgerà il tutto. Per prima cosa avremo inizialmente un solo tipo di missioni, chiamate episodi, da affrontare in gruppo contro le minacce spaziali più terrificanti. In sostanza la differenza starà nel numero di ammiragli necessari per affrontare i diversi compiti. Inizialmente solo per gruppi da cinque, le missioni si amplieranno con l'anzianità del gioco fino a raggiungere le stesse proporzioni delle battaglie open instance che si affrontano durante il corso del gioco a livelli inferiori. Niente di nuovo quindi, se non la promessa di implementare anche scenari PvP in questo senso e per entrambe le possibilità -PvE e PvP- la possibilità di affrontare l'end-game esclusivamente tramite le Flotte (le gilde di STO), per cui più Flotte di ammiragli uniranno le loro forze contro una comune minaccia.

Tecnologia stellare?

Il comparto tecnico è stato perfezionato rispetto al client beta e sono scomparsi numerosi bug su ttuti i fronti, sopratutto nel draw distance delle ombre e dei dettagli. Sottolineiamo però una netta distinzione tecnica tra le sessioni di gioco terrestri e nello spazio. Come se non bastasse lo scarso gameplay su terra, anche il comparto tecnico è stato trascurato. Texture poco rifinite e un polygon count non all'altezza dei titoli concorrenti fanno davvero sfigurare la superficie dei pianeti di Star Trek, nonostante la buona varietà di elementi scenici. I personaggi soffrono di pop-up e le animazioni che li caratterizzano fanno apparire il tutto come una specie di teatrino per burattini mal manovrati. Si rileva comunque un buon uso di HDR e Depth of Field. Di tutt'altra pasta sono invece le sessioni nello spazio. In questo caso tutto è veramente spettacolare grazie ad effetti di luce e un post-processing sui modelli a schermo. Gli shader in questo caso sono anch'essi ben gestiti e, ad esempio, la scia dei motori a impulso potenziati di un incrociatore è davvero di tutt'altra pasta rispetto alle navi di classi inferiori. In definitiva questa dicotomia lascia decisamente con l'amaro in bocca, pensando anche che il gioco è stato concepito più o meno in maniera equilibrata sui due fronti terrestre e spaziale (con una leggera propensione per lo spazio per fortuna). Il comparto sonoro è nella norma sia per quanto riguarda gli effetti sia per le musiche, che vengono piuttosto a noia dopo troppi ascolti, cosa normale per giochi di questo tipo. Infine il doppiaggio non dona particolare pathos alle missioni descritte e risulta piuttosto asettico nell'interpretazione, nonostante alcune chicche sonore rivolte agli appassionati (Khaaaan!).

Star Trek Online Dopo questo fiume di caratteri speriamo di avervi già fatto capire quanto siamo combattuti nell'assegnare una votazione netta a Star Trek Online. Il titolo eccelle in molti aspetti (combattimento ed esplorazione spaziale su tutti) ma cade paurosamente in basso per altri (sessioni a terra disastrose). Dobbiamo anche rilevare che alla lunga i compiti assegnati, seppur piuttosto variegati nelle intenzioni, sono piuttosto ripetitivi nelle dinamiche, mentre la piattezza e la monotonia delle sessioni a piedi rallentano molto la fruibilità del prodotto, pur tenendo presente che non c'è in nessun momento alcuna esigenza di dedicarsi al grinding, nemmeno per quanto riguarda il "crafting" di Memory Alpha. Attualmente le premesse perchè a distanza di tempo Cryptic migliori il suo Star Trek Online sono abbastanza concrete, dato che parrebbe dai frequenti annunci che si stia puntando tutto sugli aspetti meglio risuciti del titolo nelle prossime patch in uscita a fine Marzo. Tuttavia allo stato attuale delle cose, troppo è stato lasciato in sospeso in una fumosa possibilità di implementazione e raffinamento e non possiamo che consigliare il titolo ai soli appassionati di Star Trek o ai sicuramente numerosi giocatori affascinati dall'ambientazione e che magari non hanno esperienza di altri titoli nel genere massivo. L'esperienza di gioco è comunque molto godibile e a tratti esaltante, ma a tutti coloro che già masticano RPG online consigliamo di attendere o di cercare altre frontiere per appagare la sete di Massive Multiplayer Gaming.

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