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Recensione Star Wars The Old Republic - Alleanza Fatale

Una nuova avventura nell'universo di Star Wars!

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Quando ci si siede al pc per scrivere una recensione è assolutamente necessario aver bene in mente la natura dell'opera che si recensisce, per evitare errori grossolani: non è possibile parlar male di un film di supereroi criticandone la mancanza di profondità o di impegno politico, e viceversa è stupido fare le pulci a una commedia romantica per la mancanza di scene d'azione. Ogni opera vuole essere qualcosa, punta ad un obiettivo. La prima cosa da fare per recensire bene quell'opera è capire qual è questo obiettivo.
Ci si mette a leggere Alleanza Fatale con l'idea che sia "semplicemente" un ennesimo libro tratto da un videogioco, e quindi si è pronti ad un prodotto di mestiere, che intende essere divertente, appassionante e leggero, senza troppe altre pretese. Però, immergendosi nella lettura, ci si rende conto in maniera sempre più cristallina che questo libro, oltre ad essere un romanzo ispirato in particolare all'imminente The Old Republic, rivendica anche, con molta lucidità, un posto di diritto nella nobile tradizione dei romanzi del cosiddetto expanded universe della saga di Guerre Stellari, ossia l'insieme, nei decenni diventato sterminato, di libri, fumetti, videogiochi, telefilm, radiodrammi, spin-off di vario genere che descrivono parti della storia che esulano dalla cronologicamente ristretta esalogia cinematografica.

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Quindi il discorso cambia radicalmente. Un conto è se Sean Williams, l'autore, si rivolge ai suoi lettori con un innocuo romanzo dedicato alla nicchia di appassionati del videogioco; un altro conto è se nelle sue intenzioni c'è la volontà di contribuire alla saga in maniera ben più profonda. La barra, per usare una metafora atletica, si alza di parecchi centimetri, le responsabilità sono maggiori. E noi, durante la recensione, dobbiamo tener conto di questa precisa dichiarazione di intenti chiedendo al romanzo qualcosa in più (e perdonandogli molto meno).
Dopo questa lunga ma necessaria premessa, la domanda che necessita una risposta è: Sean Williams ce l'ha fatta? La risposta, diciamolo fin da subito, è un deciso e trionfale "sì", senza riserve.
Williams si dimostra non solo un abilissimo scrittore in grado di gestire una trama ragionevolmente contorta, animata da personaggi interessanti (qualcuno perfino memorabile), ciascuno con il suo particolare punto di vista sulla moralità e sulla politica della Galassia, e di tenere alto l'interesse fino all'ultima pagina; l'autore ha anche il grande pregio (che lui stesso rende una necessità) di conoscere Guerre Stellari nel profondo, intimamente. Non solo per quanto riguarda le nozioni enciclopediche (razze, tecnologia, pianeti), ma anche -e soprattutto- per quanto riguarda il senso profondo della cultura, della società, dei modi di pensare delle varie fazioni.

I sith, ad esempio, sono gestiti con molta cura, senza mai farli apparire come "i cattivi", ma anzi entrando nel dettaglio del loro modo di pensare e di affrontare i conflitti e i rapporti, sia fra loro sia con i loro nemici, tanto da rendere i vari Darth presenti nel romanzo ben più letali, minacciosi e verosimili dei personaggi caricaturali della seconda trilogia cinematografica. I jedi, a loro volta, sono ben lontani dall'essere rappresentati come "i buoni", e appaiono invece come una diversa, legittima ma discutibile, scelta di filosofia di vita, esattamente come dovrebbero essere.
La storia è ambientata pochi anni dopo il Trattato di Coruscant, l'accordo fra la Repubblica e il redivivo Impero Sith che getta la Galassia in un precario stato di pace (o meglio, di guerra fredda) fra le due equipotenti fazioni. Questa è la premessa del videogioco Bioware e Williams, che non dimentica che il suo romanzo ne è ispirato, riesce molto bene a rendere il clima politico che tale situazione, che non accontenta evidentemente nessuno, ha creato. Intrighi politici, tensioni al confine, piccole scaramucce, scontri ideologici sono perennemente sullo sfondo della vicenda principale, la quale ruota attorno ad un'inaspettata minaccia in grado di spazzar via tutte le forme di vita della Galassia senza distinzioni, che costringerà Repubblica ed Impero a formare un'inusitata alleanza pro tempore per garantire la sopravvivenza di tutti.

Questo breve riassunto però non dà nemmeno un'idea di cosa leggerete: la storia è in realtà un pretesto (senza dubbio riuscito) per dare spazio ai personaggi che sono i veri protagonisti della narrazione. Dal giovane padawan Shigar, l'allievo di Satele Shan (la jedi con la doppia spada azzurra dei trailer della Bioware, discendente di Bastila Shan, la protagonista del primo KotOR) alla sua opposta Eldon Ax, spietata apprendista Sith del ben più spietato Darth Chratis, dal potente mandaloriano Dao Stryver, in grado di combattere contro entrambi gli apprendisti e di uscirne indenne a Jet Nebula, un contrabbandiere servo solo di se stesso, fino al memorabile Ula Vii, una spia imperiale presso la Repubblica che si troverà in situazioni splendidamente complicate a causa dell'alleanza fra le due fazioni: tutti i protagonisti del romanzo hanno carisma e sono in grado di farci "tifare" per loro e farci avere a cuore il loro destino.

Star Wars  The Old Republic - Allenza Fatale Star Wars the Old Republic: Alleanza Fatale riesce nel (relativamente) facile obiettivo di essere un buon libro, scorrevole e divertente, e in quello ben più difficile di rendere giustizia all'universo di Guerre Stellari, di cui rappresenta un'aggiunta assolutamente validissima. Se pensate di giocare al videogioco procuratevelo: è un'ottima lettura propedeutica. Se siete semplici appassionati di Guerre Stellari, fateci un pensierino: ne vale la pena.

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