Stardew Valley Recensione

Una fattoria, un villaggio, una miniera, tanti personaggi e molto tempo a disposizione... siete pronti per Stardew Valley?

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Stardew Valley
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Devo ammettere che la posizione in cui mi trovo è davvero molto comoda: nonostante Stardew Valley arrivi solo ora su PlayStation 4 e Xbox One, su Pc è disponibile da poco meno di un anno, ed è già un classico riverito e un accreditato million seller. Ma Stardew Valley, vi sarà sicuramente arrivata la notizia all'orecchio, è prima di tutto un gioco bellissimo, con la fortuna di avere alle spalle uno sviluppatore, tale Eric "ConcernedApe" Barone, con una gran bella storia da raccontare. Del resto il mondo dello sviluppo di giochi indipendenti ha anche questo fastidioso obbligo di dover risultare simpatico al suo potenziale pubblico, e questo di solito accade solo se si dimostra con prove provate la totale assenza di grandi publisher alle spalle, e si acquistano ulteriori punti se lo sviluppo avviene in totale autarchia tecnica ed economica, come in una sorta di Via Crucis informatica.

One Man Show

E già, anche Stardew Valley è uno di quegli indie che potremmo definire un "one man show", quei giochi sviluppati da un'unica persona con un pallino in testa, che in questo caso è un'ossessione particolare per Harvest Moon, il gioco Natsume in cui si gestisce una fattoria situata nei pressi di un villaggio abitato da caratteristici personaggi con i quali interagire.

Harvest Moon effettivamente è stato un gioco bellissimo, ma negli anni recenti gli sviluppatori non sono mai riusciti a ricreare la magia dei primi titoli, lasciando i fan con l'amaro in bocca fino all'arrivo di Rune Factory, una sorta di spin-off più fantasy e action. Una buona idea per un gioco che ha riservato, capitolo dopo capitolo, ben più di una sorpresa, ma che si è anche tenuto volontariamente distante da quelle prime sensazioni di amore e semplicità su cui erano costruiti i capitoli più amati della serie originale. Rune Factory era ed è un gioco simile ma diverso, e questo lo sa bene anche ConcernedApe che infatti, un giorno qualunque di quasi cinque anni fa si è detto: "se non lo sanno fare loro, ci provo io!". E così inizia l'avventura di questo gioco, fatta di un Pc tutt'altro che performante, un lavoretto per rimanere a galla e tanta, tantissima convinzione di potercela fare. I problemi naturalmente non sono mancati, anche perché a livello di programmazione Eric Barone ne sapeva molto in teoria, ma ben poco in pratica, ma almeno poteva vantare una maggiore confidenza in ambito musicale e grafico. Lo sviluppo di Stardew Valley si protrae ben oltre il limite di tempo che lo sviluppatore si era inizialmente imposto, e acquista finalmente un senso proprio mentre tutto sta crollando, e anche l'appoggio familiare verso la missione impossibile di Barone sta per venire meno. Il gioco arriva finalmente su Steam il 26 febbraio del 2016 e in poco meno di una settimana va oltre le 300.000 copie vendute, che in poco meno di due mesi arrivano ad essere poco meno di 800.000, per superare ufficialmente quota un milione dopo quattro mesi dal debutto (oggi le copie vendute solo su Pc sono oltre due milioni). Il resto è storia e mito di un successo non annunciato, che ci porta fino a questo atteso porting per console.

Rivoli di puro gameplay

In Stardew Valley il protagonista eredita una fattoria disabitata da tempo, che una volta rimessa in piedi permetterà di coltivare un gran numero di vegetali, di allevare bestiame e di svolgere una sorprendente gamma di attività legate al mondo dell'agricoltura, che massimizzeranno gli introiti di raccolti e prodotti animali. Piantare peperoncini, cavolfiori, pastinaca è infatti soltanto l'inizio, perché non solo ogni stagione ha i suoi semi, ma scoprendo e costruendo nuovi strumenti si avrà accesso a nuovi prodotti, e di conseguenza a nuove forme di guadagno.
Dalle uova, con un ulteriore investimento si potrà creare maionese, da certi frutti delle deliziose conserve, dall'uva del vino e dai luppoli della birra; certi alberi, come per esempio gli aceri, permettono anche di estrarre prezioso sciroppo. Stardew Valley offre tanto e subito, ma nasconde almeno il quadruplo sotto uno straordinario alone di mistero che pervade ogni singolo aspetto del gioco, per una lunga serie di "tane del bianconiglio" da esplorare in completa libertà, senza restrizioni di tempo oltre a quelle dettate dal livello di stanchezza del personaggio, che potrà comunque essere ripristinata mangiando snack o manicaretti, da acquistare o da cucinarsi in proprio in cucina, ma solo quando se ne avrà a disposizione una.
In Stardew Valley la nostra casetta potrà essere infatti espansa e arredata con un buon numero di oggetti di arredamento, anche questi da acquistare o da produrre una volta che saranno stati sbloccati gli appositi schemi.

Ma il feng-shui è solo una delle tantissime cose a cui dedicarsi in questo gioco. Scoprirete presto che c'è anche una miniera nei pressi della fattoria, una miniera suddivisa in ben cento diversi piani di difficoltà crescente (e con un twist finale che moltiplicherà il divertimento), dove affrontare nemici e raccogliere preziosi minerali, da rivendere o da utilizzare per costruire nuovi oggetti (ci sono sempre nuovi oggetti da costruire in Stardew Valley!).
Esplorare la miniera e combattendo mostri farà salire il numero di risorse in tasca e l'abilità nel combattimento del personaggio, che avanzando potrà mettere le mani su nuove armi e nuovi indumenti (sempre in linea con l'ambientazione, quindi niente armature di piastre rinforzate...) che ne aumenteranno le possibilità in battaglia. Se poi l'attività vi piace, si può entrare anche a far parte della gilda degli avventurieri, che darà accesso ad altri oggetti e semplici ma divertenti missioni. Fortunatamente, se si preferisce l'aria aperta all'umidità di una caverna c'è la pesca, ovvero un minigioco davvero sorprendente, all'inizio forse un po' troppo ostico, ma che col tempo e un po' di dedizione sa ricompensare con chili e chili di pesce fresco e grande soddisfazione, personale ed economica.

Poco sopra Pelican Town c'è poi l'ex community center, un palazzo un tempo centro nevralgico delle attività della città e oggi ridotto a rudere pieno di misteri, al cui interno è possibile trovare delle curiose creature che in cambio di oggetti chiave daranno accesso a nuove aree della mappa. Il mistero però sembra essere legato anche a uno strano individuo che abita dalla parte opposta del villaggio, in una spettrale torre che si erge ai confini dell'impenetrabile bosco.
E che dire poi degli strani totem che sembrano spuntare ovunque in città e nelle zone limitrofe, a cosa diavolo servono? Infine, ma potrei dimenticarmi qualcosa, c'è Pelican Town e tutti i suoi abitanti, che sono un bel po', ognuno con la sua storia e la sua indole, con i quali parlare del più e del meno, vedersi al pub la sera, scambiarsi regali e allacciare rapporti sempre più stretti. Se vi piace la compagnia, con un po' di impegno sarà possibile anche sposarsi e persino avere dei figli. Se mai vi sentiate a corto di cose da fare non temete: in pieno stile Animal Crossing c'è anche un museo da riempire di oggetti e materiali particolari.

Il tempo non è tuo nemico

Ma la cosa migliore di Stardew Valley è che non ha fine. Dopo tre anni di gioco (ogni anno è composto da quattro stagioni di ventotto giorni ciascuno) ci verrà data una valutazione generale, ma nulla ci impedirà di continuare a giocare per cercare di fare meglio e scoprirne tutti i segreti. Volete passare i primi anni a tirare su l'aziendina perfetta e sposarvi soltanto al quinto anno di gioco? Potete farlo. Volete vivere il primo anno semplicemente di pesca? Certo che potete farlo, e sarà anche piuttosto divertente.

Tutto è in mano del giocatore, anche se inizialmente è facile sentirsi sopraffatti dalle innumerevoli attività presenti, dalla limitata resistenza del personaggio (che verrà creato all'inizio con un semplice quanto ricco editor), dalla durata dei giorni comunque sempre modesta, e da tutti gli obblighi di cui decideremo (sempre in piena libertà) di farci carico legati più strettamente alla fattoria (prima di scoprire e realizzare un irrigatore automatico, è necessario ogni santa mattina annaffiare manualmente tutte le piante in nostro possesso, tranne quando piove). Di tempo se ne ha sempre a sufficienza per apprezza la semplice ma valida grafica, anch'essa creata a mano dal solo ConcernedApe, e dalle rilassanti musiche di sottofondo diverse per ogni stagione, composte naturalmente dal solo ConcernedApe. Difetti? Pochi, molto pochi: c'è per esempio qualche sbilanciamento nelle specializzazioni da sbloccare salendo di livello, un leggero squilibrio che rende l'economia legata al bestiame meno efficace di quella agricola, e un sistema di controlli che nonostante funzioni comunque sempre a dovere, necessiterebbe di una profonda reinterpretazione di pulsanti e funzioni.

Stardew Valley Un altro giorno e poi smetto... è questo il vicolo cieco in cui ti ficca Stardew Valley, un gioco divertente e stratificato al massimo, dove più ci si impegna e più si scoprono nuove cose, e in ogni direzione. Nella sua intrinseca ripetitività Stardew Valley è anche estremamente rilassante, nella sua semplicità è anche estremamente complesso. Il respiro è poi bello ampio, e per superare i primi tre anni ci vorranno dalle quaranta alle sessanta ore, a seconda di quanto vorrete tirare fuori dalle vostre giornate. Nel gioco sono presenti anche eventi speciali e segreti, come feste stagionali e interazioni a sorpresa con il ricco cast di abitanti, che vedrete muoversi per la città con una logica in grado di rendere tutto più credibile, creando un legame tra gioco e giocatore che esalta le emozioni e prepara il cuore alla profonda dolcezza dell'imperdibile Stardew Valley, uno di quei giochi in cui quando fuori piove, accendi il cammino, accarezzi il cane e ti metti a preparare la zuppa proprio come fossi lì, nella TUA fattoria. Eric “ConcernedApe” Barone non solo è riuscito nel suo intento, creare l'Harvest Moon che nemmeno gli sviluppatori originali riuscivano più nemmeno a concepire, ma ha addirittura superato i suoi maestri, e lo ha fatto da solo.

9

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