Recensione Stasis

Dopo Desktop Dungeons e Broforce, dal paese dei rinoceronti e del rugby arriva un'avventura grafica vecchio stile, con visuale isometrica, che vi farà dormire sonni particolarmente inquieti.

Versione analizzata: PC
recensione Stasis
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Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Chi se lo sarebbe aspettato che una nazione di cui non si sente parlare spesso come il Sud Africa proliferasse di software house promettenti? Dopo Desktop Dungeons e Broforce, dal paese dei rinoceronti e del rugby arriva Stasis dei The Brotherhood, un'avventura grafica vecchio stile, con visuale isometrica, che vi farà dormire sonni inquieti. Un risveglio poco delicato a bordo di una stazione spaziale abbandonata cosparsa di membra umane non è certo la più tranquillizzante delle premesse, così come i suoni spettrali e le urla angoscianti che rimbombano tra le sue metalliche pareti. Un gioco brutale nei contenuti e nel gameplay, che vi darà del filo da torcere fin dai primissimi ambienti in cui la morte è dietro l'angolo. E in Stasis non è la sorte peggiore che vi potrà capitare.

Raccapriccio

Siamo decisamente fan dei videogame horror su queste pagine e sappiamo che non sono moltissimi quelli che inquietano davvero. Un Amnesia, un Outlast o un Five Nights at Freddy's non escono tutti i giorni: per fortuna -forse- perché altrimenti si rischierebbe un colpo apoplettico ben più spesso di quanto umanamente sopportabile. A ridosso di Soma, il nuovo titolo dei The Brotherhood racconta di una storia raccapricciante, violenta e malata come da molto tempo non vedevamo sui nostri schermi. Nei panni di John, un padre di famiglia in un futuro lontano, state viaggiando con figlia e moglie verso una calda meta vacanziera su Titano, una luna terraformata di Saturno, ma dopo esservi messi in stasi per affrontare il lungo viaggio, qualcosa va storto e vi risveglierete su una gigantesca stazione spaziale chiamata Groomlake, da soli e feriti, spaesati, immersi nell'orrore. Stasis non inizia col botto, ma punta tutto sulle atmosfere cupe e inquietanti, con una prima parte in cui prenderete confidenza con quanto vi sta succedendo intorno. L'aspetto che balza subito all'occhio critico di chi mastica videogame come il pane è sicuramente l'interfaccia minimalista perfettamente integrata nel setting. La tuta di John è parte integrante del gameplay, con l'inventario in basso a sinistra, piacevole variazione di quelli classici, e vi riserverà parecchie sorprese in un crescendo di panico e disgusto che ci ha lasciati spiazzati. Spesso infatti giochi anche famosi come Resident Evil o anche lo stesso Amnesia, cercano di convogliare l'orrore con metodi o fin troppo abusati, come nel primo caso, o sottili e mai troppo espliciti, come nel secondo. Stasis spazza via tutto e il suo maggior merito è proprio quello di unire l'inquietudine del non-detto, dell'incertezza di quel che si ha di fronte, tipica dei migliori titoli horror, con delle scene e delle situazioni che onestamente non consigliamo a chi non ha i nervi ben saldi. Oltre alla paura che proverete mentre cercherete di risolvere i vari enigmi, nell'incertezza che la morte sia deitro l'angolo, arriverete a vivere una vera e propria repulsione verso i fatti che stanno succedendo a bordo della Groomlake che onestamente ricordiamo di aver giocato ben poche volte nella nostra lunga carriera di gamers. Per darvi un'idea di che cosa questa produzione racconta, senza rovinarvi i disgustosi risvolti narrativi, ad occhio e croce dobbiamo rivangare molto nel passato per fare dei paragoni. System Shock 2 sicuramente, come atmosfere e risvolti psicologici, è presentissimo in Stasis, che tuttavia rimane un'avventura grafica in senso stretto e quindi niente sparatorie e platforming. Proprio il ritmo lento di questo tipo di gioco si sposa benissimo con l'ansia generata dalle situazioni agghiaccianti di cui vi accorgerete solo molto avanti nel gioco, quando comincerete a capire che cosa sta succedendo veramente. Vi sentirete in gabbia, soffocati dalle meccaniche stesse di un gameplay vecchio quanto i videogame stessi. Avete giocato per caso a Sanitarium? Una perla di avventiura grafica dei tempi che furono e secondo titolo a cui sicuramente Stasis fa riferimento, andando però oltre la follia del titolo Dreamforge, osando ancora di più, arrivando quindi ai livelli dell'unica altra avventura che ha mai osato tanto per la malattia subumana e il marciume delirante che racconta, ovvero il capolavoro indiscusso dell'horror punta e clicca I Have no Mouth and I Must Scream. Stasis non raggiunge quei livelli di follia e la trama è completamente lineare, ma i puzzle ci hanno dato lo stesso senso di repulsione che provammo allora e che non abbiamo ritrovato mai in nessun altro videogioco. Scene fortissime, in cui dovrete letteralmente sforzarvi per completare un enigma abusando di corpi vivi e morti e del protagonista stesso, bloccato in situazioni estreme in cui il masochismo sembra essere l'unica via d'uscita. E la trama, pefettamente coerente e ben narrata, riserva colpi di scena degni di tal nome, ovviamente anch'essi dai risvolti psicologicamente stressanti e al limite della sanità mentale. Passando al comparto tecnico, purtroppo Stasis non si merita l'eccellenza a causa di alcune sviste grossolane, ma comprensibili dato il budget a disposizione dei The Brotherhood che comunque, in ogni caso, sono riusciti a confezionare un titolo dai valori artistici, grafici e narrativi di altissimo livello, che non ha nulla da invidiare a produzioni ben più note come The Evil Within. Anzi semmai è il contrario. E non è la risoluzione piuttosto bassa delle schermate statiche in cui progredirete, perchè le animazioni dei fondali, i filmati, il sonoro con effetti splendidamente disturbanti e gli effetti di luce (e la necessità di star sempre all'erta quando viene illuminata una sezione buia da un allarme o da altro), sono semplicemente favolosi, e rievocano il glorioso passato delle avventure dallo stile di Blade Runner. Tuttavia il pathfinding del protagonista è abbastanza snervante e spesso quando cliccheremo da qualche parte compirà giri assurdi per raggiungere la meta designata. Più pesante però, e principale motivo della mezza bocciatura tecnica, è la scarsa precisione dei click a schermo, per cui per raccogliere un oggetto spesso dovremo cliccare furiosamente, dato che alcuni input sembrano venire ignorati dal motore del gioco.

Questo crea spesso spiacevoli situazioni in cui rimarrete bloccati perchè non avete raccolto qualcosa a causa di questa imprecisione. Non allarmatevi però. Stasis vale la pena di essere giocato nonostante questi due difetti, che speriamo vengano limati con qualche patch dai programmatori di The Brotherhood, attentissimi ai loro clienti, come dimostrano i forum di Steam e il loro sito, aggiornatissimi e seguiti direttamente dagli sviluppatori. La progressione in ogni caso è piuttosto lenta anche perchè la mole di testi da leggere è molto alta e i puzzle si basano spessissimo su descrizioni e PDA da leggere con attenzione. Avremmo gradito un registro degli indizi, degli appunti del protagonista per suggerire non la soluzione, bensì la direzione da prendere in alcuni frangenti. Si è infatti costretti meravigliosamente a cercare di carpire i segreti di tutti i marchingegni della Groomlake, tanto che dovrete sudare ben più di sette camicie per terminare Stasis. Gli enigmi sono brutali quanto la trama e questo è il motivo principale per cui non dovete lasciravi assolutamente scappare questo capolavoro dell'horror.

Stasis E' difficile consigliare Stasis a chiunque. Non perchè il gioco non meriti, tutt'altro: il titolo The Brotherhood è sicuramente la migliore avventura grafica a cui abbiamo giocato da anni a questa parte, in un periodo in cui proprio i punta e clicca non sono più un genere dimenticato, con due ben titoli validissimi usciti solo quest'anno. Tuttavia se pensiamo a mente lucida alle scene che vengono descritte, fatichiamo a trovare un paragone calzante non solo tra i videogame, ma anche nel cinema mainstream. Un prodotto come Stasis non potrebbe uscire al cinema tra le fanfare e i riflettori, senza suscitare clamore. E riuscire a narrare cose simili senza scadere nel banale, non è cosa da poco in un mercato in cui prodotti anche di diversi media hanno raggiunto la saturazione del genere horror, con uscite trite e banali, che fan paura ormai solo a chi in assoluto non ha mai visto o giocato questo genere. Detto fuori dai denti: occhio a giocarci, perchè non vorremmo avere i vostri sonni sulla coscienza. La forza incredibile di Stasis non è quindi quella del colpo di paura improvviso che vi lascia col cuore mezzo impazzito, no, anche se ovviamente ci sono alcuni momenti simili. Piuttosto, lungo il corso dell'avventura e anche dopo che l'avrete terminata, ogni volta che ci ripenserete vi verranno i brividi a causa delle situazioni e della malattia perversa di quel che scoprirete e, soprattutto, che sarete costretti a giocare in una storia in cui non c'è alcuno spazio per la bontà, la redenzione, l'amore, il perdono. Dimenticatevi ogni sentimento positivo. Stasis è orrore malvagio che non risparmia nessun personaggio. E nessun giocatore.

8.7

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