Steel Division Normandy 44 Recensione

Dopo R.U.S.E. il team transalpino Eugen System ci riprova con Steel Division Normandy 44: la nostra recensione.

Versione analizzata: PC
recensione Steel Division Normandy 44
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Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

"- Cos'è questo fracasso?! Vi state esercitando per il tiro al bersaglio?!
- No, è la seconda guerra mondiale!"


Ci sono mode passeggere, fugaci; possono venire momentaneamente soppiantate da qualcos'altro che ci trasmetta il brivido della novità; alcune si evolvono nel corso del tempo mentre altre, invece, possono essere considerate degli "evergreen": intramontabili, nonostante l'inesorabile trascorrere del tempo. Certo, magari possono rimanere sopite per anni ai margini del mercato, quando questo raggiunge la saturazione e i consumatori pure. Alla fine, però, tutto ritorna e tutto si riscopre.
Senza però scomodare la teoria dell'Eterno Ritorno di nietzschiana memoria, e limitandoci al nostro campo di indagine, basta dare una velocissima occhiata all'ambito cinematografico e quello videoludico per capire che sta prepotentemente tornando in auge, dopo un periodo trascorso sotto traccia, il setting storico relativo al secondo conflitto mondiale. Su entrambi i fronti ci attende una stagione ricca di novità: a partire da Dunkirk, atteso ritorno di Nolan dietro la macchina da presa; Liberty Road e Battle of Britain, progetto propugnato dal buon Scorsese.
Il mercato dell'intrattenimento digitale, invece, può contare non solo sull'ennesima "svolta" targata Activision con Call of Duty, ma anche sulla riscoperta di questa ambientazione storica nei titoli strategici (siano essi turn based o in real time) con gli imminenti, graditi, nuovi capitoli di Blitzkrieg e Sudden Strike. Sull'argomento tornano anche i ragazzi di Eugen System: team transalpino che, supportato da Paradox, dopo R.U.S.E. ci riprova con Steel Division: Normandy 44.

Se i miei soldati iniziassero a pensare, nessuno rimarrebbe nelle mie fila

Come dice il titolo stesso, Steel Division: Normandy 44 prende le mosse dalla più imponente operazione militare della storia: lo sbarco delle forze alleate sulle coste francesi. L'obbiettivo da raggiungere era ambizioso e non privo di difficoltà: aprire un nuovo fronte a ovest, costringere i tedeschi a dividere le proprie forze e, al contempo, alleggerire la pressione esercitata dalle potenze dell'Asse sul territorio russo.

Questo particolare momento del conflitto è forse il più conosciuto e iconico, non solo per il devastante bagno di sangue che lasciò sul campo migliaia di morti su entrambi i fronti, ma proprio per la sua estrema importanza storica, dato che contribuì a spostare gli equilibri di forza e segnò l'inizio del definitivo declino del visionario progetto del Fuhrer. Il materiale relativo al periodo è sconfinato: documenti ufficiali, fotografie, riprese, ma anche tutta l'industria dell'intrattenimento successiva (film, libri, videogiochi) ha contribuito a tramandarcelo in tutte le salse e attraverso tutti i punti di vista possibili. Ci hanno provato anche i ragazzi di Eugen System i quali, proponendoci le vicende immediatamente successive allo sbarco, sono riusciti a realizzare uno strategico davvero peculiare, profondo e arduo quanto basta, capace di prende le distanze dai classici dettami del genere per rielaborarli in qualcosa di diverso. L'aderenza e l'accuratezza storica di ogni singola unità e campo di battaglia vengono salvaguardate e mantenute dalla cura certosina riposta dal team di sviluppo nella loro realizzazione, quest'ultimo abile nel creare un contesto credibile e coerente, veicolato anche da un "collante" rappresentato da filmati originali dell'epoca. In questo senso, come anticipavamo, ritroviamo tutti i reparti impiegati nel nord della Francia durante i concitati e caotici momenti successivi allo sbarco alleato: forze inglesi, statunitensi, canadesi, francesi, polacche, nazifasciste rispondono tutte all'appello. Ci ritroviamo, dunque, al comando di unità come la 101esima paracadutisti, la fanteria meccanizzata tedesca, gli imponenti Panzer, la Hilterjugend, i veloci caccia della Luftwaffe e della RAF e così via. I vari battaglioni possiedono caratteristiche e parametri unici (gestione dello stress, velocità di ricarica, quantità di munizioni, etc.), che li contraddistinguono rendendoli utili o, al contrario, deleteri a seconda della strategia adottata e delle mosse dell'avversario. Quindi, a prima vista, Steel Division: Normandy 44 non sembra discostarsi dall'enorme quantità di strategici a sfondo bellico presenti sul mercato come - giusto per citarne alcuni - Company of Heroes, Man of War e simili. Invece, non appena ci si immerge alla scoperta dell'offerta ludica del titolo, si comprendono immediatamente le ragioni per le quali abbiamo definito l'opera di Eugen System "diversa" dal solito.

Capire l'ABC

Chiariamo, anzitutto, una cosa: in Steel Division il team di sviluppo transalpino ha puntato fortemente sull'offerta multigiocatore. Ciò significa che la componente single player viene limitata a dodici missioni principali, spalmate su tre mini campagne di difficoltà crescente, alla canonica modalità Schermaglia e a un tutorial lungo e complesso.

Abbiamo deciso di includere anche il "Boot Camp" nella nostra analisi, in quanto esso rappresenta una tappa obbligata per cercare di capire la reale estensione e le prismatiche sfumature in cui si articolano le meccaniche di gioco.
Anzitutto, prima di scendere sul campo di battaglia il giocatore deve comporre il proprio deck di carte, un po' come accadeva in Wargame per intenderci, e scegliere le unità che maggiormente si adattano non solo alla strategia formulata (o alla conformazione del terreno), ma anche in quale "fase" dello scontro il proprio esercito deve dare il massimo secondo il numero di "requisition points" fornito. Quest'ultima è l'unica risorsa spendibile per poter pagare il costo di schieramento delle nostre truppe nel corso delle diverse fasi di gioco. Al contrario di altri RTS, Steel Division si alleggerisce della parte gestionale pura per focalizzare tutta l'attenzione del giocatore sul cuore dell'azione.
Ogni missione (o partita online), infatti, si articola in tre momenti distinti: A, B e C. Nel corso della prima fase è possibile schierare solamente unità leggere, come gli scout e alcuni reparti di fanteria; mentre nelle successive potranno entrare in azione i pezzi da novanta dell'esercito: carri armati, supporto dall'artiglieria pesante, cacciabombardieri e obici di grosso calibro. Ciò consente, nella maggior parte dei casi, di imbastire una strategia composta, ragionata e graduale, evitando sbilanciamenti dovuti all'impazienza di possedere i battaglioni più potenti o alla semplice inesperienza. La mappa di gioco, suddivisa in diverse aree d'influenza, ci presenta un fronte malleabile e dinamico, il quale si sposterà a seconda del terreno conquistato o ceduto al nemico. Diviene quindi di importanza fondamentale acquisire il controllo dei punti ad alto impatto strategico per poter fregiarsi di un vantaggio tattico sul nemico.

Inviare squadre di ricognizione in territorio avverso, posizionare le squadre di MG42 all'interno di edifici oppure i mortai in qualche radura, lontano dalla prima linea, e mettere in sicurezza ponti e incroci stradali (le vie battute velocizzano il movimento di tutte le truppe) sono solo alcune delle variabili da tenere in considerazione per mantenere la supremazia. C'è, infatti, da non sottovalutare l'importanza degli approvvigionamenti: le munizioni finiscono sempre molto in fretta ed è fondamentale garantire il corretto rifornimento dalle retrovie prima che la prima linea venga spazzata via per una nostra leggerezza. Inoltre, possiamo avere l'esatta percezione della linea visiva di un'unità semplicemente cliccando l'apposita icona: ciò ci permette di capire cosa la stessa può vedere con esattezza e l'eventuale distanza (nonché efficacia) del tiro.

Presumo che, se avessimo perso, sarei stato processato come criminale di guerra. Fortunatamente eravamo dalla parte dei vincitori.

Insomma, valutare costantemente ogni minima mossa, capire come e quando utilizzare le truppe, saper leggere il rapido mutamento dei rapporti di forza e avere la prontezza di indietreggiare al momento opportuno per evitare l'annientamento rappresentano solo una piccola parte della complessità strategica che Steel Division ci propone. Le nostre doti strategiche vengono messe a dura prova da una buona intelligenza artificiale ma l'apice viene raggiunto allorquando ci si trova ad affrontare altri avversari umani dotati di intelletto (e tanta cattiveria) negli scontri online.

Sotto questo profilo, il titolo di Eugen System non è esattamente il miglior ambasciatore del concetto di "accessibilità". Dunque, per conoscere a fondo tutte le unità, capire in che modo costruire il proprio deck e riuscire a formulare una strategia vincente serve tanta dedizione e pazienza per non soccombere nei match competitivi. Come abbiamo già accennato, il team francese ha puntato molto sulla componente multi giocatore, prevedendo la possibilità di costruire il proprio Battlegroup personalizzato (ovvero il deck relativo alle unità da utilizzare) e un sistema di ranking basato sulle vittorie ottenute nel corso delle partite classificate. Gli scontri possono essere testa a testa, quindi 1vs1, oppure coinvolgere un maggior numero di giocatori, sino a enormi battaglie campali 4vs4 in cui i requisiti di esperienza per primeggiare risultano quasi proibitivi per i novellini i quali, con tutta probabilità, saranno bersaglio di epiteti abbastanza coloriti dai compagni di squadra.
Infine, sotto il profilo tecnico, risulta evidente che Steel Division: Normandy 44 non fa gridare al miracolo. Questo, a ogni buon conto, non è mai stato l'obbiettivo primario del team di sviluppo e non possiamo certo lamentarci del risultato finale se lo rapportiamo ad altre caratteristiche del prodotto, ben più importanti. Per la maggior parte del tempo, comunque, non è possibile soffermarsi ad apprezzare il livello di dettaglio del terreno e delle unità, visto che l'enorme quantità di reparti a schermo rende necessario tenere sotto controllo uno scacchiere davvero imponente e punteggiato, almeno nelle fasi più avanzate, di icone raffiguranti le nostre forze sparse per chilometri quadrati di territorio. Secondo quanto dichiarato dal team di sviluppo i campi di battaglia digitali, ricchi di dettagli e sempre molto nitidi e leggibili, sono stati interamente modellati prendendo come riferimento le fotografie aeree originali dell'epoca. L'engine proprietario IRISZOOM si dimostra solido, svolgendo egregiamente il proprio dovere in ogni situazione. Pur non settando nuovi mirabolanti standard qualitativi, riesce comunque a mantenere l'azione di gioco sempre fluida anche con impostazioni grafiche più esose.

Steel Division: Normandy 44 Eugen System, sette anni dopo R.US.E., ritorna sui campi del secondo conflitto mondiale proponendoci uno strategico estremamente profondo e curato, ma anche davvero ostico da padroneggiare e poco morbido con i novellini. Insomma, chi da tempo si nutre di pane e strategia, con Steel Division potrà sicuramente esaltarsi trovando pane per i propri denti, dato che il grado di sfida offerto si presenta sin da subito estremamente elevato. L'unica pecca della produzione transalpina, senza considerare il comparto grafico non esaltante (aspetto comunque del tutto secondario e ininfluente), viene evidenziata dalla poca attenzione riposta riguardo i contenuti single player in favore della competizione online, terreno insidioso che potrebbe portare molti utenti a fare i conti con la frustrazione. Al netto di questo sbilanciamento nell'offerta ludica, Steel Division: Normandy 44 rappresenta la quintessenza della definizione "real time strategy".

8.5

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