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Recensione Steins;Gate

Un'appassionante visual novel, che in patria ha dato l'avvio persino ad una serie di Anime e Manga, si presenta al pubblico occidentale con una trama intrigante e una narrazione di buon livello.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Steins;Gate
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Per pura coincidenza puoi ritrovarti a giocare Steins;Gate dopo The Vanishing of Ethan Carter e prima/durante Everybody's Gone to the Rapture. Si chiamo caso e di circostanze legate al caso ne è pieno il mondo, pure quello finzionale di Steins;Gate. Per caso, insomma, ti ritrovi tra le mani una visual novel, una visual novel idolatrata da mezzo mondo. Nel giro di poche settimane hai declinato la narrazione in tre modi differenti, tutti e tre interessanti. Steins;Gate, come da tradizione per il genere cui appartiene, fa la cosa più semplice: racconta una storia usando testi più immagini a corredo, riducendo al minimo la componente interattiva. Si chiamano romanzi visivi, dopotutto. In un mondo possibile, detto mondo A, si potrebbe dire che una visual novel è un'opera che ha sbagliato medium. Non era più sensato scrivere un libro? Nel mondo B qualcuno sostiene che sia l'unico genere che si può giocare con una mano sola, anzi, con un dito solo. Questa è cattiva. Nel mondo B quel qualcuno verrebbe sicuramente crocifisso dagli appassionati del genere, che soprattutto in Giappone sono tanti. Solo una D-Mail potrebbe salvarlo. Nel mondo C, che è il continuum spazio-temporale dove viviamo e nel quale state leggendo questo articolo, ci limitiamo a dire che la visual novel è un genere che fa un po' razza a sé, un genere in cui si fa poco e si legge molto. Sempre di videogiochi si tratta, tuttavia, videogiochi in cui la componente narrativa torna al suo grado zero: si leggono vagonate di testi e dialoghi su fondali (quasi) statici, mentre sullo schermo si susseguono personaggi (quasi) statici. Ci sono tante variazioni sul tema, ovviamente.

Akihabara, Tokyo

D-Mail, mondi possibili, le logiche del caso. Non erano farneticazioni, eravamo già entrati nell'universo di Steins;Gate.Un titolo che parla di viaggi nel tempo e che, ironia della sorte, è stato oggetto di uno dei piani di pubblicazione più dilatati che mente umana ricordi. In breve, la prima pubblicazione risale al 2009, in Giappone; l'ultima a giugno 2015, in Europa. Durante questi anni il titolo è uscito prima su PC, poi su PSP, poi ancora su PS3 e PS Vita, ma solo in Giappone. Ora finalmente è arrivato in Europa su PS3 e PS Vita. Data la sua natura non possiamo che consigliare la versione portatile, qualora foste interessati. Per quale ragione un destino simile? Perché nel corso degli anni Steins;Gate si è guadagnato un nutrito seguito di estimatori, tant'è che dal gioco sono stati tratti anche un anime e un manga. La trama ruota intorno a Okabe Rintaro e al suo gruppo di amici. Okabe non sta proprio bene: ha evidente manie di grandezza; teme di essere perseguitato; s'è costruito un mondo tutto suo in cui, stando a quanto afferma, una temibile organizzazione governa segretamente le vite dei cittadini. Lui è uno scienziato pazzo, ha costruito marchingegni surreali insieme ai suoi amici. Ecco, parliamo dei suoi amici. L'ingenua e petulante Mayuri; Daru, l'hacker sovrappeso. Il gruppo poi si allarga, andando a includere una giovane sacerdotessa ("ma in realtà è un uomo"), una misteriosa fanciulla che comunica solo via sms, una stimata ricercatrice e altri curiosi personaggi. A far da sfondo alle vicende il tecnologico quartiere di Akihabara, Tokyo. Al centro del racconto viaggi nel tempo, paradossi, teorie quantistiche e cospirazioni interplanetarie. D'accordo, stiamo esagerando, non c'è nulla di interplanetario in Steins;Gate, ma certo il gioco butta nel calderone una miriade di contenuti, in parte fittizi, in parte basati su fatti realmente accaduti. Di più non vogliamo rivelare, ma possiamo garantire che la trama di Steins;Gate riserva più di qualche sorpresa e si rivela decisamente avvincente.

La mail che non ti aspetti

Trattandosi di una visual novel è già un'ottima partenza. Dal punto di vista della scrittura nulla che faccia gridare al miracolo, non è certo un'opera d'alta letteratura. Tuttavia, Steins;Gate stupisce quando decide di soffermarsi su teorie scientifiche per approfondirne il contenuto. I continui rimandi alla realtà forniscono inoltre interessanti spunti a quei giocatori particolarmente interessati ai temi trattati. I personaggi di contorno sembrano sì stereotipati, ma grazie ai dialoghi ne esce una caratterizzazione per niente banale. In altre parole, Steins;Gate costruisce un mondo credibile, talmente piacevole da vivere che si riesce a chiudere un occhio su dialoghi spesso troppo prolissi e sulla "linearità" di un gioco che vede quasi esclusivamente impegnati a premere un solo pulsante, quello necessario a passare al testo successivo. Per le prime 15 ore le uniche variazioni riguardano la possibilità di interagire col proprio cellulare virtuale per rispondere a telefonate o mail.

Le risposte, nel caso delle mail, sono predefinite, ma le scelte effettuate incidono a posteriori sul finale sbloccato. Steins;Gate è una visual novel che parla di mondi possibili: proseguendo nel racconto la linearità lascia quindi spazio a bivi narrativi assolutamente pertinenti col contesto di gioco. Se gli effetti di alcune scelte risultano chiari, soprattutto da metà racconto in poi, meno chiaro è il modo in cui le risposte alle mail incidano a lungo termine sugli eventi. Steins;Gate è indubbiamente un titolo che invita a essere rigiocato per sbloccare nuovi finali (e se decidete di farlo mettete in conto almeno 20-25 ore di gioco, che variano in base alla vostra velocità di lettura), ma nei frangenti appena citati si ha come la sensazione di non avere controllo sul proprio operato, di non comprendere come quelle determinate risposte possano incidere sugli avvenimenti futuri. Peccati veniali di un racconto che raggiunge indubbiamente il suo obiettivo: appassionare, ma ancor più far affezionare il giocatore ai suoi personaggi e al suo mondo. Non è affatto una cosa scontata.

Steins;Gate Chi desidera avvicinarsi a Steins;Gate deve prima di tutto essere conscio che si tratta di una visual novel. Bisogna quindi improvvisarsi lettori, oltre che giocatori, e mettere in conto che il 95% del tempo lo si trascorrerà a premere un pulsante e a leggere testi (il restante 5% a scervellarsi per comprendere i salti temporali, nel caso specifico). Va inoltre considerato che il gioco è totalmente in inglese, nessuna localizzazione in italiano. Se entrambi questi aspetti non vi spaventano, allora Steins;Gate potrebbe sorprendervi per la qualità della trama e per la caratterizzazione dei suoi personaggi. A patto di lasciare al titolo il tempo di esprimersi. Le prime ore rappresentano una (sin troppo) lunga introduzione al mondo di gioco e al cast di comprimari, ma si rivelano necessarie per godersi al meglio la storia quando il racconto entra nella sua fase più calda. La linearità che caratterizza le prime fasi viene spezzata dalla necessità di compiere scelte che, in particolare nella seconda metà di gioco, influiscono notevolmente sulla direzione del racconto e sugli esiti finali (tutto a beneficio della rigiocabilità). Se il genere vi ha sempre incuriosito, Steins;Gate rappresenta senza dubbio un ottimo inizio.

8

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