Recensione Stella Glow

Dopo dieci anni di attività, il team nipponico Imageepoch chiude i battenti, consegnando al suo pubblico un'ultima avventura: un RPG tattico al contempo nostalgico e moderno, accessibile davvero a tutti.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Stella Glow
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    Disponibile per:
  • 3DS
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Letta a posteriori l'espressione "Stella Glow", più che il semplice titolo di un videogioco, sembra quasi un criptico messaggio beneaugurante. Un'impalpabile speranza riposta in un bagliore amico che scalda il cuore, destinato a rifulgere nonostante le insidie di un domani sempre incerto. Purtroppo però, le cose non vanno sempre come vorremmo ed il bagliore, lentamente, si affievolisce soffocato dalla mesta disillusione. Saremo dei sognatori romantici, ma a noi piace pensare che il titolo, per il team di sviluppo Imageepoch, contenesse davvero un messaggio di speranza per festeggiare degnamente il decimo anniversario della fondazione. Stella Glow, infatti, rappresenta l'ultimo lavoro del developer nipponico, portato a termine poco prima che lo studio chiudesse definitivamente i battenti verso la metà del 2015.
Nei suoi dieci anni di attività Imageepoch è riuscita, però, a lasciarci qualcosa in eredità. La serie Luminous Arc, ad esempio. In occidente giunsero solo i primi due capitoli della trilogia ma, a noi, tanto è bastato per affezionarci al modo delicato e semplice con cui gli sviluppatori decisero di seguire le orme tracciate, anni addietro, da giganti del genere tattico-strategico come Final Fantasy Tactics, Tactics Ogre e Fire Emblem.
Di certo gli episodi da noi provati non avevano l'ambizione di poter avvicinarsi a tali vette qualitative. Non possedevano la medesima forza espressiva, ne tantomeno la maturità che caratterizzava le opere appena citate. Tale consapevolezza emergeva in modo evidente, ma mai frustrante. Tuttavia, Imageepoch riuscì nell'intento di imbastire degli TRPG edulcorati, nostalgici e davvero adatti a tutti.
Il team di sviluppo, con Stella Glow, si è mosso esattamente nella stessa direzione. Il titolo segue, dunque, il solco tracciato dai predecessori, ne raccoglie formalmente l'eredità mantenendo - pur senza stravolgerla - la classica struttura turn based, ampliandola e manipolandola a dovere.

A Morte Le Streghe! Viva Le Streghe!

Per ciò che concerne l'aspetto legato al plot, Stella Glow non si discosta dalle tematiche ampiamente trattate in Luminous Arc, al contempo ancorandosi saldamente ai granitici cliché che, da sempre, costituiscono le fondamenta di ogni esperienza ruolistica di stampo orientale. Il canovaccio da cui prendono forma gli eventi di questa avventura hanno un sapore decisamente derivativo e poco sapido, soprattutto per chi conosce già il lore che caratterizzava la serie precedente. La tramatura che tiene in piedi le vicende ha le maglie un po' troppo allentate e capita che qua e là vi sia qualche punto debole che fatica a tenere insieme il tessuto narrativo. 
Alto è una ragazzotto appena diciassettenne senza alcuna memoria del proprio passato, rimasto orfano in circostanze misteriose. Accolto come un figlio dalla famiglia di Lisette e benvoluto da tutti gli abitanti del bucolico villaggio in cui trascorre le giornate tra una tranquilla passeggiata nei boschi ed una allegra chiacchierata con la sua famiglia acquisita. Lentamente, però, questa idilliaca realtà inizia ad incresparsi, facendo emergere un lato oscuro del mondo da troppo tempo rimasto sopito.
Eoni addietro, un dio arrabbiato a causa dei peccati commessi da un'umanità egoista decise di punire quest'ultima bandendo per sempre la musica, unico mezzo attraverso il quale la magia si può manifestare nella realtà percepita. Sono rarissimi gli individui che possiedono tale potere ed ancora meno sono quelli che lo possono gestire. Questi individui, sovente procaci esponenti del gentil sesso, vengono tacciati come streghe ed allontanate dal resto della comunità sviluppando comportamenti antisociali che possono sfociare in un desiderio di vendetta e cieca distruzione. Come possiamo biasimarle? Probabilmente lo faremmo anche noi. 
Ad ogni modo, il piccolo mondo antico di Alto collassa improvvisamente come un castello di carte dopo che il villaggio che l'aveva accolto viene distrutto proprio da una strega. Costretto a fuggire, dopo varie peripezie (e scoprendo che anche Lisette possiede un potere nascosto) il ragazzo giunge nella capitale del regno e si arruola nell'esercito reale deciso a fermare la strega che ora minaccia di gettare nel caos il mondo intero. Per riuscirci, però, avrà bisogno non solo dell'aiuto di un ricco stuolo di comprimari ma anche di convincere le altre streghe, sparse per il mondo, a seguirlo.
Come potete immaginare, gli eventi si dipanano lungo un viaggio (reale ed interiore) "da copione", ricco di tonalità leggere e delicate e protagonisti stereotipati ma caratterizzati quel tanto che basta da non risultare noiosi o vuoti. Nulla che non si sia già abbondantemente visto, insomma. La vera forza del titolo dimora nella sua struttura di gioco.

Le Affinità Elettive

Come abbiamo accennato in apertura, Stella Glow attinge a piene mani sia dall'antenato Luminous Arc, sia dai capisaldi della scuola tattico-strategica nipponica, presentandoci una struttura di gioco estremamente nostalgica nell'impostazione condita, però, da alcuni elementi di "recente" introduzione che ben si amalgamano ad essa, andando a creare un prodotto semplice, intuitivo e divertente per tutti.
Ad ogni modo, il prodotto firmato dalla ormai defunta Imageepoch non riserverà grandi sorprese a tutti coloro che sono cresciuti a pane e scontri a turni. Però, prima di procedere nell'analisi del combat system, diamo uno sguardo alle interessanti feature "gestionali", a partire dalla particolare gestione del tempo e degli incontri che permette al giocatore il lusso di decidere se avanzare nella trama o fermarsi quando più gli aggrada e grindare preziosa esperienza. Ad intervalli regolari sulla world map - percorribile solamente attraverso percorsi prefissati - appariranno, infatti, diversi spot che indicheranno degli scontri del tutto opzionali ai fini del prosieguo della trama.
Il "problema" del grinding cattivo e compulsivo, quindi, viene attenuato dagli sviluppatori. Il nostro consiglio rimane comunque quello di fermarsi ogni tanto e limare le eventuali disparità di livello che inevitabilmente si creeranno progredendo con la storia. L'esperienza guadagnata dai combattenti si basa, infatti, sulle azioni eseguite sul campo di battaglia. In questo modo, molto presto vi ritroverete con un warrior di livello elevato ed un healer troppo debole per tenere il passo.
La schermata dedicata alla capitale del regno, invece, costituisce il vero punto forte della parte gestionale. Ci sono diverse cose da fare, ma tutte rivestono una funzione "servente" rispetto al cuore pulsante del titolo, costituito dalle sezioni di combattimento.

La nostra permanenza in città viene retta da un sistema molto simile a quello già visto in The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel. Tra una missione e l'altra avremo una ben determinata quantità di tempo a disposizione, utilizzabile come più ci aggrada. Questo tempo libero può esser speso per dedicarsi alle più disparate attività come, ad esempio, conversare con i compagni d'arme. Aumentando l'affinità fra i sodali avremo la possibilità di sbloccare nuove abilità attive, passive e di supporto che si sono successivamente rivelate molto utili durante gli scontri. Insomma, maggiore è il legame tra i compagni del party, migliori saranno le prestazioni sul campo di battaglia. Inoltre, è possibile utilizzare il proprio tempo libero per svolgere dei lavoretti part-time nei negozi della capitale. Ciò, oltre a darci un bel po' di denaro sonante, ci permette anche di ricevere degli importanti sconti sulla merce in vendita. Non vi sveliamo altro, per esigenze di trama, lasciando a voi il piacere della scoperta.

Adatto A Tutti

Una volta completate le attività extracurricolari, possiamo partire per affrontare le nostre missioni. La classica struttura turn based si presenta in tutta la sua estensione sin dal primo scontro. Ad ogni turno muoviamo i membri della nostra squadra all'interno di una scacchiera isometrica che strizza l'occhio (ma anche due) ai titoli che abbiamo già citato in precedenza. Ogni membro del party può muovere liberamente in tutte le direzioni entro un determinato raggio d'azione dettato dalla quantità di punti movimento a disposizione. Il movimento non esaurisce le azioni dell'unità selezionata la quale potrà scegliere, a seconda della classe a cui appartiene, le azioni da compiere.
Il sistema di combattimento si è dimostrato bilanciato ed intuitivo sin dall'inizio, introducendoci progressivamente alle semplicistiche meccaniche di gioco. Il livello di difficoltà generale rimane ben al di sotto della media del genere e questo potrebbe allontanare i veterani bisognosi di sfide vere. Ciononostante, le opzioni strategiche non mancano, a partire dalle caratteristiche ambientali e dal fatto che ogni personaggio può equipaggiare solamente due consumabili per ogni scontro, mentre l'utilizzo della magia elementale è demandata unicamente alle streghe che accetteranno di seguirci nella missione. Queste ultime non rivestono solo il ruolo di semplici caster, bensì esse possiedono potentissime magie legate alla musica (o meglio, ad una canzone) che potranno solamente essere lanciate quando Alto, in qualità di conduttore, si troverà in una casella adiacente alla strega di turno. Le magie innate, inoltre, sono talmente rare e potenti da colpire l'intero campo di battaglia con determinati malus (o bonus) che dipenderanno dal personaggio che veicolerà l'attacco. Altre magie offensive, invece, possono essere lanciate consumando una barra chiamata Song Stone, la quale si ricaricherà progressivamente solo soddisfacendo determinati requisiti (ad esempio quando un alleato reca danno ad una unità nemica o la elimina). Le basi per un ottimo TRPG, insomma, ci sono tutte. Peccato che Stella Glow abbia paura di remare verso acque più profonde. Il titolo di Imageepoch purtroppo non ci consente grandi possibilità di personalizzazione tanto per ciò che concerne i personaggi quanto riguardo ad equipaggiamento e skill. Persino gli effetti infusi all'arma equipaggiata, non appena la cambiamo, vengono trasmessi automaticamente alla nuova. Una semplicità tenera ed ingenua che potrebbe far scemare l'interesse del giocatore più smaliziato ben prima che questo veda i titoli di coda di un'avventura che si è comunque dimostrata - seppur senza grandi velleità - molto longeva e divertente da seguire.

Il Potere Della Musica

Stella Glow, infine, presta il fianco ad alcune critiche, legate soprattutto alle carenze sul fronte tecnico. L'engine - soprattutto quando si decide di attivare l'effetto 3D - appare datato e tradisce una realizzazione generale sottotono, con modelli poligonali abbastanza spigolosi e dalle texture grossolane. Fortunatamente è possibile disabilitare le cut scene in game che mostrano l'attacco, come accadeva in Advanced Wars. Dopo averle viste qualche decina di volte le conoscerete a memoria. Invece, character e level design appaiono ispirati e ben caratterizzati.

Anzitutto, per ciò che concerne la realizzazione dei protagonisti gli sprite bidimensionali e le cut scenes sono rese con il classico stile anime stereotipato ma comunque fresco, impreziosito da una palette cromatica accesa da tonalità vivaci, mentre gli avatar tridimensionali sono resi utilizzando lo stile "chibi" che, ultimamente, sembra andar tanto di moda. Il level design, a nostro avviso, risulta anch'esso davvero ben fatto riuscendo a presentarci un'ottima varietà di scenari, sempre adattati al contesto di riferimento e ricchi di variazioni sul tema.
Infine, essendo un titolo basato sul magico potere della musica, in Stella Glow non poteva assolutamente mancare un comparto audio all'altezza pregno di campionature sonore che, rimanendo sempre sul pezzo, accompagnano in tutto e per tutto l'azione senza mai sovrastarla. Toni gravi e cupi caratteristici di un plot twist, o del campo di battaglia, si alternano a marcette allegre e spensierate che dettano il tempo al sorprendente numero di dialoghi doppiati (ovviamente in lingua inglese).

Stella Glow L'ultima fatica di Imageepoch giunge finalmente nei lidi nostrani nel periodo di maggior fermento per la piccola portatile della casa di Tokyo. Stella Glow, però, arriva gravata dal peso dato dalla consapevolezza di essere il canto del cigno di un team che ha fatto del suo meglio, attingendo sia da Luminous Arc (loro precedente serie), sia dai granitici capisaldi della scuola tattico-strategica nipponica. Imageepoch ci ha messo di fronte ad una struttura di gioco estremamente nostalgica nell'impostazione, condita da alcuni elementi "moderni" nella concezione che comunque si amalgamano più che bene, andando a creare un prodotto davvero divertente, intuitivo ed accessibile a tutti. Ecco. Forse il concetto di "adatto a tutti" è stato preso troppo alla lettera e, questa, rappresenta forse la maggior debolezza del titolo. Manca, infatti, un livello di sfida degno, che sappia supportare un'avventura che può tranquillamente sforare le quaranta ore di gioco. Nell'attesa che arrivi maggio, così da stringere finalmente tra le mani Fire Emblem Fates, Stella Glow può tenervi impegnati per buon quantitativo di ore, a patto che non siate esigenti veterani del genere.

7.5

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