Recensione Stimolamente Vol.1: Segreti e Leggende

Il pixel hunting come via del casual gaming.

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Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Adventures Planet, un sito italiano dedicato alle avventure grafiche, ha recentemente lanciato una linea di videogame a basso costo di produzione. Tra i quattro titoli previsti inizialmente in uscita il 20 di questo mese arriva Stimolamente, una linea di giochi diretta ai "casual gamers" stando direttamente a quanto descrive il loro sito ufficiale. Si tratta di una raccolta contenente due avventure grafiche distinte basate su schermate statiche e che fanno del pixel hunting e di piccoli minigiochi la loro principale attrattiva.

Excantibur!

Il primo dei due giochi di questa raccolta è intitolato The Book of Legends e vede due ragazzi alla ricerca della spada Excalibur in seguito al ritrovamento di un antico libro dei segreti dei templari. L'avventura parte da Washington e fin da subito capiamo com'è strutturato l'intero episodio. Avremo a disposizione una mappa del luogo dove ci troviamo e diverse missioni in diverse locazioni su di essa. Tramite il nostro fidato palmare riceveremo le missioni da svolgere che ci garantiranno i fondi necessari per comprare dei biglietti aerei e volare in giro per il mondo, seguendo la trama principale. Ogni missione, sia della trama principale, sia quelle invece che riceveremo tramite palmare da tizi scogniti, è basata su schermate statiche in cui dovremo trovare degli elementi nascosti e interagire per risolvere un enigma. La presentazione del gioco è piuttosto efficace e fatta tramite dei fumetti con elementi del fondale animati che svilupperanno la trama quando sveleremo degli indizi importanti.

Il gameplay risulta ad un primo impatto piuttosto intrigante nonostante la limitatezza di interazione che lo caratterizza. Non avremo infatti alcuna libertà di scelta se non quella di trovare gli elementi necessari per risolvere gli enigmi proposti. Questo non sarebbe necessariamente un male, se la qualità degli enigmi diventasse più difficile col passare del tempo di gioco. Tuttavia più si va avanti più i compiti assegnatici sono sempre gli stessi e sfociano nella noia più totale. Se ci potevamo aspettare qualche interazione più significativa con le pur piuttosto gradevoli schermate statiche di gioco, rimarremo totalemente delusi dato che le missioni più avanzate consisteranno solamente in una lista più lunga di oggetti nascosti da trovare e al massimo da riposizionare come richiesto. La storia si evolve quindi in maniera totalmente lineare e senza alcun vero e proprio colpo di scena , senza suscitare l'interesse del giocatore che dovrà semplicemente seguire una serie inutile di indizi in giro per il mondo alla ricerca dell'ultimo pixel a schermo. A parte questo enorme difetto, un altro aspetto che proprio non possiamo approvare è l'assurità di certe situazioni: insomma cercare otto cappelli napoleonici nascosti sulla tour eiffel o una decina di simboli massonici sul canal grande sono cose che gridano vendetta, soprattutto considerando che il gioco è rivolto ad un pubblico molto giovane.

La memoria perduta

Il secondo titolo della raccolta è invece intitolato Hidden Secrets ed è strutturato in maniera differente rispetto alla sua controparte, pur basandosi sempre sul famigerato pixel hunting. La storia si evolve tramite fumetti animati, esattamente come per Book of Legends ma narra di una donna che per confuse ragioni si ritrova in coma. Lo scopo del gioco sarà quello di farle recuperare la memoria e svelare il mistero che si cela dietro al suo ricovero. Il giocatore interpreterà direttamente la donna in questione che, tramite delle schermate fisse come nel gioco precedentemente descritto, dovrà trovare degli elementi che la aiuteranno a ricordare. Ogni schermata rappresenta un ricordo e sarà limitata da un tempo limite per poter essere completata. In ogni momento si potrà usare un tasto di aiuto che ci indicherà qual'è la mossa corretta successiva, ovvero la locazione a schermo dell'oggetto da raccogliere oppure il luogo dove utilizzarlo. Attenzione però. Usare un aiuto porterà via 5 minuti del nostro tempo totale a disposizione rendendo i passaggi successivi decisamente più difficili. Al termine di ogni schermata dovremo infine affrontare un minigioco, messo a dire il vero piuttosto a caso. Al contrario di Book of Legends le cose in Hidden Secrets si fanno decisamente più interessanti e l'impianto del gameplay offre alcuni spunti dove effettivamente dovremo usare il nostro cervello. Aggiungendo a quanto descritto l'inquietante atmosfera onirica e la conseguente logica non lineare tipica dei sogni che dovremo affrontare per risolvere certi passaggi, Hidden Secrets si pone come una buona avventura con una trama invero a tratti scontata ma decisamente più interessante del titolo precedente. I minigiochi, nonostante la loro inspiegabile presenza (saremo infatti forzati a completarli alla fine di ogni schema, senza alcun perchè), sono anch'essi piuttosto difficili da completare, spaziando da puzzle di posizionamento di tasselli a giochi inventati di sana pianta e piuttosto eclettici (come quello in cui dovremo portare una candela da un riquadro a un altro evitando le falene e gli scarafaggi - piuttosto inquietante...).

Due giochi per un solo engine

Entrambi i titoli hanno il medesimo motore di gioco che presenta alcuni pregi ma anche molti difetti. Innanzitutto, nonostante l'opzione di avere una risoluzione di tipo widescreen, non c'è stato verso di ottenerla ed entrambi i giochi presentano quindi due belle bande nere laterali su questo tipo di schermi. Il dettaglio grafico invece, essendo esclusivamente in due dimensioni, è abbastanza soddisfacente se non fosse che in alcune schermate di Book of Legends molti detagli presentano delle sgranature molto pixellose che contrastano con la pulizia del resto della scena, rendendola sgradevole. Le cose migliorano invece in Hidden Secrets, dove ogni dettaglio è invece ben definito e bidimensionalmente dettagliato a dovere. Stesso discorso per le musiche: da una parte abbiamo un solo tema musicale ripetuto e incalzante che viene a noia dopo due missioni (Book of Legends) e dall'altra un adeguato supporto ai sogni distorti della donna in coma con inquietanti linee di basso e sospirati sintetizzatori. La qualità dei filmati infine è invero piuttosto piacevole e la loro struttura a fumetti ben si addice alla tipologia di gioco offerta.

Stimolamente Vol.1: Segreti e Leggende Stimolamente è un prodotto diviso in due. Proponendo dichiaratamente uno stile a schermate fisse di pixel hunting, il giocatore avvertirà una certa ripetitività in tutte le missioni presentate. Dall'altra parte la qualità dei due prodotti è davvero differente. Book of Legends è assolutamente un episodio da bocciare a causa di una scarsa varietà, una grafica altalenante e una trama banale e inesistente. Sembra essere rivolto ad un pubblico aprticolarmente giovane e poco conscio dell'offerta attuale del mercato videoludico. Nonostante le premesse di "casual gaming" da parte della software house sviluppatrice quindi, a nostro avviso un'avventura grafica dovrebbe in ogni caso mantenere degli standard minimamente interessanti, che in questo caso non sono rispettati. Hidden Secrets invece offre una sfida più adeguata per le vostre meningi, un impianto narrativo accattivante -anche se un pò prevedibile verso metà gioco-, e degli enigmi basati sul pixel hunting che possono essere definiti tali. Questo secondo titolo inoltre sembra essere rivolto ad un pubblico decisamente più adulto dati i temi tratti e ci domandiamo i motivi che hanno portato a riunire in un unico prodotto due titoli tanto differenti anche su questo livello. Il nostro voto finale quindi è inevitabilmente una media tra quello che assegneremmo ai due titoli presi singolarmente. Ci domandiamo tuttavia quale sia la necessità di un gioco simile a fronte di una recente proliferazione di titoli indipendenti di notevole qualità.

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