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Recensione Sunset Overdrive

Insomniac ci trascina nella sua follia rock, pop e hipster

Sunset Overdrive

Videorecensione
Sunset Overdrive
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il carattere e lo stile esplosivo di Sunset Overdrive hanno bucato gli schermi sin dalla prima presentazione, risalente all'E3 2013, ma cosa effettivamente ci fosse dietro quell'instabile cocktail di rock, cultura pop e hipster rimaneva in larga parte un mistero. Di certo, si tratta per gli sviluppatori Insomniac Games di un passo importante, la prima proprietà intellettuale della software house a vedere la luce dopo il passaggio di alleanze da Sony a Microsoft. Per quanto la passione riversata nel prodotto sia chiaramente percepibile, l'aspetto migliore di questo bizzarro shooter free roaming rimane proprio il suo stile irriverente e iper colorato. Per quanto sul fronte del gameplay le belle idee e i momenti di divertimento non manchino, l'offerta complessiva non riesce a colpire con lo stesso impatto della componente artistica, anche in termini quantitativi.

Sunset City

Pescando a piene mani dalla satira videoludica degli ultimi anni, con riferimenti che vanno da Brutal Legend a South Park: Il Bastone della Verità, Sunset Overdrive racconta la storia di un semplice netturbino nell'immaginaria Sunset City, che si troverà a vestire a modo suo i panni dell'eroe quando una bevanda energetica prodotta dalla multinazionale FizzCo trasformerà gli abitanti in pericolosissimi mutati. Lungo una modalità storia strutturata a missioni, si scoprirà una trama volutamente farcita di nonsense, battutacce, turpiloquio e riferimenti televisivi e cinematografici (da Il Grande Lebwosky, a Star Wars, passando per 2001: Odissea nello Spazio e Breaking Bad) che tuttavia riesce solo di rado nel compito di strappare una risata. I personaggi ben oltre il limite del caricaturale non riescono a far breccia, rimanendo piatti e oggettivamente poco simpatici, e questo finisce per minare l'interesse anche nei confronti degli eventi, peraltro piuttosto prevedibili. Un peccato, perché quando si tratta invece di carattere visivo, Sunset Overdrive ne sfoggia non poco, sin dalle molte personalizzazioni estetiche disponibili per il protagonista, continuando con la caratterizzazione dei nemici e con il comparto audio rockeggiante. Sullo sfondo c'è la coloratissima Sunset City, divisa in differenti quartieri ma tutto sommato piuttosto omogenea nello stile, come vedremo anche per motivazioni legate al gameplay.

Grind & Gun

A ridosso della breve fase tutorial, Sunset Overdrive svela un'offerta molto tradizionale per il genere d'appartenenza, divisa nettamente tra missioni principali legate alla trama, incarichi secondari, sfide e collezionabili, il tutto raccolto nell'immancabile mappa interattiva. Comunque si decida di procedere, sin da subito occorrerà prendere buona familiarità con il comparto acrobatico, nettamente differente rispetto al solito. In antitesi con quanto proposto da altri free roaming caratterizzati da protagonisti particolarmente agili, dal lavoro di Insomniac non dovete aspettarvi il tradizionale parkour automatico. Gli sviluppatori hanno volutamente fatto sì che la componente acrobatica richieda impegno per essere padroneggiata, in maniera curiosamente simile a gameplay proposti da serie sportive come Tony Hawk e SSX. Non a caso, proprio il grind diventerà il mezzo principale per attraversare a grande velocità Sunset City, che si tratti di cornicioni, cavi dell'alta tensione, recinti o corrimano. Se a questo si aggiunge la necessità di riconoscere correttamente le superfici in grado di garantire un rimbalzo quando ci si salta (come i cespugli, o i tetti delle macchine, con una caratterizzazione visiva che aiuta a individuarli anche da grande distanza), le inversioni di marcia durante i grind, il tempismo fondamentale per agganciarsi correttamente o ottenere un bonus al rimbalzo, ne risulta una piacevole curva d'apprendimento, indispensabile per padroneggiare completamente la parte acrobatica, che per essere padroneggiata richiederà un tempo più o meno elevato a seconda dell'abilità del giocatore.

Fortunatamente, non si tratta di una questione di semplice stile: mantenersi in continuo movimento tra un'acrobazia e l'altra è non solo necessario per non farsi massacrare dai nemici, ma anche utile ad accrescere un moltiplicatore che andrà ad aggiungere modificatori al danno delle armi, utilissimi contro le masse di mutanti o gli avversari più forti e voluminosi. Con questa formula, i ragazzi di Insomniac sono riusciti a giustificare un gameplay che riesce ad unire efficacemente una componente acrobatica impegnativa a un classico shooter. E proprio di armi, molte e tutte diverse, è fatta l'altra faccia della medaglia. Accumulando lattine di energy drink dai nemici caduti sarà possibile espandere il proprio arsenale, acquistando nuovi deliranti ferri del mestiere dall'artigiano Two-Hat Jack. La varietà è davvero notevole, da uno spara-orsetti esplosivi, a un revolver a colpo singolo, a un fucile congelante, uno armato a boomerang, lancia-45 giri e molto altro che vi lasceremo il piacere di scoprire. In totale, sarà possibile portare con sé otto di questi strumenti di distruzione, cambiando quelli disponibili nella weapon wheel a piacimento. Così come il personaggio, anche l'arsenale potrà essere migliorato con l'utilizzo: di tanto in tanto, le armi saliranno di livello, e questo andrà non solo ad aumentarne il danno puro, ma anche ad aprire slot dove collocare modificatori altrettanto assurdi, tra tempeste di fulmini e evocazione di angeli della morte. Nel complesso, l'utilizzo, la personalizzazione e la conoscenza dell'arsenale, i cui ferri si scopriranno tra l'altro più o meno efficaci a seconda della tipologia di nemici fronteggiata, in abbinamento alla crescita delle capacità acrobatiche, rappresenta uno dei punti più alti toccati dal gameplay di Sunset Overdrive. Peccato solo che, con l'eccezione delle nuove armi da acquistare, la maggior parte delle possibilità offerte al giocatore si svelino nelle prime ore di gioco. Sebbene il protagonista possa anch'esso sbloccare diversi tipi di potenziamenti, tra cui aumento del danno nei confronti di specifiche categorie di nemici, aggiunta di effetti alla mossa da corpo a corpo e ulteriore spazio per le munizioni, si tratta tutto sommato di fattori di crescita marginali, perdipiù da sistemare in un menu terribilmente scomodo e confusionario. Privo di un vero senso di crescita e rinnovamento che vada al di là della curva d'apprendimento iniziale, il gameplay poggia tutto sulla formula di base, e sul design delle missioni.

Skate park mutante

Sia che si decida di seguire la trama, sia che si decida per le missioni secondarie che si sbloccheranno man mano, Sunset Overdrive vi richiederà quasi sempre di raggiungere un certo luogo e falciare tonnellate di mutanti, umani ostili o robot corazzati della FizzCo. Per quanto gli sviluppatori si siano sforzati di inserire delle varianti, alcune riuscite, come l'inseguimento di un treno in fuga, altre meno, vedasi il giro in aliante, il grind and gun rimarrà sempre la parte centrale dell'offerta. Anche per questo, la campagna principale presenta una durata non certo notevole per il genere d'appartenenza (poco più di 7 le ore necessarie a completarla), e le missioni rigiocabili per sfidare la lista amici al punteggio migliore ne compensano solo in parte la brevità. Se è vero che lo shooting creativo e acrobatico, unito al buon design delle ambientazioni, rende ogni scontro sempre stimolante, la ripetitività di fondo comincia a farsi sentire dopo qualche ora, soprattutto se abbinata ad una trama che fatica a trascinarsi e a un mancato senso di vera crescita delle proprie potenzialità. A questo contribuisce anche un livello di sfida sì impegnativo, soprattutto data la necessità di mantenersi sempre in costante elevazione acrobatica, ma in maniera legata sempre e solo alla quantità di nemici a schermo, e ai loro punti vita, piuttosto che all'intelligenza artificiale, di per sé ridotta ai minimi termini. Peraltro, quando si passa ai nemici dotati di armi da fuoco, come gli umani ostili e i robot della FizzCo, le sparatorie tendono a farsi a tratti sin troppo caotiche. L'unica vera variante alle missioni standard sono le missioni di difesa, che si presenteranno regolarmente durante la campagna e vanno parallelamente a costituire il piatto forte della cooperativa online. Per un lasso di tempo limitato, il giocatore si vedrà incaricato di proteggere le proprie scorte di energy drink dall'attacco dei mutanti, con solo qualche secondo a disposizione tra un'ondata e l'altra per piazzare una serie di letali trappole. Alcune, come le lame rotanti, si attiveranno automaticamente, ma la maggior parte saranno invece da avviare saltandoci sopra, mantenendo così sempre vivo l'elemento acrobatico. Durante gli attacchi, il giocatore potrà muoversi liberamente sul campo di battaglia, cercando di respingere le ondate fino allo scadere del tempo. Se le missioni secondarie non riescono a distanziarsi da quelle principali a livello contenutistico, ad aggiungere qualche piacevole ora di gioco ci pensano le Sfide, tra acrobatiche, legate all'utilizzo di una particolare arma o di raccolta di punteggio. Spesso impegnative e perlopiù ben disegnate, rappresentano un'alternativa piacevole alle missioni, ma, anche in questo caso, destinata a mantenere alto l'interesse per un tempo limitato. L'ultima risorsa sono i collezionabili, presenti in una quantità davvero esorbitante. Per raccoglierli tutti ci vorrà del tempo, e la prima passata alla campagna singolo giocatore permetterà di scalfire appena il conto totale, eppure il tempo ripagato nella ricerca verrà quantomeno compensato con sbloccabili speciali, o informazioni più approfondite sui retroscena legati a Sunset City. Volendo raccogliere tutto il disponibile, e giocare ogni singola missione, il conto ore può facilmente superare le quindici, ma è innegabile il fatto che il buon level design sfoggiato in alcune sequenze venga più spesso rimpiazzato da soluzioni meno curate, facendo così spendere molto tempo in attività non altrettanto rifinite.

Squadra Caos

Il comparto multigiocatore supporta fino a otto partecipanti, e permette di completare alcune brevi missioni (perlopiù riprese dalle Sfide) in compagnia di amici. In base ai risultati conseguiti, si otterranno dei bonus da utilizzare in una Difesa conclusiva, ambientata in una tra quattro mappe delimitate. Di per sé, la modalità funziona e diverte, ma la scarsa varietà di ambientazioni e il mancato bilanciamento automatico della difficoltà in base al numero di partecipanti (i nemici rimangono sempre numerosi e aggressivi come se si fosse in sei/otto), rendono l'offerta interessante solo fino a un certo punto.

Follia hipster

Se dal punto di vista del design Sunset Overdrive ha tutto il necessario per convincere i palati giusti, il lato tecnico si rivela meno sorprendente. L'engine proprietario di Insomniac fa un ottimo lavoro per quanto riguarda l'effettistica legata agli effetti esplosivi delle armi, e la densità poligonale è di tutto rispetto, ma aliasing, evidente pop up e una qualità altalenante delle texture controbilanciano i lati positivi, dando l'impressione nel complesso di un comparto tecnico non in grado di sfruttare tutte le potenzialità della nuova generazione. A questo va aggiunta una gestione della telecamera che non sempre riesce a seguire a dovere l'azione frenetica, costringendo il giocatore a continue correzioni e talvolta complicando eccessivamente le cose nelle fasi di combattimento acrobatico più intense. D'altra parte, la risoluzione limitata a 900p e il diffuso level of detail permettono al frame rate di mantenersi stabile sui 30 FPS, senza fastidiosi cali nemmeno nei momenti più concitati. Dal punto di vista dell'ottimizzazione il lavoro svolto è quindi buono, con l'eccezione di un bug che vede certi nemici bloccarsi di tanto in tanto in una perenne corsa contro un ostacolo. Il comparto audio si divide tra musiche a tema indie rock molto ben amalgamate nel contesto, un'effettistica nella media legata alle armi e un doppiaggio in italiano perlopiù riuscito, con qualche voce secondaria meno convincente.

Sunset Overdrive Partendo da un riuscito mix di gameplay acrobatico e shooting delirante, Sunset Overdrive conquista con lo stile visivo, ma non riesce a lasciare davvero il segno in questo avvio di generazione. Sulla carta i contenuti sono sufficientemente variegati, ma l'esplorazione dei vari incarichi porta ben presto al ripetersi di sparatorie alla lunga troppo simili tra loro, non aiutate da un senso di progresso limitato e da una trama che non decolla mai. A questo, va aggiunta la longevità piuttosto bassa, e un comparto multigiocatore cooperativo sin troppo scolastico. D'altra parte, il gameplay originale funziona a tratti in maniera notevole, e acquisire dimestichezza con i controlli rimane un'esperienza molto piacevole e soddisfacente. Peccato quindi che a supporto di una buona idea di fondo, e di uno stile audiovisivo di grande impatto, non ci sia una mole contenutistica e un lavoro di espansione dei concetti di base che avrebbero potuto farne un'esclusiva da ricordare. Così com'è, Sunset Overdrive merita considerazione da parte di coloro in cerca di un'esperienza fuori dagli schemi, e in grado, a tratti, di proporre in maniera convincente un'alternativa agli shooter classici, a patto di tenere ben presente le mancanze, che purtroppo non gli permettono di elevarsi al ruolo di produzione imperdibile per il pubblico Xbox.

7.8

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