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Recensione Super Smash Bros

Arriva su 3DS l'eccezionale brawler game di Nintendo

Super Smash Bros

Videorecensione
Super Smash Bros
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
  • Wii U

L'arrivo di Super Smash Bros. è un appuntamento che i fan Nintendo aspettano sempre con accorata partecipazione. Incluso nel novero delle saghe-simbolo della casa di Kyoto, il brawler game conquista ad ogni iterazione accesi sostenitori del genere ma anche avventori casuali che senza patemi si gettano nella mischia. Di episodio in episodio cambiano i ritmi, i personaggi, il bilanciamento e le modalità, ma restano identiche la struttura fortemente originale e la trascinante celebrazione dell'immaginario che ruota attorno al mondo Nintendo (e non solo): elementi che di fatto rendono unico questo affollatissimo “picchiaduro”.
L'uscita del nuovo capitolo è importante anche perchè, dopo ben 15 anni, il titolo arriva per la prima volta su portatile, confermando una volta di più quanto gli equilibri economici si siano spostati, per la casa di Kyoto. Addirittura la versione tascabile giunge con qualche mese d'anticipo rispetto a quella Wii U, che dovrebbe vedere la luce entro l'anno proponendo un gameplay leggermente più vivace. Per il momento, comunque, gli appassionati del franchise potranno darsele di santa ragione sui due schermi del 3DS, scoprendo un titolo ricchissimo di modalità e adattato in maniera sicuramente convincente al nuovo contesto, sebbene non proprio “esplosivo” come alcuni dei precedenti episodi.

Botte da Orbi

Se non conoscete Super Smash Bros, l'impatto con l'episodio portatile sarà ovviamente traumatico. Ma anche se avete passato ore a far schizzare fuori dallo schermo alcuni tra i personaggi più iconici della storia dei videogiochi, riprendere in mano il franchise richiederà comuqnue qualche ora di assestamento.
La formula di gioco, in ogni caso, è quella di sempre: quattro lottatori se le danno di santa ragione in un'arena dalle dimensioni contenute, cercando di spedire in orbita o di far cadere nel vuoto i propri avversari. Particolarità di Super Smash Bros è il fatto che non esiste una barra della vita vera e propria: soltanto una percentuale di “rischio”, che aumenta ad ogni colpo subito: maggiore è questo valore, più lontano si finisce quando gli avversari ci prendono in faccia con un “megacartone” (leggi anche: attacco smash). L'obiettivo è quello di restare nell'arena, evitando quindi di venire lanciati oltre i margini dello schermo, ma anche di cadere rovinosamente nel vuoto.
Quello che ne esce è un picchiaduro che risolve alla base tanti (ma non la totalità) dei problemi di bilanciamento, spostando di parecchio l'attenzione sul posizionamento e sulla capacità di gestire il gioco aereo. Fra doppi salti e mosse che, invece di essere usate per colpire l'avversario, diventano un sistema per tornare nelle parti calpestabili dell'arena, cercando di “fregare” gli avversari appostati sul bordo che provano in ogni maniera a respingerci.

Sin dall'inizio dello sviluppo Masahiro Sakurai aveva ammesso la volontà di proporre un ritmo di gioco a metà tra Melee e Brawl, e così è: la versione 3DS -in forza anche di arene molto più contenute- non solo appare più “aggressiva” del capitolo per Wii, ma anche della stessa versione Wii U che dovrebbe arrivare entro Natale. Gli scontri non risultano mai dispersivi o eccessivamente blandi, rivelando un battle system fortemente votato all'offesa, dove la possibilità di evocare uno scudo ha un tempo molto limitato prima che l'avversario ci ghermisca in una presa che ci faccia roteare verso i bordi dello schermo. Anche le schivate (scudo+analogico) non permettono di allontanarsi di tanto dall'avversario, che se reattivo può vendicarsi immediatamente di quell'attacco precedentemente andato a vuoto.
Quello che ne esce resta quindi un picchiaduro che sa essere, persino al netto dell'immediatezza del suo sistema di mosse, discretamente tecnico, imponendo ai giocatori un'attenzione costante e l'urgenza di una bella reattività.
Ciò non toglie che anche in questa interazione ci sia, come nei predecessori, una vena da "party game", finalizzato anche al divertimento del neofita. I veterani brontoleranno di sicuro di qualche collisione mancata, di un conto dei frame non sempre rigoroso, di più di un personaggio sotto-potenziato e del solito eccessivo peso degli oggetti, che copiosamente vengono distribuiti nel corso delle battaglie, e che sono sono stati in buona parte rinnovati rispetto al vecchio episodio. E' aumentato il numero delle armi da mischia, che ora oltre a spade laser e mazze da baseball includono la Ore Club di Kid Icarus, devastante nel corto raggio ma pesante da maneggiare, e la Barra Infuocata di Super Mario (il cui numero di fiamme si riduce dopo ogni uso); altre novità impressionano sopratutto per la loro esplosività come il Pallottolo Bill che attraversa da destra a sinistra l'arena investendo tutto e tutti, incluso chi lo lancia (che se non scende in tempo rischia di ritrovarsi fuori dallo schermo), oppure la Bomba X che sprigiona colonne di fuoco formando una croce, e risparmiando solo chi si è preventivamente posizionato in una zona franca.
Per molti la presenza degli item aggiunge di fatto un livello di profondità al battle system, “costringendo” i giocatori a porre bene attenzione a tutto quello che compare sullo schermo, mentre gli hardcore gamer potrebbero trovarli spesso molto invadenti.

Sul fronte del roster, comunque, il nuovo episodio compie una bella ripulita rispetto alle miriadi di personaggi di Brawl, selezionando quelli che funzionavano per poi aggiungerne altri. Troviamo mascotte imprescindibili come Mario e Link dal moveset inalterato ed anche curiose new entry, tra cui Megaman e l'Abitante (sic) di Animal Crossing. Complessivamente non si può dire che la selezione sia fra le più brillanti: sia a livello di riconoscibilità che sul fronte dei moveset non tutti i combattenti sono pienamente convincenti, e di fatto già dopo una settimana di gioco è parecchio raro vedere i più strambi nei match online. C'è anche, in qualche caso (di nuovo Meta Knight), il dubbio che persista qualche problema di bilanciamento, ma come nei picchiaduro regolari è difficile esprimersi in tal senso così poco tempo dopo l'uscita nipponica e prima che il titolo abbia raggiunto i negozi occidentali.
Ad oggi possiamo solo dire che, nonostante le piccole storture, è impressionante la varietà di stili di gioco che Super Smash Bros propone, e che esplorare i moveset dei personaggi basta comunque a dar conto dell'estrema cura infusa nella realizzazione del titolo e delle sue eccezionali specificità.
Non tutto è però rose e fiori: l'aspetto forse più negativo dell'edizione portatile resta proprio la difficoltà in certi casi nel mettere a fuoco l'azione, scendere a compromessi con quei piccoli sprite che invece sono perfettamente interpretabili sul 32" del salotto. Per chi ha sempre giocato con il pad del Gamecube risulterà anche un po' difficile adeguarsi alla disposizione a croce dei tasti frontali: passare dai tasti di salto (X e Y) ai due di attacco (A e B) non è sempre immediato, e bisogna mettere in conto anche la particolare conformazione dell'analogico del Nintendo 3DS, non tanto per determinare la direzione da associare poi al tasto di attacco, quanto per eseguire schivate o slide funzionali all'Attacco Smash. Non sempre infatti queste due mosse vanno a segno ed è un difetto con il quale purtroppo dobbiamo convivere.
Nel computo delle note fuori posto dobbiamo pure inserire qualche problema di netcode: i match online si disputano in maniera più che dignitosa quando si combatte uno contro uno, perdendo però quella dimensione rissosa che rende così “piccanti” le partite a quattro giocatori. Purtroppo quando le arene si affollano non è raro incappare in qualche episodio di lag, che rischia di rovinare i match.
A tal proposito spiace anche constatare che, per il multiplayer locale, non si sia pensato ad una modalità che permettesse di sfruttare una singola cartuccia (se non altro per giocare in due): croce ineliminabile della dimensione portatile, è sicuramente quella di essere meno versatile per il gioco di gruppo.

Modalità

A livello contenutistico, si diceva, Super Smash Bros è un titolo enorme. In verità, però, l'affollamento di arene, personaggi e modalità non basta a rendere questo episodio migliore dei suoi predecessori.
Ad esempio il numero di stage non è proprio lusinghiero, e parecchi risultano praticamente riciclati. Dei nuovi, non molti colpiscono in fatto di conformazione o level design, e le arene veramente riuscite si contano sulle dita di una mano. La speranza è quella che l'episodio casalingo, pronto a puntare molto di più sull'estensione dei playground, possa riservare maggiori soddisfazioni.

In termini di Game Mode, invece, Super Smash Bros non vuole farsi mancare nulla. C'è la “Modalità Classica” che rappresenta una sorta di Single Player e che, a conti fatti, risulta molto varia negli incarichi, rapida e divertente, persino impegnativa visti i modificatori di difficoltà che è possibile attivare. E c'è poi l'opzione All-Stars, variazione su tema che può durare qualche partita. Sul fronte delle modalità in singolo Brawl resta ancora imbattuto, mentre giocando con gli amici non mancano le soddisfazioni, dalla “cooperativa” Mischia-Multipla alla competitiva Avventura Smash. Essa consente ad un massimo di 4 giocatori di cimentarsi prima in una sfida contro nemici guidati dalla CPU e poi contro avversari umani. Non c'è alcuna trama, ma un labirinto sempre diverso ogni volta, esplorabile in tutte le sue parti per 5 minuti. Al termine del tempo il giocatore scenderà nell'arena contro gli altri 3 avversari umani e potrà fare affidamento sui potenziamenti che avrà precedentemente raccolto all'interno del labirinto, i quali possono aumentare le statistiche di attacco o difesa, la potenza degli Attacchi Smash, la frequenza d'apparizione degli strumenti e così via. Contro la CPU, purtroppo, questa novità perde completamente di senso, e si torna presto ad imbatterci nelle limitazioni legati alla struttura multiplayer, che non permette di affrontare online parecchi di questi nuovi game mode.
L'idea che ci siamo fatti è che la dimensione portatile non sia proprio quella migliore per un brawler game di questo genere, e che rispetto ai migliori episodi casalinghi qualcosa si perda. Per fortuna, fra le sfide che permettono di sbloccare nuovi tasselli della vetrina, la possibilità di personalizzare i personaggi e addirittura quella di scommettere sui match a cui si assiste come spettatori, Super Smash Bros ci mette più che una pezza, di fatto “acchiappando” i giocatori per parecchie ore.

Passa la prova, e con ottimi, anche voti il comparto grafico. Il team di sviluppo ha lavorato alla grande sulla leggibilità dell'azione, operando interessanti correzioni dopo i feedback degli ultimi mesi. Anche grazie ad un delicato bordo nero (che può essere disabilitato) i personaggi si distinguono benissimo, anche sullo schermo più piccolo del 3DS originale. I modelli poligonali sono in certi casi un po' troppo carichi di dettagli nei rispetti delle dimensioni comunque contenute, e questo fa sì che siano i protagonisti più “stilizzati” a risultare quelli meglio realizzati. Pur cedendo un poco in dettagli e ricchezza dei fondali, la versione 3DS del titolo è oltremodo stabile, con un framerate che arriva a 60 fps senza troppi problemi, ed un effetto 3D che si sposta insospettabilmente bene con un titolo comunque frenetico come Smash Bros.
Eccellenti gli arrangiamenti musicali, e sebbene la voce dell'annunciatore ci perseguiti con qualche frase non proprio elegantissima (“Abitante!”, “Per Gioco!”), la colonna sonora è ottima e trascinante.

Super Smash Bros Super Smash Bros si conferma, anche in questa sua incarnazione per 3DS, un titolo veramente eccezionale. Soprattutto perchè sa ancora essere immediato e tecnico al contempo, perfetto per partite un po' più chiassose ma anche per match tenutissimi nella modalità Omega, in cui si perde traccia degli imprevisti legati alla conformazione delle arene. Il primo episodio portatile non è forse il migliore della saga: un po' perchè certe modalità single player lasciano il tempo che trovano, un po' perchè l'online tentenna quando siamo in quattro, e un po' perchè diventa più complesso giocare in locale (servono quattro copie del gioco). C'è anche da mettere in conto un numero di arene non proprio lusinghiero, ed un roster di personaggi che, per quanto sia eterogeneo e variegato, non impressiona come quello degli ultimi episodi casalinghi. Eppure il carattere di Smash Bros non si perde, ed anzi i ritmi di gioco, più accesi e schizzati nell'esecuzione di mosse e schivate, rendono gli scontri sempre animati e vibranti. Forse, a livello di gameplay puro, questo è uno dei capitoli che più si lascia apprezzare, distillandosi in match epici e “cattivi”. Anche tecnicamente il titolo ci fa dimenticare i limiti della macchina su cui è sviluppato. Convincete quindi gli amici (ne avrete bisogno perchè Smash Bros dia il meglio di sé), oppure consideratelo come un allenamento in attesa della versione Wii U, in arrivo fra pochi mesi.

8.5

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