Recensione Super Smash Bros

Botte da orbi in casa Nintendo: finalmente l'edizione casalinga del Brawler Game di Sakurai

Super Smash Bros

Videorecensione
Super Smash Bros
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
  • Wii U
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Di Super Smash Bros non ci si innamora subito. All'inizio, travolti da una coloratissima selva di legnate, si finisce spesso e volentieri oltre i bordi dello schermo, senza aver capito bene se ad averci colpito è stato quel Sonic con la mazza da baseball oppure un infuriato Donkey Kong che continua a battere i pugni sulle piattaforme dell'arena.
Chi dovesse avvicinarsi solo oggi a quella che può essere considerata una delle più riuscite e brillanti invenzioni di Nintendo troverà ad attenderlo, nel corso delle prime partite, quel brioso chiasso da Party Game che sembra “fare a cazzotti” con l'idea di un picchiaduro tecnico e ben bilanciato. Ed in effetti il tono un po' “fragoroso e scomposto” risalta soprattutto nell'episodio per Wii U, che addirittura decide di esagerare in fatto di oggetti, casualità legate alla mobilità degli stage, e persino numero di contendenti in campo (attenzione: fino a 8 contemporaneamente). Non è un mistero, insomma, che lontano dalla perfezione assoluta e inamovibile di Melee (ancora il picco della serie in quanto a “purezza” delle meccaniche di gioco), Sakurai abbia pensato a quest'ultima iterazione di Super Smash Bros come ad un capitolo più animato e frizzante.
Eppure, come sempre succede, il “matematico” nucleo ludico dello smisurato Brawler Game sta sempre lì, pronto ad esaltarsi nelle giuste condizioni. Magari nell'1vs1 sulla versione Omega di qualche stage simmetrico. Ma in fondo anche in quel percorso meticoloso che porta un giocatore alle prime armi, per nulla spaventato dal control scheme semplice ed essenziale, a diventare uno spietato mattatore, dopo aver imparato a destreggiarsi tra tutti gli imprevisti che possono capitare negli stage ed aver memorizzato con limpida precisione le tempistiche d'attacco dei suoi personaggi preferiti.
Ecco: di Super Smash Bros non ci si innamora subito ma, quando scocca la scintilla, è quella di un amore passionale e vorace; eterno. Per questo motivo ad ogni iterazione del franchise i fan crescono a dismisura, e per questo motivo il capitolo in arrivo su Wii U rappresenta uno dei prodotti focali della scoppiettante line-up Nintendo.

Il lato violento di Pacman

Super Smash Bros, nelle premesse, è sempre lo stesso. Fino a quattro (anzi: otto) lottatori se le danno di santa ragione in un'arena dalle dimensioni più o meno contenute, cercando di spedire in orbita o di far cadere nel vuoto i propri avversari. Particolarità della serie è il fatto che -almeno nelle impostazioni classiche- non esiste una barra della vita vera e propria: soltanto una percentuale di “rischio”, che aumenta ad ogni colpo subito. Maggiore è questo valore, più lontano si finisce quando gli avversari ci prendono in faccia con un “megacartone” (leggi anche: Attacco Smash). L'obiettivo è quello di restare nell'arena, evitando quindi di venire lanciati oltre i margini dello schermo o di cadere rovinosamente.

Quello che ne esce è un picchiaduro che risolve alla base tanti (ma non la totalità) dei problemi di bilanciamento, spostando di parecchio l'attenzione sul posizionamento e sulla capacità di gestire il gioco aereo. Importantissimi sono insomma anche i doppi salti e le mosse che, invece di essere usate per colpire l'avversario, diventano un sistema per tornare nelle parti calpestabili dell'arena, cercando di “fregare” gli avversari appostati sul bordo che provano in ogni maniera a respingerci: è come se il titolo avesse di fatto una spiccata vocazione da action/platform che, negli stage interattivi dell'edizione Wii U, molto più ampi rispetto a quelli della versione portatile, torna a farsi sentire come nei più riusciti episodi della saga.
Se c'è una cosa che bisogna sottolineare, è che la versione casalinga di Super Smash Bros è profondamente diversa da quella uscita poche settimane fa per 3DS. Le tempistiche degli attacchi, il respiro dei match, le animazioni dei combattenti cambiano alla base la sostanza del gameplay, per scontri un po' meno scattosi e sicuramente più ragionati. L'importanza della schivata è sempre prioritaria, ma qui sembra esserci -finalmente- un po' più spazio per strategie d'attacco meno impulsive.
Questo non toglie che anche in questa interazione ci sia, come nei predecessori, una vena da "party game" finalizzato pure al divertimento del neofita legata come si diceva in apertura al solito eccessivo peso degli oggetti, che copiosamente vengono distribuiti nel corso delle battaglie, e che sono sono stati in buona parte rinnovati rispetto al vecchio episodio. Per alcuni la presenza degli item aggiunge di fatto un livello di profondità al battle system, “costringendo” i giocatori a porre bene attenzione a tutto quello che compare sullo schermo, mentre gli hardcore gamer potrebbero trovarli spesso molto invadenti.
Se fate parte della seconda categoria, sappiate che gli incontri di Super Smash Bros possono essere personalizzati in ogni maniera. Si può selezionare la tipologia di oggetti che compare nell'arena, magari lasciando solo la sfera dello Smash Finale, oppure rimuoverli del tutto, e si può ovviamente modificare il sistema del Rischio per trasformarlo in una classica LifeBar.
Anche gli imprevisti delle arene possono essere aggirati grazie alle statiche versioni Omega, ed in linea di massima c'è sempre Final Destination, dedicata ai puristi più convinti.
Insomma, sebbene la dimensione “giocosa” che fa parte del DNA del brand sia tutto sommato piacevole ed in linea con lo spirito delle produzioni Nintendo, chi preferisce un picchiaduro più tecnico può spulciarsi per bene le opzioni e “costruirsi” il gioco che preferisce. Ovviamente al netto di qualche piccolo “problema” di bilanciamento: al di là di qualche personaggio che viene già additato come “OP” (Little Mac pesta come un forsennato, ma attenti al range d'attacco delle mosse, perchè basta un modificatore di direzione sbagliato per farvi cadere rovinosamente), sembra che i personaggi agili e veloci abbiano vita più facile rispetto ai colossi, o alle simpatiche ma non sempre utilissime stramberie dei “misfits” come l'Abitante (di Animal Crossing).

Sul fronte del roster, comunque, Super Smash Bros compie una bellissima selezione, accatastando mascotte classiche e gradevoli New Entry. E' impressionante la varietà di stili di gioco che il titolo propone, alternando combattenti imprevedibili ad altri invece più regolari. La stessa incredibile cura si sottolinea nella costruzione delle arene, tutte ispiratissime e sicuramente migliori di quelle, non sempre eccezionali, dell'episodio portatile. Mentre completare il set di combattenti non vi terrà impegnati a lungo, ci vorrà bel po' per sbloccare tutti gli stage, ma vi assicuriamo che ne vale la pena: ammaliati dalle soluzioni cromatiche del livello ispirato a PilotWings, aspettate di posare gli occhi sulla danza delle astronavi di Starfox per comprendere la pura genialità dei game designer capitanati da Sakurai.

Meglio a casa che sul bus

Ripetendo come un mantra che Super Smash Bros è un (felicissimo) punto d'incontro fra un picchiaduro ed un party game, qualcuno si è dimenticato di dire che entrambe queste categorie videoludiche vanno giocate in compagnia e poco vanno a nozze con le modalità Single Player.
Non fa eccezione questo capitolo, che pur presentandosi abbastanza ricco in termini di game mode, perde parecchio appeal nel caso in cui lo si avvicini senza amici.
Anzi, ad onore del vero l'offerta single player dell'edizione WiiU ne esce con le ossa rotte anche se si confronta con quella della versione da tasca. Non che si dovesse per forza replicare l'ottima selezione di Brawl, ma almeno la Modalità Classica avrebbe potuto adottare la stessa struttura vista su 3DS. E invece, nonostante la possibilità di incrementare l'intensità degli scontri, qui il codazzo di match appare meno vivace.
Sparisce anche l'Avventura Smash, sostituita da sfide di diversa foggia, nascoste tra le varie opzioni. Tralasciando la presenza di qualche insipido minigioco (tra gare di Home Run ed un Angry Birds esplosivo), gli incontri tematici o quelli con assurde condizioni di vittoria riescono per fortuna a tenere alta anche l'attenzione degli eremiti videoludici, che dovrebbero però considerare tutte queste attività extracurricolari come un imprescindibile allenamento per darsi poi ai match multiplayer, in locale oppure online.

Come abbiamo già detto di fronte alla versione portatile, è l'ambiente casalingo quello che meglio si adatta a Super Smash Bros, se non altro perchè le sfide sul divano tirano fuori il meglio del prodotto. Dobbiamo però ammettere che non siamo così entusiasti dell'introduzione dei match a 8 giocatori, preferendo il limite di quattro partecipanti: gli scontri più affollati diventano davvero difficili da seguire anche i per i più allenati, ed hanno il respiro che gli servirebbe soltanto in pochissime arene.
Molto più gradevole è invece l'introduzione di una modalità ispirata, nella struttura, ai tabelloni di Mario Party: una scusa come un'altra per prendersi a schiaffi in faccia, ma un ottimo modo per organizzare una serata fra amici.
Tutto tace purtroppo sul fronte dell'Online: il codice in nostro possesso non ci ha permesso di testare in matchmaking ed il netcode. In virtù della corposa offerta di Super Smash Bros e della sua spiccata attenzione per il multiplayer locale, ci siamo arrischiati a giudicare pure con una valutazione numerica il titolo Nintendo, ma ci riserviamo di emendare il pezzo nel caso di disastri sul fronte del gioco in rete. I risultati ottenuti da Mario Kart 8 ci lasciano speranzosi, anche se in effetti la versione 3DS aveva qualche problema di troppo, e i match 1 contro 1 sono ancora oggi gli unici che scorrono con poche incertezze.

E le statuette?

Vogliamo dirlo a costo di sembrare blasfemi: non crediamo che il controller del GameCube sia necessario per godere appieno di Super Smash Bros. Ci sembra invece un vezzo da estremisti nostalgici, visto che lo schema di comandi si adatta perfettamente al classic controller e persino - eresia - al GamePad di WiiU. Del resto la configurazione dei tasti è personalizzabile così come ogni altro aspetto del titolo, e l'urgenza di selezionare la configurazione alternativa salvata in precedenza è l'unica piccola sbavatura che registriamo (ma in effetti quando si gioca in tanti risulta forse la soluzione migliore).
Passando ad altro, risulta abbastanza curiosa la soluzione adottata per l'interazione con le statuette Amiibo (che si presentano con questo loro fascino magnetico e mandano in visibilio i collezionisti, staccando di diverse lunghezze la qualità dei “colleghi” Skylanders e rivaleggiando ad armi pari con le più ispirate figures di Disney Infinity). Collocate sul lettore del Gamepad, possono essere registrate per creare dei combattenti personalizzati, che tuttavia non possono essere utilizzati dal giocatore. I personaggi “imprigionati” nelle statuette salgono di livello, possono essere addestrati al pari di nintendosi Tamagotchi, e se ne può personalizzare il moveset. Di battaglia in battaglia diventano più aggressivi, sottolineando anche l'ottimo lavoro sul fronte dell'Intelligenza Artificiale (che rende ostiche anche le partite contro la CPU). Sarebbe stato più gradevole poter utilizzare i personaggi personalizzati, invece addestrarli solo passivamente: eppure anche questa soluzione ha un suo fascino particolare, e sarà sicuramente apprezzata dai giovanissimi, che non vedranno l'ora di utilizzare Link, Mario e gli altri in qualche nuovo gioco. Attualmente è difficile, comunque, considerare l'interazione con gli Amiibo un vero e proprio plusvalore del prodotto: ci limiteremo a comprarli solo perchè sono veramente bellissimi.

Resta, prima di chiudere, da fare una sommaria analisi sul comparto tecnico ma soprattutto artistico. L'ottimizzazione di Super Smash Bros è francamente perfetta, per un titolo che scorre fluido in ogni occasione, pulito e senza incertezze di sorta, decidendo opportunamente di preferire la stabilità alla mole poligonale. D'altro canto, senza mettere in crisi l'hardware del Wii U in termini meramente quantitativi, Super Smash Bros compie nuovamente il suo miracolo, riuscendo a far coesistere un numero impressionante di immaginari, personaggi, cromatismi e stili. La rilettura e la celebrazione delle saghe che hanno fatto la storia del videogioco è portata avanti in maniera impeccabile, sia per quel che riguarda il colpo d'occhio che in tema di sonorità. Gli arrangiamenti musicali di temi indimenticabili (c'è anche il Tetris Theme) sono da applausi, così come l'uso sempre vibrante e creativo di mosse, oggetti, personaggi extra che compaiono nelle arene, scorci ed elementi che sembrano arrivare da un roboante Big Bang videoludico.

Super Smash Bros Probabilmente Super Smash Bros non avrà sulla line-up di WiiU lo stesso impatto che hanno avuto Bayonetta 2 e Mario Kart 8. Nonostante l'approccio molto stratificato e la sua eccelsa capacità di adattarsi alle esigenze delle nuove leve come a quelle degli esperti, chi più apprezzerà l'ultima fatica di Masahiro Sakurai saranno i fan di lungo corso, quelli che sono rimasti folgorati da Melee e che hanno le falangi “regolate” sull'ergonomia del pad Gamecube. Per loro, Super Smash Bros sarà un capitolo travolgente: ricchissimo sul fronte delle opzioni e delle personalizzazioni, più colorato, brioso, pieno di arene da scoprire e combattenti da conoscere; pieno di oggetti nuovi che riescono a cambiare le sorti dello scontro e di modalità - finalmente - concentrate sul multiplayer locale. Super Smash Bros è insomma uno di quei capolavori che si svela anzitutto ai coscritti di una nicchia innamoratissima, tentando intanto di allargare i confini della fanbase. Perchè sì: bisogna comunque ammettere che anche preso con più “leggerezza” il gioco funziona alla grande, diverte, anima le serate fra amici e, a patto di convincere anche i più titubanti a poggiare le dita sul (Cube/Classic/Game)pad, funziona meglio di qualsiasi Mario Party (fidatevi!). Non esitate quindi a “tirar dentro” chiunque passi di fronte allo schermo. Ovviamente senza dimenticarvi di organizzare, di tanto in tanto, una di quelle tesissime sfide “1 contro 1” in cui si esaltano tutti i tecnicismi di un gameplay misuratissimo. Superando di qualche lunghezza il suo fratellino minore arrivato su 3DS (una transizione dovuta, ma non totalmente indolore), Super Smash Bros per Wii U dimostra ancora una volta l'eccelsa tenuta di uno dei Brawler Game più ispirati della storia videoludica. Non è solo la conferma che l'offerta di WiiU sia originale, con carattere e personalità: è un banchetto pantagruelico fatto di nostalgie e cazzotti a cui non dovreste evitare di avvicinarvi.

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