Recensione Super Street Fighter 4 3D Edition

Il quarto episodio della saga di Capcom accompagna l’esordio del 3DS

Versione analizzata: Nintendo 3DS
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  • 3DS
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Le responsabilità di un titolo di lancio

Nonostante il clamore e la gioia per il nuovo nato in casa Nintendo, è innegabile che la line-up di lancio non presenti così tanti punti di forza. Se già abbiamo avuto modo di fare luce su Pilotwings Resort, giudicandolo come un titolo divertente ma poco profondo, è arrivato il turno di Super Street Fighter IV 3D Edition. Il titolo è doppiamente importante: non solo vuole essere la punta di diamante di questa prima ondata di titoli diretti al 3DS, ma intende anche ridefinire il rapporto tra picchiaduro e console portatili, che troppo raramente ci ha regalato capolavori del genere.
Ma, approcciandoci a quello che a tutti gli effetti è un porting, due domande sono d’obbligo: questa "3D Edition" riesce a sfruttare intelligentemente le caratteristiche del 3DS? E, soprattutto, regge il passo con la versione già pubblicata su Xbox 360 e PS3?

Street Fighter e StreetPass

Per chi avesse vissuto su un’altra galassia negli ultimi decenni, Street Fighter è una saga di picchiaduro 1VS 1, che con il quarto episodio ha abbracciato una grafica 3D, pur non sacrificando il gameplay ancorato a meccaniche esclusivamente bidimensionali. Questa 3D Edition si rifà a Super Street Fighter IV, uscito su Xbox 360 e PS3 circa un anno fa, che apportava varie migliorie rispetto all'episodio standard e introduceva nuovi personaggi.
Dopo pochi secondi passati tra un menù e l’altro, si tira immediatamente il primo sospiro di sollievo: chi temeva grandi tagli rispetto alla versione casalinga può tranquillizzarsi. Come avremo modo di sottolineare nel corso della recensione, a conti fatti sono state eliminate solo pochissime feature per lo più superficiali.
Un’occhiata alla schermata principale è sufficiente per accorgersi di una certa ricchezza di modalità. Evitando di citare le voci relative ai dati del giocatore, opzioni varie e l’onnipresente Allenamento, che vi consentirà di apprendere in tutta calma le varie mosse di ogni lottatore, cinque sono le scelte possibili. Arcade vi incanalerà in una serie di incontri legati da una debole trama diversa per ogni personaggio. I video che introdurranno la storia sono identici a quelli già visti su Xbox 360 e PS3 e, pur non essendo convertiti per godere della visualizzazione 3D, stupiscono per realizzazione e per il livello di risoluzione che ben si adatta ai piccoli schermi della console.
Versus e Versus 3D, vi proporranno sfide singole contro la CPU o contro un amico in locale, anch’esso munito di copia del gioco. Tra le due voci, una sostanziale differenza: mentre la prima modalità presenterà scontri classici, la seconda sfrutta una telecamera posta alle spalle del proprio avatar, in modo da incrementare l’aggetto e lo sprofondamento dei vari elementi su schermo. La trovata è sicuramente intrigante per saggiare le capacità del 3DS, ma difficilmente si farà amare dai puristi del genere a causa di una prospettiva che falsa, pur lievemente, la distanza tra i due combattenti.
Sfida, poco a sorpresa, vi proporrà tutta una serie di incontri da completare sottostando a particolari condizioni. Ad esempio vi verrà chiesto di eseguire determinate combo in successione o di completare la prova degli Spaccabarili con un perentorio perfect.
Incontro Internet, come il nome lascia presupporre, sarà la voce da consultare quando vorrete darvele di santa ragione online. Purtroppo, rispetto alle versioni casalinghe, sono state eliminate gran parte delle sottovoci presenti, riducendo il tutto a scegliere tra un veloce Versus o un Versus 3D. Al di là di questo indiscutibile impoverimento, c’è tuttavia ben poco di cui lamentarsi. Anche giocando con utenti giapponesi, raramente si registrano fenomeni di lag. Inoltre, se una partita veloce può essere l’ideale quando si ha poca voglia di perdere tempo, è comunque possibile creare match personalizzati per durata, abilità dell’avversario e regione sulla quale effettuare la ricerca.
Chiude il quadro delle modalità presenti quella che più di tutte sfrutta le caratteristiche uniche del 3DS. Selezionando la voce Collezione Modellini scoprirete un vero e proprio gioco nel gioco. Abbandonate le meccaniche picchiaduro, verrete introdotti a una sorta di Pokémon in salsa Street Fighter. L’obbiettivo sarà quello di creare una squadra formata da cinque statuine, che immortalano i lottatori della saga, ognuna caratterizzata da propri valori di attacco, difesa, punti vita e così via. Per creare il team definitivo dovrete innanzi tutto essere pronti a destreggiarvi tra fiumi di statistiche e parametri diversi. Secondariamente sarete chiamati ad impadronirvi di nuove statuine via via sempre più forti. Per farlo avrete due modi: completare le varie modalità presenti o spendere le monete guadagnate con lo StreetPass. Sempre sfruttando questa innovativa feature del 3DS avrete modo di entrare nel vivo delle battaglie tra squadre di statuine. Incontrando casualmente per strada altri videogiocatori muniti di console e copia di Super Street Fighter IV 3D Edition, lo scontro avverrà automaticamente, avvertendovi dell’esito solo una volta riacceso il 3DS. Dopo diverso tempo passato a collezionare statuette e a cercare in giro sfidanti, possiamo concludere che si tratta di un gustosissimo extra. Pur allontanandosi da ciò che rappresenta Street Fighter, la mania di collezionismo, unita al piacere di sconfiggere passanti sconosciuti, aiuta a rendere questa modalità incredibilmente divertente e assuefacente. Una trovata che rischia, per certi versi, di cannibalizzare l’intera esperienza ludica.

Croce direzionale o analogico?

Tuttavia Super Street Fighter IV 3D Edition resta un picchiaduro: è dunque necessario entrare nel vivo del gameplay. Anche sotto questo aspetto, il prodotto Capcom sorprende in positivo, pur con qualche inevitabile nota negativa.
Innanzitutto il roster è rimasto identico all’edizione casalinga. Ciò significa che avrete a disposizione più di 30 lottatori raggiungendo un numero assolutamente impensabile per un picchiaduro portatile. Inutile dilungarsi sulla qualità dell’elenco: tra personaggi lenti ma potenti come Zangief, ad altri più rapidi ma meno forzuti, come la sempre affascinante Chun-Li, chiunque avrà modo di trovare il lottatore che più incontra i propri gusti. Inoltre, derivando direttamente da Super Street Fighter, la 3D Edition gode anche di tutte le migliorie che aveva apportato Capcom al fine di equilibrare al limite della perfezione il bilanciamento di ogni personaggio.
Giunti finalmente nel vivo del combattimento due sono i quesiti principali che ossessioneranno i puristi del genere: la croce direzionale o l’analogico sono all’altezza? Come padroneggiare al meglio questo episodio di Street Fighter con soli quattro pulsanti frontali?
Alla prima domanda bisogna rispondere ovviamente con un po' d'amarezza: per quanto sia possibile scegliere tra la classica croce direzionale e l’analogico, entrambe le configurazioni non faranno altro che sfigurare con gli arcade stick professionali. Tuttavia è altrettanto vero che entrambi si configurano come due strumenti sufficientemente precisi. Sarà quindi impossibile riprodurre anche su 3DS le acrobazie compiute su Xbox 360 o PS3, ma non per questo effettuerete una mossa al posto di un’altra per demeriti del sistema di controllo.
Leggermente più complessa invece, la riposta al secondo quesito. Come tutti sanno Street Fighter è una saga che pretende sei pulsanti per effettuare ogni mossa possibile. Su 3DS, provvisto soltanto di quattro front button, il gioco sopperisce alla mancanza tirando in ballo i due trigger dorsali. La trovata, per quanto risulti scomoda a chi è abituato ad usare gli arcade stick, si dimostra piuttosto azzeccata. Tuttavia gli sviluppatori hanno fatto di più. All’inizio di ogni scontro potrete infatti selezionare due diversi stili di controllo: Pro o Lite. Indipendentemente dalla vostra scelta, sullo schermo tattile avrete sempre quattro riquadri capaci, con un semplice tocco, di richiamare dei comandi mappati che potrete settare manualmente. La differenza tra i due diversi tipi è relativa al fatto che mentre con il Pro attiverete solo una rapida sequenza di pulsanti, di per sé incapaci di dare vita ad attacchi (dovrete dunque combinarli con movimenti del pad), con il Lite vi esibirete direttamente in Super Combo, Ultra e tante altre mosse più o meno potenti. La trovata è sicuramente efficace e in buona parte elimina completamente le piccole sbavature di un sistema di controllo che, comunque sia, soffrirà lievemente nelle mani più esperte e pretenziose.
Inutile però sottolinearlo ulteriormente: ispirandosi a Super Street Fighter IV, questa 3D Edition vanta un gameplay prossimo alla perfezione. Tra combo intricate, contromosse, parate difficilissime e devastanti prese, chi avrà la pazienza di padroneggiare il combat system si godrà uno dei migliori picchiaduro mai pubblicati su un sistema portatile.

I primi muscoli del 3DS

A questo punto restano da valutare gli aspetti tecnici del titolo.
Innanzi tutto è necessario concentrarsi sulla resa del 3D. E’ superficiale sottolineare come in un titolo del genere la feature aggiunga ben poco al gameplay, ma è giusto evidenziare che l’effetto di profondità risulta piuttosto accentuato e apprezzabile. In particolare risulta azzeccata la scelta di restituire in "sovrimpressione" gli elementi dell’HUD, in modo da creare una lieve separazione dall’azione vera e propria.
3D o non 3D, l’aspetto grafico di Super Street Fighter IV ha dello stupefacente. Per quanto la maggior parte delle arene abbia subito un sensibile impoverimento in termini di elementi dinamici, i modelli poligonali, le loro animazioni e le texture denotano una qualità che mette in mostra i muscoli della console appena nata. Come se non bastasse il motore grafico gestisce il tutto senza il minimo rallentamento, salve qualche rarissimo caso.
Il sonoro consegue risultati simili a quelli raggiunti nella versione casalinga. Per quanto la qualità di alcuni effetti abbia risentito dell’inevitabile compressione, i brani raggiungono picchi qualitativi incredibili, mentre una sorta di commentatore sarà sempre pronto ad aggiungere enfasi all’azione tramite frasi urlate a squarciagola.
Infine una piccola nota sulla longevità. Se già la presenza di oltre 30 lottatori è sufficiente per tranquillizzare gli utenti anche da questo punto di vista, la presenza dell’online e del gioco nel gioco legato alle statuette e allo StreetPass vi garantiranno diverse ore di intrattenimento.

Super Street Fighter 4 3D Edition Se Super Street Fighter IV 3D Edition doveva rappresentare la punta di diamante di questa prima infornata di titoli per 3DS la missione può dirsi ampiamente compiuta. Non solo ci troviamo di fronte a un porting che sacrifica ben poco, ma il 3D e l’aggiunta della modalità legata al collezionare le statuine si modellano sulle nuove caratteristiche offerte dalla console Nintendo. Certo la mancanza di sei pulsanti frontali e la relativa imprecisione di croce direzionale e analogico faranno storcere il naso ai puristi del genere, ma una cosa è certa: siamo senza alcun dubbio di fronte a uno dei migliori picchiaduro mai pubblicati su un portatile.

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