Recensione Super Time Force

Capybara Games si districa fra proiettili e paradossi temporali

Super Time Force

Videorecensione
Super Time Force
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L'idea attorno a cui ruota Super Time Force è nata durante una Developer Jam: uno di quegli eventi in cui gli sviluppatori si mettono di buona lena davanti al PC per un intero Weekend, cercando di produrre un gioco quantomeno compiuto in appena 48 ore. Generalmente i prodotti che escono da questi "tour de force" si basano su un concetto molto particolare, dovendo puntare soprattutto sulla creatività per emergere dalla massa di minute produzioni che si accalcano nei due giorni di sviluppo.
Ecco: l'idea alla base del titolo di Capybara Games (quelli di Sword & Sorcery e dell'imminente Below), è assolutamente eccezionale. Giocando coi paradossi temporali, e incernierando le dinamiche da shoot'em up attorno ad uno stravagante concetto di “rewind”, Super Time Force si presenta come una delle più solide esclusive Xbox del momento, rileggendo in maniera brillante le dinamiche e i ritmi di un genere storico.

Back in Time

Immaginate uno shooter a scorrimento semplice e diretto: una versione pixellosa di Contra, con uno stile acido e asciutto, un'estetica spiccatamente retrò e tanti, tantissimi proiettili. I ritmi non sono troppo indiavolati, ma lo schermo si riempie in fretta di avversari, bombe, detriti incandescenti e un sacco di altra roba che è pensata solo per mandarvi al creatore.
State certi di una cosa: in Super Time Force morirete spesso e volentieri. Nel titolo Capybara Games, però, non c'è un numero di vite da perdere prima di vedersi catapultati di fronte alla schermata “continue”. Anzi, i membri della squadra speciale che dà il nome alla produzione hanno una capacità molto particolare: in ogni istante possono chiamare un “Time-Out” e riavvolgere il tempo. In pratica, utilizzando la funzione di Rewind, potrete tornare a qualsiasi precedente momento del vostro playthrough.
Non aspettatevi però di dover fare come il Principe di Persia, ripartire e rimettere tutto a posto, evitando l'errore che ha segnato la dipartita del vostro avatar. In Super Time Force le cose funzionano in maniera ben diversa: dopo il time-out, infatti, avrete semplicemente la possibilità di selezionare un altro personaggio. Avanzando da questo momento con il nuovo soldato, avrete comunque al vostro fianco il precedente, che seguirà ovviamente il percorso che gli avete già fatto compiere.
Ecco allora che le “vite” si spendono proprio per richiamare sul campo gli altri protagonisti, trovandosi dopo qualche rewind ad avanzare supportati dalle nostre stesse azioni (bel paradosso, eh?), e avendo a disposizione la potenza di fuoco di un piccolo esercito.

Non è tutto. Nel caso in cui, tornando indietro nel tempo e riattraversando il livello accanto al vostro compagno, riusciate ad eliminare la causa della sua morte, ad esempio uccidendo il nemico che gli ha sparato prima che il fattaccio si compia, potrete effettuare un “Team-Up”: la sagoma del vostro compagno se ne starà ferma nel luogo dove sarebbe dovuto morire, e voi potrete recuperarla per acquisire la sua essenza temporale, che vi darà in sostanza uno scudo protettivo e potenzierà il vostro attacco speciale.
A raccontarlo, questo sistema sembra davvero complesso, ma vi assicuriamo che una volta metabolizzate le dinamiche di gioco, Super Time Force... resterà estremamente cervellotico. Di tanto in tanto, per capire come superare un boss piuttosto ostico o per cercare di evitare la morte di uno dei vostri compagni, bisogna lavorare d'ingegno, oltre che dimostrare una discreta prontezza di riflessi. Del resto nel corso dello stage non dovrete lottare soltanto contro i nemici, ma anche contro il tempo che passa. Ci sono degli oggetti che allungano il conto alla rovescia, impietosamente fissato sui “trenta secondi” all'inizio di ogni livello, ma l'imperativo è quello di spicciarsi. Capite bene che non potrete perdere troppo tempo ad ammazzare uno degli agguerriti mid-boss: in quel caso il particolare “rewind” va utilizzato più volte, per inventarsi una sorta di attacco combinato: duplice, triplice, quadruplice, fino ad una vera e propria orgia di sprite.
Il gioco mette poi a disposizione tre eroi dalle capacità quasi complementari. Oltre al nerboruto protagonista che imbraccia una rapidissima mitraglietta, riempiendo lo schermo di piombo incandescente, c'è un cecchino in grado di fucilare con millimetrica precisione un avversario, con uno sparo speciale che passa attraverso i muri. E poi un soldato armato di scudo che può deflettere invece le pallottole avversare, magari proprio prima che queste finiscano in mezzo agli occhi dei propri compagni.
Anche con questi tre personaggi di base, Super Time Force travolte il giocatore con una serie di situazioni adrenaliniche e salvataggi al limite. Per evitare la morte di uno dei nostri eroi si può decidere di seguirlo con lo scudo levato, oppure di tentare uno “skillshot” dalla distanza per far fuori di botto l'avversario che l'ha ucciso.
Poco a poco il roster di personaggi si allarga: avanzando fra gli stage si sbloccano eroi dotati di potenti bazooka, dinosauri in skateboard che mordono gli avversari, grassi Jedi in accappatoio che menano fendenti con la propria spada laser. Ben presto le partite a Super Time Force diventano un tripudio di schegge, pixel e situazioni paradossali.
La summa di tutta l'esperienza è forse raccolta nei titanici scontri con i boss, in cui il rewind va utilizzato per fare in modo di colpire con più personaggi contemporaneamente i punti deboli dell'avversario. Di tanto in tanto sembra quasi di trovarsi di fronte a puzzle ben architettati, più che ad un epigono degli sparatutto da sala.

Insomma Super Time Force funziona alla grande, riesce a stuzzicare non solo gli appassionati del genere, ma anche ci è alla ricerca di un prodotto originale. L'ironia che permea le strambe premesse narrative si fa alle volte un po' spicciola, e più che alle noiose scene di intermezzo il compito di strappare un sorriso al giocatore è dato dalle ambientazioni: varie, coloratissime e ispirate. Dopo aver salvato gli anni '80 da un esercito di Robot attaccabrighe, finiremo nella preistoria con il compito di prevenire l'estinzione dei dinosauri, o ancora nel medioevo per recuperare il santo Graal (ma niente vita eterna come in Indiana Jones: bisogna solo rivenderlo per salvare dal tracollo economico in ristorante a tema medievale). Il team si è divertito un sacco a costruire scenografie curiose, avversari improbabili, e insomma a tratteggiare un'avventura che resta brillante fino alla fine anche grazie al delizioso comparto stilistico. Il colpo d'occhio di Super Time Force sembra un incrocio fra la pixel art del videogame di Scott Pilgrim ed un look ancora più scheletrico e sintetico, che si ispira ai classici 8Bit. L'accompagnamento chiptune (azzeccato ma un po' ripetitivo sulla lunga distanza), anche lui acceleratissimo, fa da controcanto all'improbabile tono epico di certe situazioni.

Super Time Force Super Time Force è uno di quei titoli che vanno provati per capire appieno tutte le implicazioni del gameplay. La moltiplicazione delle linee temporali, i paradossi che si formano andando avanti ed indietro, i personaggi da salvare e l'urgenza di completare il tutto entro un certo numero di secondi sono fattori che rendono questo scrolling shooter diverso da qualsiasi altro disponibile sul mercato. Il grande numero di collectible e di personaggi segreti spinge a giocare e rigiocare ogni livello, affinando la propria conoscenza delle meccaniche. Alla fine di ogni stage, che si sia terminato in una manciata di secondi o in dieci minuti, andando più volte avanti e indietro nel tempo, Super Time Force ci propone un condensatissimo replay in cui tutto il nostro “esercito di cloni” si muove all'unisono: è probabilmente questo il momento in cui si intuisce la lampante intelligenza della formula di gioco, la sua tremenda eleganza. Per gli appassionati degli shoot'em up il titolo risulterà forse un po' meno galvanizzante, perché è disposto a sacrificare l'ossessione per la prontezza di riflessi in nome di una struttura alle volte persino cervellotica. Ma anche a loro consigliamo di provare a perdersi nel flusso temporale del titolo Capybara: oltre che originale, Super Time Force è attraversato da una genialità strisciante, e rappresenta l'ennesimo colpo a segno dello sperimentalismo ormai confinato quasi solo nel panorama indipendente.

8.5

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