Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls Recensione

Abbiamo provato Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls, il primo spin-off di Hyperdimension Neptunia sviluppato da Felistella.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls
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  • PSVita
Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. È inoltre nemico giurato di DLC e digital delivery. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook o e-mail.

Nata inizialmente come parodia dell'incessante console war, la serie di Hyperdimension Neptunia continua ad espandere il proprio multiverso con nuovi episodi regolari, pregevoli remake, innumerevoli spin-off non canonici e addirittura una serie d'animazione. Dopo l'idol simulator, un RPG strategico e due hack and slash, il nuovo spin-off di Compile Heart torna alle origini e si presenta nelle vesti di JRPG a turni, proponendo stavolta un interessante crossover fra la saga di Neptune e le Sega Hard Girls, un curioso franchise lanciato nel 2013. Ma cosa sono di preciso queste Hard Girls, purtroppo ancora sconosciute in Occidente? Al pari di Hyperdimension Neptunia, il nuovo brand di casa SEGA re-immagina le sue console del passato come divinità antropomorfe, ispirando una serie di light novel e persino un anime televisivo intitolato "Hi?sCoool! SeHa Girls"; dato il forte legame fra Neptunia e SEGA stessa, che a suo tempo pubblicò in Giappone il capostipite della fortunata saga videoludica, un crossover fra i due brand era forse inevitabile, oltre che richiesto a gran voce dai fan nipponici. Sviluppato da Felistella, che già si era occupata dei tre episodi Re;birth, Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls è finalmente disponibile anche in Europa, in esclusiva su PlayStation Vita. Dopo un lungo pellegrinaggio fra le colorate e vivaci lande di Gamindustri, vi illustriamo le nostre considerazioni su un prodotto ricco di citazioni e che addirittura richiama un intramontabile JRPG degli anni '90.

Chrono Trigger addicted

In seguito ai sanguinosi conflitti fra le CPU (Console Patron Unit) e le Sega Hard Girls, il florido mondo di Gamindustri è - di nuovo - sull'orlo del collasso e le sue rigogliose terre sono ormai ridotte a lande desolate. Nelle prime battute dell'avventura, la giovane IF, stavolta promossa a protagonista assoluta della vicenda, è alla ricerca della cosiddetta Grand Library, leggendaria biblioteca che si mormora nasconda antichi segreti; proprio a pochi passi dall'ambita meta, l'avventuriera vede precipitare dal cielo - in pieno stile Neptune - una fanciulla dalla lunga chioma azzurra.

Nonostante il brusco schianto, la misteriosa sconosciuta non riporta ferite significative ma giace a terra priva di sensi, ragion per cui IF decide di trascinarla nella vicina biblioteca per cercare aiuto. Ad accogliere le ragazze è la fatina Histoire (storica assistente di Neptune, qui bibliotecaria), la quale offre loro riparo e medicazioni, mentre IF, alla ricerca di testimonianze storiche sulle quattro epoche precedenti, viene colpita alle spalle da qualcosa e lasciata per terra priva di sensi. Tre giorni più tardi è la stessa Histoire, preoccupata per la sua scomparsa e per alcuni recenti episodi, a destarla dal suo sonno: una creatura interdimensionale chiamata Time Eater, la stessa che ha tramortito IF nella biblioteca, ha ridotto a brandelli il prezioso libro che regola il continuum temporale e sta letteralmente divorando la storia; come se non bastasse, la misteriosa ragazza si è finalmente svegliata, ma a quanto pare sembra afflitta da amnesia e ricorda soltanto il proprio nome (un chiaro riferimento a quanto accadde a Neptune nel primissimo episodio della serie). Per evitare che la storia venga irreparabilmente danneggiata, innescando di conseguenza la fine di Gamindustri, Histoire incarica IF e Hatsumi Sega (se pensate che il nome sia alquanto equivoco, il soprannome "Segami" lo è persino di più) di ricostruire il continuum temporale ed annientare il Time Eater. Senza perder tempo prezioso, IF e la new entry salgono sulla fidata moto dell'avventuriera, ora dotata di un dispositivo che permette il viaggio nel tempo, e partono alla volta delle quattro diverse epoche precedenti: la classica Era Mega Drive, dominata dalla dea Plutia, la medievale Era Sega Saturn, regnata da Neptune, l'industriale Era Game Gear, governata da Nepgear, e la moderna Era Dreamcast, amministrata da Uzume Tennouboshi.
A livello narrativo, il gioco non risulta particolarmente innovativo, specie se paragonato al recente Megadimension Neptunia VII, ma di certo rappresenta un notevole passo in avanti rispetto ai precedenti spin-off (soprattutto il deludente e banale MegaTagmension Blanc + Neptune VS Zombies che abbiamo analizzato giusto qualche mese fa). La storia alterna come di consueto rari momenti drammatici a ricorrenti gag quasi demenziali, rotture della quarta parete da parte della sempre gioiosa Neptune (che arriverà addirittura a lamentarsi col pubblico dell'elevato numero di spin-off ad oggi rilasciati, difatti superiori per numero ai capitoli principali della saga), e momenti di puro fanservice che tanto piacciono ai fan del franchise nipponico. Un po' come accadeva con l'indimenticato Chrono Trigger, la campagna principale non è assolutamente lineare, e può chiudersi prematuramente con l'eliminazione del boss finale, al quale i giocatori potranno accedere già dopo qualche ora di gioco. Il titolo prevede infatti che il giocatore viaggi attraverso quattro epoche, innescando di volta in volta nuovi eventi e completando missioni all'apparenza "mancabili". Ciascuna missione avrà un counter, il quale diminuirà ogni volta che il giocatore porterà a termine un incarico: di conseguenza, spesso capiterà di dover scegliere se completare una missione o l'altra, perdendo apparentemente gli incarichi non selezionati; per ogni missione "persa", il Time Eater, main villain dell'avventura, guadagnerà un bonus traducibile in statistiche, abilità o quant'altro.

Una volta esaurite le missioni disponibili nelle varie epoche, gli utenti dovranno necessariamente fare i conti con la creatura, e in caso di premuta sconfitta non incapperanno in un brusco Game Over, ma avranno la possibilità di riavvolgere il tempo senza che questo comporti alcuna penalità. Attraverso questo espediente chiamato "Repeat", i giocatori conserveranno i propri livelli, l'equipaggiamento, l'inventario e la percentuale di completamento delle missioni, e potranno inoltre affrontare le missioni mancate in precedenza, riducendo difatti la potenza del boss finale. Il numero di missioni completate al momento della sconfitta del Time Eater determinerà il finale sbloccato fra i tre ottenibili (bad ending, normal ending e true ending). A ragion veduta, la longevità del gioco risulta alquanto variabile, ma in nessun caso vi porterà via meno di 20 ore almeno, soprattutto se leggerete attentamente ogni singola riga dei prolissi dialoghi che caratterizzano il brand.

Una formula vincente

In termini di gameplay, Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls ripesca il battle system dei recenti capitoli regolari della serie, seppur con alcune modifiche grossomodo riuscite. Gli scontri coinvolgeranno un massimo di quattro donzelle per volta, il cui turno d'azione sarà principalmente stabilito da una novità chiamata Action Gauge (AG): posta sul lato destro dello schermo, questa barra si riempirà spostando il personaggio, eseguendo attacchi, utilizzando skill o anche solo consumando oggetti. Più sarà alto il numero di azioni eseguite durante il proprio turno, maggiore sarà il tempo richiesto affinché il personaggio possa godere di un altro turno; di conseguenza, chiudere il turno con due o tre attacchi al massimo farà sì che il turno successivo arrivi addirittura prima di quello dei nemici. Oltre a skill e combo fisiche, i personaggi potranno servirsi di speciali attacchi caricati che infliggeranno un'eccezionale quantitativo di danni, ma non senza pagarne il giusto scotto: dopo aver fatto ricorso ad un attacco caricato, il turno successivo del personaggio utilizzato finirà direttamente in fondo alla coda di attacco.

Per la prima volta nella storia della saga, durante gli scontri sarà possibile saltare al fine di raggiungere delle icone fluttuanti a forma di cuore o di lacrima, le quali ripristineranno HP o SP al personaggio controllato in quel turno; una terza icona, a forma di stella, aumenterà il livello della barra chiamata "Fever Gauge" o, qualora fosse già piena, ne innescherà l'attivazione. Riempibile attraverso l'uso di rapide combo ai danni dei nemici, la Fever Gauge, una volta attiva, alzerà le statistiche del party del 10%, consentirà l'utilizzo delle devastanti tecniche EXE Drive e permetterà alle eroine di godere di un certo numero di turni gratuiti, durante i quali i mostri potranno solo subire la loro furia. Interessanti sulla carta e divertenti all'atto pratico, queste novità influenzano negativamente la difficoltà generale del gioco: fatta eccezione per le (rare) boss battle, il livello di difficoltà di Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls è infatti tarato verso il basso, anche grazie ad un'intelligenza artificiale dei nemici non proprio esemplare (tanto per cambiare). Direttamente dai capitoli visti su PlayStation 3 torna il cosiddetto "Lily Rank", vale a dire il legame instaurato fra i personaggi del party: più sarà alto i Lily Rank formato fra due eroine, maggiore sarà la possibilità di scatenare attacchi combinati durante la lotta. Le novità più genuine vanno ricercate al di fuori della battaglia, come ad esempio la possibilità di scalare piante rampicanti o utilizzare apposite funi per oltrepassare crepacci. Come se non bastasse, finalmente le nostre eroine preferite potranno attraversare i dungeon correndo ed effettuando addirittura energici salti con rincorsa, fondamentali per raggiungere alture, oggetti fluttuanti oppure ancora per oltrepassare spaccature nel terreno. Ciascuno dei dieci personaggi controllabili avrà accesso ad una manciata di classi perlopiù uniche, ognuna delle quali influenzerà le statistiche delle varie eroine e darà accesso a skill nuove ad ogni level up. Al pari del livello base di ciascun personaggio, anche le classi saliranno di livello grazie all'esperienza ottenuta dopo gli scontri e ogni level up ripristinerà completamente la barra della salute. Per quanto strano, gli SP delle combattenti non si ripristineranno mai: sarà possibile aumentarli attraverso l'uso di oggetti curativi, sfruttando le suddette icone a forma di stella o, più semplicemente, portando a segno le combo offensive.

Il punto debole della produzione è ancora una volta rappresentato dal comparto tecnico, poco curato e perlopiù votato al riciclo. Fatta eccezione per qualche rara novità, dungeon, artwork dei personaggi e modelli poligonali dei mostri provengono dagli altri giochi usciti su PS3 e PS Vita, presentandosi mediamente scadenti. Persino i modelli poligonali di Neptune e Plutia risultano immutati rispetto al precedente episodio, mentre un lieve miglioramento è stato apportato a quello di IF, il quale risulterà più nitido anche ad un occhio inesperto. In generale, la colonna sonora del gioco svolge il suo dovere, anche grazie ai vivaci brani già proposti nei vari capitoli della serie e apprezzati dai fan del franchise; come ogni nuovo episodio, Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls presenta una manciata di tracce nuove, ma solo i giocatori più fedeli a Gamindustri riusciranno a distinguerle da quelle riciclate. Lo spin-off presenta infine i consueti doppiaggi in lingua inglese e giapponese, rispettivamente discreto e strepitoso (è impossibile non apprezzare l'interpretazione che la sempre fantastica Kana Hanazawa ha donato a Plutia), mentre l'accurata traduzione dei testi è unicamente nell'idioma anglofono.

Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls Diversamente da tutti gli altri spin-off della saga, sviluppati perlopiù da Tamsoft Corporation, Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls porta la firma dei ragazzi di Felistella, e la differenza si sente. Un gameplay rodato e intelligenti espedienti narrativi ne fanno un must per qualunque fan di Neptune e seguito, nonché un valido JRPG per gli amanti del genere ludico. Se deciderete di esplorarlo nella sua totalità, il titolo saprà tenervi incollati allo schermo per oltre 50 ore, divertendovi con buffe gag e situazioni impossibili che da sempre caratterizzano il brand.

7

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