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Recensione Supreme Commander 2

La guerra totale di Chris Taylor torna a farsi sentire

Versione analizzata: PC
recensione Supreme Commander 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc

L’anno corrente si presenta come uno dei più proficui per il panorama degli RTS, grazie anche al rilascio del seguito di una pietra miliare del genere, Starcraft 2, ad un Napoleon che ha ricevuto critiche più che positive, ed all'arrivo di Command & Conquer 4, anch’esso attesissimo.
Tra questi capisaldi si fa spazio anche Supreme Commander 2, sviluppato da Gas Powered Games (team capeggiato da Chris Taylor), seguito di uno dei titoli più apprezzati degli ultimi anni. Il nuovo capitolo non si discosta più di tanto dal predecessore ma, grazie anche all’esperienza accumulata dai suoi sviluppatori in produzioni del genere (Demigod ne è un chiaro esempio), cerca di raggiungere un compromesso tra bilanciamento e fruibilità (il primo SC era sì un ottimo titolo, ma non proprio adatto a tutti).
Come dimenticare poi l’inserimento di Square Enix nella filiera produttiva, che oltre a pubblicare il titolo ha collaborato nella creazione e nello sviluppo della trama narrata negli eventi di gioco.
Una squadra quindi di tutto rispetto, come di tutto rispetto è il prodotto finale, che andremo ora ad analizzare.

Nel ruolo del comandante

SC2 si colloca 25 anni dopo gli eventi narrati dall’espansione Forged Alliance: dopo tanti anni di pace, le tre fazioni dominanti si ritroveranno di nuovo in guerra, e la causa scatenante sarà l’assassinio del nuovo Presidente della coalizione di difesa coloniale.
La campagna single-player si dividerà quindi in sei missioni per ognuna delle tre forze disponibili, ovvero gli UEF, i Cibriani e gli Illuminati. Gli utenti vestiranno i panni di 3 diversi UCC, grandi Mech guidati da tre diversi personaggi per ognuna delle fazioni disponibili, che presto diventeranno i principali protagonisti della nuova guerra.
Sotto questo punto di vista la collaborazione con Square Enix si fa sentire, dal momento che rende la trama di SC2 più articolata e profonda rispetto alla media nel campo degli RTS, donando ad ogni comandante un background che si arricchisce ad ogni missione. Il concatenarsi di eventi non potrà far altro che sorprendere piacevolmente chi vorrà goderne appieno, rendendo il titolo, anche sotto questo punto di vista, godibile e con diversi colpi di scena.
C’è da puntualizzare che non si tratta però di una rivoluzione, anche perché la natura stessa di ogni strategico mostra i suoi punti di forza una volta scesi sul campo di battaglia, ma semplicemente di uno sviluppo degli eventi di stampo più orientale, più caratterizzato del solito e quindi “diverso” dalla maggior parte della concorrenza.
In conclusione possiamo affermare che SC2 offre una trama più interessante sia del suo predecessore, sia rispetto a quanto altri titoli del genere ci hanno abituato, riuscendo comunque a mostrare la sua parte migliore una volta preso il comando del nostro UCC.

Divertente sin da subito

SC2 offre un gameplay molto intuitivo, che si rivela sin da subito maggiormente incentrato sulla tattica e sugli scontri in campo aperto, grazie anche al sistema di risorse che prevede l’estrazione e l’accumulo di soli due elementi, Massa ed Energia.
Gli ingegneri saranno le unità in grado di costruire edifici ed estrattori di massa ed energia, coadiuvati all’occorrenza anche dal nostro UCC, che potrà godere di una velocità maggiore di realizzazione delle strutture ma il cui ruolo di “operaio” sarà presto troppo riduttivo e, a volte, pericoloso.
Le missioni della campagna single-player metteranno poi subito il giocatore davanti ad una delle peculiarità di questa modalità, ovvero l’essere votata all’azione ed alla guerra sin dalle prime battute di gioco.
I nemici non ci daranno infatti molto tempo per pensare, e organizzare al meglio risorse e unità diventerà ben presto fondamentale, soprattutto quando saremo costretti a difendere una posizione, piuttosto che conquistarla.
Anche per questo i ragazzi di Gas Powered Games hanno sapientemente cercato di eliminare le restrizioni in termini di costruzioni delle varie unità di combattimento, rendendo disponibili sin da subito tutta una serie di strumenti di morte adatti ad ogni evenienza, che si tratti di combattimenti terrestri, navali od aerei, o magari una combinazione dei tre.
Le enormi mappe presenti nel primo SC sono state visibilmente ridotte, permettendo un’azione più immediata, ma forse rendendo il titolo più vicino allo standard del genere.
Va comunque sottolineato come le stesse mappe siano comunque di dimensioni notevoli rispetto alla media, ma mentre qualcuno non potrà che apprezzare la riduzione dei tempi morti, altri potrebbero invece sentire la mancanza di ampi spazi di manovra.
Intatto è invece il senso di guerra totale che il titolo riesce comunque ad offrire: le unità in combattimento raggiungeranno infatti ben presto un numero molto elevato, rendendo l’utilizzo del famoso zoom strategico, tanto immediato quanto utile, di fondamentale importanza, soprattutto quando gli scontri saranno divisi in parti diverse della mappa.
Tale zoom ci permetterà infatti di allargare la visuale fino a poter controllare l’intera area di gioco e il posizionamento delle nostre unità, visualizzando le zone di battaglia e tenendo sott’occhio i movimenti del nemico, permettendoci così, con un singolo movimento della rotella del mouse, di avere a disposizione la situazione generale della missione.
Con lo svilupparsi degli eventi gli obiettivi a cui andremo incontro cambieranno progressivamente, adattandosi anche alla tecnologia ed ai punti di forza di ognuna delle tre fazioni, anche se in conclusione non è presente nessun tipo di innovazione rispetto a quello a cui tutti gli amanti degli strategici sono abituati. Dei tre livelli di difficoltà proposti (facile, normale e difficile) i primi due si sono mostrati sin troppo semplici nel lungo termine, adatti sicuramente ad un pubblico meno esperto e forse tarati anche in previsione del rilascio per console (Xbox 360) del titolo, mentre l’ultimo si è rivelato all’altezza della situazione, mostrando un’IA nemica ostica al punto giusto, ma mai frustrante.
La campagna promette un ottimo numero di ore di gioco, che va ad aumentare ovviamente anche in base alla difficoltà scelta, rendendo SC2 un titolo assolutamente divertente da giocare, adrenalinico al punto giusto e che riesce a donare sensazioni forti, soprattutto a livello tattico, rendendo il completamento di ogni missione una vera e propria soddisfazione.
Sarà presente inoltre la modalità schermaglia, configurabile con tutta una serie di parametri diversi, che non potrà che giovare alla longevità globale del titolo e offrirà un approccio meno immediato alla battaglia.

Ricerca e Sperimentazione

Addentrandoci più in profondità nell’analisi delle meccaniche di gioco, possiamo affermare di come SC2 faccia della ricerca lo spartiacque tra la vittoria e la sconfitta.
Sin da subito saremo infatti in grado di costruire stazioni per lo sviluppo e la ricerca tecnologica, che ci permetteranno di accumulare, nel tempo, punti che potremo poi spendere in un sistema di sviluppo ramificato, diviso in 4 diverse aree: terra, aeree, navali o per il nostro UCC.
Maggiore sarà il numero di stazioni costruite, più velocemente avremo punti da spendere, i quali potranno altresì essere guadagnati conquistando o distruggendo determinati oggetti durante le missioni, o semplicemente completando alcuni degli obiettivi che ci verranno assegnati, siano essi facoltativi o fondamentali per la buona riuscita della missione.
I vari potenziamenti di cui potremo usufruire grazie a questo sistema sono molteplici: dal potenziamento immediato delle nostre unità (anche e sopratutto quelle già costruite e magari nel pieno di uno scontro) ,come ad esempio un semplice aumento del danno, fino alla costruzione di un cannone antiaereo su di un carro armato, non dimenticando ovviamente la ricerca di unità di battaglia più potenti o adatte a particolari situazioni. Potenziando invece le strutture potremo diminuirne i consumi od aumentarne le difese.
Interessante infine lo sviluppo che questo sistema riesce a donare anche al nostro UCC: scegliendo infatti di focalizzarci sul suo potenziamento potremo renderlo una vera e propria macchina da guerra, con tutta una serie di migliorie che spaziano dal danno procurato, alla maggiore resistenza, passando perfino per una immensa esplosione nel caso fosse distrutto.
Tutti questi “upgrade” renderanno il nostro Mech utile anche negli scontri più impegnativi, togliendogli definitivamente l’etichetta di “operaio mobile” e rendendolo quanto mai temibile, e utile, nelle zone calde della mappa.
Ma il sistema di ricerca trova nelle unità cosiddette “sperimentali” il suo vero punto di forza.
Già dal nome si evince di come queste unità siano tutt’altro che normali, e ne avremo a disposizione un buon numero, da quelle meno potenti a quelle letali, per finire con alcune prettamente di supporto.
Anche qui la varietà è assicurata: mentre i primi sperimentali saranno certamente utili, ma non certo fondamentali, andando avanti nel gioco ci renderemo presto conto di come i più potenti, sapientemente posizionati nella parte finale dei rami di sviluppo per renderne la costruzione sufficientemente impegnativa, potranno da soli sbaragliare le linee nemiche, permettendo al resto delle nostre unità un lavoro più semplice e immediato.
La creazione di questi gioielli di tecnologia potrà donare soddisfazioni sin dalla loro comparsa sulla mappa di gioco, grazie anche alla loro maestosità e al loro aspetto intimidatorio: vedere il Cybranasaurus Rex in azione, un enorme mostro di ferro dalle sembianze del più temibile dei dinosauri, è uno spettacolo che pochi altri titoli possono offrire, e non è il solo: altri infatti saranno i colossi disponibili, ognuno con i suoi punti di forza e ognuno con la possibilità di essere mandato in guerra ancor prima che sia completato al 100%, con le dovute penalità, ma di fondamentale importanza se la situazione si fa critica.
Insomma un sistema vario e ben strutturato, che permette molteplici sviluppi diversi, donando al titolo una buona varietà di interpretazione degli scontri e permettendo al giocatore di cambiare le sorti di una battaglia grazie all’imprevedibilità che questa vasta gamma di scelte può offrire.

Multiplayer

La modalità multigiocatore di Supreme Commander 2 prevederà tre tipi diversi di gioco: Assassinio richiederà l’uccisione dell’UCC avversario, Supremazia la distruzione della base nemica e infine Guerra Totale lascerà i giocatori scontrarsi senza particolari obiettivi o tempi da rispettare.
Le mappe di gioco disponibili saranno ben 21, da affrontare fino ad un massimo di 8 giocatori, con tutta una serie di parametri che permetteranno di rendere l’esperienza di gioco il più vicina possibile alle proprie esigenze.

Alti e Bassi

Tecnicamente parlando SC2 non offre quel grande salto di qualità che qualcuno aveva auspicato.
Le differenze con il primo titolo della serie ci sono, ma risultano il più delle volte come piccoli accorgimenti e portano con se leggere imperfezioni, che non possono renderlo, sotto questo punto di vista, all’altezza di altre produzioni recenti.
Restano comunque buoni gli effetti particellari e di luce che gli scontri più accesi riescono a donare, ma avvicinando lo zoom al terreno si notano ancora imperfezioni, non tanto nella complessità dei modelli poligonali, anch’essi comunque non certo eccezionali, ma evidenti nella cura delle varie texture di gioco e nella realizzazione di alcune ambientazioni (forse questo è dovuto anche al contemporaneo sviluppo per Xbox 360).
La resa globale risulta comunque discreta, anche perché difficilmente ci troveremo ad usare la visuale ravvicinata per lunghi tratti, e il sistema di gioco adrenalinico e immediato riuscirà presto a nascondere queste piccole imperfezioni.
A giovare di tutto questo saranno soprattutto i possessori di PC non proprio di ultima generazione: il motore di gioco risulta infatti essere molto leggero e scalabile, rivelandosi stabile e fluido nella maggior parte delle situazioni, anche negli scontri con decine e decine di unità a video.
Il comparto audio risulta invece di buona fattura, con effetti sonori ben riprodotti e accompagnamenti musicali sempre adeguati, così come buono risulta il doppiaggio in inglese, sempre accompagnato da sottotitoli in italiano.

Supreme Commander 2 Supreme Commander 2 si presenta come un RTS godibile e divertente, con una trama più accattivante rispetto allo standard a cui tutti gli amanti degli strategici sono abituati, e una serie di migliorie e aggiustamenti che lo rendono tra i migliori titoli del genere attualmente disponibili. Sebbene il prodotto finale non porti grandi novità nel panorama odierno, risulta comunque dannatamente divertente e immediato, e soprattutto fruibile anche dai meno appassionati del genere, che potrebbero restarne piacevolmente sorpresi. Altalenante invece il comparto tecnico, che offre poco più del suo predecessore e mostra qualche pecca di troppo, ma lo rende però giocabile anche a chi non possiede un PC di ultima generazione, grazie all’ottima scalabilità del motore grafico. In attesa del ritorno di Starcraft, Supreme Commander 2 potrebbe essere un’ottimo palliativo per la maggior parte dei videogiocatori.

8

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