Recensione Sword Art Online Re: Hollow Fragment

Dopo aver riscosso un buon successo su PlayStation Vita, il titolo targato Bandai Namco debutta su PlayStation 4 con una riedizione curatissima.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Sword Art Online Re: Hollow Fragment
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Oramai è passato un anno da quando, quasi a sorpresa, Namco Bandai portò sugli schermi della portatile Sony la versione rivista e potenziata delle avventure di Kirito e compagni. La riedizione di Sword Art Online: Infinity Moment, ribattezzata per l'occasione Re: Hollow Fragment, già recensita su queste pagine, consentiva ai molti fan della prima ora delle light novel firmate da Reki Kawahara, degli anime e dei manga di esplorare, attraverso una peculiare interconnessione, non solo le vicende dell'episodio PSP, ma anche una sezione tutta nuova del VRMMORPG maledetto introdotta per l'occasione e conosciuta come "The Hollow Area". Insomma, una integrazione/espansione del gioco originale che potrebbe di primo acchito gettare in confusione chi, pur non avendo il background necessario per poter apprezzare appieno tutti i riferimenti, desidera comunque godere di un action J-RPG su PS4 a prezzo budget. Genere che ultimamente sulla console casalinga Sony stenta a trovare esponenti di peso. L'universo narrativo di Sword Art Online nel suo complesso, infatti, non può certo definirsi lineare (o molto profondo, a dirla tutta), complice anche il buon grado di libertà con cui gli sviluppatori hanno imbastito una sceneggiatura, almeno dal punto di vista videoludico, facile alle divagazioni. Probabilmente, per estendere la longevità del brand e non cadere in buchi narrativi o altri ameni paradossi legati al filone principale. Per evitare inutili lungaggini riguardo alle differenze fra anime, light novel e videogiochi, saltiamo a pié pari l'annosa diatriba e passiamo ad analizzare cosa cambia in questa ennesima riedizione rivista e corretta.

Cosa succede dopo

L'incipit, probabilmente, avrà lasciato più di qualche interrogativo a chi non ha mai avuto a che fare con Kirito ed il mondo "falsamente persistente" di Sword Art Online. Le vicende, per sommi capi, sono le seguenti. Kirito, il protagonista, è un assiduo giocatore di un Virtual Reality Massively Multiplayer Online Role-Playing Game chiamato, appunto, Sword Art Online. Per giocare a questo MMORPG, ai videogiocatori non servono più mouse e tastiera. Essi sono collegati al gioco tramite impianti neurali che interagiscono profondamente a livello di corteccia cerebrale stimolando le sinapsi. Chi non vorrebbe possedere un aggeggio del genere per passare le nottate a scorrazzare con la propria gilda in World of Warcraft o Guild Wars? Eppure, quell'allegro e innocuo passatempo si tramuta ben presto in un incubo per Kirito e per altri 10.000 ragazzi come lui, intrappolati all'interno del mondo di gioco. In buona sostanza, se compare la scritta Game Over o se si viene sconnessi a causa di un intervento esterno, il giocatore muore davvero. L'unico modo per "liberarsi" è quello di giungere al centesimo livello e sconfiggere il sadico creatore del gioco. Qui la via videoludica prende una direzione diversa rispetto agli altri media. Kirito infatti, pur riuscendo ad uscire vincitore dallo scontro col titanico boss "Skull Reaper", si ritrova ancora intrappolato all'interno di Aincrad. Re: Hollow Fragment parte proprio da qui,narrando la scalata di Kirito e compagni verso l'end game, a partire dal fatidico livello 75.

Nessun inizio soft

Veniamo gettati immediatamente nella mischia, non come novellini, ma con un personaggio di livello già elevato. Kirito è un eroe fatto e finito, per dirla fuori dai denti. E, incomprensibilmente, fascinoso oggetto del desiderio di molte gamer appartenenti al gentil sesso. Questo espediente permette moltissime divagazioni da sim date che allungano ulteriormente un brodo già abbastanza appesantito dai molti dialoghi faceti in pieno stile visual novel che supportano le gesta dell'eroe.

Sotto questo punto di vista, i fan non avranno problemi a trovare il giusto feeling col titolo, mentre i neofiti dovranno sopportare un periodo di iniziale spaesamento, dati i molti ed insistenti riferimenti a personaggi nonché a vicende pregresse, date sin troppo per scontate e condite da quell'immancabile spolverata di fan service che copre come una coltre quasi ogni aspetto del titolo. Per ciò che concerne il gameplay ed il combat system, questi non cambiano di una virgola rispetto all'ibridazione già proposta in ambito portatile. Le due zone, quella dell'episodio originale e la nuova Hollow Area, possono essere affrontate autonomamente. SAO Re: Hollow Fragment, poi, mantiene inalterata la strutturazione tipica dei MMORPG, enfatizzando l'interazione e l'elemento social, imbellettandolo con un ampio roster di comprimari e giapponesissime frivolezze, come le relazioni interpersonali cui facevamo cenno poc'anzi. Queste, se adeguatamente coltivate, incrementeranno il legame tra i personaggi consentendo di sbloccare nuovi attacchi, bonus ed altre abilità. L'avventura, poi, si stratifica attraverso quest, safe zone (fondamentalmente, la città social Arc Sophia) e NPC. Il combat system invece è il risultato di una commistione abbastanza riuscita. Pur implementando alcune caratteristiche dei titoli online, come il cooldown delle abilità ed uno skill tree davvero ampio e ricco, rimane prettamente action, alla maniera orientale, frenetico e poco tecnico con pattern d'attacco individuali veloci, ma alla lunga davvero ripetitivi. Ciò, comunque non è necessariamente un male, dato che consente al giocatore di concentrarsi sulla coordinazione col compagno controllato dall'IA e sugli attacchi combinati (che lo stesso partner di volta in volta suggerirà), per un combattimento più efficiente e ricco di bonus. La differenza - non da poco - è che in questa edizione è finalmente presente la componente online, peraltro implementata discretamente bene. Strano a dirsi ma, pur scimmiottando un RPG massivo, la versione portatile non prevedeva questa feature. Ora, se non altro, possiamo affrontare parte dell'avventura con altre persone non solo in carne ed ossa, ma anche "pensanti".

Mi prendi per il porting

Per Kirito e compagni, comunque, non è tutto oro ciò che luccica. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che questa "nuova" versione è pur sempre un semplice porting e, come tale, si porta dietro - quasi - tutte le spigolature rilevate nella controparte portatile, a partire da un comparto tecnico non esattamente esaltante ed un frame rate ballerino che, principalmente durante le passeggiate per Arc Sophia, fa gridare allo scandalo. La qualità delle texture e dei modelli poligonali rimane esattamente la stessa, quindi il salto su un hardware maggiormente performante non ha portato alcun beneficio di rilievo. Forse solo la velocità d'azione nel corso degli scontri si è fatta leggermente più fluida rispetto a quanto ricordavamo sul brillante schermo di PS Vita.

Resta comunque il fatto che questa risalta su un level design decisamente scarso, con ambienti piatti, poveri di dettagli indimenticabili ed il mordente necessario per essere ricordato a lungo. Invece di concentrarsi maggiormente a limare le spigolature legate agli aspetti stilistici, gli sviluppatori hanno preferito (da un certo punto di vista, a ragione) metter una pezza all'orribile traduzione in lingua inglese che aveva funestato la versione portatile. Ora i discorsi hanno un senso compiuto, non tanto per la - comunque scarsa e superficiale - qualità dei contenuti, quanto dal punto di vista dei costrutti grammaticali, più chiari e semplici da leggere.

Sword Art Online Re: Hollow Fragment Kirito e compagni non riescono a mostrare i muscoli nemmeno sul nuovo hardware di riferimento. L'upgrade è quasi impercettibile e si concentra, essenzialmente, su due aspetti tecnici, tralasciandone invece molti altri e traslando l'opera su PS4 secondo la semplice filosofia del "così com'è". Le due integrazioni, comunque, risultavano assolutamente necessarie. L'introduzione del comparto online finalmente dà un senso ad un'esperienza di gioco che vuole fare il verso a quella offerta dai molti MMORPG in circolazione. Al contempo, una migliore traduzione in lingua inglese permette di godersi finalmente dei dialoghi (certo, poco profondi e sopra le righe, ma finalmente) comprensibili. Rimane comunque il fatto che il prodotto sembra destinato ad una ristretta cerchia di utenti, ovvero coloro che, già fan di anime e manga, possiedono il doveroso background per capire ed apprezzare ogni singolo riferimento del titolo. Chi invece non conosce la serie farà davvero fatica ad ambientarsi e potrebbe alzare bandiera bianca dopo qualche ora di gioco. Ciononostante, perseverando e dotandosi della dovuta dose di (santa) pazienza, Sword Art Online Re: Hollow Fragment si dimostra comunque un prodotto curato e discretamente riuscito nel suo voler ibridare diversi generi. Il prezzo molto competitivo per questa nuova versione, poi, si dimostra un valore aggiunto per chi soffrisse della sindrome da carenza di J-RPG e volesse comunque conoscere cosa si cela dopo il livello 75.

7.0

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