Recensione Tales of Monkey Island

Il ritorno di Tales of Monkey Island

Versione analizzata: PC
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
  • Ps3
  • iPad
  • Pc

Sin dal giorno in cui fu annunciato, Tales of Monkey Island portò con sé tante aspettative quanti erano i dubbi legati ad una riproposizione di un gioco che dal 1990, anno di uscita del primo, indimenticabile, capitolo della saga, ha spopolato divenendo simbolo di un genere che ormai, al giorno d’oggi, ha perso molto del suo fascino.
Ma che LucasArts volesse fare le cose per bene si era intuito sin dalla scelta degli sviluppatori, ricaduta sui ragazzi di Telltale, già ottimi nella loro ultima riproposizione di Sam & Max, altro gioiello di casa LucasArts.
Successivamente lo stesso Ron Gilbert, mente storica dei primi due Monkey Island, annunciò la sua -seppur minima- collaborazione con Telltale nello sviluppo del gioco, e questo non fece che aumentare le aspettative e le speranze che si venivano a creare intorno a questo titolo.
Finalmente lo scorso sette Luglio ill primo capitolo di Tales of Monkey Island ha visto la luce, permettendoci, finalmente, di toccare con mano quanto di buono i ragazzi di Telltale sono riusciti a creare avendo tra le mani un brand così importante.

Il Ritorno del Temibile Pirata

Tales of Monkey Island sarà composto da cinque diversi capitoli, tutti legati tra loro a livello di trama, che usciranno con cadenza mensile e che prevedono, almeno inizialmente, la presenza della sola lingua inglese, sia a livello di doppiaggio che per quanto riguarda i sottotitoli.
Questo primo capitolo, denominato “Chapter 1: Launch of The Screaming Narwhal”, ci vede subito nei panni del buon Guybrush Threepwood, temibile pirata, costretto a salvare ancora una volta la sua bella mogliettina, Elaine, dalle grinfie del Pirata Fantasma LeChuck.
Va detto subito che, a detta degli stessi sviluppatori, non ci troviamo di fronte ad un Monkey Island 5, ma bensì dopo questo ipotetico e ancora mai sviluppato capitolo.
I primi minuti di gioco ci fanno infatti capire come Guybrush sia appena tornato da una mirabolante avventura per creare una spada magica, che unita alla rarissima radice di birra, sarà in grado di sconfiggere, una volta per tutte, il malvagio LeChuck.
Il pirata fantasma ha appena rapito Elaine, e Guybrush si prepara ad assaltare la sua nave, forte della sua nuova arma magica, per salvare la sua bella mogliettina e mettere fine alle scorribande di LeChuck.
Ma per “una serie di sfortunati eventi” il piano di Guybrush non andrà esattamente come aveva sperato, e il nostro temibile pirata si troverà steso sulla spiaggia di Flotsam Island, con la mano sinistra di un verde pallido e che sembra avere assunto una propria personalità.

Monkey Island is back!

Sin dai primi momenti di gioco si può notare come il classico sistema punta e clicca sia stato abbandonato a discapito di un utilizzo del mouse leggermente più articolato.
Muovere Guybrush nelle prime battute del gioco non sarà cosa immediato, ma passando all’utilizzo dei tasti direzionale della nostra testiera le cose migliorano, e non di poco.
Per il resto l’interazione con l’ambiente è quanto di più semplice possibile: tutto il compito sarà infatti affidato al tasto sinistro del mouse.
Niente più esamina, raccogli, apri, spingi e così via, bensì basterà cliccare su di un oggetto e ne partirà una descrizione fatta dal nostro personaggio, e se poi tale oggetto dovesse essere ritenuto interessante dallo stesso Guybrush sarà raccolto automaticamente.
L’unica eccezione a questa regola si trova nel nostro zaino, al quale potremo accedere in diverse maniere, sia con l’uso del mouse (tasto centrale), che da tastiera (tasto i) o semplicemente spostando il cursore all’estrema destra dello schermo.
Da qui potremo sia esaminare meglio gli oggetti raccolti tramite un icona a forma di lente di ingrandimento, sia combinare due oggetti quando la situazione lo riterrà opportuno.
Per quanto riguarda gli enigmi il gioco si presenta come una discreta sfida per il giocatore medio, mentre i divoratori di avventure grafiche vecchio stampo li troveranno, per la maggior parte, abbastanza semplici, ma comunque mai banali e soprattutto in pieno stile Monkey Island.
Molte sono infatti le cose che permettono al titolo Telltale di dare una graditissima sensazione di deja-vù: a partire dai personaggi principali, che sono quanto mai in linea con quelli a cui eravamo piacevolmente abituati nei primi due Monkey Island, passando poi per i caratteristici personaggi che incontreremo su Flotsam Island, compresa una presenza che sembra non abbandonare mai Guybrush, e i susseguenti dialoghi che ne scaturiranno, per finire con le ambientazioni di gioco.
Basti solo pensare che ritornerà la mitica mappa aerea sulla quale spostarci nei vari punti chiave dell’isola da noi scoperti.
A livello di longevità il capitolo si assesta intorno alle quattro ore di gioco, facendo le cose con calma.
A prima vista possono sembrare poche, ma considerando che il gioco sarà diviso in cinque diversi episodi, se il livello di sfida rimarrà lo stesso il prodotto finale dovrebbe poter assicurare circa venti ore di gameplay, non male per gli standar attuali.
Insomma Monkey Island sembra essere finalmente tornato in tutto il suo splendore, e questo primo capitolo della nuova avventura non fa altro che confermare la bontà della produzione Telltale e la rinnovata voglia di LucasArts di riportare in auge un titolo che ha fatto la storia dei Videogames.

Un mondo caraibico

A livello tecnico Tales of Monkey Island si assesta su una discreta qualità.
Sicuramente lo stile cartoon-esco aiuta a mascherare quelle che sono le lacune del motore grafico, ma la resa finale, trattandosi di avventura grafica, è più che soddisfacente e soprattutto in stile con le vecchie produzioni LucasArts.
Ottimo invece il lavoro svolto sulle varie espressioni facciali dei personaggi che andremo ad incontrare, comprese sicuramente quelle del nostro caro Guybrush.
Anche a livello di specifiche hardware il titolo è abbastanza leggero, permettendogli così di girare discretamente anche su macchine non proprio recenti.
Unica leggera pecca è la gestione, completamente automatica, della telecamera, che a volte segue angolazioni non proprio ottimali per la completa visualizzazione dell’ambiente che ci circonda; in ogni caso, niente che possa compromettere l’esperienza di gioco.
Di ottimo livello il comparto sonoro, sia per la realizzazione di musiche ed effetti, sia per quanto riguarda il doppiaggio, ovviamente in inglese, dei personaggi, mai banale e sempre in tema con le situazioni e la comicità che ne deriva.
Insomma un titolo assolutamente da provare, e in tal senso segnaliamo anche la presenza di una demo sul sito ufficiale del gioco, per chi ancora fosse indeciso sull’acquisto.

Tales of Monkey Island: Launch of the Screaming Narwhal Questo primo capitolo di Tales of Monkey Island ci ha piacevolmente sorpresi. Guybrush Threepwood è tornato in grande spolvero, permettendo agli affezionati del genere di respirare di nuovo l’aria di Monkey Island in linea con gli eventi e le situazioni a cui erano abituati nei primi due episodi della saga, sperando che la bontà presente in questo primo capitolo rimarrà poi intatta anche nei prossimi. Uniche note negative un sistema di controllo non proprio azzeccato e la solo presenza della lingua inglese, che potrà purtroppo fare da deterrente per coloro i quali non fanno dell’idioma britannico un loro punto di forza. Per tutti i nostalgici di Monkey Island questo è un titolo da provare subito, mentre per tutti coloro che si avvicinano a questo genere di giochi per la prima volta, consigliamo di provare prima la demo presente sul sito ufficiale.

7.2

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