Recensione Tales of Xillia 2

La serie RPG Bandai Namco torna con uno dei suoi migliori capitoli

Tales of Xillia 2

Videorecensione
Tales of Xillia 2
Articolo a cura di
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  • Ps3
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Dopo l'estenuante attesa patita dai giocatori europei per vedere anche sulle proprie console il primo episodio della serie, Tales of Xillia 2 ritorna su PlayStation 3, ad un solo anno di distanza dal suo predecessore. Per i fan della saga questo rinnovato allineamento alle 'tempistiche' giapponesi non può che rivelarsi una manna dal cielo: oltre alla riproposizione in tempi decisamente più accettabili di uno dei J-RPG più brillanti degli ultimi anni, ai puristi non sfuggirà l'immediato gancio narrativo che la distanza tra le due release ha permesso agli sviluppatori. Le vicende raccontate in questo nuovo episodio della saga cominciano infatti esattamente ad un anno di distanza dalla conclusione di quelle del predecessore: lo Scisma che divideva i mondi di Rieze Maxia e Elympios è stato distrutto ed ora i loro cittadini possono muoversi liberamente tra di essi; le differenze culturali e relative al progresso tecnologico tra le due nazioni, però, non tarderanno ad affiorare, e quella che avrebbe potuto rivelarsi una proficua e pacifica collaborazione si troverà continuamente messa a rischio da gruppi terroristici impegnati a sostenere l'indipendenza della propria nazione a suon di attentati. All'interno di un così instabile setting prenderemo i comandi di un nuovo protagonista, Ludger Will Kresnik, il quale, a causa di una serie di sfortunati eventi, si ritroverà coinvolto in un'avventura destinata, ovviamente, a cambiare per sempre i mondi di Elympios e Reize Maxia.

VECCHI COMPAGNI, NUOVE AVVENTURE

A dispetto di altri congeneri, i quali indugiano fin troppo a lungo in fasi introduttive dilatate ad arte, Tales of Xillia 2 scaraventa quasi immediatamente il giocatore in quella che è la nuova realtà del mondo di gioco; Elympios è infatti una nazione molto meno fiabesca, fantasy e medievaleggiante rispetto alla Rieze Maxia conosciuta nel primo episodio, governata dalla tecnologia e dal denaro presente nelle sue grandi città e che, ben presto, rappresenterà una condanna per lo stesso Ludger: durante il suo primo giorno di lavoro presso la stazione ferroviaria di Trygleph (capitale di Elympios), il nostro eroe viene infatti coinvolto nel dirottamento di un treno da parte di una nota organizzazione terroristica, riuscendo a salvare ragazzina di nome Elle Mel Marta, misteriosamente tra i passeggeri, ma senza riuscire ad impedire lo schianto del treno. L'incidente riduce Ludger in fin di vita e solo l'intervento di un subdolo personaggio riesce a garantirgli le cure necessarie ad un immediato ritorno alla normalità, o ad una parvenza di essa: per i servizi resi al protagonista, infatti, il nostro 'benefattore' richiede un'esorbitante parcella medica di 20 milioni di Gald (moneta corrente del mondo di Xillia), della quale potremo rientrare tramite comode rate il cui pagamento scandirà le prime ore di gioco a Tales of Xillia 2. Trovare le risorse necessarie ad estinguere il proprio debito passerà per le classiche quest di scuola JRPG, nelle quali eliminare una determinata tipologia di mostri (così come creature leggendarie particolarmente potenti) o collezionare un determinato numero di oggetti in giro per le aree esplorabili, che non faranno certamente brillare per varietà e originalità l'inizio dell'avventura. Per raccogliere ulteriori risorse nelle varie zone di Elympios farà la sua comparsa anche il nuovo sistema di Gestione Gattini: sparsi per i vari scenari troveremo infatti ben cento adorabili micetti che, una volta raccolti, potranno essere mandati alla ricerca di oggetti rari in modo del tutto simile a quanto visto nella gestione della propria confraternita assassini in Assassin's Creed Brotherhood.
I vari incarichi via via disponibili saranno comodamente raccolti in una lista consultabile presso ognuna delle 'postazioni lavoro' sparse per le varie città, presso le quali potremo 'attivare' fino a cinque missioni alla volta: nonostante questo limite, raccogliendo gli oggetti necessari a terminare incarichi non ancora attivati potremo comunque riscuoterne il premio alla nostra prossima visita presso il nostro procacciatore di 'lavori' che, anche alla luce di questo, avrebbero sicuramente meritato una modalità di visualizzazione più snella all'interno del menù di gestione del party.

Lungo il gioco, insomma, il giocatore dovrà sempre barcamenarsi tra una spesa per quell'oggetto o quel pezzo di equipaggiamento fondamentale per potenziare i membri del proprio party ed il versamento delle rate necessarie a ripagare il debito e togliere le restrizioni di viaggio imposte dalla legge di Elympios ai debitori (consentendoci così di visitare nuove aree e proseguire nella storia principale). Proprio per questo motivo Tales of Xillia 2 non si rivela assolutamente un titolo avaro di riconoscimenti verso gli sforzi del giocatore, premiati con denaro, equipaggiamento e risorse durante le loro esplorazioni in modo sensibilmente, e doverosamente, maggiore rispetto al predecessore. Il sistema economico di Elympios non è comunque l'unico aspetto al quale Tales of Xillia 2 mette di fronte i propri giocatori in modo repentino: in poche ore di gioco, infatti, il vostro party sarà già composto da un numero ragguardevole di personaggi, provenienti in gran parte dal primo capitolo; sebbene ciò non possa che essere considerato come un valore aggiunto per i fan della serie, l'ingresso in campo di alcune di queste personalità risulta purtroppo eccessivamente brusco e inaspettato, senza che ne vengano poste delle basi coerenti e credibili. Tutto ciò viene in parte risolto da una mini-enciclopedia (disponibile all'interno del menù di gioco) che raccoglie i principali avvenimenti occorsi un anno prima nell'universo di Xillia e dal nuovo sistema di avventure secondarie disponibili per ciascuno dei membri del proprio party; girovagando per il mondo, infatti, potremo imbatterci in uno dei nostri compagni intento ad attirare la nostra attenzione con un punto esclamativo rosso sopra la propria testa: scegliendo di interagire con lui daremo quindi inizio ad uno dei capitoli della sua personale storia parallela, utile a colmare il gap narrativo tra i due episodi della serie e ad aggiungere ulteriori dettagli circa la sua personalità ed i suoi obiettivi. Per quanto un lavoro più curato e preciso avrebbe potuto introdurre i personaggi all'interno della trama principale con un ritmo minore, lasciando loro tutto lo spazio necessario a rientrare nel gruppo con i dovuti 'aggiornamenti' narrativi, questa scelta rimane comunque apprezzabile per vari motivi: innanzitutto, perché offre la possibilità di scegliere con la massima libertà quali derive narrative seguire e quali saltare a pie pari (magari legate a personaggi meno amati durante il primo Xillia) e, in secondo luogo, perché il concentrarsi su piccoli spin-off per ognuno dei membri del party ha permesso agli sviluppatori di creare alcune sotto-trame degne di integrarsi con un filone narrativo principale che, pur non brillando per originalità in alcuni dei suoi momenti, spicca per una maggiore maturità di temi e situazioni rispetto al precedente capitolo.

UN NUOVO COMBATTENTE

La gestione di una struttura di gioco composta da innumerevoli spostamenti (tra incarichi profumatamente remunerati, 'missioni personaggio' secondarie e quest principale) viene incredibilmente agevolata intorno alle dieci ore di gioco grazie alla disponibilità di una mappa di gioco 'globale' che permetterà di teletrasportarsi in ognuna delle location già esplorate su Elympios e Rieze Maxia: questo sistema, pur rivelando una mappa composta in buona parte da scenari già visitati dai veterani di Xillia (con tutte le apprezzabili novità narrative e sceniche del caso) e non in grado di competere con le più estese del genere, si dimostra una delle principali risorse grazie alle quali gli sviluppatori sono riusciti a 'nascondere' le tediose fasi di grinding tipiche del genere. Se proseguire lungo gli avvenimenti ed i dungeon che incontreremo nella missione principale (o secondaria, a voi la scelta) ci farà infatti guadagnare ulteriori soldi per appianare il nostro debito, esplorare le aree necessarie a completare gli incarichi assegnatici ci permetterà di evolvere il nostro personaggio in maniera altrettanto efficace, portando avanti quasi all'unisono entrambe le richieste principali del gioco (agevolati dal sistema di spostamento immediato tra le diverse aree di gioco).
Tutto ciò è possibile anche grazie al nuovo sistema di sviluppo dei personaggi di Tales of Xillia 2 che, abbandonata la 'ragnatela' vista nel precedente episodio, ne accoglie uno estremamente più pratico e versatile; mentre la crescita dei parametri fisici e psichici del proprio personaggio rimane legata all'acquisizione dei classici punti esperienza, l'ottenimento di Arti e Abilità passa ora per la raccolta di Minerali Elementali (disponibili nelle aree di gioco sotto forma di sfere di luce e guadagnabili tramite i combattimenti): questi verranno automaticamente accumulati all'interno dei propri personaggi che, per sfruttarne i poteri e risvegliare le proprie capacità nascoste, dovranno utilizzare un Estrattore scelto tra elementi naturali (o combinazioni di essi) come Lampo, Goccia, Scintilla, e moltissimi altri. Una volta raggiunto il numero di minerali necessari, l'Estrattore sbloccherà quindi la rispettiva Abilità passiva o Arte, rendendole immediatamente utilizzabili al giocatore in modo del tutto analogo al primo Xillia. Per effettuare meglio la propria scelta, la lista delle capacità sbloccabili da ciascun Estrattore sarà visibile prima ancora che questi venga assegnato ad uno dei nostri personaggi, i quali, tuttavia, non potranno utilizzare lo stesso tipo di elemento già in uso da un altro membro del party: questo rende necessaria un'intelligente e periodica rotazione dei vari Estrattori all'interno del nostro gruppo, in particolar modo se si intende sfruttare la grande versatilità e possibilità di personalizzazione che questo sistema può garantire ai propri stili di combattimento se utilizzato con attenzione.

Proprio il sistema di combattimento, tra i punti di forza assoluti del precedente episodio, si presenta meno incline alla rivoluzione e più attento ad un'aggiunta mirata di elementi al suo interno: se il pressoché perfetto mix di azione in tempo reale ed elementi classici della scuola ruolistica giapponese torna infatti in tutta la sua profondità con combo, tempistiche e link tra personaggi da padroneggiare, le novità principali riguardano l'inedita modalità Chromatus e la possibilità di cambiare la propria arma scegliendo tra corto, medio e lungo raggio con la semplice pressione di un paio di tasti. Derivante da una speciale capacità della famiglia Kresnik, la modalità Chromatus (nella quale Ludger potrà entrare dopo aver caricato completamente un'apposita gauge bar a suon di attacchi) trasformerà il nostro eroe in una creatura a metà strada tra il demone e l'umanoide garantendogli, oltre ad una momentanea invulnerabilità, attacchi fisici e magici straordinari per una quantità di tempo limitata (e decrescente in caso di danneggiamento). Non appena acquisita, questa modalità risulta immediatamente fondamentale durante gli scontri con i boss e le creature leggendarie più forti, dove i combattimenti diventano un'alternanza tra trasformazioni Chromatus e classiche fasi di battaglia fatte di Arti, attacchi concatenati e schivate, con un Ludger decisamente più dinamico e capace di Jude sotto questo punto di vista.
Molto più ricco, come anticipato, anche il campionario bellico del nuovo eroe di Tales of Xillia, ora esteso alle due lame d'ordinanza, una coppia di pistole ed un'asta/martello per agire da distanza intermedia: nonostante un'iniziale macchinosità (dovuta più che altro all'alto numero di comandi legati al combattimento), una volta impadronitisi del sistema di scambio on-the-fly delle proprie armi, la concatenazione di combo via via più complesse risulta intuitiva e galvanizzante, specie quando saremo chiamati ad affrontare un gruppo di nemici nel quale saranno presenti vulnerabilità diverse e che richiederanno quindi un repentino passaggio di armi tra le proprie mani virtuali.
Nel complesso, l'integrazione tra nuovi e vecchi elementi si dimostra estremamente fluida e piuttosto facile da assimilare: le nuove abilità, infatti, pur non stravolgendo assolutamente il feeling che ha caratterizzato il combat system della serie nel suo precedente capitolo, riescono comunque ad innovarne le dinamiche in modo sufficientemente stimolante, anche per chi dovesse aver finito il precedente episodio.

CONTRASTI

L'unico comparto nel quale Tales of Xillia 2 fatica ad innovare è purtroppo quello tecnico: se è vero che il titolo Bandai Namco sbarca sulle nostre console già appesantito da un ritardo di due anni (tre, se si conta il primo capitolo con il quale condivide praticamente l'intero versante grafico), il paragone con altri congeneri (per non parlare di alcuni esponenti dell'RPG di scuola occidentale) è ormai assolutamente impari. Se la serie Tales of non è comunque mai stata una pietra di paragone del calcolo poligonale e del dettaglio visivo, un versante sotto il quale ha sempre dimostrato una dimestichezza non comune è quello del design di personaggi ed ambientazioni: anche in questo caso, la premiata ditta Baba/Fujishima/Inomata è riuscita nella non facile impresa di proporre un cast già ampiamente conosciuto ma arricchito, tramite espedienti narrativi o il semplice corso degli eventi, di una nuova impronta caratteriale e personale in ognuno dei suoi componenti. Sotto questo punto di vista, gli unici a rimanere inizialmente un po' avulsi dalla vicenda sono, paradossalmente, proprio i due nuovi protagonisti Ludger ed Elle: il primo, per una sindrome da 'protagonista neutrale' che lo accompagna per buona parte del gioco, e che solo le varie scelte effettuabili all'interno di alcuni dialoghi riescono a mitigare, la seconda, per un'indolenza ed un'impertinenza, le quali, seppur coerenti con la sua età anagrafica, necessitano di una buona dose di assimilazione per trasformarsi in empatia nei suoi confronti.

Assolutamente degno di menzione è anche il contrasto tra il mondo spirituale e conservatore di Rieze Maxia e lo strapotere tecnologico della più oscura Elympios: tutto ciò è visibile nei villaggi immersi in paesaggi da sogno proposti dal primo e nei bassifondi metropolitani nei quali si ambienta l'altro, nell'avversione a qualsiasi progresso tecnologico dei cittadini di Rieze Maxia e nell'atteggiamento derisorio con i quali gli abitanti di Elympios trattano i 'bifolchi' che non hanno abbracciato la tecnologia come unica via di sviluppo; nel mezzo, è possibile trovare una serie di personalità ben distinte e caratterizzate, con le quali il giocatore avrà a che fare durante tutto l'arco dell'avventura. Queste doneranno una proverbiale (e riuscita) 'scala di grigi' al contrasto tra 'bianco e nero' che idealmente caratterizza i due mondi di gioco.
Il tema dell'opposizione ritorna anche nell'affascinante colonna sonora curata da Motoi Sakuraba, con i temi più urbani, vicini al jazz e a sonorità moderne, come sottofondo per le ambientazioni di Elympios, e quelli di stampo invece più classico e fantasy durante i peregrinaggi su Rieze Maxia, ma in entrambi i casi contraddistinti dalla qualità che da sempre accompagna la componente sonora della saga Bandai Namco. Nuovamente da segnalare, purtroppo, l'assenza di un'opzione che permetta di mantenere (insieme ai buoni sottotitoli in italiano) i dialoghi di gioco in lingua originale, particolarmente sentita nel caso di un paio di doppiatori inglesi in particolare, la cui espressività risulta decisamente meno efficace rispetto a quella del resto del cast.

Tales of Xillia 2 Tales of Xillia 2 prosegue ed espande le avventure di Jude, Milla e soci grazie ad una nuova coppia di protagonisti ed al mondo di gioco che insieme a loro saremo chiamati a scoprire: le ottime personalità scoperte grazie al primo episodio tornano qui in grande spolvero all'interno di un universo in cui tematiche non sempre originalissime vengono arricchite da toni leggermente più maturi rispetto al predecessore e da un susseguirsi di eventi capace di tenere vivo l'interesse degli appassionati del genere per tutta la sua durata. Vero e proprio fiore all'occhiello del precedente capitolo, anche il collaudatissimo sistema di combattimento viene ampliato dalla nuova modalità 'Chromatus' e, soprattutto, dall'inedita capacità del protagonista di cambiare in modo istantaneo il proprio set di armi, per dilettarsi tra nuove sequenze di combo a corto, medio e lungo raggio. Tutto ciò viene supportato da un originale sistema di sviluppo dei personaggi che, abbandonando la tradizione, ne guadagna in versatilità ed intuitività, allontanando, anche grazie alla particolare struttura di gioco, lo spettro del grinding presente nel precedente capitolo. A conti fatti, insomma, Bandai Namco ripaga l'attesa dei numerosissimi fan con uno degli RPG più brillanti presenti nella line-up dell'ormai ex-ammiraglia Sony, lasciando gli appassionati con l'acquolina in bocca e lo sguardo verso una ormai prontissima next-gen.

8.5

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