(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Nuovo episodio della (dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2

Recensione Technobabylon

Wadjet Eye Games non si smentisce, consegnandoci un'altra avventura cyberpunk dagli impressionanti valori produttivi. Interessante, ben scritta, mai banale e ricca di sfaccettature.

Versione analizzata: PC
recensione Technobabylon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Non capita spesso di poter recensire due ottime avventure grafiche in un così breve periodo, ma a quanto pare quest'ultimo mese è successo l'impensabile, manco fosse la calda estate del 1993. Technobabylon è l'ultima produzione Wadjet Eye, una software house ormai celebre tra gli amanti del genere per la perizia enigmistica e narrativa che permea ogni loro titolo. Amanti dei pixel, del cyberpunk e dei puzzle ben pensati, unitevi! Corporazioni, tradimenti, scelte multiple ed enigmi con più di una soluzione: benvenuti a Newton, la città più corrotta dell'intera federazione atlantica.

Quei clichè da neuromanti

Costruita su più livelli, divisi rigorosamente per classi sociali, nella metropoli di Newton si respirano cemento e nanomacchine. Una coppia di investigatori della CEL sta indagando su alcuni casi preoccupanti, per cui bersagli apparentemente senza un nesso logico vengono uccisi brutalmente mentre sono connessi al cyberspazio, alla rete detta TranceNet, l'internet del futuro. Ogni essere umano è ormai geneticamente modificato alla nascita per essere ibridato con impianti che lo rendono renderlo permanentemente connesso, senza aver bisogno di alcun terminale, posto che sia presente un portale tramite il cosiddetto wetware, una gelatina di nanomacchine che funziona da router "spalmabile" sui dispositivi compatibili. In un simile scenario in cui l'hacking ti può compromettere il cervello, la sicurezza degli individui è fragile e, per questo, viene governata da un'intelligenza artificiale chiamata Central, che ha accesso a tutto e tutti ed è in grado di prendere decisioni logistiche in base alle emergenze di chi è connesso e agli eventi che accadono a Newton.
Nei panni di Regis, vecchio investigatore che si è rifiutato di farsi iniettare le nanomacchine nel cervello, risolveremo inizialmente alcuni delitti per scoprire, insieme alla sua partner Lao, un inquietante filo di Arianna che sconvolgerà l'intera città. Entra in scena Latha, un cosiddetto thrall, un essere umano che spende così tanto tempo in trance da dimenticarsi della sua forma fisica reale. Le storie dei tre personaggi si intrecceranno ben presto in una vicenda ben narrata, piuttosto complessa e ricca di complotti politici ed esperimenti andati male, con scene al limite dell'accettabile per chi non fosse avvezzo a un certo tipo di narrativa tra il pulp e il complottismo. In aiuto degli stomaci deboli arriva la pixel art di Technocrat (nome dello studio di Wadjet che ha creato Technobabylon): stupenda nel tratteggiare ogni ambiente e ogni personaggio, con animazioni fluidissime e mai un indugio tecnico. Ogni volta che succederà qualcosa di particolarmente sanguinolento o repellente, non si rimarrà troppo scossi dato che i dettagli son confusi dai grossi pixel. Questa in realtà è la grande forza dei titoli con questo stile grafico, ovvero che lasciano parte dell'immedesimazione visuale all'immaginazione dei giocatori, una riduzione della differenza tra libri e cinema, per capirci, ma tremendamente efficace quando l'intrigo è particolarmente incalzante. In Technobabylon succede esattamente questo. Le scene forti, quelle di uccisioni cruente e molteplici altre di vandalismo, squallore e perversione non risultano mai offensive (abbiamo visto ben di peggio sui nostri schermi), ma inquietano, contribuiscono a quella sensazione di disagio che aleggia per tutta la durata dell'avventura, facendo riflettere al tempo stesso su molti temi sociali di pubblico interesse. La qualità di un'avventura grafica si valuta anche da questi dettagli. Argomenti come la clonazione, gli aborti, l'omosessualità, l'ossessione social per la propria persona e per la tecnologia e -addirittura- il cannibalismo, sono intimamente connessi con gli enigmi che risolverete e questo connubio tra grigia morale e superamento dei puzzle è superbamente orchestrato lungo tutta l'avventura. Technobabylon sfiora questioni etiche veramente proiettate in un futuro che possiamo immaginarci, rendendo il tutto molto intenso e credibile, al di là delle concessioni sci-fi -intrinseche al genere- sui dettagli scientifici para-realistici ma certamente di fantasia.

La progressione degli enigmi e della storia si alterna tra i diversi personaggi controllabili, come successe per Resonance e per la maggior parte delle avventure migliori. Ogni protagonista ha le sue motivazioni, offre il suo punto di vista nello spaccato cyberpunk costruito da Technocrat, rendendo vivo e fervido l'immaginario che si vive giocando. Gli enigmi sono piuttosto semplici e non ci siamo trovati mai di fronte a blocchi ardui, né a fastidiose situazioni di pixel hunting confuso. Nonostante tutto questo l'avventura Wadjet Eye non è esente da difetti e ci dispiace ammettere che l'interfaccia è troppo invasiva per i nostri gusti. Non si capisce come mai debba occupare così tanto spazio a schermo, soprattutto durante i dialoghi, in cui una enorme fascia nera si sovrappone ai fondali e ai personaggi, forse dar spazio ai ritratti con l'intenzione di esser più immersivi, ma con il risultato di spezzare parecchio il ritmo. Proprio i dialoghi sono doppiati divinamente, ma offerti insomma in uno stile vetusto. Sono moltissimi e ben interpretati, ma risultano parecchio noiosi a lungo andare, sia per quanto già detto, ma soprattutto perchè ogni personaggio che parla offre circa sei opzioni di dialogo fin dal momento in cui li si incontra per la prima volta. Non c'è alcun tipo di progressione per sbloccare le linee di testo e il tutto si riduce a scegliere le diverse domande una dopo l'altra per esaurire le opzioni e ottenere qualche informazione in più, rimanendo anche dieci minuti di fronte a quelle bande giganti di testo.

Altre avventure recenti han fatto un lavoro decisamente migliore, come Broken Sword 5, Alum o lo stesso Resonance. In ogni caso sarebbe un peccato soffermarsi su questi difetti. Se avrete pazienza di sopportare alcuni scambi piuttosto inutili, la trama, l'ambientazione e le varie prospettivi su temi caldi vi sapranno affascinare e rimarrete invischiati anche voi nel groviglio politico-sociale di newton. Rimane comunque l'avventura grafica con il doppiaggio meglio riuscito degli ultimi anni, anche a confronto con produzioni più famose come Life is Strange. Da menzionare l'assenza completa di aiuti e la possibilità di completare alcuni enigmi con approcci totalmente diversi. Proprio questi ultimi porteranno le vostre scelte lungo l'intera avventura a uno di due finali alternativi, radicalmente differenti e che aprono possibilità per un sequel decisamente intrigante.

Technobabylon Technobabylon è un'avventura grafica estremamente ben confezionata e sicuramente la migliore di Wadjet Eye come qualità di produzione. E' il setting che stupisce: profondo e stratificato sebbene immerso nei clichè cyberpunk a cui siamo da sempre abituati. Anche la trama sorprende, riuscendo a legare i molteplici punti di vista in un quadro narrativo corale, di ampio respiro e efficace nella sua complessità sociale. Molte scelte e situazioni fanno riflettere e la potenza della produzione Wadjet Eye giace proprio nell'avere differenti prospettive tra le proprie mani di giocatori, artefici del destino di una città a seconda di come risolverete gli enigmi. Stupisce davvero una simile complessità, tuttavia, pur rimanendo vari e ben eseguiti, i puzzle stessi non rappresenteranno un problema per i giocatori più navigati e, una volta entrati nel mondo di Technobabylon, risulteranno piuttosto semplici da superare. Avrete quindi diversi modi di risolvere le cose, e questo darà un tono decisionale molto marcato a un'avventura grafica imperdibile per gli appassionati e consigliata a tutti gli amanti della fiction d'autore, mai banale e ricca di sfaccettature. Qualunque saranno le scelte che compirete nella tecnocentrica città di Newton, alla fine, dopo le circa otto ore necessarie a terminare l'avventura, rimarrete a pensare su come vi siete comportati e quali sarebbero state le conseguenze di alcune scelte al limite dell'impossibile.

8.5

Che voto dai a: Technobabylon

Media Voto Utenti
Voti totali: 2
9
nd