Tekken 7: Recensione del DLC Ultimate Tekken Bowl

Diponibile come DLC a pagamento, Ultimate Tekken Bowl reintroduce nel settimo capitolo della saga Bandai Namco il famoso minigioco di bowling.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Tekken 7: Recensione del DLC Ultimate Tekken Bowl
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Ho sempre pensato che, per essere definiti davvero dei campioni di Tekken, bisognasse padroneggiare correttamente qualsiasi arte marziale: riuscire, insomma, a conoscere a menadito ogni personaggio, ogni singola disciplina ed annessa modalità di gioco. Non ci sono mai riuscito, lo ammetto, nemmeno in tanti anni di (onorata?) carriera: tuttavia, non nego di averci provato più volte, soprattutto nel corso della mia spensierata giovinezza, quando potevo permettermi il lusso di trascorrere sette giorni su sette davanti alla PlayStation in compagnia del mai troppo esaltato Tekken 3. Il limitato numero di lottatori ed il quantitativo sproporzionato di tempo libero a disposizione (riempito solo dalla pausa merenda e dalla visione delle puntate di Dragon Ball su Italia 1) mi spinsero, all'epoca, ad "allenarmi", oltre che nell'Arcade, anche nella spassosissima modalità Tekken Ball, una sorta di pallavolo 1vs1 in cui occorreva azzerare la salute dell'avversario colpendolo con un pallone, da lanciare dall'altra parte del campo a suon di attacchi di capoeira o taekwondo.
I pomeriggi passati a simulare una versione più manesca di Mila e Shiro mi divertirono a tal punto che, nel successivo Tekken Tag Tournament, mi catapultai a capofitto nel Tekken Bowl: un minigame più elaborato del predecessore, nel quale lo scopo era chiaramente quello di buttare a terra il maggior numero di birilli (con la testa di Heihachi!) come in una normalissima partita a bowling. E così, questo scacciapensieri divenne un vero e proprio "sport" virtuale, al pari del Tekken Ball: pian piano i match con gli amici si trasformarono quindi in uno scontro a suon di "split" e "spare", nel tentativo di ottenere il maggior punteggio o di beccare con la palla il dottor Bosconovitch nascosto tra il pubblico a bordo pista.

Dopo la dimenticabile parentesi del quarto episodio (privo di qualsiasi "passatempo" scanzonato), il Tekken Bowl tornò in tutta la sua accattivante semplicità anche in Tekken 5: Dark Resurrection: ed ecco che, nonostante le pressioni del liceo iniziassero a minacciare la mia pigrizia, decisi di provare a realizzare la "partita perfetta", senza sbagliare nemmeno uno strike. A distanza di anni, mi piace pensare di avercela fatta: ma è assai probabile che la mia memoria cerchi soltanto di non ferire il mio orgoglio. In ogni caso, considerata l'astinenza da minigame sin dai tempi di Tekken 6, vi lascio immaginare la mia incommensurabile felicità quando ho scoperto che il settimo capitolo del picchiaduro di Bandai-Namco avrebbe reintrodotto, sotto forma di DLC, la tanto amata modalità "bowling", rinominata per l'occasione con il nome altisonante di Ultimate Tekken Bowl. Un po' meno "gioioso" è stato appurare che l'add-on sarebbe stato disponibile previo pagamento di ben 13,99 euro, a patto di non possedere il Season Pass. Meglio togliersi subito il macigno dalla scarpa: è vero che il contenuto extra propone anche alcuni costumi esclusivi per personalizzare i vostri lottatori preferiti, ma il prezzo resta palesemente esorbitante in rapporto all'effettiva sostanziosità dell'offerta e - mettendo da parte il "fattore nostalgia" - anche in confronto alla qualità complessiva.
L'Ultimate Tekken Bowl propone tre diverse opzioni di gioco: la prima è una classica partita a bowling, nella quale avremo l'opportunità di scegliere sia i birilli tradizionali, sia quelli con il faccione di Heihachi, decisamente più pesanti e tosti da atterrare; la seconda consiste invece in un canonico versus, esclusivamente in locale, contro un amico (con annessa possibilità di selezionare il diverso tipo di birilli), grazie al quale riscoprire il piacere di una benefica competizione da divano.

La terza modalità, infine, nota come "Striker", ci offre un numero limitato di bocce da lanciare: ogni turno possiede delle caratteristiche specifiche (dai tiri semplici agli split) che aumenteranno man mano di complessità. Per ciascuno strike effettuato, otterremo una palla extra; mentre se abbatteremo i birilli con il busto di Heihachi, ne riceveremo due aggiuntive. Sebbene Striker possegga un elevato grado di sfida nelle fasi più avanzate (con split davvero complessi da mettere a segno), e pur al netto di oggetti per la customizzazione da sbloccare, l'Ultimate Tekken Bowl non possiede un reale senso di progressione, né garantisce maggiore profondità ludica rispetto alle scorse edizioni, come si evince anche dalla mancanza di trofei dedicati. I membri del roster, inoltre, sono dotati di due parametri che variano a seconda del guerriero prescelto: Power inficia ovviamente la diversa potenza del tiro, e Spin la precisione con cui è possibile indirizzare la traiettoria della sfera. Scesi in pista, del resto, dovremo posizionare il nostro giocatore, prendere la mira, indicare la direzione della palla e caricare la barra della forza del lancio. Per affinare in corso d'opera la curvatura di un colpo mal riuscito, un piccolo trucchetto consiste nel muovere lo stick analogico durante l'animazione di tiro. Il blando sistema di valutazione, purtroppo, che sulla carta avrebbe potuto essere abbastanza interessante, si rivela tristemente sbilanciato: lo Spin è di gran lunga un parametro più importante del Power, perché centrare la traiettoria perfetta si rivela un'azione assai più difficoltosa da gestire rispetto al giusto dosaggio della potenza. Ne consegue che i personaggi valutati con il grado A in entrambe le caratteristiche sono paradossalmente meno efficaci se paragonati a quelli che vantano voto S nello Spin e un mediocre D nel Power.

Ad esempio, nell'Ultimate Tekken Bowl ho messo da parte il mio adorato Kazuya per sfruttare le doti di Eliza e Josie, ambedue con valore S nello Spin, benché la loro forza sia nettamente inferiore rispetto a quella del capo della G Corporation. In questo modo, dopo un po' di tentativi, vi verrà spontaneo optare per quei guerrieri esplicitamente più avvantaggiati, il tutto a scapito della varietà e dello sperimentalismo. Fareste meglio, comunque, a non sottovalutare del tutto la potenza: se al momento del lancio l'energia sarà sotto lo zero, d'altronde, commetterete un "fallo" e il vostro combattente si tufferà sulla pista con una buffa animazione molto simile a quella già presente nelle scorse incarnazioni del minigame. C'è da dire, perlomeno, che dal punto di vista "scenografico" l'Ultimate Tekken Bowl ci è sembrato piuttosto appariscente: ad ogni strike andato a segno, infatti, l'arena cambierà colore e la musica si farà ancora più adrenalinica, solleticando la vista e l'udito del giocatore con un ipnotico concentrato di effettistica e luci psichedeliche. Alcuni personaggi, infine, come Gigas e Alisa, sono dotati di una vista "superiore", che simula l'interfaccia di un'analisi robotica: si tratta però solamente di feature visive, che non garantiscono alcun vantaggio durante le partite.

Grazie a questi piccoli tocchi di classe e a una fisica dei birilli più credibile, ammetto di essermi ostinato nel tentativo (ancora non riuscito) di compiere la partita perfetta, un po' com'ero solito fare tanti anni fa. È probabile che abbia prevalso di nuovo l'effetto nostalgia, o semplicemente la voglia di rilassare i nervi dopo una sfilata di mazzate senza pietà. Poco importa, in realtà: preso com'ero dalla foga, ho persino cercato in tutti i modi di scovare Geppetto Bosconovitch nascosto da qualche parte tra il pubblico, purtroppo senza successo. Non so se ci sia o meno: certo è che continuerò imperterrito a cercarlo. Inutile nascondere, insomma, il grado di divertimento "vintage" che l'Ultimate Tekken Bowl è in grado di inculcare negli utenti più "malinconici": il problema è che i bei ricordi tendono ad evaporare quando si attribuisce loro un prezzo troppo elevato. Questo DLC, poco equilibrato e povero di contenuti, è quindi tutt'altro che un add-on imperdibile: magari vale la pena attendere un consistente abbassamento di costo prima di ambire al titolo di Re dei Birilli di Ferro.

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