Recensione Tengami

La breve poesia cartacea di Nyamnyam Games

Versione analizzata: Wii U
recensione Tengami
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  • iPad
  • Wii U
  • Pc

Bisognerebbe scrivere un haiku per recensire Tengami, l’opera prima di Nyamnyam Games, approdato sull’e-shop di Wii U dopo essere uscito per iPhone e iPad. La sintetica forma poetica giapponese sarebbe ideale non solo per l’ambientazione nipponica di Tengami, ma per la piccolezza, non in senso troppo negativo, del videogame in questione. Ho iniziato alle 9,30 del mattino a scaricarlo e dopo poco più di un’ora l’avevo già terminato.

Sintesi poetica

L’idea che anima Tengami è affascinante: un samurai senza spada giace avvilito sotto un albero di ciliegio che cresce cartaceo sulle pagine di uno di quei libri che gli anglofoni chiamano “Pop-Up”, ovvero quelli che quando volti le pagine costruiscono meraviglianti architetture tridimensionali grazie ad una raffinata impaginazione. L’albero sta morendo e l’ultimo suo germoglio cade svanendo nel grigiore della fine. Tuttavia l’uomo abbandona il vegetale agonizzante e parte per ricercare i fiori che possono riportarlo in vita, disperse nelle più remote pagine del libro.
Muoviamo l’eroe attraverso il tocco sul pad del Wii U attraverso ambienti che sono di una bellezza travolgente e agendo sullo schermo del controller li alteriamo per modificare il panorama e risolvere enigmi mai troppo complessi. L’esplorazione è supportata da una musica che avvolge e strega come i luoghi di clorofilla sintetica attraverso cui si viaggia ed è composta da David Wise, musicista di classici come Donkey Kong Country e Battletoads. La colonna sonora contribuisce a creare un’esperienza ludica rilassante ai limiti del soporifero, che non è una brutta cosa se avete vissuto le ansie e gli orrori di Alien Isolation e The Evil Within.

Attraversiamo una selva lunare dove ululano lupi bianchi, viaggiamo per un bosco autunnale su cui colano cascatelle sussurranti, navighiamo per i quieti mari di una scogliera... E poi basta, arrivano i titoli di coda perché i livelli di Tengami sono solo tre. Così quel sognante giocare è velato da una vaga ma acuta delusione, perché è vero che anche Jouney è breve, tuttavia è ricchissimo di contenuti e idee. Qui ci sono tre grandi intuizioni ma sono troppo poche e la brevità del gioco potrebbe essere giustificata se fosse venduto a un euro invece che quasi ad otto. E’ vero che la sintesi estrema potrebbe essere una precisa e consapevole scelta poetica, ma con l’aggiunta di altri livelli disegnati con la stessa ispirazione Tengami avrebbe potuto essere un capolavoro. In ogni caso non si può che guardare con interesse al futuro videoludico di Nyamnyam Games.
Quello che riscatta Tengami dall’essere una brutta esperienza e che lo rendo meritevole di essere giocato è proprio la sua indubbia qualità artistica, frutto del lavoro di un team ridotto e di un piccolo budget.
Finchè dura l’esperienza è di alto livello estetico e poetico, in grado di deliziare con i suoi colori, i suoi toni e le suggestioni che si ricavano nell’immergersi in un Giappone antico e favoloso. Inoltre su Wii U il gioco è ottimizzato ad arte e sullo schermo della televisione si spalanca una finestra aperta su un mondo di raro fascino, che si ascolta e si guarda con lo stesso piacevole stupore. E’ consigliabile giocare Tengami con le cuffie per godere dell’intreccio sinfonico che nasce dal contrappunto tra il mormorio dei suoni della natura e la partitura incantevole di Wise.

Ho sempre trovato una frottola un po’ sgradevole il vecchio detto “un bel gioco dura poco”, anche se in qualche caso, e penso al già menzionato Journey o al favoloso Murasaki Baby, è la verità. Ma Tengami ci illude di essere un capolavoro, ci porta via con delicatezza e potenza immergendoci nel suo amabile e malinconico universo, per poi allontanarci senza pietà proprio quando ci si ambienta nella sua bellissima realtà virtuale.

Tengami Ogni qualvolta recuperiamo un germoglio una parte dell’albero morente si rianima di fiori rosa. Osservandolo mi sono reso conto che ci sarebbe stato spazio solo per quattro fioriture. E va bene, mi sono detto, quattro livelli splendidi mi possono bastare... Ma quando dopo il terzo germoglio tutto l’albero si è riempito di fiori e il gioco è terminato mi è sembrata una cosa scorretta, quasi il gesto di un baro. Tuttavia chi vuole vivere una sintetica esperienza poetica e rilassante troverà in Tengami una piccolissima opera d’arte in grado di donargli un’ora e mezza circa di pura delizia visiva e sonora. E’ arduo valutare un videogame come Tengami poiché la sua arte si meriterebbe un nove e alla sua scarsità di contenuti toccherebbe un quattro. Faccio la media? No, non è il caso. Preferisco votare con il cuore più che con la ragione, perché è sul primo che Tengami fa leva. Ma rimpiango le sue potenzialità inespresse e non me la sento di consigliarlo a tutti, fino a quando sarà venduto a prezzo pieno.

7

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