Recensione The Amazing Spiderman 2

Recensito il tie-in delle nuove avventure cinematografiche di Spidey

The Amazing Spiderman 2

Videorecensione
The Amazing Spiderman 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • 3DS
  • Wii U
  • Mobile Gaming
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Poteva mancare, proprio nel periodo di uscita del secondo film di Marc Webb, il classico titolo su licenza sviluppato dai talenti della scuderia di Activision? La domanda è ovviamente retorica: l'occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, ed ecco quindi che Beenox torna in prima linea con The Amazing Spider-Man 2. Il team di sviluppo è ormai specializzato nei Tie-In dedicati all'arrampicamuri, ma dopo il momentaneo periodo d'oro di Shattered Dimension non ha più trovato una sua cifra. Edge of Time ha traballato, e il “colpo di grazia” è arrivato con l'adattamento ufficiale del lungometraggio, che ha evidentemente sacrificato buona parte del suo carattere in nome di una spietata aderenza all'opera originale.
The Amazing Spider-Man 2, lo anticipiamo, non frena questa parabola discendente, per altro arrivando decisamente “fuori forma” sugli hardware di nuova generazione. Tutto -dalla struttura delle fasi free-roaming al sistema di combattimento- è figlio di un processo produttivo vecchiotto e di una concezione stantia, che affondano le proprie radici nella scorsa generazione. Non può che uscirne un prodotto con forti limiti, in parte nascosti dalla “voracità” con cui gli sceneggiatori hanno reclutato personaggi e villain estratti dalle avventure fumettistiche di Spidey.

Not so amazing

The Amazing Spider-Man 2 è un free-roaming di quelli (fin troppo) classici, la cui struttura è chiaramente ispirata ai gloriosi capitoli dell'epoca PlayStation 2. Anche qui c'è tutta Manhattan da esplorare in lungo ed in largo, oscillando fra i grattacieli dalla superficie a specchio e correndo sulle pareti come se fossimo tornati ai tempi di Hulk Ultimate Destruction. Le doti atletiche del nostro Spiderman ci permettono di guizzare da un palazzone all'altro, dondolare come un moderno Tarzan e insomma spostarsi velocissimamente nel reticolato di Boulevard e Avenue che circonda Central Park. Se ancora due anni fa la grande mobilità di Spidey poteva regalare qualche emozione -fra cadute vertiginose, recuperi a pochi metri dalla strada e poi rapidissime risalite- oggi non si può dire lo stesso. Sarà che è arrivato un certo Infamous: Second Son a cambiare le regole del genere, staccando di diverse lunghezze tutte le conquiste di Prototype e congeneri; oppure sarà che dopo GTA V (un titolo che, in qualche strana maniera, sembra Next-Gen anche se è uscito su Ps3), è davvero difficile accontentarsi di una città tremendamente vuota come la New York di The Amazing Spider-Man 2. A conti fatti la lotta al crimine “di quartiere” è molto meno entusiasmante di quanto ricordassimo: ci sono banditi da prendere a cazzotti, civili che vanno estratti da edifici in fiamme, inseguimenti in auto che prendono la forma di estesi Quick Time Event, e un sacco di foto da fare alle stranezze della città, ma dopo appena un paio d'ore di gioco le attività si susseguiranno con ritmo quasi ossessivo, senza nessuno spunto interessante ed evidenziando una monotonia quasi snervante. Se non fosse che le “buone azioni” servono a tenere alto il nostro “livello eroe”, quasi avremmo abbandonato le poco sapide quest secondarie per dedicarci solo alla trama principale.

Senza timor di smentita, infatti, possiamo dire che la componente free-roaming è l'aspetto meno curato di The Amazing Spider-Man 2, e quello in cui il team ha riversato il minor numero di energie creative. Tutto l'impegno produttivo è finito per costruire le tappe di una trama che procede indipendente da quella del film, ma questo si riflette in una povertà quasi lancinante dei momenti sandbox, che lascerà veramente desolati i fan del genere. La sequenza di missioni principali, invece, si sforza di portarci in diverse ambientazioni per farci incontrare un discreto numero di villain e personaggi. Tra le immancabili comparsate di Stan Lee, gli insegnamenti di caccia di Kraven, gli intrighi fra la Oscorp ed il corpulento Kingpin, la trama si lascia seguire addirittura con piacere, intrisa di una certa leggerezza fumettistica che ha sempre fatto parte del DNA della saga “Amazing”. Peccato che il tono leggero e scanzonato della produzione invada anche tutte le battute del ragno, che qui gongola più che mai mentre prende a manate i suoi avversari. Il fare gigione di Spidey diventa alle volte eccessivo, ed ogni tanto la sfilza interminabile di battute tende a rovinare un po' le atmosfere. Complessivamente, pur senza incredibili colpi di scena, il titolo riuscirà a far breccia -se non nei cuori delle frange più estreme dei fan- i quei curiosi che frequentano gli universi Marvel solo di striscio, ma che sono ben lieti di incontrare qualcuno dei supercattivi più celebri.
Nelle missioni della main quest (ma -a dire il vero- pure quando si avvicinano i criminali nei vicoli della città), si riscopre un combat system chiaramente ispirato a quello del “collega” Batman. Attacchi, contrattacchi e colpi speciali si susseguono in scontri non troppo impegnativi, funestati soprattutto da una serie di animazioni troppo legnose e da una telecamera che fa troppe bizze. La varietà di nemici, tutto sommato, è buona, e quando ci si trova di fronte ad uno dei numerosi Boss l'impennata della difficoltà stuzzica persino i più tecnici. Peccato che stavolta il sistema di potenziamento del tessiragnatele sia molto meno profondo e strutturato che in passato. Qui ci sono una serie di tute dalle caratteristiche più disparate, che salgono di livello in maniera automatica, e dei potenziamenti tecnologici che migliorano i colpi di base e quelli speciali. Ma nulla a che vedere con le soluzioni adottate nei precedenti capitoli (persino Edge of Time era migliore, da questo punto di vista). Sembra insomma che, ad essere ridimensionate, siano proprio le mire del team di sviluppo, che ha tagliato invece di aggiungere, forse impegnato in altri progetti (magari troppo preso a supportare Toys for Bob per il nuovo Skylanders: Trap Team o forse -chissà- già al lavoro su uno Spiderman di nuova generazione). La situazione complessiva, insomma, appare un po' strana: non solo perchè molti aspetti ben riusciti dei capitoli precedenti sono stati semplificati in maniera un po' brutale e sbrigativa, ma anche perchè nessun elemento di gioco è stato rifinito. La colpa più grande di The Amazing Spider-Man “due è quella di sembrare sostanzialmente identico a The Amazing Spider-Man “uno, così identico che in certi momenti è difficile notare le differenze. Persino problemi che aveva anche il predecessore (fra cui fasi stealth davvero mal congegnate ed un sistema di controllo non sempre reattivo), sono riproposti qui in copia carbone.

Perdonare o non perdonare un titolo dalle ambizioni evidentemente moderate, giocandolo come un action adventure arrivato fuori tempo massimo (o, a seconda dei punti di vista, invecchiato maluccio)? La risposta dipende dal grado di affezione di ciascun giocatore all'amichevole Spiderman di quartiere. Sappiate solo che se decidete di acquistare il titolo, non aspettatevi grandi cose: anche il colpo d'occhio è a tratti deludente, alternando a schermate di caricamento interminabili ambienti molto spogli, modelli squadrati, ed un comparto texture che non sfrutta minimamente le potenzialità grafiche dell'hardware next-gen. Si tratta insomma di un porting un po' becero della PS3, e quindi abbastanza impacciato alla prova dei fatti e impietosamente massacrato dal confronto con più famosi congeneri. Anche per il sonoro Beenox si è data al riciclo; per lo meno il doppiaggio è ben recitato, ma tralasciamo le musiche di sottofondo.

The Amazing Spiderman 2 Che Beenox abbia le capacità, anche creative, per sviluppare un tie-in solido e originale, ce l'ha dimostrato quattro anni fa. L'arrivo della saga cinematografica di The Amazing Spider-Man ha forse imposto una battuta d'arresto al team, che non ha potuto esprimersi al meglio per seguire i tempi di sviluppo della pellicola. La sorte toccata all'arrampicamuri, insomma, sembra la stessa dei Transformers: gli episodi più ispirati degli action robotici sono quelli svincolati dalle logiche di Hollywood. The Amazing Spider-Man 2 resta un gioco d'avventura solido: cercate di non prenderlo come un free-roaming, perché la povertà delle fasi sandbox e la tremenda omologazione delle missioni secondarie vi lascerebbe davvero delusi. Seguendo invece la trama principale si scopre un action con un sistema di combattimento buono ma non eccelso, una serie di stage indipendenti che per lo meno riescono a variare la progressione, e qualche boss fight pienamente riuscito. Solo per i fan, e a patto di non pretendere chissà quali prodezze a livello tecnico.

6

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