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Recensione The Ball

Quando un mod gratuito diventa un gioco di successo grazie a un gameplay innovativo

Articolo a cura di
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  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

E' un piacere scoprire che dei ragazzi con una buona idea e la determinazione necessaria riescano a sviluppare pian piano un titolo che, crescendo poco a poco, arriva ad essere pubblicato e venduto sul mercato con successo. Il tutto nasce da una passione, quella del videogaming per prima, ma anche quella di creare una storia e un gameplay fuori dagli schemi. The Ball si è sviluppato infatti da una "total conversion" di Unreal Tournament 3. Ebbe velocemente un buon successo grazie alla struttura di fondo, che lo pone a metà tra un FPS e un puzzle game. Negli anni i ragazzi di Teotl Studios son riusciti a sviluppare questa idea fino a trovare i fondi per uscire sul mercato digitale per PC. Benvenuti in questo strano titolo in cui riecheggiano aspetti del famoso Portal. e che ci porta tra le rovine di una civiltà perduta dell'america centrale.

Antichi misteri

Messico. 1942. Un archeologo sta lavorando su un sito alle pendici di un vulcano spento. All'improvviso un incidente lo fa precipitare in un fosso. Dopo un atterraggio di fortuna accorrono i soccorsi che però non riescono a recuperare il malcapitato. Passano le ore e l'archeologo comincia ad esplorare la caverna, in attesa degli aiuti. Scopre così uno strano quanto elaborato artefatto. Un'enorme sfera di solido metallo intarsiato. A fianco ad essa, una specie di arma e un'iscrizione: chi porterà la sfera nell'oscurità, sarà colui che avrà in mano le sorti del mondo intero.

Una presentazione semplice, fatta col motore del gioco, e siamo subito lì: impugniamo una specie di pistone e la sfera brilla di fronte a noi. L'iscrizione ci suggerisce di prendere il tunnel scuro che abbiamo di fronte, mentre un piccolo primate dalle sembianze quasi aliene ci fissa immobile. Le rovine sembrano di fattura umana. Estremamente elaborate, ci indicano la via per proseguire. Abbiamo questo oggetto nelle nostre mani, un teschio umano che si allunga fino a sembrare un fucile. Usandolo un po' avventatamente scopriamo che è in grado di attrarre e respingere il pesante oggetto che somiglia a una gigantesca palla. The Ball inizia senza alcun mirabolante preambolo, ma ci accorgiamo subito delle potenzialità del titolo. Non abbiamo nient'altro se non questa sfera e il congegno che ci permette di spostarla. Entriamo così nel primo dei cinque livelli di gioco. Dovremo passare delle stanze ricche di ostacoli restando sempre vicini alla nostra sfera, perchè per quanto ci è dato capire non siamo soli. E chi ci segue non è di certo ben intenzionato.

Il gameplay, abbiamo detto, ricorda il famoso titolo Portal di Valve, con la differenza che i livelli sono molto più vasti e l'esplorazione delle rovine pseudo-Maya gioca un ruolo fondamentale. I comandi sono semplici: tasto sinistro per caricare l'arma e respingere la palla con più o meno forza, facendola rotolare lontano da noi; tasto destro per attirarla nuovamente. Due semplici indicatori in basso a sinistra (vita e distanza dalla palla) vanno a formare quella che è l'esile interfaccia. Il resto è solo level design, e possiamo dire che è level design di qualità. Sembra quasi di vivere in prima persona in uno di quei labirinti in legno in cui da piccoli dovevamo portare una biglia dall'inizio alla fine, senza farla cadere nei buchi sul percorso, ruotando due manopole. Ogni stanza è un piccolo puzzle, sempre più complesso man mano che ci si avvicina alla fine dell'avventura, e ciascuna di esse presenta nuovi elementi con cui far interagire la sfera. Ben presto scopriremo che le rovine sono ben più tecnologicamente avanzate di quanto sembrino, e non passerà molto per arrivare al punto in cui tramite fornaci dovremo riscaldare la sfera per fondere delle barriere o elettrizzarla per creare circuiti rudimentali e riattivare un ascensore. Ma forse è meglio fare qualche esempio concreto.

Labirinti e zombie

Ciò che stupisce di The Ball è la naturalezza degli enigmi che dovremo affrontare. Non servono indizi sparsi in testi o descrizioni, nè dialoghi tra personaggi. Entrando in una delle stanze, ad esempio, ci troveremo di fronte una rampa, un fosso pieno di spuntoni poco raccomandabili e un pulsante. Spingendo la sfera sugli spuntoni vediamo che rotola con comodità in direzione l'uscita, purtroppo sbarrata. Il pulsante che sembra aprirla è un po' troppo in alto per essere premuto, e comunque un abisso di spilli si frappone tra noi e l'altro accesso. Notiamo che la rampa è all'altezza della sfera. Cosa fare? Questa ovviamente è una delle situazioni più semplici in cui ci troveremo, e come possiamo intuire la soluzione non è così difficile da comprendere. Andando avanti elementi sempre nuovi si aggiungono alle situazioni proposte. I pulsanti si divideranno in tre tipi: un tipo usabile solo da esseri umani -ovvero noi-, un altro attivabile solo dalla sfera e un terzo costituito da blocchi di roccia spostabili con la nostra arma. Sfruttare rampe, strani marchingegni e ascensori, legare enormi massi alla sfera e sfruttare la gravità e l'inerzia, saranno tutti elementi cruciali per risolvere i puzzle. A tutto questo si aggiungono i poveri abitanti delle rovine dimenticate, che per qualche motivo che non sveliamo sono stati maledetti per l'eternità, costretti a proteggere il centro del vulcano, il punto dove tutto è cominciato e tutto finirà. Inutile dire che faremo un gran frappè di zombie grazie alla pesante palla a nostra disposizione. Il combattimento risulta molto atipico, dato che i defunti ma arzilli abitanti del sottosuolo sono piuttosto agili ed eviteranno facilmente i colpi diretti di sfera. Dovremo quindi giocare di rimbalzo per schiacciarli o ancora meglio sorprenderli con una rapida sequenza del tipo "respingi-attira-respingi", in ambienti di gioco che non sempre permettono grandi manovre. Esemplare il punto in cui cadremo in una piccola fossa e cominceranno a piovere zombie a destra e sinistra, con il giocatore nel panico data l'inevitabile goffaggine della nostra "arma".

I momenti di riflessione quindi si alternano a passaggi decisamente più frenetici, in cui comunque dovremo usare il cervello, data la volutamente scarsa velocità di risposta del sistema di repulsione e attrazione. Il tutto in generale presenta un buon livello di sfida cerebrale, per momenti da "action-platform" di discreta fattura. In alcuni frangenti tuttavia il sistema mostra anche i suoi limiti. Fortunatamente, a livello strutturale, il gioco evita magistralmente la monotonia: quando avremo familiarizzato con i rudimenti del gameplay e con gli oggetti che compongono i puzzle, i ragazzi di Teotl Studios metteranno sempre in gioco qualche nuovo elemento con cui interagire, o un ambiente strutturato in modo differente che garantisce un livello di coinvolgimento e di sfida sempre interessante (anche se del tutto sormontabile una volta avvezzi alla meccanica di gioco). Un difetto vero e proprio riguarda invece il combattimento: gli zombie evitano facilmente la palla, ma una volta capiti i loro movimenti saremo in grado di prevederli, e di usare sempre una determinata tattica per eliminarli, fatto che affossa lievemente l'IA del titolo. Altri zombie sono dediti al combattimento a distanza e dovremo eliminarli usando l'ambiente circostante, dato che saranno irraggiungibili. Potremo ad esempio allagare una stanza e affogarli, tappando un canale di scolo, oppure abbattere la struttura su cui si inerpicano con il nostro fidato sferone. Insomma di carne al fuoco ce n'è molta nel gameplay di The Ball. E non sempre la soluzione sarà quella più ovvia: la varietà di situazioni è inesauribile, mentre i puzzle si faranno più complessi, le stanze più grandi e gli scenari più ricchi di elementi. Oltre alle già citate fornaci, troveremo dunque delle pozze di catrame con cui tracciare dei percorsi da incendiare, o ancora dei canali di ventilazione che ci permettono di saltare a grandi distanze, dei magneti che renderanno la sfera inutilizzabile, nemici più ardui da abbattere, rampe da vertigini e chi più ne ha più ne metta.

Tecnosfera

Il motore di gioco è nè più nè meno l'Unreal Engine 3 nella sua incarnazione di un paio di anni fa. Questo comporta innanzitutto l'assenza del supporto nativo all'Antialiasing (forzabile tramite driver), e in seguito l'effetto HDR un po' troppo accentuato, tipico di altri titoli come Gears of War. Al di là di questo abbiamo riscontrato che il gioco è veramente fluido e stabile anche su computer non recenti -grazie magari a qualche semplice compromesso- e non fa mancare degli scenari di sicuro impatto (come l'immensa distesa su cui sorgono tre gargantuesche Zigurrat di uno dei livelli finali). Tuttavia le texture, soprattutto del terreno, risultano di una risoluzione un po' sotto la norma, anche confrontandole con quelle di altri titoli indie di recente produzione. Niente su cui non poter chiudere un occhio, ma unitamente al fastidioso marchio di fabbrica dell'UE3, il tutto risulta un po' anonimo e non troppo definito. Le animazioni dei nemici sono un po' legnose, a causa forse del budget di produzione, decisamente rivolto verso il basso, mentre di degna fattura è la fisica della palla. Dato che il gioco si basa totalmente su di essa fa piacere vedere che l'interazione con l'ambiente della stessa sia sempre credibile e mai raffazzonata. Il comparto degli effetti è ben campionato, mentre le musiche sono di sicura atmosfera: molto cupe e quasi accennate, alternano attimi di silenzio a momenti più concitati ma mai assordanti, seguendo lo stile minimal tipico di queste produzioni: molto piacevoli, in ultima analisi. Infine il doppiaggio è interamente italiano. Le poche linee di testo sono state tradotte e interpretate da un'unica persona e per questi motivi risultano un po' goffe. Fortunatamente è attivabile la lingua inglese dove invece il doppiaggio risulta degno di un prodotto ben rifinito. La longevità si attesta attorno alle 8 ore effettive (sebbene i programmatori in questo caso si siano sottovalutati, riportandone solo 6 sul sito ufficiale) perchè quei dannati spuntoni, le colate di lava e gli zombie, si faranno decisamente sentire sul povero archeologo. Il sistema di salvataggi automatici funziona egregiamente, e se aggiungiamo a tutto questo l'ottimo gameplay ben descritto in precedenza e l'acquisto del tutto privo di DRM, segnaliamo The Ball come una scelta veramente interessante per chiunque.

The Ball The Ball è semplice, immediato, innovativo e dannatamente divertente da giocare. I difetti tecnici passano in secondo piano rispetto al level design impeccabile e allo strano mix tra enigmi e pura azione, che collega la nostra materia grigia al nostro istinto di sopravvivenza. Superare una stanza complessa dà molta soddisfazione, soprattutto perchè le soluzioni diventano pian piano sempre meno prevedibili e intuitive, sebbene si abbiano sempre tutti gli elementi necessari per risolverle. Nuovi elementi si aggiungono continuamente, e la ripetitività di alcuni enigmi viene da essi ben bilanciata. Se aggiungiamo il prezzo davvero economico di 20 dollari, senza nessun DRM (direttamente dal sito, senza passare da uno Steam qualunque), il verdetto non può essere che positivo. The Ball è una vera perla di videogame e a nostro avviso tutti dovrebbero dargli una chance semplicemente scaricando la demo gratuita. Perchè forse questo strano miscuglio non sarà per tutti, ma di certo riesce a catturare e a coinvolgere grazie alla particolare atmosfera tra il mistero e l'enigma. Speriamo proprio che questi ragazzi continuino a dire la loro in futuro, dato questo inizio così promettente. Infine ricordatevi: non separatevi mai dalla Palla. Mai.

8

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