Recensione The Beatles: Rock Band

I Fab Four nel loro primo concerto Next Gen

The Beatles: Rock Band

Videorecensione
The Beatles: Rock Band
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Paul McCartney, John Lennon, George Harrison, Ringo Starr. Poche persone al mondo possono sostenere di non aver sentito nominare, almeno una volta nella loro vita, uno o due di questi nomi, di non aver mai ascoltato la musica dei Beatles.
Ebbene oggi, grazie ad un videogioco, anche queste persone potranno porre rimedio a tale imperdonabile mancanza.
I Fab Four diventano infatti protagonisti assoluti dell’ultima (in ordine temporale, s’intende) collaborazione MTV Games - Harmonix, battezzata The Beatles: Rock Band.
Il titolo, a differenza di Rock Band: AC/DC, vuole essere un’ode completa e totale, in ogni sua riga di codice, alla band di Liverpool; una produzione in grado di eguagliare la grandezza di quello che viene musicalmente considerato il più grande fenomeno del XX secolo.
Per raggiungere questo difficile intento The Beatles: Rock Band parte dall’estetica, proponendo un’esclusiva limited edition: in una versione rivisitata del “paccone” strumenti il software sarà affiancato da una versione rinnovata della batteria di Rock Band 2, un microfono con asta ed una riproduzione del basso (Hofner 500/1) di Paul McCartney.
Sugli scaffali risalteranno poi altre due confezioni, una contenente la riproduzione della Rickenbacker 325 usata da John Lennon e l’altra la Gretsch Duo Jet suonata da George Harrison.
Il tutto disponibile nei negozi a partire dal 09 Settembre, in concomitanza con l’uscita degli album completamente rimasterizzati in digitale.
Microsoft si è poi assicurata l’esclusività temporale del primo DLC in assoluto: All You Need is Love, disponibile sin dal lancio sul Marketplace Xbox Live.

Gli strumenti

Aprire la scatola contenente il nuovo bundle strumentale è quasi un rito: al suo interno, posti in maniera decisamente più ingegnosa rispetto al passato, troviamo le scintillanti componenti che, montante, risplendono nei nostri salotti.
La batteria ha, come anticipato, le caratteristiche di quella pensata per Rock Band 2: piatti più sensibili e già insonorizzati, collegamenti ad incastro immediato per la base (invece che tubolari come la prima versione) e pedale rinforzato con una resistente placca metallica.
Vi è, poi, una struttura circolare (assimilabile alla copertura esterna della grancassa) recante il logo The Beatles che ne caratterizza l’unicità.
La prova con mano dimostra una convincente sensibilità dei piatti, capaci finalmente di riconoscere ogni rullata, ed un buon feeling con il pedale, al quale pare essere stata sostituita la molla, vero e proprio punto debole delle precedenti versioni.
Essa si presenta ora meno rigida, permettendo, anche alla luce di un buon coefficiente elastico, una più semplice fruizione anche nei passaggi veloci.
Dal punto di vista funzionale la Hofner 500/1 non presenta alcuna differenza rispetto ai “vecchi modelli” (strum bar senza click, leva vibrato molto leggera...) ma è un vero e proprio spettacolo dal punto di vista estetico; una riproduzione impeccabile con rifiniture che esulano da un semplice “giocattolo”.
Alla stessa maniera stupiscono anche le altre due riproduzioni (Rickenbacker 325 e Gretsch Duo Jet), rendendo davvero valevole l’investimento per una strumentazione nuova solo esteriormente.
Abbiamo infine il microfono (lo stesso di Rock Band 2), accompagnato da una comoda asta da terra regolabile, costituita da un’unica intelaiatura pieghevole e perciò facilmente riponibile in qualsiasi angolo della casa.
Anche in questo caso le funzionalità sono le stesse.

Il magico mondo dei Fab Four

Accanto alla più classica modalità “Partita Rapida” The Beatles: Rock Band presenta uno story mode senza l’immensa serie di chicche che hanno reso grande la serie (assunzione staff, conquista dei mezzi, sponsor, video...) ma capace, come mai prima d’ora, di immergere il giocatore in un mondo magico, idilliaco.
Un accenno è prima di tutto doveroso alla nutrita schiera di opzioni accessibile dall’apposito menù: potremo attivare il “Never Fail Mode”, la riproduzione dei contenuti in Dolby Digital, aumentare il tono dei bassi ed attivare tre feature dedicate espressamente a questa edizione.
“Velocità Smodata” consentirà di aumentare la velocità di scorrimento delle tracce, “Modalità Realistica” di aumentare il volume del pubblico (ovvero delle fan) per far si che, come cita la descrizione stessa, “raggiunga livelli realisticamente entusiasmanti”.
“Modalità Esibizione” è dedicata infine ai veri campioni di Rock Band nonchè profondi conoscitori delle tracce: attivare l’opzione significherà infatti eliminare le note dallo schermo, lasciando tutto alla memoria del giocatore.
Attivate le impostazioni più consone al proprio stile di gioco sarà il momento di esplorare la modalità storia, vero cuore di The Beatles: Rock Band.
In questa sezione troveremo una divisione in capitoli atta a rispecchiare l’intera carriera della band attraverso i suoi passaggi più significativi, partendo dai primi anni ’60 fino all’inizio degli anni ’70.
La prima tappa del tour sarà il mitico Cavern Club di Liverpool, nel 1963, una delle prime esibizioni dei Fab Four al completo; si passerà poi all’Ed Sullivan Show (1964) con l’indimenticabile “I Want To Hold Your Hand”, alle 55.000 persone dello Shea Stadium di New York (1965) e all’incredibile concerto al Budokan di Tokyo (1966).
L’escalation di successi si concluderà con tre sessioni in studio (’66-’67, ’67-’68, ’68-’69) nelle quali verremo coinvolti nella registrazione di Abbey Road, considerato da molti il “testamento artistico” dei Beatles.
La parte finale sarà caratterizzata dal leggendario concerto sul tetto della Apple Corps (1969), la sede della casa discografica fondata dal duo Lennon-McCartney, e da un fantomatico “Bis” in cui ci verrà chiesto di suonare “The End”.
Proseguendo all’interno di questa modalità non ci imbatteremo soltanto nei cambiamenti stilistici nella musica dei Fab Four ma sperimenteremo addirittura la loro evoluzione fisica, da poco più che ragazzini ingiacchettati a figli dei fiori con lunghe chiome, folte barbe e baffoni prominenti.
Lo stile visionario e quasi psichedelico caratteristico del ritorno dal viaggio in India sarà poi rappresentato perfettamente nel corso delle tre sezioni in studio per la registrazione di Abbey Road.
In questi casi, durante ciascuna canzone, la sala muterà, diventando -di volta in volta- un nugulo di forme e colori scintillanti piuttosto che il fondale marino (Octopus’s Garden), un sommergibile giallo (Yellow Submarine) o una vallata fiorita baciata dal sole primaverile (Here Comes The Sun).
Suonando ogni canzone al meglio avremo poi la possibiltà di sbloccare foto e video esclusivi ed aprire le porte ad una nuova sezione denominata “Sfide Capitolo”.
In questa sotto-sezione per ciascuno dei capitoli dello story mode verrà elaborata una scaletta comprendente l’intera selezione di brani di tale capitolo, da suonare rigorosamente in sequenza.
Vi sarà, infine, la classica modalità “Allenamento” focalizzata, oltre che sulla pratica delle diverse canzoni, sulla scuola di batteria, comprensiva dell’infinità di “Beat” d’allenamento già sperimentati in Rock Band 2.
Dal punto di vista del gameplay, invece e per fortuna, la struttura quasi perfetta che ha caratterizzato gli altri episodi della serie è rimasta invariata con un’unica eccezione: suonando la batteria non sarà possibile “improvvisare” né all’inizio di una canzone né durante gli assoli, sostituiti infatti da un’unica gemma verde atta ad attivare la Betlemania.

Soundtrack

Prima di chiudere vi proponiamo la soundtrack, comprendente alcuni dei più grandi successi dei Fab Four e presto affiancata da una serie davvero corposa di DLC, in maniera da distribuire intelligentemente i Masterpiece e dare al prodotto la longevità che si merita.

- I Saw Her Standing There
- Boys
- Do You Want To Know A Secret
- Twist And Shout
- I Wanna Be Your Man
- I Want to Hold Your Hand
- A Hard Day's Night
- Can't Buy Me Love
- I Feel Fine
- Eight Days A Week
- Ticket To Ride
- Day Tripper
- Drive My Car
- I'm Looking Through You
- If I Needed Someone
- Paperback Writer
- Taxman
- Yellow Submarine
- And Your Bird Can Sing
- Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
- With a Little Help from My Friends
- Lucy in the Sky with Diamonds
- Getting Better
- Good Morning Good Morning
- I Am The Walrus
- Hello Goodbye
- Revolution
- Back In The U.S.S.R.
- Dear Prudence
- While My Guitar Gently Weeps
- Birthday
- Helter Skelter
- Hey Bulldog
- Don't Let Me Down
- Come Together
- Something
- Octopus's Garden
- I Want You (She's So Heavy)
- Here Comes The Sun
- Dig A Pony
- I Me Mine
- I've Got A Feeling
- Get Back
- Within You Without You / Tomorrow Never Knows
- The End

The Beatles: Rock Band Magnifica è l’unico aggettivo per descrivere l’ultima produzione di casa Harmonix. The Beatles: Rock Band esula dal concetto di spin off della serie principale nel quale, sulla carta, rientrerebbe ed esula anche dal concetto di videogioco. Le sonorità intramontabili dei Fab Four si mescolano infatti ad una struttura di gioco solida, funzionale e divertente, ad una serie di nuove, fresche, opzioni e ad una serie di accorgimenti stilistici capaci di ricreare un’atmosfera surreale nella propria stanza, di riportarci indietro nel tempo. In sostanza una vera e propria esperienza musicale, adatta tanto ai fan dei Beatles quanto a chi non ne abbia mai sentito parlare, corredata da un set di strumenti, seppur non perfetto, davvero eccezionale. In due parole: da avere!

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