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recensione The Bigs 2

Quando il baseball incontra Nba Jam: dopo tante simulazioni da 2K, uno sportivo Arcade

Versione analizzata: Xbox 360
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360

Quale delle due?

In ambito di videogiochi sportivi la linea guida presa oramai dalle software house è quella della simulazione più o meno estrema: dal calcio al football americano, passando per hockey e basket (ma senza dimenticare anche discipline più individualiste come il golf) il diktat è quello di avvicinarsi sempre più alla realtà, dando così in pasto agli appassionati sportivi "da salotto" un titolo in cui sia possibile emulare alla perfezione le gesta dei propri beniamini. Nonostante ciò non è mai scomparsa, fra le fila dei programmatori, quella corrente di pensiero un po' retrò in cui si tende più a realizzare un gioco estremamente divertente, giocabile e sotto certi aspetti esagerato e volutamente caricaturale, distaccandosi così dall'appena citato filone simulativo/realistico. Stiamo ovviamente parlando degli sportivi "arcade", ossia di quel genere ludico che, in barba alla ricerca estenuante e continua dell'avvicinamento alla realtà, punta tutte le sue chances su immediatezza e spettacolarità, evolvendosi quasi naturalmente dalle ceneri dei primissimi giochi sportivi nati verso la fine degli anni '80: software forzatamente votati al divertimento e non alla simulazione (anche per ovvi limiti di capacità tecniche delle macchine). Dopo aver saggiato la serie Street (Nba e Fifa) proposte da Ea Big!, eccoci dunque pronti ad esaminare The Bigs 2, gioco ascrivibile in toto alla categoria degli sportivi arcade prodotto da 2K Sport, la celebre divisione di 2K specializzata in simulazioni, fra le quali spicca Top Spin 3.

Tabacco masticato e grasso per scarpini

Questa volta è il turno del baseball, sport yankee per eccellenza ma che, complice una certa semplicità nelle regole (a differenza del più tecnico e complesso football), è riuscito ad attecchire con una certa facilità anche oltreoceano, Italia compresa. The Bigs 2 ci propone dunque il popolare gioco di "palla e mazza" in salsa decisamente più action, conservando però sia tutti i crismi del regolamento ufficiale, sia il roster di squadre e giocatori della MLB, ossia la lega professionistica americana. Se dunque homerun, corse frenetiche verso le varie basi, salvataggi in tuffo e palle veloci sono rimaste intatte, in The Bigs 2 avremo a che fare anche con tutta una serie di "poteri speciali" messi a disposizione del nostro team. Andando con ordine la prima cosa che salterà all'occhio saranno le statistiche che caratterizzeranno i vari giocatori: velocità, potenza/precisione in battuta, capacità di agguantare la pallina e via discorrendo sono stati catalogati dai ragazzi di 2K con una semplice valutazione in stelline, da una a cinque. Gli sportivi più famosi (e più bravi) avranno inoltre alcuni valori leggendari, che forniranno loro alcuni vantaggi e bonus come un lancio decisamente supersonico (con tanto di effetto scia) o un turbo automatico in fase di corsa. Una volta in campo la situazione testè descritta sarà ben visibile nelle movenze decisamente più sciolte ed efficaci da parte delle nostre stelle, grazie alle quali potremo mettere a segno azioni (offensive e difensive) in grado di darci sia punti utili alla vittoria del match, sia delle valutazioni (date in base alla spettacolarità ed all'efficacia del gesto tecnico) con le quali riempire un'apposita barra posta nella parte superiore dello schermo. Tale contatore ci permetterà, una volta caricato al massimo, di liberare due supertiri, il Big Shot ed il Big Blast. Tramite il primo (attivabile premendo contemporaneamente i due grilletti del pad) avremo le classiche tre possibilità in battuta (i così detti strikes) per mettere a segno un homerun decisamente spettacolare, in grado di superare la barriera del suono per andare ad infrangersi fragorosamente contro alcune strutture al di fuori del campo di gioco, dandoci un punto per ciascun giocatore che avremo piazzato nelle tre basi sul diamante di gioco. Il Big Blast (questa volta utilizzabile tramite i due dorsali) invece ci metterà di fronte ad una sorta di mini gioco in cui il pitcher (ossia il lanciatore) tirerà in rapida successione quattro palle, che dovremo colpire per riempire le basi e segnare un home run da ben quattro punti. Durante il nostro turno di lancio invece potremo sia incrementare i punti effettuando eliminazioni con tre strikes ben assestati, sia effettuando great e legendary catch, ossia spettacolari prese a volo della pallina battuta più o meno bene dal battitore avversario. In particolar modo nel legendary catch avremo a che fare con una sorta di quick time event, premendo in sequenza o al momento giusto i pulsanti a schermo. Altri bonus che potremo acquisire in fase difensiva saranno delle piccole barrette di turbo (cinque in totale) da utilizzare in qualsiasi momento (tramite RT) per aumentare la velocità dei nostri giocatori. Per tutto il resto delle nostre performances, decisamente più consone allo sport reale, non dovremo fare altro che prendere mano con il semplice ed immediato sistema di controllo, basato essenzialmente sui quattro pulsanti per effettuare battute precise o potenti (oltre a tentare il furto di una base con i runner) in attacco, oppure scegliere uno dei quattro tipi di lancio in difesa; per indirizzare i nostri colpi sarà sufficiente imprimere la direzione tramite lo stick analogico sinistro. L'azione di gioco risulta in definitiva essere sempre fluida e veloce, senza perdersi in tempi morti dove impostare strategie, ma al contempo non eccedendo in arzigogoli scenici privi di sostanza. Ciò che però inficia in maniera più o meno significativa l'esperienza in The Bigs 2 è l'eccessiva ripetitività derivante da una certa mancanza di personalizzazione dei giocatori, in particolar modo delle superstar. Ci ha stupito infatti vedere come sia i giocatori creati per la modalità become a legend (di cui parleremo fra poco), sia i più scafati ed acclamati giocatori della MLB agiscano, soprattutto per quel che concerne i tiri e i lanci con attributi leggendari, nello stresso identico modo, senza differenziarsi tramite una particolare movenza o un supertiro in grado di generare anche un semplicissimo effetto speciale diverso dalla scia di luce che comparirà con frequenza elevata durante le partite; con buona pace di Brooks Robinson (leggendaria terza base dei Baltimore Oriloes, soprannominato The Human Vacuum Cleaner, ossia l'aspirapolvere umano) e compagnia. La personalità è dunque il vero tallone d'Achille del prodotto 2K, il quale potrebbe ben presto portare il giocatore ad annoiarsi ed a ridimensionare l'iniziale buona impressione avuta.

Dalle Stalle alle stelle

Andiamo ora ad analizzare le varie modalità di gioco, iniziando dal cuore pulsante di The Bigs 2, vale a dire la citata Become A Legend. Come è facile intuire dal nome, in tale modalità dovremo creare un giocatore per poi condurlo dagli albori della carriera sino al suo ritiro, sperando magari di riuscire ad entrare nella gloriosa Hall Of Fame. Sotto questo punto di vista il gioco ci mette a disposizione il classico editor in cui sarà possibile modellare a nostro piacimento la fisicità ed i lineamenti dell'atleta, i suoi vestiti e l'atteggiamento in campo (tipo di battuta e di lancio, esultanze ed imprecazioni dopo l'eliminazione o l'home run). Dovremo poi iniziare la nostra carriera partendo dai polverosi e piuttosto desolanti campetti messicani, per poi tornare in MLB e tentare così anno dopo anno la scalata al successo. A differenza di quanto si possa immaginare però, durante il Become A Legend non dovremo solo ed unicamente vincere partite su partite: The Bigs 2 infatti mette a disposizione tutta una serie di scenari (uno per ogni stadio dei team) in cui dovremo completare alcune missioni per poter proseguire nella nostra vita da sportivo. Vincere la partita non sarà dunque il solo diktat all'ordine del giorno, dovremo anche tentare (ovviamente con il nostro alter ego digitale creato) di eliminare due avversari mentre stazioniamo in prima base oppure mettere a segno tre RBI (Runs Batted In, ossia il giocatore in che da una base è andato a punto dopo una nostra battuta valida) in un match. Oltre ciò avremo la possibilità di cimentarci in alcuni minigiochi grazie ai quali potremo aumentare le nostre statistiche di battuta, lancio, ricezione e velocità; infine completando ciascuno scenario potremo molto cortesemente accaparrarci uno dei giocatori della squadra sconfitta, andando così ad aumentare il tasso tecnico del team. Sicuramente interessante e fuori dagli schemi classici, la modalità Become A Legend riesce a catturare l'attenzione del giocatore, il quale sarà naturalmente portato a proseguire la carriera sino alla fine. Altra modalità decisamente peculiare è L'Home Run Pinball, che potremmo definire il marchio di fabbrica della serie The Bigs. Come è facilmente intuibile dal nome, in Home Run Pinball potremo assistere ad un particolare mix di baseball e flipper: nei panni di un battitore (da scegliere all'interno dell'intera rosa della MLB) verremo messi faccia a faccia con un generico pitcher il quale inizierà a lanciarci palle su palle che dovremo ovviamente colpire. Indirizzandole verso tutta una serie di bersagli presenti nello scenario (scenario che riprodurrà più o meno fedelmente alcuni scorci di città famose come Las Vegas, Parigi e Tokio) grazie ai quali accumulare punti, esattamente come accade nello storico gioco da bar. Colpendo inoltre alcuni determinati punti potremo accedere a dei bonus come moltiplicatori di punteggio o multiball, ogni 100.000 punti segnati invece ci sarà data una biglia extra e la possibilità di caricare il Big Shot, con cui colpire degli spot particolarmente sostanziosi in termini di punteggio. Se di primo acchito L'Home Run Pinball colpisce per la sua originalità e sensazione di freschezza, dopo alcune partite ci si rende conto dei suoi difetti, ossia un'eccessiva ripetitività dell'azione (si tratta in fondo di indirizzare i nostri swing senza soluzione di continuità) e di una certa accessorietà del minigoco, il quale dopo tutti i nostri sforzi non ci gratificherà col benchè minimo oggetto bonus.
Chiudono il parco modalità a disposizione i classici quick match, online (sia versus che cooperativo, il cui netcode ci è parso decisamente nella media, senza sbavature eccessive), e minigames vs, in cui poter affrontare un nostro amico nei già citati minigiochi visti nella modalità carriera.

Strike Out

Dal punto di vista tecnico il titolo di Blue Castle Games si presenta con una veste tutto sommato discreto, riuscendo a convincere senza però perdersi in tecnicismi esasperati. Graficamente The Bigs 2 propone ai nostri occhi delle riproduzioni buone dei vari atleti, caratterizzati da diversa fisicità e da alcuni particolari distintivi come occhiali, cappellini, mazze e guantoni. Ciò che non convince invece è il parco animazioni, generiche e riciclate per tutti gli atleti che si alterneranno sui campi di gioco, facendoli così assomigliare fra di loro e penalizzando soprattutto la caratterizzazione già menzionata delle varie stelle del baseball, le quali andranno così ad equipararsi ai loro colleghi meno quotati, a tutto scapito della spettacolarità dell'azione. Stessa medesima qualità per i vari diamanti che calcheremo, non eccessivamente dettagliati ma in grado di restituire un buon feeling e un altrettanto buona atmosfera. Sottotono invece gli effetti speciali dei colpi (una sola scia luminosa ripetuta ad libitum e che verrà ben presto a noia), mentre siamo rimasti piacevolmente colpiti da un paio di chicche come le tenute dei giocatori che andranno a sporcarsi mano a mano durante il match.
In ambito sonoro il gioco di 2K si propone con una soundtrack dai toni decisamente rockettari, presentando una quindicina di tracce fra cui spiccano alcuni gruppi di successo come Korn, P.O.D. E Supergrass. Non all'altezza invece i pochi e ripetitivi effetti sonori e l'altrettanto monotono ed abulico commento da parte dei cornisti, i quali snoccioleranno poche frasi con un tono di voce decisamente asettico. Chiudiamo la nostra anlisi con un appunto per tutti i non anglofoni: complice infatti il prezzo budget del gioco, The Bigs 2 non ha subito il benchè minimo adattamento per la lingua italiana, venendo dunque distribuito interamente in inglese.

The Bigs 2 Tirando le somme The Bigs 2 riesce comunque a strappare una più che meritata sufficienza, grazie ad un gameplay tutto sommato frenetico e divertente e ad un comparto grafico piacevole ed in grado di non sfigurare eccessivamente con produzioni più blasonate e di alto profilo. Complice il prezzo budget a cui viene venduto (The Bigs 2 è infatti disponibile presso tutti i negozi al costo di 29.98 euro) il titolo di 2K può essere consigliato sia a tutti i fan dei giochi sportivi arcade di vecchio stampo, sia agli appassionati del baseball, a patto che riescano a scendere a compromessi con il già citato gameplay.

6.2

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