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Recensione The Collectables

Crytek fa il verso ai Mercenary, con un free-to-play ben sviluppato

Versione analizzata: iPhone
recensione The Collectables
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  • iPhone
  • iPad
Davide Leoni Davide Leoni I videogiochi entrano nella sua vita alla fine degli anni ’80, ai tempi del primo incontro con Super Mario Bros, e ancora oggi ne fanno stabilmente parte, dopo più di 20 anni. Pregi e difetti: riesce a terminare Super Mario Bros 3 in meno di otto minuti ma non ha mai finito Final Fight con un credito... ci sta ancora provando. Lo potete seguire su Facebook e su Google Plus

Anche Crytek comincia a credere nelle potenzialità del mercato mobile, e dopo il discreto Fibble (uscito nel 2012) la società tedesca ha appena lanciato, in collaborazione con Mobage, l’action game The Collectables. Il titolo fa il verso a I Mercenari (The Expendables, in originale) e anche il concept riprende a grandi linee le atmosfere del film di Stallone.
Il gioco ci mette nei panni di un gruppo di soldati a pagamento intenti a liberare il paese dal solito “villain” di turno; la trama -insomma- è solamente abbozzata, niente più che un pretesto (neanche molto valido) per sparare a tutto e tutti.

Mercenari in Azione

The Collectables presenta due modalità di gioco: Campagna (intitolata Battle for Greenistan) e Arcade (denominata Global Meltdown). La storia è composta da un totale di cinquanta livelli suddivisi in nove mondi: purtroppo l’ambientazione è sempre la stessa, ovvero l’immaginaria isola di Greenistan; forse sarebbe stato il caso di variare alcune location per rendere il gioco meno monotono. E’ bene specificare che per iniziare a giocare (anche in singolo) bisogna essere connessi alla rete, poiché il titolo scarica continuamente nuovi dati e sincronizza informazioni a ritmi sostenuti.

Inizialmente ci troveremo soli in battaglia ma dopo i primi due stage potremo aggiungere altri tre mercenari alla squadra, tramite le “Carte Eroi”, speciali card collezionabili che saranno sbloccate solamente portando a termine certi compiti. In totale i personaggi disponibili sono ben quarantasei, alcuni dei quali sbloccabili solamente a pagamento. Il solito concetto è applicato alle “Carte Azione”, utili per ottenere potenziamenti, armi esclusive, granate, lanciarazzi o medikit.
Questo sistema può sembrare inizialmente fastidioso, in realtà ben presto ci accorgeremo che la distribuzione delle carte è incredibilmente equilibrata: al termine di ogni missione il nostro mazzo si arricchirà con elementi molto importanti, sia per quanto riguarda armi e potenziamenti, sia per quanto riguarda i personaggi aggiuntivi. In questo senso, la natura free to play del prodotto non si rivela fastidiosa, visto che è possibile terminare l’avventura senza spendere un solo centesimo. Gli acquisti in-app sono totalmente facoltativi; possiamo decidere se spendere qualche euro per acquistare un personaggio diverso dal solito buzzurro in canottiera e anfibi neri, ma questo non ci porterà alcun vantaggio concreto.

I livelli della campagna si rivelano incredibilmente brevi, progettati per sessioni mordi e fuggi; ogni stage dura a massimo due minuti, il tempo necessario per sgombrare l’area dai soldati nemici e raggiungere il punto di estrazione che ci porterà in salvo. Come potete intuire, il gameplay è veloce e frenetico, nonostante il gioco si riveli forse fin troppo semplice da padroneggiare: l’IA dei nemici è piuttosto basica e raramente uscirete sconfitti da uno scontro a fuoco. E’ ovviamente possibile giocare in co-op (fino a un massimo di quattro giocatori), utilizzando tutti i mercenari di una stessa squadra: altre modalità multiplayer non sono presenti, almeno per ora, ma non è detto che non possano arrivare con dei futuri aggiornamenti.
La modalità single player vi porterà via non più di un paio di pomeriggi per essere completata, una volta terminata questa potremo accedere alla modalità Arcade (Global Meltdown) che presenta ben quaranta livelli nei quali dovremo attivare vari satelliti sparsi ai quattro angoli delle varie mappe. Il gameplay non cambia, l’unica differenza risiede nella diversa struttura della missione.

Passando all’aspetto tecnico, il motore grafico si rivela particolarmente solido e brillante, capace di muovere un gran numero di oggetti senza particolari problemi. Notevole l’estrema cura riposta nelle ambientazioni, con fondali ricchissimi di dettagli, mentre segnaliamo la scarsa interattività con l’ambiente: purtroppo non è possibile danneggiare gli oggetti, ad eccezione dei classici barili esplosivi. La visuale isometrica mostra grandi parti della mappa e questo senza rallentamenti di sorta neanche su dispositivi più datati come iPhone 4S e iPad 2. Su questi device dovremo rinunciare a qualche effetto di luce e accettare una grafica nel complesso meno definita: il gioco è ottimizzato per i terminali con lo schermo Retina, tecnicamente il massimo potenziale si raggiunge ovviamente su iPad Mini Retina, iPad Air e iPhone 5/5S/5C.
Per quanto riguarda il design dei personaggi, segnaliamo una buona modellazione generale e animazioni fluide, peccato solamente per un look forse troppo stereotipato di alcuni mercenari. Il panzone con la barba? C’è. Il fighetto con la sciarpa? Idem. Il vecchio senza denti? Anche lui è presente all’appello. Gli eroi disponibili sono più di quaranta e forse proprio per questo un minimo di inventiva in più non avrebbe guastato. Di medio livello il sonoro: le musiche si rivelano discrete ma troppo monotone sulla lunga distanza; positivo invece il giudizio sugli effetti speciali, in particolar modo le grida e le esplosioni sono più che meritevoli.
Infine, qualche parola sul sistema di controllo, purtroppo vero punto debole dell’intera produzione: per muovere i personaggi è necessario “tappare” sul punto preciso nel quale vogliamo spostarci, mentre per sparare basterà toccare uno o più nemici. Per lanciare granate o curare un soldato della nostra squadra invece dovremo usare le apposite carte, “lanciandole” sullo schermo. Forse sarebbe stato meglio pensare a uno schema più classico, con joypad e tasti virtuali: sicuramente questo avrebbe reso il gioco più fruibile e meno intricato da gestire, considerando anche che l’interfaccia non è sempre chiara e d’immediata comprensione, a causa di un design non particolarmente elegante e fin troppo schematico.

The Collectables The Collectables si rivela un passatempo più che piacevole, sicuramente non molto originale (il concetto di base è lo stesso visto in Tiny Troopers o Thor) ma ben strutturato e divertente. Graficamente impeccabile, con un gameplay veloce e frenetico: il modello di distribuzione non si rivela particolarmente invasivo ed è possibile giocare in singolo e multiplayer senza spendere un solo euro. La campagna vi occuperà per non più di qualche pomeriggio, ma il fattore rigiocabilità è elevatissimo, grazie alla possibilità di sbloccare nuove carte personaggio e abilità. Peccato per un sistema di controllo inutilmente macchinoso, che finisce per penalizzare l’intera produzione. Sperare in un aggiornamento che risolva questa piccola pecca non costa nulla, anche se la cosa appare notevolmente improbabile. Nel complesso comunque ci troviamo di fronte ad un titolo meritevole di attenzione: vi consigliamo di concedere una possibilità a The Collectables, solo non aspettatevi un capolavoro.

6.8

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