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GamesCom 2015 Dal 05/08/2015 al 09/08/2015

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Recensione The Conduit

Dopo Metroid un FPS "come si deve" per Wii

The Conduit

Videorecensione
The Conduit
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
  • Android
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dal giorno del suo debutto, distante oramai quasi tre anni, Nintendo, con la sua ammiraglia Wii, non ha mai avuto tante produzione (di terze parti, s’intende) “dedicate” agli hardcore gamer come quest’anno.
In particolare SEGA, dopo Mad World ed House of the Dead: Overkill, pare diventata uno dei punti di riferimento per lo sviluppo e la distribuzione di titoli maturi sulla bianca console di Kyoto.
La famosa software house nipponica si appresta infatti ad accogliere sotto la sua comoda ala protettrice anche l’ultima fatica High Voltage Software (già responsabile di America’s Army:  True Soldiers): The Conduit.
Ancor prima del debutto sul mercato europeo, fissato per il 10 Luglio ,avevano destato particolare scalpore le indelicate dichiarazioni del team di sviluppo, che sosteneva nessuno (tranne loro, ovviamente) fosse stato sinora capace di sfruttare al 100% le capacità tecniche dell’hardware Wii.
Con il controverso FPS finalmente tra le nostre mani ci apprestiamo quindi ad accertare quanto le pompose dichiarazioni dei ragazzi statunitensi siano veritiere.

Alieni, terroristi......e il governo degli Stati Uniti

Dopo un breve tutorial implementato rigorosamente in game, un piccolo flashback ci riporterà “alle origini dei fatti”, cinque giorni prima rispetto alle prime fasi di gioco per spiegarci nel migliore dei modi (facendocelo ri-vivere) quel che ha portato alla situazione attuale.
Ci troviamo in una Washington D.C. dell’immediato futuro, sconvolta dall’infezione su larga scala i un virus chiamato “The Bug”, la cui diffusione tramite le condotte dell’acqua sembra opera di un’organizzazione terroristica tacciata, non bastasse, di aver attentato senza successo alla vita del presidente.
In questo setting al limite dell’apocalittico (psicologicamente, s’intende) impersoneremo l’agente speciale Michael Ford, responsabile nientemeno che della salvezza del Presidente degli Stati Uniti dall’attentato sopra citato.
In seguito alle nostre gesta eroiche (pregresse rispetto all’incipit) verremo chiamati a far parte di una misteriosa organizzazione governativa chiamata “Cartello”, in grado, secondo John Adams -suo misterioso comandante- di fronteggiare la pesante minaccia terroristica, messa in atto da un losco figuro di nome Prometheus.
Svolta la prima missione, consistente nel recupero di un sofisticato scanner (sul quale torneremo in seguito), ci accorgeremo però che la vera minaccia è rappresentata dallo stesso Adams il quale, tentando di eliminarci, ci costringe ad affidarci alle mani del presunto terrorista, che ricorda, per modi di fare e conoscenza dei fatti, il Morpheus di Laurence Fishburne (Matrix).
La vicenda, raccontata tramite sporadiche cut-scene ed intermezzi dialogici in game e tra una missione e l’altra, risulta piuttosto lineare e, pur non presentando elementi innovativi a livello narrativo, rimane sufficientemente apprezzabile, vuoi per il fascino dell’intrigo, vuoi per qualche piccolo colpo di scena.
Si sente, tuttavia, la mancanza di particolari scelte registiche che sarebbero state in grado di sottolineare con maggior enfasi le particolarità del plot, rendendone meno “piatto” lo sviluppo.

Un intero arsenale a disposizione

Le meccaniche ludiche di The Conduit rappresentano un’ode al classicismo del genere First Person Shooter, unendone le peculiarità ad alcuni fugaci frangenti puzzle solving progettati ed integrati in maniera davvero intelligente.
Durante le nove missioni (circa 6 ore di gioco) in cui si articolerà la campagna single player il nostro principale obiettivo sarà la distruzione di ogni essere vivente nel nostro campo visivo, veicolata da un sistema di controlli che sfrutta al meglio le caratteristiche di Nintendo Wii.
Gli sviluppatori, in questo senso, hanno fatto un lavoro davvero accurato, garantendo l’utilizzo intuitivo di ogni tasto presente sul Wii Mote, integrandone al meglio le funzionalità del motion sensor e dando, allo stesso tempo, una gran libertà di scelta al giocatore, grazie ad una completa serie d’opzioni che permetterà di regolare dalla sensibilità dello sguardo alla mappatura stessa dei comandi.
Senza soffermarci troppo su quest’ultima intendiamo semplicemente sottolineare la bontà e l’efficacia di alcune scelte (per altro già viste in produzioni del calibro di Metroid Prime) come il lancio delle granate tramite analogo movimento del nunchuck o l’attacco melee (con il calcio dell’arma) prodigandosi in un affondo da schermidore verso lo schermo con il Wii Mote.
Ottimo anche il sistema di mira, preciso e coadiuvato da un non troppo invasivo sistema di lock on, che permetterà sì di “bloccare” la visuale sul nemico, indicando tramite piccolo HUD la sua energia vitale, ma lascerà comunque l’onere di un tiro preciso completamente nelle mani del giocatore.
All’efficacia cristallina dei controlli si unisce un arsenale bellico molto vario, composto da armi umane (fucili automatici, pistole, fucili a pompa...), armi sviluppate dal Cartello (fucili a particelle) ed armi aliene; ognuna di esse presenta una modalità di fuoco, un tempo di ricarica ed effetti del tutto peculiari, adattabili ai sempre diversi scontri in cui dovremo cimentarci.
Alla mole d’armi da fuoco e alla già sufficiente varietà garantita dalla moltitudine di tipologie diverse d’avversari e dall’altrettanto peculiare equipaggiamento di cui saranno dotati si aggiungono finalmente le sopra citate sezioni di ricerca e ragionamento.
Sin dalla prima missione avremo infatti a disposizione il DIVA (acronimo per Dispositivo Intelligente di Visione Alternativa), dispositivo grazie al quale individuare passaggi segreti, oggetti nascosti, trappole invisibili ed aprire porte sigillate tramite piccoli rompicapo.
Sebbene la mole d’azione riservata in questi frangenti al nostro cervello non sia minimamente paragonabile ad un qualsiasi adventure game, queste sezioni riescono con discreta efficacia a variare il ritmo di un’azione sempre molto frenetica, sviando elegantemente il rischio della ripetitività.
Nonostante le diverse features e la buona varietà del gameplay l’azione non riesce a decollare come ci si aspetterebbe, vuoi per la troppo scarsa intelligenza artificiale vuoi per un level desing non sempre molto ispirato e, anzi, spesso piuttosto ripetitivo.
Anche senza rovinare il buon impatto globale dell’esperienza, l’Intelligenza Artificiale risulta senza alcun dubbio il difetto più grossolano della produzione High Voltage: spesso i nemici non si cureranno per nulla dei colpi subiti, rimanendo -come inebetiti- esposti al fuoco.
I diversi livelli di difficoltà selezionabili, tra cui il pauroso “Critico” la cui descrizione recita “I nemici ridono di fronte ai tuoi proiettili. Stai pronto a morire!”, variano, come oramai troppo spesso accade, solamente la quantità di nemici presenti a schermo ed il danno prodotto dai rispettivi colpi (aumentando quello degli avversari e diminuendo il nostro).
Più che aumentare genuinamente il livello di sfida, quindi, Conduit si limita a mandare una mole spropositata di creature, più forti ed aggressive, al macello, tentando di sfinire il giocatore; il che, di tanto in tanto, si tramuta più in frustrazione che in soddisfazione.

Come ogni FPS che si rispetti The Conduit non lesina la componente multiplayer, veicolata da un solido online gaming non nuovo alla console Nintendo.
Le modalità di gioco si dividono in Tutti contro Tutti, Mietitore a squadre ed Obiettivi a squadre, regalando una buona dose di divertimento ad un massimo di dodici giocatori contemporaneamente.
Come suggeriscono le nomenclature tali modalità presentano le più classiche possibilità di gioco competitivo: la prima è un massacro senza guardare in faccia nessuno; la seconda si limita a dividere i giocatori in due fazioni e la terza pone come ulteriore approfondimento dell’esperienza una serie di obiettivi sulla falsariga di “conquista la bandiera”.
Sebbene il servizio di net-gaming Nintendo non sia ancora all’altezza di quelli Microsoft o Sony il divertimento garantito soprattutto dalla mole di armi a disposizione e dall’assenza di lag e fenomeni di latenza è assicurato.

Una potenza grafica così acclamata.....che non si vede

Le pompose dichiarazioni del team, precedenti al lancio, vengono parzialmente smentite non appena i nostri occhi vengono a contatto con l’azione a schermo, mostrando, più che limitazioni tecniche della macchina, una leggera debacle realizzativa: il pur buon motore grafico non riesce infatti a superare quanto mostratoci, ad esempio, da Metroid.
Discorsi “filosofici” a parte la modellazione poligonale si mostra globalmente discreta, con qualche punta di debolezza per quel che riguarda i nemici ed, invece, di forza per quanto concerne la dotazione bellica e la realizzazione degli interni.
Leggermente meglio il comparto texture, capace di differenziare in maniera abbastanza credibile le superfici.
In questo caso, quando si passa gli esterni, una non ottimale gestione dell’illuminazione non dona ai panorami quella vitalità tipica degli FPS più coreografici, lasciando nell’anonimato la pur buona palette di colori.
Da questo punto di vista non è certamente d’aiuto la regia che si limita ad inquadrature poco sopra la canonica “prima persona”, mitigando notevolmente il coinvolgimento emotivo del giocatore.
Sotto tono anche gli effetti particellari, incapaci di sottolineare efficacemente l’elevata spettacolarità e la frenesia dell’azione a schermo.
Fortunatamente le animazioni risultano molto accurate, a partire dai movimenti di ricarica dell’arma sino ad arrivare ai ragdoll post mortem, degni davvero di lode per quanto ci saremmo potuti aspettare dalla potenza di calcolo dell’hardware Wii.
Buono il comparto sonoro: a campionature ambientali del tutto nello standard si aggiungono intriganti musiche d’accompagnamento, una colonna sonora sempre azzeccata ed un doppiaggio (rigorosamente in inglese) curato nel dettaglio ed in grado di aumentare notevolmente la qualità recitativa.

The Conduit The Conduit, anche senza risultare il capolavoro da molti annunciato, è un prodotto largamente sopra la media, la cui forza risiede in un sistema di controlli perfetto ed un gameplay frenetico e piuttosto vario. La tanto acclamata grafica funge invece soltanto da contorno, presentando una costante altalenanza qualitativa, dovuta principalmente all’assenza di una regia all’altezza della situazione e alla non precipua cura nella realizzazione di tutti gli effetti grafici. Grazie anche ad un comparto multiplayer solido e divertente, in ogni caso, la produzione High Voltage si staglia come uno tra i migliori First Person Shooter della lineup Wii, nonchè la prima efficace alternativa a Metroid.

6.8

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