The Deadly Tower of Monsters: Recensione della versione PS4

Un twin stick che si ispira allo stile dei B-Movie anni '70, breve ma spiritoso e divertente, gratuito con PlayStation Plus.

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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4

Dopo gli ottimi risultati ottenuti con Abyss Odyssey e i due capitoli di Zeno Clash, i cileni del Team ACE tornarono sul mercato con The Deadly Tower of Monsters, un interessante indie all'insegna dell'eccentricità. Il gioco è un'avventura action isometrica con qualche sfumatura platform, che si maschera da B-Movie per trascinarci in un mastodontico calderone traboccante di stereotipi filmici, situazioni nonsense e battute tragicomiche. Pubblicato all'inizio dell'anno, il titolo ha raggiunto di recente la Instant Game Collection, presentandosi come contenuto gratuito per tutti gli abbonati al PlayStation Plus.

Che filmaccio!

L'operazione che i ragazzi del Team ACE cercano di imbastire fin dal menù principale, è quella di farci credere che The Deadly Towers of Monsters sia in realtà un film di "serie B" realizzato negli anni 70'. Per farlo si affidano al suo regista, il (poco) celebre Dan Smith, a cui, come se fosse uno spiritello annoiato perduto all'interno del videogioco, è stato commissionato l'incarico di commentare l'intera avventura "fuori campo", con la smania dell'autore che, conscio della bruttezza della sua opera, cerca di imbonirsi la platea fornendone i retroscena più disturbanti e dissacranti, senza fare sconti nemmeno sul nutrito manipolo di attori che lo hanno accompagnato nell'impresa.
Avviata la nuova partita, la "pellicola" si mostra subito in tutta la sua (voluta) banalità d'intreccio, con ampi riferimenti, quasi fosse una parodia, alla lunga tradizione di film di fantascienza realizzati tra gli anni 70' e gli anni 90'. Durante uno dei suoi viaggi spaziali, Pipino Starpeed, l'intrepido e tontolone protagonista dell'avventura, precipita sul pianeta alieno di Gravoria. Nello schianto il suo copilota, un robot con l'originalissimo nome di "The Robot", finisce sbalzato a grande distanza dall'abitacolo, sparendo nei pressi di un nido di formiche nuculari. Senza perdersi d'animo, l'intrepido Pipino parte alla ricerca del fedele compagno, imbattendosi però in uno stravagante villaggio dove alcuni uomini scimmia vengono soggiogati da altri esemplari più irruenti, e in una certa Scarlet Nova (che nel frattempo lo salva da un mega gorilla meccanico del tutto intenzionato ad eliminarlo). La bella e graffiante fanciulla gli svela immediatamente il subdolo progetto del padre, l'autoproclamato imperatore di Gravoria, di voler schiavizzare ogni creatura benigna presente sul pianeta per ricavarne dell'oro (questo perché nei videogiochi, alla loro morte, le creature lasciano cadere delle monete d'oro da lootare): il tutto standosene bellamente rintanato sulla sua colossale torre protetta notte e giorno dalle diaboliche creature realizzate dal suo fedelissimo braccio destro, il Dottor Peculiar. Da buon eroe gentiluomo, Pipino decide di aiutarla a ristabilire l'ordine, senza ovviamente dimenticarsi di recuperare il suo amico cibernetico. Il proseguo dell'avventura, come è facile intuire, vedrà il trio di eroi scalare e ripulire ogni livello della "mortale torre dei mostri", al fine liberare una volta per tutte il regno di Gravoria dalla tirannia dell'imperatore.

I temi trattati da The Deadly Tower of Monsters, quindi, sono alcuni tra i più celebri e diffusi nella storia letteraria e cinematografica: la torre che pullula di immonde creature, il pianeta delle scimmie, il compagno robotico, il viaggio su un pianeta alieno, la figlia onorevole che si oppone al padre tiranno. Tematiche che, come già accennato, sono costantemente filtrate attraverso un registro audiovisivo volutamente "low-budget". Come non citare i bizzarri dialoghi di Pipino con le creature del pianeta, sciorinati attraverso semplici linee di testo accompagnate da versi indecifrabili; le funi di sicurezza ancora visibili sulle creature volanti che andrebbero cancellate in post-produzione; e ovviamente l'onnipresente commento punzecchiante di Dan Smith, sempre pronto deridere la sua opera e il cast, divagando in argomenti del tutto secondari, ma sicuramente più curiosi del minestrone filmico in atto sullo schermo. Insomma, siamo al cospetto di una storia che, pur non brillando affatto nel suo fulcro contenutistico, riesce a divertire e intrattenere grazie all'esilarante atmosfera di contorno inscenata dal team di sviluppo, che fa dell'ilarità, del sarcasmo e della bizzarria la sua arma più efficace. Certo, se il gioco durasse più delle quattro ore necessarie per portarlo a termine, probabilmente l'invadente registro utilizzato finirebbe per stancare e risultare ridondante, ma il Team ACE è stato saggio nel non prolungare oltremodo la sua opera.

Una lunga scalata

Venendo al gameplay, possiamo definire The Deadly Tower of Monsterscome l'ennesimo action/shooter game con visuale isometrica che sfrutta un sistema di controllo "twin-stick": si muove il personaggio con lo stick sinistro, si indirizzano gli attacchi corpo a corpo e dalla distanza con quello destro, si salta o si schiva con i bottoni frontali, e si switchano armi e poteri con il d-pad. In ogni livello della torre bisogna naturalmente vedersela con le diverse creature realizzate dal Dottor Peculiar. Per farlo sarà necessario raccogliere le armi e i poteri abbandonati lungo il percorso, così da fornire ai propri protagonisti dei nuovi e fantasiosi modi per sbarazzarsi dei nemici. Si va dalla più classica delle pistole Tesla, in grado di folgorare fino a due nemici contemporaneamente, ad un aspirapolvere, capace di lanciare buchi neri che inghiottono ogni nemico nelle immediate vicinanze. Non mancano ovviamente delle armi melee per risultare più efficaci nei combattimenti ravvicinati, come un'antennina spaziale da usare a mo' di manganello, una frusta fluorescente, o persino una spada laser, che possono essere utilizzate sia con un colpo normale che con uno caricato (tenendo premuto il pulsante d'attacco per qualche istante) in grado di infliggere più danni. Tutte le armi si possono modificare (nel danno inflitto e nell'estetica) presso delle speciali postazioni sparse per gli oltre 60 checkpoint della torre, utilizzando degli ingranaggi (di diversa qualità: blu, argento e d'oro) da raccogliere a piacimento durante l'ascesa. Per quanto riguarda le abilità, trovandoci al cospetto di un team di eroi a tutto tondo, non potevano certamente mancare dei poteri speciali. Scarlet Nova, ad esempio, può contare su una cupola energetica in grado di schermarla dagli attacchi dalla distanza, infliggendo danno a chiunque balzi al suo interno; Pipino può eseguire una rapidissima schivata laterale per allontanarsi dalla mischia; The Robot è in grado di rallentare il tempo mantenendo inalterata la sua agilità e velocità d'attacco. Essendo possibile utilizzare un solo personaggio alla volta, per la maggior parte dell'avventura il protagonista attivo potrà essere selezionato semplicemente in base al proprio gusto personale. Tuttavia, capiterà di trovarsi in situazioni che richiederanno esclusivamente l'utilizzo dell'abilità unica di un determinato personaggio (come, ad esempio, quando si dovranno distruggere degli enormi blocchi di pietra con le mine di Pipino), per cui sarà necessario recarsi presso delle speciali cabine criogeniche (solitamente vicino ai checkpoint) ed eseguire la sostituzione del protagonista. Per quanto riguarda i nemici, ce ne sono circa una cinquantina, tutti caratterizzati da un'estetica bizzarra, punti di forza/debolezze, e da combinazioni d'attacco non particolarmente complesse.

Le scimmie, ad esempio, riescono ad eseguire dei lunghi balzi infliggendo danno all'impatto; i robot attaccano solo frontalmente o alle loro spalle, mentre le lumache sono lente, ma riescono a sparare delle sfere energetiche in un'ampia area intorno a loro. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. Va detto che per la maggior parte dell'avventura sbarazzarsi degli avversari sarà semplicemente un gioco di stile, ma procedendo verso la vetta gli scontri si faranno più numerosi e caotici, e sarà necessaria ben più di una rotolata per salvarsi la pelle. In qualche occasione, inoltre, bisognerà affrontare alcune boss fight con alcune mastodontiche creature, in scontri leggermente più complessi e suddivisi in fasi. Anche in questo caso, comunque, l'aspetto che balza maggiormente all'occhio è quello scenico piuttosto che quello del gameplay, con effetti speciali che, seppur di qualità discutibile, svolgono nell'insieme un ottimo lavoro d'intrattenimento.
Come avrete capito, uno degli aspetti fondanti del gameplay di The Deadly Tower of Monsters è sicuramente quello della scalata, che, pur non affondando le sue radici in una struttura platform a tutto tondo, cerca di proporre alcune delle sfumature che hanno reso celebre il genere di riferimento, il tutto esaltando la sensazione di vertigine con una visuale a tre quarti davvero efficace. Rampe, ascensori e piattaforme mobili saranno una costante ad ogni piano della torre, e bisognerà servirsi del giusto tempismo per non rischiare di cadere nel vuoto. Fortunatamente, gli eroi possiedono alcuni trucchetti davvero interessanti per riuscire a salvarsi dalle situazioni più vertiginose, come un jet pack o un teletrasporto rapido, capace, se attivato con il giusto tempismo, di riportare il protagonista sulla sporgenza da cui è precipitato. Molto curioso è l'inserimento di alcune brevi sessioni di tiro al bersaglio sporgendosi dalla torre, da eseguire per riuscire ad eliminare i gruppetti di nemici intenti a scalarne le pareti. In caso di fallimento, essi riusciranno a raggiungere il livello del protagonista e potranno attaccarlo con le loro consuete abilità offensive (mentre durante l'ascesa si limiteranno a lanciare degli attacchi dalla distanza).

Uno degli aspetti che più convincono di The Deadly Tower of Monsters, e forse quello che riesce maggiormente a sostenere l'impalcatura pseudo-filmica del titolo, è certamente quello audiovisivo. Il Team ACE, sfruttando la struttura "a piani" della torre, è riuscita realizzare un immenso palcoscenico riassuntivo di tutti quegli elementi che hanno reso celebre il cinema fantascientifico e i B-movie a partire dagli anni'70. Parliamo di enormi dinosauri, dischi volanti, piattaforme colorate, statue, istallazioni di design, montacarichi, braccia robotiche, elementi architettonici stravaganti; insomma, tutti elementi scenografici che riescono a rendere a loro modo unici i numerosi livelli che costituiscono la torre. Va poi citata la bontà della soundtrack che, pur non essendo memorabile, ricorda alcune delle più celebri colonne sonore del cinema, oltre che riuscire ad accompagnare con efficacia i cambi di ritmo dettati dalla progressione. Insomma, sotto quest'aspetto The Deadly Tower of Monsters ha fatto un centro pieno, tenendo comunque ben presente che siamo al cospetto di un indie a cui necessariamente andrà perdonata ben più di una pecca per quanto concerne l'aspetto tecnico.

The Deadly Tower of Monsters The Deadly Tower of Monsters è un titolo con più di qualche buona freccia al suo arco: non è eccezionale dal punto di vista narrativo (anzi, è volutamente scontato e banale), ma riesce a sopperire ad alcune mancanze grazie ad un'atmosfera ben congegnata; non è particolarmente innovativo dal punto di vista del gameplay, ma mette in tavola delle carte ludiche che intrattengono con efficacia durante le 4 ore necessarie per completarlo; non è nemmeno un granché dal punto di visto tecnico, eppure possiede buona parte di quello stile eccentrico che il Team ACE ci aveva già mostrato nei suoi precedenti lavori.

7

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