The Dream Machine Recensione

The Dream Machine è un'avventura grafica "fatta a mano" ambientata nel mondo oscuro e fiabesco del sogno e dell'inconscio...

Versione analizzata: PC
recensione The Dream Machine
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  • Pc

Le avventure di Victor Neff, protagonista di The Dream Machine, hanno inizio nel lontano 2012 ad opera dei due "sexy nerd" svedesi Erik Zaring a Anders Gustafsson (sono loro stessi a definirsi così, con quel pizzico di ironia che è innegabilmente affascinante). Un'avventura, durata ben cinque anni e conclusasi con il rilascio dell'ultimo dei sei capitoli nel maggio 2017, che è l'ennesima dimostrazione di come la passione e l'impegno possano portare alla realizzazione di ottimi prodotti anche con team ridotti e povertà di mezzi tecnici. The Dream Machine è un punta e clicca ambientato nel mondo del sogno e dell'inconscio, realizzato con la tecnica dello stop motion: sia i personaggi che le ambientazioni sono fatti a mano utilizzando argilla, cartoncino e vari materiali. Non è certo il primo gioco ad essere realizzato con questa tecnica, ma quello che distingue The Dream Machine da altri prodotti analoghi è lo stile: si tiene lontano infatti dall'estetica giocosa e infantile che quasi sempre si accompagna a questo tipo di tecnica e sceglie invece un tratto duro, grottesco, violento. I volti dei personaggi sono segnati da colpi evidenti di scalpello e ricordano i quadri di Edward Munch, le ambientazioni mescolano una quotidianità rappresentata senza nessun abbellimento a una dimensione onirica fatta di inquietudine e surrealismo.

L'antefatto: Victor Neff e la giovane moglie Alicia, incinta del loro primo figlio, si sono appena trasferiti nel loro nuovo appartamento. Per i due il trasloco segna l'inizio di una nuova vita, in una città diversa, con tutte le responsabilità e le paure che derivano dall'essere genitori. Entrambi fanno subito degli strani sogni, ma presi dai piccoli imprevisti del loro trasloco non ci fanno troppo caso fino a quando non troveranno un biglietto strappato nel posacenere che li porterà a scoprire uno strano macchinario nascosto nella loro stanza da letto. È l'inizio di una serie di eventi che porterà Victor ad esplorare i sogni di tutti gli abitanti della palazzina, facendo un viaggio dentro l'inconscio, le paure e i desideri di ciascuno di loro, raccontati tramite metafore visuali molto suggestive. Ciascuno dei personaggi rivela nel sogno una personalità nascosta, quasi invisibile nella sua vita quotidiana: sono questi tratti peculiari a plasmare i vari universi di gioco tra i quali il nostro protagonista si muoverà nel corso dei sei episodi. Quali segreti custodisce il vecchio proprietario dello stabile?
Quali fantasmi del passato tormentano l'anziana vicina? Cosa sognerà la giovane infermiera del piano di sopra? Quali paure e desideri albergano nella mente del giovane programmatore disabile? E ancora quale sarà il vero volto della dolce e premurosa Alicia, e quale aspetto avranno i sogni del suo bambino non ancora nato? Le atmosfere sono molto diverse tra un episodio e l'altro e anche le meccaniche di gioco riflettono la stessa varietà, grazie a soluzioni intelligenti di game design che pur restando all'interno delle convenzioni del punta e clicca vengono modulate per riflettere la personalità dei sognatori.

Le meccaniche di gioco, quindi, sono utilizzate in senso narrativo, dando vita a un interessante compromesso tra un game design in linea con i dettami del genere e uno studio preciso e approfondito delle personalità dei personaggi. Il team, nel corso dei cinque anni di sviluppo,ha dimostrato di essere davvero maturato sia per quanto riguarda la narrazione che il game design. Il gioco parte da una premessa già interessante e originale seppur strutturata in modo lineare a abbastanza convenzionale: il nostro Victor si trova infatti a risolvere una serie di piccoli problemi pratici per mandare avanti la trama. Dal secondo episodio in poi le cose fortunatamente si complicano: l'ambientazione onirica permette infatti di creare enigmi più articolati, surreali, liberi dalle logiche del quotidiano - dal classico teletrasporto alla casa che prende vita da vecchie foto in bianco e nero, dal laser rimpicciolente alla pozione magica che rende giganti - e di creare una narrazione che riesca a sviscerare la personalità dei sognatori senza uscire però dai canoni del punta e clicca: la storia si svela attraverso gli occhi del protagonista e degli enigmi che è chiamato a risolvere, ed è caratterizzata da una certa leggerezza e un umorismo di fondo. Anche i sogni smettono di essere piccoli mondi isolati e diventano sempre più vasti e con enigmi complessi, finendo per intrecciarsi tra loro negli ultimi due episodi. Il capitolo finale, in particolare, supera per vastità, difficoltà e durata i precedenti e cala il giocatore in un'atmosfera fantascientifica, ricca di rimandi e citazioni, che interconnette i sogni di tutti i personaggi, abbandonando la linearità dell'esplorazione e chiedendo al giocatore di risolvere enigmi e recuperare oggetti in tutti i mondi precedentemente esplorati. A metà tra "2001: Odissea nello spazio" e "Essere John Malkovitch", l'episodio conclusivo trasporta Victor Neff nel mondo ancora non del tutto formato del sogno del suo primogenito, nel quale il nostro protagonista dovrà confrontarsi col nemico più insidioso di tutti: sé stesso.

The Dream Machine The Dream Machine è un punta e clicca a episodi molto originale ben realizzato, che permette di seguire, capitolo dopo capitolo, la maturazione tecnica e stilistica dei due autori. Il gioco nasce come un'avventura grafica tradizionale ma si fa progressivamente sempre più articolato, mentre aumentano originalità e complessità degli enigmi proposti. Visivamente è spettacolare: realizzato interamente in stop motion, si allontana dal cliché più “carini e infantili” per esplorare immaginari più cupi, legati alla dimensione del sogno e dell’inconscio. Anche la durata degli episodi aumenta notevolmente, passando dal paio d’ore dei primi alle quattro/cinque ore degli ultimi due, venendo a creare un titolo discretamente longevo, soprattutto per gli standard del mercato indipendente. Assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

9

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