Recensione The Escapists

Un indie game tutto dedicato alla perfetta fuga dal carcere

The Escapists

Videorecensione
The Escapists
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

The Escapists nasce da un'idea tanto interessante quanto fragile, basandosi su meccaniche volutamente ermetiche, giacché svelarle troppo presto al giocatore avrebbe compromesso irrimediabilmente il livello di sfida. Nei panni di un carcerato rinchiuso in istituti correzionali di sicurezza crescente, starà a voi trovare uno dei molti modi di evadere, dallo scavare la più classica delle gallerie sino al corrompere guardie, rubare preziosi capi di vestiario o intrattenere con gli altri detenuti commerci fruttiferi. Potremmo definirlo un "simulatore di prigione", sebbene lo scopo sia non tanto quello di immedesimarsi nella figura del carcerato medio, quanto quello di trovarsi il prima possibile dall'altra parte del filo spinato. L'idea, dicevamo, è di quelle interessanti, eppure anche molto complessa da realizzare. Il fatto che ogni prigione nasconda molti modi per evadere rappresenta indubbiamente un punto di forza della produzione, ma all'aumentare della difficoltà la sfida potrebbe farsi molto complessa e dispersiva, sino a tendere alla frustrazione.

LA GRANDE FUGA

Senza preamboli narrativi, vi troverete nei panni di un detenuto di cui potrete decidere il grazioso aspetto a 8-bit e il nome, per poi ritrovarvi in cella, nel vostro primo giorno di prigionia. Da qui, starà a voi scoprire innanzitutto le basi della routine quotidiana, fatta di ispezioni da parte delle guardie, pasti, esercizio fisico, ore dedicate al lavoro e tempo libero. Mancare ad una di queste attività significherà alzare il livello di sospetto delle guardie, che potrebbero ben presto mettere la prigione in stato di lockdown e chiamare rinforzi. Conseguentemente, il tempo dedicato alla progettazione della vostra evasione sarà ridotto, e dovrà essere messo a frutto nel migliore dei modi. Considerato il fatto che non c'è un limite di tempo prestabilito per la prigionia, e che in The Escapists non si può morire (semmai finire in infermeria, perdendo parte dell'equipaggiamento), il tutto si basa su un costante trial and error. Sia il crafting degli oggetti, partendo da materie prime che è possibile rubare o acquistare da altri detenuti, sia l'elaborazione del piano di fuga vero e proprio, passeranno per un gran numero di tentativi andati inevitabilmente storti. Il tutorial iniziale è infatti volutamente molto breve e totalmente avaro di suggerimenti, cosicché finirete per scoprire la maggior parte delle meccaniche di fuga per caso, o attraverso la deduzione. Proprio per questo motivo, The Escapists è un gioco che richiede innanzitutto pazienza, oltre ad un po' di pensiero laterale. Le prime ore le spenderete a prendere familiarità con l'utilizzo dell'inventario, che vi metterà a disposizione un certo numero di slot sulla parte della della schermata dove sistemare gli oggetti. Per interagire con questi ultimi, sarà sufficiente cliccare su uno strumento, e successivamente sulla superficie sulla quale vorrete testarlo. Scoprirete così che, con un po' di pazienza, una forchetta di plastica potrà rivelarsi ottima per scalzare le piastrelle dai muri, ed accedere a preziose intercapedini, oppure che una lametta e un pettine, combinati nella schermata del crafting, vi permetteranno di crearvi un'ottima arma improvvisata. Gli oggetti craftabili sono diverse decine, e alcuni richiedono fino a quattro materie prime di partenza. Una volta scoperti, le relative ricette rimarranno per sempre nel menu dedicato a quello specifico personaggio (il gioco permette di portare avanti fino a 3 partite in contemporanea). Gli sviluppatori hanno previsto anche diverse forme di interazioni con gli altri detenuti, sebbene queste si limitino alla possibilità di fare "favori" in cambio di denaro e di acquistare da alcuni preziosi oggetti illegali, o ricette per il crafting. Va da sé che l'esperienza di fuga proposta da The Escapists sarà sempre e comunque una solitaria ricerca del punto debole di turno. Proprio una maggiore interazione con i compagni di cella avrebbe potuto variare piacevolmente la formula, magari permettendo al giocatore di organizzare rivolte, o di farsi aiutare in certi compiti, per poi scappare in gruppo.

Quanto all'ombra della frustrazione citata in apertura, questa può concretizzarsi soprattutto quando si apriranno i battenti delle carceri più complesse, vere e proprie roccaforti costantemente pattugliate e costellate di telecamere di sorveglianza. Proprio qui il trial and error raggiungerà i livelli più feroci, accompagnato dal tedio delle ripetitive attività quotidiane e dalla possibilità di salvare solamente una volta nella "giornata" virtuale di detenzione, con il rischio di perdere diversi progressi per una semplice svista.
Quanto all'atmosfera che permea l'esperienza, questa è sufficientemente spensierata, dimostrando come gli sviluppatori abbiano elegantemente deciso di mantenere le distanze da tematiche invero piuttosto complesse. The Escapits non si prefigge riflessioni profonde sulla vita del carcere duro, e riesce a rivestire il tutto di una patina giocosa ben bilanciata, sdrammatizzando senza mai mancare di rispetto. A questo contribuisce sia la graziosa grafica 8-bit, sia l'ottima colonna sonora, caratterizzata da un buon numero di temi destinati a rimanervi nelle orecchie.

The Escapists Unendo parti uguali di puzzle gaming e meccaniche gestionali, The Escapists si propone come un rompicapo ben caratterizzato, che saprà certamente tenere impegnati per molte ore gli appassionati di enigmi complessi. Il buon lavoro di caratterizzazione delle diverse prigioni da cui evadere, unito a un grandissimo numero di possibilità di fuga da scoprire, alza il valore di rigiocabilità, sebbene l'esperienza possa farsi dopo qualche ora piuttosto ripetitiva e, a tratti, addirittura frustrante. A mancare è un approfondimento sui rapporti con gli altri carcerati, che limitandosi al commercio e a piccoli incarichi da completare in cambio di denaro, tolgono varietà al contesto. Idealmente, organizzarsi in gruppi per evasioni o rivolte in compagnia dell'intelligenza artificiale avrebbe reso il racconto di The Escapists molto più vario e ricco di possibilità. Così com'è, rimane comunque una variazione sul tema del puzzle game molto impegnativa e diversa dal solito, sebbene offerta ad un prezzo (circa 15 euro) che richiede piena comprensione delle particolari meccaniche e della pazienza richiesta prima di procedere all'acquisto.

7.3

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