Resident Evil VII Adesso online

Eternal Backlog: giochiamo a Resident Evil 7!

Recensione The Evil Within: The Assignment

Il survival horror di Shinji Mikami si tinge di rosa

The Evil Within

Trailer
The Evil Within
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

Il ritorno di Shinji Mikami è stato un tuffo al cuore per tutti i giocatori di vecchia data. Chiunque abbia vissuto l’era PSX sa bene quanto questo nome sia legato alla saga che più di altre è diventata sinonimo di Survival Horror e tutto questo non ha fatto altro che far salire alle stelle l’hype per The Evil Within, che a conti fatti è andato anche oltre le nostre più rosee aspettative. A distanza di cinque mesi, quasi nel momento in cui l’interesse per il titolo sembrava essere svanito nel nulla, arriva sul mercato questo nuovo The Assignment, DLC venduto a 9.99€ che approfondirà la campagna principale attraverso la missione personale del misterioso agente Juli Kidman. Doverosa premessa è segnalarvi che questo articolo (e ovviamente il DLC di riferimento) contiene pesanti spoiler su The Evil Within ed è quindi indirizzato ai soli giocatori che lo abbiano portato a termine. Detto questo, possiamo dirci pronti per ritornare nell’incubo del Beacon Mental Hospital con un nuovo, innovativo, punto di vista, che non solo ci ha decisamente convinti, ma ci ha terrorizzati, proprio nel momento in cui pensavamo di aver visto tutto di questa produzione.

NO GUN, NO FUN?

Se una critica poteva essere mossa a The Evil Within, di sicuro era quella di far venire meno la tensione negli ultimi capitoli del gioco, quando, armati di tutto punto, si abbandonavano i claustrofobici corridoi dell’ospedale per ritrovarsi in una città che collassava su se stessa, ma che faceva tutto tranne che paura. Un problema comune a molti titoli horror che, inevitabilmente, sul finale devono spostare l'asticella a favore dell’azione, laddove gli equipaggiamenti siano diventati troppo potenti per garantire l’inadeguatezza necessaria per sentirsi terrorizzati. Proviamo per un attimo a pensare al primo Dead Space, ad esempio. Tornando a noi, il team di sviluppo aveva ben chiaro tale problema nel momento in cui ha iniziato i lavori su The Assignment, infatti, per evitare ogni forma di potenziamento e facilitazione del percorso, è stata applicata una scelta radicale: nessun’arma a disposizione e una sola difficoltà selezionabile. Così facendo, il gioco è stato riabilitato nella sua forma di Survival Horror, proponendo mappe e situazioni estremamente vicine a quelle dei primi capitoli, ora prolungate nell’arco di due ore e mezza di gioco. Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte a una tale imposizione, ma vi assicuriamo che il risultato finale giustifica pienamente il mezzo utilizzato, avendoci regalato alcuni momenti molto coinvolgenti come non ci capitava da tempo. La necessità di utilizzare l’astuzia praticamente in tutte le situazioni ci ha garantito una gratificazione senza pari nel momento in cui riuscivamo a tirarci fuori dai contesti più disparati, alternando vecchie e nuove strategie di difesa. L’impianto generale ricorda molto quello degli stealth game classici, con la possibilità di nascondersi grazie a delle coperture di fortuna (armadietti, mobili, letti, ecc.) e di eseguire un “richiamo-esca” che attirerà i nemici nelle vicinanze proprio nella nostra posizione. In questo modo sarà possibile gestire la folla delle singole sezioni, così da passare indisturbati nel caso in cui si siano fatte le scelte più oculate. Molto divertente l’introduzione dei telefoni, che in certi momenti è possibile far squillare per attirare dei nemici in una stanza e rinchiuderli.

In realtà la precedente affermazione secondo la quale non vi sia alcun tipo di arma è solo parzialmente vera, in quanto in determinati momenti potrete sfruttare alcune accette sparse per i livelli, aggredendo i vostri cacciatori alle spalle e liberandovi della loro presenza. Per quanto possa sembrare un momento di sollievo nel lento incedere disarmati a cui saremo abituati, riuscire a raggiungere i nemici per colpirli di soppiatto è un’impresa ardua ben peggiore del semplice sgattaiolare e siamo sicuri che costituirà una fonte di Game Over per la maggior parte dei giocatori. Oltre ai mostri già incontrati nella storia principale, The Assignment include un nuovo pericolosissimo tipo di creatura, che complicherà i problemi di sopravvivenza del giocatore privandolo di una facoltà fondamentale: la fuga. Questi esseri deformi sono completamente ciechi, ma, oltre a riempire delle aree enormi con ronde estremamente precise e antipatiche, hanno un udito finissimo, che li farà convogliare immediatamente su di voi a seguito di qualsiasi rumore. E ci siamo dimenticati di comunicarvi che queste creature esplodono immediatamente al contatto, uccidendo con un singolo colpo. Vera protagonista delle infauste disgrazie che ci capiteranno sarà un’altra aberrazione che non potrà essere scalfita in alcun modo e che ci darà il tormento per tutta la durata dell’avventura. Con un look davvero particolare che vi lasciamo il “piacere” di scoprire da soli, questa sarà dotata di un’ottima velocità, un buon udito e uno sguardo accecante che stordirà dalla distanza e molto spesso implicherà l’ennesimo Game Over. Le sezioni con questo nemico sono tra le più terrificanti, ma a tratti possono essere frustranti nella misura in cui lo scatto è davvero troppo limitato e non vi è alcun tipo di margine per l’errore. La difficoltà generale non è comunque elevatissima, ma va tenuto presente che nella maggior parte dei casi essere scoperti equivale a morire, indipendentemente dal nemico. È necessaria quindi molta pazienza per calcolare le ronde e sfruttare l’ambiente a proprio vantaggio, una regola che vale per l’intera durata del DLC. Ultima novità da segnalare è l’importanza dell’unico strumento di cui disporremo perennemente: la torcia. Questa non solo ci consentirà di vedere in zone buie, ma amplierà il gameplay consentendo di scoprire aree segrete precedentemente celate da inganni e oscurità. Peccato solo che i nemici non sembrino reagire minimamente alla presenza di tale strumento, alleggerendo di fatto il peso che la difficoltà ha sul giocatore.

NON SOLO SURVIVAL

The Assignment rimane comunque un DLC volto anche all’approfondimento della storia di The Evil Within. Infatti le singole missioni che ci troveremo a compiere saranno un elemento trasversale per ripercorrere alcune delle tappe fondamentali della campagna principale, vedendole da un altro punto di vista precedentemente precluso. Nella fattispecie impersoneremo la già citata Juli Kidman, nella sua missione segreta di recupero del paziente Leslie al fine di compiere il volere del misterioso capo della lobby Mobius (chi ha detto Ada, Wesker e Umbrella?). Una situazione non troppo originale, che nonostante i continui riferimenti e incroci con le avventure del detective Castellanos, non convince appieno sul piano strettamente narrativo, ma risulta gradevole prendendo in considerazione l’atmosfera che va a creare. Difficilmente si potrà provare curiosità per la causa di Juli, ma il senso di oppressione, l’alternanza tra passato e presente, le visioni e il doppiogiochismo di cui finalmente saremo consapevoli sono sviluppati in maniera egregia. Unico neo è la mancanza di un chiaro raffronto con l’avventura principale, che va ricordata in maniera piuttosto precisa per ricostruire l’iter che dovremo percorrere. Il tutto a scapito dei giocatori che hanno concluso la loro esperienza nel “lontano” ottobre 2014.

Una breve nota sul fronte estetico, che non vede alcun tipo di miglioramento tecnico rispetto a quanto visto in The Evil Within. Riguardo le location vi è un varietà più che discreta, che è purtroppo minata dall’illuminazione estremamente cupa che ha il difetto di rendere simili ambienti in realtà diversi. Sulla struttura e sul level design alcune scelte si sono rivelate vincenti e stimolanti: riuscire a trovare la via giusta non sempre è semplice, ma tutto questo rientra perfettamente nel senso di smarrimento che dovrebbe nascere in un tale contesto. I due capitoli di cui si compone il DLC sono abbastanza lunghi e per completarli ci sono volute due ore e mezza di puro delirio, farcite di urla e preghiere varie per non essere scoperti in momenti al limite del tragico. Giocato di notte al buio e in cuffia è in grado di regalare delle emozioni molto forti, per certi versi più intense dei 15 capitoli di base. Avvisiamo gli interessati che le avventure dell’agente Kidman continueranno e si concluderanno nel DLC di prossima uscita The Consequence, quindi il finale a cui si va incontro sarà, per forza di cose, lasciato a metà. Se odiate rimanere col fiato sospeso vi consigliamo di aspettare entrambe le parti, magari approfittando del Season Pass (19.99€) che includerà non solo tale espansione, ma anche un terzo DLC in cui utilizzeremo il temuto Boxhead, il celebre nemico con la cassaforte in testa.

The Evil Within Procedendo nella direzione intrapresa da Alien Isolation, The Assignment è un contenuto aggiuntivo di prim’ordine, strutturato in maniera eccellente e curato nei dettagli come fosse un capitolo della campagna principale di The Evil Within. Un gameplay estremo e ragionato associato ad atmosfere e creature disturbate fino all’inverosimile sono minati da una scarsa rilevanza del comparto narrativo, dovuta alla sfida di ricostruire un puzzle che, tra realtà, ricordo e immaginazione, è di difficile interpretazione. Comprendiamo come sia stata necessaria un’attenzione di alto livello per offrire all’utente un prodotto di qualità, ma un paio di mesi in meno avrebbero sicuramente giovato nell’offrire un senso di continuità con ciò che in molti hanno “purtroppo” provato lo scorso ottobre. In relazione al prezzo (9.99€ avventura singola, 19.99€ il Season Pass) The Assignment è un acquisto obbligatorio per chiunque si fosse lasciato coinvolgere dall’ultima fatica di Shinji Mikami, con il dovere morale di ripresentarsi all’uscita di The Consequence, che speriamo manterrà lo stesso livello qualitativo. Tornare in un ospedale infestato da presenze maligne non è mai stato più piacevole di oggi, quindi preparatevi a sopravvivere all’orrore per l’ennesima volta e pregate che nessuna vi veda. O vi senta.

8

Che voto dai a: The Evil Within

Media Voto Utenti
Voti totali: 47
8.1
nd