Recensione The Guardian of Light

Lara torna in Digital Delivery: recensito l'action cooperativo dedicato all'icona femminile dei VG

Versione analizzata: Xbox 360
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • Pc
Alessandro Alessandro "Neon" Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Da tempo è ormai filtrata la notizia relativa allo sviluppo di un nuovo Tomb Raider, probabilmente con velleità free roaming e uno stile ancora più dark rispetto al passato.
Nel frattempo, però, i ragazzi di Crystal Dynamics hanno pensato bene di proporre uno spin-off della serie, da pubblicare solo in digital delivery in un periodo affollato di titoli scaricabili di qualità, tra il sorprendente Joe Danger e l’affascinante Limbo.
Vediamo come le gesta della signorina Croft sono state adattate per trasformarsi in qualcosa di diverso dal classico action adventure a cui siamo abituati.

Questione di punti di vista

La prima cosa che salta all’occhio è la visuale: è stata abbandonata la telecamera in terza persona per passare a qualcosa di più classico, che richiama alla mente Diablo e un’infinità di titoli con visuale isometrica sin dai tempi dell’Amiga.
Fissato il punto di vista tutto il resto è quasi venuto da sè: la telecamera non è più gestita dall’utente ma segue la scena, aumentando o diminuendo lo zoom in modo da inquadrare entrambi i personaggi principali durante le sessioni multiplayer.
L’analogico destro, quindi, perde la sua funzione ed è stato naturale riutilizzarlo per implementare un sistema di controllo dual stick, con l’ormai classico schema portato al successo da Geometry Wars: la levetta sinistra per camminare e quella destra per mirare, riuscendo quindi a muoversi rapidamente negli ambienti, combattendo nel contempo a suon di armi da lancio e piombo fumante.
L’ultimo passaggio è rappresentato dall’aggiunta di un secondo personaggio giocabile, adattando quindi alla nuova struttura tutti gli elementi di base che la serie ha sempre avuto all’interno del suo DNA: luoghi remoti da esplorare, trabocchetti diabolici e segreti ben celati ad un occhio poco attento.

Lo specchio fumoso

La trama è narrata in gran parte con tavole statiche di chiara ispirazione fumettistica, con uno stile che ricorda vagamente il cell shading. Lara è in America centrale alla ricerca dello specchio fumoso, un reperto che si pensava perduto per sempre e che dovrebbe garantire incredibili poteri. Il signore della guerra locale, però, decide di impadronirsene senza prestare alcuna attenzione alla maledizione che si narra lo specchio porti con sé, provocando il ritorno sulla terra di Xolotl, il dio della morte azteco. La liberazione del male, però, segue le leggi dell’equilibrio e quindi anche il guardiano della luce Totec torna alla vita, dopo essere stato trasformato in statua alla fine dell’ultimo confronto tra i due, terminato con l’imprigionamento di Xolotl all’interno dello specchio.
Lara e Totec devono quindi allearsi, se vogliono riuscire ad intrappolare nuovamente il malvagio dio, e per farlo hanno solo una notte, al termine della quale il mondo finirà.

Single o coop?

Guardian of Light nasce con alla base l’idea del gioco in cooperativa, nel quale Lara sfrutterà maggiormente la forza bruta delle armi e il suo rampino per risolvere gli enigmi, mentre Totec potrà difendersi con lo scudo e piazzare delle lance in punti strategici, in modo che la compagna d’avventure possa sfruttarle per raggiungere i luoghi più remoti. Una novità è rappresentata dalle bombe, posizionabili sul terreno a piacimento, con un innesco a distanza che permette di allontanarsi prima dell’esplosione. Questa tipologia di arma tornerà molto utile tanto in combattimento quanto per risolvere alcuni degli enigmi posti sul cammino verso lo scontro finale con Xolotl.
Giocare in multiplayer, quindi, è sicuramente il modo giusto per trarre il maggior divertimento possibile da Guardian of Light.
Sfortunatamente la modalità cooperativa online non è stata rilasciata contestualmente al lancio del gioco sulla piattaforma Microsoft, nella collana Xbox Live Arcade, ma verrà aggiunta alla fine di Settembre, quando il gioco verrà pubblicato anche per Playstation 3, in download da Playstation Network, e per PC, su Steam.
Ovviamente è possibile affrontare l’intera avventura in singolo ma il fascino della collaborazione con un altro giocatore umano andrà irrimediabilmente perduto e con lui anche una buona fetta di divertimento. In questo caso Totec non accompagnerà Lara ma l’eroina avrà tutti i mezzi a disposizione per proseguire da sola. Inoltre gli enigmi e la conformazione dei livelli si adatteranno ad una fruizione in single player, rispetto all’esperienza più variegata del cooperativo.
E’ noto il fatto che qualunque titolo giocato in multiplayer, soprattutto se cooperativo e con persone che si conoscono, ne guadagna e Guardian of Light è uno degli esempi più lampanti di tale affermazione.

Tecnica al servizio dell’avventura

Il motore di gioco è lo stesso visto all’opera in Tomb Raider Underworld, riadattato per essere sfruttato con una visuale isometrica fissa. Tecnicamente la qualità è molto buona, con scenari suggestivi, spesso disposti su più livelli sovrapposti, in modo da intravedere le aree già visitate dall’alto man mano che si sale. Ottimi gli effetti di luce, in grado di creare un’atmosfera che varia pesantemente da livello a livello, e la fisica applicata ai moltissimi oggetti sparsi per i livelli: dai classici barili esplosivi ad intere strutture che possono collassare su se stesse se sollecitate.
Il frame rate è stabile anche se verso il finale dell’avventura, quando il gameplay virerà maggiormente sul combattimento, si noterà qualche tentennamento, solo ed esclusivamente in zone densamente popolate di avversari, con esplosioni ed effetti vari al massimo della spettacolarità.
Le animazioni sono molto buone ed è un peccato non poter avvicinare in alcun modo la visuale, la cui gestione, come detto, è completamente deputata al gioco, per poterle ammirare più da vicino.
L’HUD si è invece dimostrato un po’ troppo invasivo, soprattutto nelle aree in cui i due protagonisti devono agire lontani fra loro e la visuale si allontana rendendoli molto piccoli e di non immediata visualizzazione.
Peccato per la colonna sonora, decisamente sotto tono, con brani riarrangiati provenienti dai vecchi capitoli della serie che non riescono particolarmente a coinvolgere.

Dieci, Cento, Mille obiettivi

Essendo pubblicato sul Marketplace di Xbox Live Guardian Of Light soffre di alcune limitazioni in termini di achievements. Sono quindi disponibili un numero limitato di obiettivi che permettono di guadagnare 200 punti da aggiungere al proprio Gamerscore.
Per cercare di rendere il gioco più coinvolgente, superando in parte tali vincoli, il team Crystal Dynamics ha implementato una struttura a punteggio con sfide multiple che in qualche modo strizza l’occhio agli arcade del passato.
In ogni livello potremo provare a portare a termine delle sfide collaterali, dalla raccolta di oggetti fino al raggiungimento dell’uscita entro un tempo limite, spesso decisamente ristretto. Potremo anche tentare di concludere con il punteggio più alto possibile, uccidendo in sequenza i nemici e raccogliendo le gemme disseminate per i livelli, in modo da raggiungere e superare delle fasce prefissate. Tutto questo per sbloccare dei reperti, recuperabili anche in caverne segnalate con dei teschi dagli occhi infuocati che nascondono gli enigmi più belli e ispirati del gioco. Tali oggetti sono attivabili nell’inventario e possono fornire numerosi bonus, dal potenziamento dell’arma al recupero delle munizioni perdute con il passare del tempo.
L’uso, però, è automatizzato e riusciremo a fruire dei bonus solamente quando riusciremo di riempire una barra posta sull’HUD, in perenne crescita quando si sconfiggono gli avversari ma che si azzera istantaneamente al primo danno che si incassa.
In questo modo il gameplay spinge ad all’esplorazione e ad una pianificazione accorta dei combattimenti, in modo da massimizzare la propria potenza offensiva, giocando in difesa dove serve per non perdere le potenzialità aggiuntive acquisite.

Lara Croft and the Guardian of Light Lara Croft and the Guardian of Light risulta un titolo decisamente interessante che va a posizionarsi ai vertici dell’offerta dei giochi scaricabili per console e PC. Soddisferà sicuramente sia gli amanti di Tomb Raider che chi cerca un action game diverso dal solito, basato forse su uno stile leggermente antiquato ma riportato in auge con perizia e qualche colpo di genio. Per goderselo fino in fondo è quasi imperativo il gioco in cooperativa, per ora in locale ma in è in arrivo anche il supporto online, per chi non ha un amico a portata di mano ma molti sparsi per il web.

6.9

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