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Recensione The House of the Dead: OVERKILL Extended Cut

Un classico della Line-Up Wii arriva su Ps3, con supporto al Move

Versione analizzata: Playstation 3
recensione The House of the Dead: OVERKILL Extended Cut
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

All'alba del 2009 usciva su Wii un On-Rail Shooter decisamente intrigante. Sviluppato da SEGA, House of The Dead: Overkill fu un vero e proprio inno all'Hardcore Gaming più spinto, al politically incorrect, al massacro metodico e indistinto. Quando ancora l'abuso del genere non aveva saturato i fan della bianca console Nintendo, lo storico brand da sala spuntò nella Line-Up con la sua cinica irriverenza, e fu subito amore a prima vista. Overkill, a conti fatti, resta ancora oggi una piccola perla, ineguagliato per stile e regia. L'ultimo House of The Dead era un concentrato di violenza sadica ed insieme il più grande tributo videoludico agli Horror Movies di bassa lega. Ricolmo di citazioni, visceralmente volgare, zuppo di sangue e interiora, conquistò tutti gli amanti del genere e i passionisti dei film d'exploitation degli anni '70.
A più di due anni di distanza dall'uscita originale, la casa del porcospino blu rispolvera questo progetto, tirandolo a lucido per proporlo agli utenti Playstation 3, armati oggi di una periferica (il Playstation Move) che può sostituire più che degnamente il WiiMote Nintendo. Ecco dunque che arriva sugli scaffali House of The Dead Overkill Extended Cut, remake in HD che conterrà inoltre qualche succoso extra ed un paio di livelli aggiuntivi. La rifinitura grafica, il supporto per la stereoscopia ed un prezzo inferiore alla media basteranno per giustificare il recupero di un titolo così attempato?

Grindhouse

Oggi come allora, lo stile di Overkill colpisce dritto al cuore. La produzione Sega è un concentrato di tributi e citazioni, ed il suo rapporto con le scalcinate pellicole ancorate alla logica di genere è evidentissimo in qualsiasi elemento della produzione. Da Planet Terror agli Hard Boiled degli anni '90, Overkill recupera soluzioni espressive che fanno guizzare i cinefili. Basta vedere come sono organizzati i livelli di gioco, selezionabili come fossero delle pellicole d'antan proiettate nel peggiore dei Drive-In, con tanto di interruzioni, difetti di conservazione e trailer iniziale dal montaggio improbabile.
La trama del gioco viene raccontata proprio attraverso questi spezzoni dal gusto discutibilissimo, che rendono onore al fascinoso kitsch cinematografico di quarant'anni fa.
Il tutto può risultare per molti un po' disorganico, ed in effetti per apprezzare appieno il lavoro di Sega è necessario accordarsi al suo particolare senso del gusto ed al recupero di un linguaggio filmico ormai quasi estinto (non ci fosse, fra i pochi, il tarantino di Grindhouse).
Ma al di là dell'estetica, Overkill è apprezzabile per la sua sostanza ludica. Impugnato il Move, dopo le calibrazioni di rito, ci gettiamo ancora una volta nella mischia non-morta, per riscoprire un On-Rail che funziona dall'inizio alla fine, caratterizzato da ritmi serratissimi e da una regia semplicemente perfetta. I movimenti di camera, rapidi e convulsi, raccontano di schermata in schermata la corsa dei due protagonisti, mimando in maniera efficacissima un'apprensiva Handy-Cam. Come i suoi predecessori da sala-giochi, Overkill è rapido e nervoso, con Zombie che escono da ogni angolo e boss fight estesi e logoranti. Divertente soprattutto se giocato in coppia, il titolo si presta sia ad un playthrough meno attento, fatto di fucilate e piombo, sia alla raccolta meticolosa dell'enorme quantità di Collectibles e Power-Up, che sfrecciano sotto gli occhi del giocatore con una velocità quasi incredibile.

Splatter Mania

Proprio la raccolta meticolosa ed attenta dei molti collezionabili risulta in ultima analisi una parte fondamentale dell'esperienza di gioco. Anche con i due livelli aggiuntivi di cui parleremo in seguito, infatti, la longevità di Overkill si attesta sulla media del genere, e non supera quindi le cinque ore di gioco intenso.
Se la vostra intenzione è quindi quella di dedicarvi ad un semplice speedrun, assecondando i ritmi intensi che caratterizzano il prodotto, dovete mettere in conto il fatto che il Blue Ray di Overkill rimanga ben poco nelle vostre Playstation 3. Diversamente, se verrete rapiti dal contesto e dall'incedere nervoso, ritornando più volte negli stage anche dopo aver sbloccato (al termine della campagna) la Director's Cut, allora vi imbatterete in una mole impareggiabile di oggetti da raccogliere, stimolati anche dalla possibilità di potenziare, con il denaro accumulato nel corso delle scorribande, le numerose armi dell'arsenale.
Anche in questo caso, comunque, l'appeal che la produzione avrà sul giocatore sarà direttamente proporzionale all'indice di gradimento delle innumerevoli esagerazioni che caratterizzano, oltre che la trama, anche la regia dinamica. Già al secondo Playthrough, infatti, il gioco perde molto in freschezza, e solo i passionisti del Gore e gli ammiratori del genere d'appartenenza si dedicheranno a cuor leggero all'impresa. Potrebbe giovare, come si è accennato, la presenza di un secondo giocatore: la modalità cooperativa è sicuramente in grado di allungare la longevità ben più di quanto non facciano i minigiochi.

Remake

Playstation Move si mostra nuovamente una periferica dall'ottima precisione. La sfera lampeggiante di Sony è un ottimo sostituto del Wiimote, sempre responsiva e adeguatissima come periferica di riferimento per gli On-Rail Shooter. Totalmente da dimenticare la possibilità di utilizzare anche il Dual Shock, muovendo il puntatore con l'analogico.
Nella sua versione Playstation 3, Overkill viene oggi valorizzato anche da un colpo d'occhio decisamente più appagante, ma ovviamente non ai livelli delle più solide produzioni multipiattaforma. Il lavoro di conversione è stato accompagnato da una generale revisione tecnica, che adesso ci oppone zombie poligonalmente più “pienotti” ma soprattutto una texturizzazione leggermente migliore. Sono però soprattutto gli effetti speciali e i giochi di luce che vengono rinvigoriti dal passaggio all'HD, regalando a qualche scena una vitalità davvero inedita: le ombre degli zombie che si allungano nei corridoi stretti e tetri rimpolpano l'efficacia scenica di alcune inquadrature. Globalmente, è impossibile aspettarsi i risultati dei prodotti pensati per console HD, ma almeno il team di sviluppo ha avuto buon gusto nella conversione.
La versione Extended Cut, oltre alla revisione tecnica ed al supporto per la stereoscopia, introduce anche due nuovi livelli. Questi stage svelano qualche retroscena inedito riguardo alla trama di gioco, anche se il team di sviluppo sembra aver valicato prepotentemente i limiti del buon gusto, concentrandosi molto più che in passato sugli ammiccanti riferimenti sessuali. In questi nuovi schemi, infatti, il giocatore (ed un eventuale compagno) impersoneranno la provocante Varla Gunns (accompagnata dall'altrettanto provocante Candy), mentre il taglio spericolato di certe inquadrature non si farà scrupoli a soffermarsi sulle eccessive rotondità delle due sexy-eroine. Nel corso del primo stage, in ogni caso, si dovrà ripulire l'interno del Pink Pussycat, un Night Club decisamente Hot. Come fossimo finiti all'interno di Zombie Strippers, sarà un vero peccato massacrare impunemente le bellezze non-morte, piuttosto desiderose di “assaggiarci”. Il secondo livello extra sarà ambientato in un mattatoio, dove faremo la conoscenza di nuovi nemici, terribili mutanti non molto diversi rispetto ai classici Zombie. Buono, anche non raggiunge i picchi migliori dell'avventura originale, il Level Design, mentre i due boss fight non appaiono molto ispirati: risultano anzi piuttosto banali, senza troppa verve. Globalmente, comunque, i due quadri inediti trovano un'ottima collocazione all'interno della Extended Cut, ma la loro influenza sulla durata dell'avventura principale è davvero troppo esigua perchè possano rappresentare un incentivo per chi ha già giocato la versione Wii.

The House of the Dead: OVERKILL Extended Cut Chi si fosse perso questo titolo ai tempi dell'uscita non dovrebbe farsi sfuggire l'occasione di recuperare questa Extended Cut, a patto ovviamente di essere amanti del genere. Tuttavia, anche se l'On-Rail Shooter non è proprio nelle vostre corde, il valore aggiunto di un mutevole dialogo con il cinema d'exploitation ed i cult movie dell'Horror non è da sottovalutare. Sicuramente la nuova cosmesi rappresenta un upgrade gradevole, e le leggerezze poligonali sono ben nascoste dallo stile. In generale, nonostante l'anzianità Overkill si è conservato piuttosto bene, e per gli utenti PS3 potrebbe essere un passatempo da non sottovalutare.

7.5

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