Recensione The Inner World

Studio Fizbin ci porta in un mondo bidimensionale, per una coloratissima ma a tratti malinconica avventura punta e clicca.

Versione analizzata: PC
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  • iPad
  • Pc
Alessandro Sordelli Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In un'industria videoludica fortemente incentrata sull'evoluzione tecnologica e tecnica, l'avventura grafica ha conosciuto tempi migliori. Ma sebbene la golden age del gioco punta e clicca sia ormai ben lontana e la diffusione del medium videoludico abbia portato in auge altri generi, i classici del mouse sono davvero duri a morire e ben lontani dall'estinzione, specialmente grazie ai piccoli e prolifici sviluppatori della scena indipendente, grazie ai quali abbiamo potuto godere di numerose e divertentissime IP. The Inner World ne è l'esempio lampante: raccontata con la tipica grafica cartoon che ormai contraddistingue questo tipo di prodotto, quella di Studio Fizbin è una storia ambientata in un mondo affascinante e surreale al tempo stesso. La software house della piccola Ludwigsburg confeziona un'avventura grafica nella tradizione tedesca che abbiamo giocato tutta d'un fiato.

UN MONDO NASCOSTO

Il protagonista della vicenda è Robert, il tipico giovane sempliciotto e un po' ingenuo - decisamente un cliché del punta e clicca - che ci riporta alla memoria una sfilza di avventure grafiche per computer, dalle produzioni di Lucas Arts fino ai più recenti titoli di Daedalic Entertainment. Ma Robert non è come gli altri abitanti di Asposia, il suo naso non è ricoperto da strisce bensì costellato da piccoli fori, al pari di un piccolo flauto. Ed è per questa sua particolare caratteristica che ha mansione di musico presso il monastero della città, alle dipendenze del potente Conroy, l'ultimo dei monaci del vento. Il mondo di Asposia è, come suggerisce il titolo stesso, chiuso e arginato all'interno di uno spazio buio, soffocante, nel quale nessuno si sognerebbe mai di vivere. Volgendo lo sguardo al cielo, gli asposiani non vedono le nubi o la volta celeste, ma solo città, case, foreste, per un mondo dai confini prestabiliti, costruito all'interno di una sfera. Questo contesto non può che riportarci alla mente un'altra famosa avventura grafica degli anni che furono, Rama, di Sierra Entertainment, la cui città dal nome omonimo (un vascello spaziale in realtà) era costruita all'interno di un cilindro di titaniche dimensioni. Qui il contesto è meno fantascientifico e più fantasioso, per un gioco che si concentra sui personaggi e sulla narrazione. Asposia e i suoi abitanti vivono grazie alle fontane del vento, giganteschi pozzi dai quali soffia un vento in grado di alimentare la città e sostenere un ormai precario ecosistema. Le pale eoliche sparse per la città provvedono al fabbisogno energetico, mentre gli ambienti sono illuminati da misteriose ma tenere creature chiamate Fosfos. Come in ogni avventura che si rispetti, un evento scuote l'esistenza del protagonista: il mondo di Asposia è sull'orlo del collasso, perché le fontane del vento stanno smettendo di soffiare e l'ultima di esse sembra prossima alla stessa fine.

"Lo stile ha senza dubbio connotazioni particolari, pur non discostandosi molto da quanto visto negli ultimi anni nel mondo delle avventure grafiche bidimensionali."

Come non bastasse i cittadini sono minacciati da creature simili a dragoni, i Basylian, in grado di tramutare gli esseri viventi in fredda e dura pietra. Toccherà a noi svelare il mistero dietro alla vicenda, con l'aiuto di una nuova amica e di un fidato quanto improbabile piccione di nome Peck.
L'avventura di Robert ha inizio precipitando in una botola per lo smaltimento dei rifiuti, catapultato nei bassifondi della città alla ricerca del medaglione del suo maestro e mentore. Il gioco punta molto sulla visualizzazione grafica, sostituendo le linee di testo per l'avvio dei dialoghi con delle semplici ma esaustive icone tonde, che si fondono perfettamente al design di ambienti e personaggi. L'interfaccia non necessita di tante presentazioni, offrendo due menù a scomparsa, uno nella parte inferiore con gli oggetti del nostro inventario, ed uno nella parte superiore con l'elenco degli obiettivi (o journal se preferite) e il menù di gioco. La progressione è piuttosto semplice, guidando il giocatore sia durante i dialoghi che per quanto riguarda enigmi e giochi di logica, per un gameplay sempre appetibile e mai frustrante. Sebbene Robert riesca a tenere banco da solo e la presenza di Laura arricchisca la scena, si avverte la mancanza di un cast di supporto, o di qualche comprimario in più a rendere più vivace il tutto. Lo stile ha senza dubbio connotazioni particolari, pur non discostandosi molto da quanto visto negli ultimi anni nel mondo delle avventure grafiche bidimensionali. Le animazioni sono molto gradevoli ma anche fin troppo semplici, in particolar modo nelle scene d'intermezzo. Alcuni fondali denotano scarsa cura nel dettaglio, specialmente quando l'inquadratura si chiude in un piano ravvicinato. La soundtrack è semplice - quasi minimalista - ma di gran supporto. L'avventura può essere completata in poco più di dieci ore, a seconda dei ritmi di gioco e di risoluzione degli enigmi proposti.


The Inner World Difficile destreggiarsi in un ambito dove l'innovazione ormai non esiste più. Nonostante qualche tematica interessante e una realizzazione tecnica sopra la media - non priva di difetti - The Inner World manca di un paio di elementi che sarebbero stati in grado di trasformare l'avventura grafica da semplice passatempo per appassionati a vero must have. Robert è un protagonista simpatico ma primo di charme, mentre il mondo di Asposia è sì intrigante, ma anche privo del carattere sfoggiato da altri universi videoludici, nuovi e vecchi. Criticismi a parte, la nuova IP di Studio Fizbin è un valido esponente del genere, un titolo che dovrebbe essere già nella wishlist di ogni amante del genere punta e clicca: probabilmente un gioco adatto anche a riavvicinare un vecchio fan al genere. Al pari dei titoli di Daedalic e dei recenti punta e clicca del panorama videoludico, è disponibile in sola lingua inglese su Steam, GOG e tramite sito web ufficiale. Gli amanti del gaming in mobilità possono attendere la versione per iOS in dirittura d'arrivo.

6.6

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