Recensione The Last Express

Direttamente dagli anni '90, un'avventura grafica ancora originale e piacevole

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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Si diceva che le avventure grafiche erano un genere morto, che ormai aveva imboccato il viale del tramonto, soppiantato dall’azione a rotta di collo, dalla grafica poligonale in HD, da un pubblico che cerca ben altro.
Si diceva che anche chi ci ha sempre creduto ha poi gettato la spugna, dedicandosi ad altro, puntando a produrre titoli che possano soddisfare le masse, non una nicchia di pochi nostalgici.
Si diceva che l’industria dei videogiochi è sempre proiettata in avanti, troppo veloce per pensare al passato, se non utilizzandolo come base di partenza per un seguito, il nuovo capitolo di una serie affermata; il reboot del remake.
Poi la comunità indie guadagnò lo spazio che merita, facendo riemergere generi che sembravano perduti, Kickstarter ha aiutato Double Fine e Tim Shafer a raccogliere i fondi per una nuova avventura grafica che, lo speriamo, potrà risplendere come quelle del passato, e l’industria ha iniziato a capire che non si può vivere di soli prodotti di fascia altissima, provando quindi a guardare al proprio passato per riscoprire gemme che molti potrebbero aver dimenticato.
The Last Express si inserisce bene in questo quadro in quanto è un’avventura grafica tutt’altro che recente, risalente addirittura al 1997, dotata di valori produttivi altissimi per quegli anni e ormai rimasta nel cuore dei soli trentenni che la giocarono in gioventù.
La società francese DotEmu, dopo l’ottimo riscontro ottenuto con il porting per iOS di Another World, ha quindi deciso di ripubblicare The Last Express su iPad, in una versione fedele all’originale che trasmette tutt’ora fascino da ogni pixel.

Innovazioni dal passato

Per le avventure grafiche gli anni ’90 sono stati un periodo di sperimentazione e conquista, caratterizzato dai successi di Lucasarts e Sierra ma anche da un insieme di titoli altamente particolari, che offrivano una visuale in prima persona prima dell’arrivo del titolo che con la soggettiva ha creato un vero e proprio genere: Doom.
Come dimenticare tutta la produzione di Access Software dedicata a Tex Murphy, che trova in Under a Killing Moon il suo episodio migliore, o il sempreverde Myst, pubblicato proprio in quegli anni da Broderbund.
Anche The Last Express offre una visuale completamente in prima persona, al quale aggiunge una tecnologia, il Rotoscope, che in quegli anni ha rappresentato un marchio di fabbrica per i titoli ideati e sviluppati da Jordan Mechner.
La tipologia di animazioni lanciate con il primo capitolo di Prince of Persia, quindi, ritorna in The Last Express con una resa leggermente ruvida ma molto realistica per quegli anni e che non non sfigura ancora oggi, nel porting del gioco per iOS.
Il resto degli sfondi, invece, sono pre renderizzati, con uno stile molto anni ’80 che fa tornare alla mente anche altre leggende del passato dell’industria dei videogiochi per PC Dos e Amiga.

La commistione di stili è quindi riuscita ed in grado di coinvolgere ancora oggi, anche grazie ad una trama misteriosa nella quale il giocatore si ritrova calato senza troppi preamboli, con delle soluzioni originali e innovative, come lo scorrere del tempo che detta l’avanzamento del flusso narrativo. Questo mette l’utente nella posizione di sentirsi a tutti gli effetti il protagonista di una serie di eventi, che potrà decidere di vivere o evitare in base alle proprie azioni: molti fatti accadranno comunque, anche se il protagonista non sarà presente.
The Last Express offre soluzioni tecnologiche d’avanguardia anche per quanto riguarda il sistema di gioco che, almeno sulla carta, mirava al vero 3D, non ancora disponibile in quell’epoca, dovendo quindi limitarsi a spostamenti a step all’interno delle varie locazioni.
Per massimizzare il coinvolgimento fisico del giocatore, quindi, vennero implementate idee brillanti, come le animazioni dei passeggeri del treno, che si muovono liberamente all’interno dei vari vagoni ma si spostano lateralmente quando si avvicinano alla posizione del giocatore, a simulare quindi gli spazi angusti che anche un mezzo magnifico come l’Orient Express offriva ai viaggiatori.

Trama misteriosa

L’approccio alla trama di The Last Express è particolarmente brusco: l’introduzione non svela molto della storia e del background, mostrando un giovane americano ricercato dalla polizia parigina che, di nascosto, sale sul celebre treno proprio mentre sta per iniziare il proprio viaggio.
Lentamente si inizierà a scoprire, tramite documenti ritrovati all’interno delle varie locazioni e dal contesto, le sue origini: dopo l’omicidio di un poliziotto irlandese la fuga dal nord lo porterà proprio a Parigi, in modo da riunirsi ad un suo caro amico, con l’appuntamento fissato tramite telegrammi in una cabina passeggeri dell’Orient Express.
Il ritrovamento del corpo senza vita del compagno innescherà una serie di eventi che evolveranno senza sosta di pari passo con i chilometri macinati dal treno, con personaggi provenienti da ogni parte del mondo.

Proprio l’eterogeneità del cast mette in luce un altro dettaglio importante dell’intera produzione: il doppiaggio. Malgrado l’uscita originale risalga al 1997, The Last Express venne pubblicato con un doppiaggio accurato anche nella nostra lingua, non limitandosi però a tradurre tutto in italiano ma lasciando molte parti in francese, russo, inglese e tedesco, in modo da coinvolgere al massimo il giocatore nelle situazioni narrate, nelle quali un americano difficilmente avrebbe capito tutto ciò che i passeggeri del treno avrebbero detto intorno a lui.
Ecco quindi che la conversione per iOS di The Last Express ha mantenuto intatte tali scelte, offrendo l’ottimo doppiaggio originale anche in italiano, fattore che invariabilmente aumenta di molto lo spazio necessario all’installazione su iPad ma tiene fede all’opera originale, riproponendola quindi praticamente intatta.

The Last Express The Last Express non è una delle avventure più note degli anni ’90 ma è sicuramente una delle più coraggiose, grazie a soluzioni che, sfortunatamente, non hanno poi trovato posto in altre produzioni, anche con budget più alti. La scelta di DotEmu di riproporla nel 2012 è sicuramente vincente, sia per il fascino di un prodotto senza tempo, che gli appassionati ricorderanno sicuramente con affetto, sia perché un tablet si presta molto bene ad un genere come quello delle avventure grafiche, sulla via del ritorno e con un retaggio storico che non va dimenticato.

8

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