Recensione The Last of Us - Map Pack

Il primo DLC del capolavoro Naughty Dog è dedicato interamente al Multiplayer

The Last of Us Remastered

Videorecensione
The Last of Us Remastered
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Chi ha acquistato il Season Pass di The Last of Us avrebbe dovuto aspettarselo, che per un DLC dedicato al single player Naughty Dog ci avrebbe fatto sudare parecchio. Non che il mondo dipinto in quello che è ancora oggi, nel post-GTA 5, il miglior gioco uscito quest'anno (e forse oltre) non abbia in potenza la capacità di accogliere e raccontare nuove storie: è solo che dopo il colpo emozionale dell'avventura di Joel ed Ellie bisogna fare davvero le cose per bene, se non si vuole correre il rischio di rilasciare un'espansione marginale e poco significativa. Allora è meglio prendersi un po' di tempo, avrà pensato il team di sviluppo, e intanto pubblicare un DLC dedicato al (solido ma non centrale) comparto multiplayer.
Il primo Map Pack arriva quindi sul PSN alla cifra standard di 9,90€, e contiene quattro “playground” in cui sfogare (censure permettendo) la nostra rabbia contro gli altri giocatori. Per chi ancora bazzica i server online di The Last of Us rappresenta sicuramente un expansion pack di buona qualità, che include alcune mappe “strappate” all'avventura single player, e quindi naturalmente colme di una forte carica emotiva. Vediamole insieme.

Hometown

Hometown è di fatto una piccola sorpresa per tutti i fan di The Last of Us. La mappa è ambientata, come il nome lascia intendere, nella città natale di Joel, “estratta” da uno dei momenti più intensi e toccanti di tutta l'avventura: il prologo che racconta lo scoppio dell'infezione. In Hometown, dunque, ritroviamo le strade e gli edifici attraversati dal protagonista e dalla figlia, subito prima della catastrofe.
Ovviamente sparisce il viavai di persone e la confusione, e sull'ambiente di gioco cala un silenzio cupo e tetro. Hometown è una mappa notturna costruita appositamente per rispondere alle esigenze dei player più accaniti, che fin dalle prime settimane si erano lamentati fortemente del design scialbo di Downtown, l'unica mappa “al buio” presente nel pacchetto di base.
Le prime reazioni della community sono incoraggianti, e Hometown sembra esser stata ben recepita al di là del fatto emotivo legato appunto al contesto.
Si tratta del resto di una mappa molto eterogenea ma anche estremamente diretta: non ci sono edifici a più piani o elementi da scalare, e metabolizzando la conformazione della zona è possibile intercettare anche dalla distanza gli spostamenti nemici. Passando da un angolo all'altro si attraversa una zona esterna in cui svettano ruderi ormai crollati e cancellate di metallo, e ci si inoltra poi in un dedalo di carcasse metalliche: schivando bus e auto in fiamme si raggiungono gli edifici ancora intatti, in cui è possibile nascondersi ed anche osservare una più evidente ricchezza di dettagli. Sarà proprio per questa sua capacità di mescolare registri così diversi che ci è piaciuta moltissimo.

Bookstore

Bookstore è una rivisitazione della libreria che Joel ed Ellie dovevano attraversare in quel di Pittsburgh, appena penetrati nella zona di quarantena invasa dai predoni. Per intenderci, quella in cui avete giocato al gatto col topo facendo fuori una marea di avversari insidiosi e agguerriti.
La mappa conserva la struttura a due piani, ma per l'occasione spuntano moltissime coperture extra che -paradossalmente- rendono l'avanzamento molto più incerto ed insidioso: forniscono idealmente un riparo sicuro contro i proiettili degli avversari, ma tendono in verità a nascondere nemici in agguato che spuntano all'improvviso pronti ad infilarvi un bastone nel cranio.
Ci sono, ai margini dell'edificio, delle zone aperte con delle passerelle che permettono di passare dal primo piano al pian terreno lontani da occhi indiscreti, lasciandovi nel caso costruire qualche tattica d'aggiramento. Solitamente però gli scontri si consumano all'interno, al piano superiore, e le partite diventano subito molto tese e serratissime.
Un po' claustrofobica, questa mappa è stata pensata probabilmente per replicare le sensazioni del single player: senza linee di tiro libere lo scontro tende a farsi fisico, e Bookstore riesce nell'intento di offrire sensazioni leggermente diverse da quelle fino ad oggi sperimentate sui server di gioco.

Bus Depot

Bus Depot è ambientata, antiteticamente rispetto a Hometown, a Salt Lake City, e quindi nell'ultima parte della campagna.
Si tratta in teoria di una mappa dall'impatto emozionale altrettanto forte: da alcuni punti dello stage è possibile posare gli occhi sui bellissimi e rilassanti panorami in cui persino Joel ed Ellie hanno creduto, per qualche istante, di potersi perdere. La poesia della natura che reclama la sua priorità sulle opere dell'uomo compare a sprazzi ad “addolcire” un setting già di per sé piuttosto vivace nelle scelte cromatiche, ma complessivamente la mappa non convince. In modalità survivor o supply raid il posizionamento delle scorte tende a convogliare entrambe le squadre verso un punto tatticamente molto interessante, facile da difendere e sorvegliare da entrambi i fronti: è qui che si consuma la maggior parte delle carneficine, mentre gli edifici esplorabili restano spesso e volentieri attraversati in fretta e furia. Non particolarmente brillante, è forse la mappa meno interessante del pacchetto.

Suburbs

Suburbs è la mappa più complessa e affascinante del DLC. Ambientata a Pittsburgh come Bookstore, è tratta da un altro momento molto forte del single player: poco prima della logorante sfida con il cecchino. La zona è divisa in due da una strada centrale in pendenza, parzialmente ostruita da autobus e caravan abbandonati. Solo raramente le squadre arrivano allo scontro diretto in quest'area: più spesso i giocatori si appostano nelle due file di case che stanno ai margini della strada, e che rappresentano un eccellente terreno di scontro. Nessuna stanza è sicura, dal momento che ci sono ingressi praticamente ovunque: porte sul retro, entrate principali, alle volte squarci nelle pareti di legno. Restare in mobilità è la chiave per riuscire a sopravvivere, sfruttando al contempo la pendenza degradante della strada a proprio favore.
Sicuramente una delle mappe più estese, è difficile da memorizzare ed anche dopo parecchi partite resta un terreno di scontro imprevedibile. Ed è per questo che, trasmettendo un senso di insicurezza e precarietà, rappresenta uno dei playground migliori.
Stilisticamente è poi inappuntabile: il legno degli steccati è messo in risalto dalla luce obliqua e rossastra del tramonto, in uno splendido quadretto dell'America suburbana.

The Last of Us Il primo DLC multiplayer di The Last of Us colpisce nel segno, andando a pescare quattro mappe da momenti molto intensi ed iconici della campagna single player. Ascoltando le richieste della community, il team ha lavorato per colmare le falle del pacchetto di base, consegnandoci ambienti ottimamente strutturati. Salvo gli inciampi di Bus Depot, il resto delle mappe si comporta egregiamente, dal punto di vista scenico e tattico. Adesso però vogliamo sapere qualcosa in più sul prossimo add-on dedicato al single player. Perchè è inutile girarci intorno: sarà quello il pezzo forte della stagione di contenuti aggiuntivi.

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