Recensione The Legend of Zelda Tri Force Heroes

Una delle serie più amate di Nintendo torna su 3DS con uno spin-off che propone un gameplay interessante, fortemente basato sul multiplayer.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione The Legend of Zelda Tri Force Heroes
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

C'è un momento, in Tri Force Heroes, in cui ti accorgi che ne è passata di acqua sotto i ponti da quel lontano 1988. All'epoca di Super Mario Bros. 2, Nintendo si premurò di sorvolare sull'identità di genere di Birdo, maschietto che credeva di essere una femminuccia. Nel corso degli anni Birdo è sempre rimast* sospes* nel limbo: nessuno che si sia preso la briga di definirl* una volta per tutte. Birdo ci parla dell'anima conservatrice di Nintendo e di un'epoca ben diversa da quella odierna. Poi ti capita tra le mani Tri Force Heroes. Link va nel suo camerino e ne esce fuori vestito da donna (da Zelda). L'abito leggendario gli sta a pennello, peccato per quel cappello verde che stona. Più in là nell'avventura viene pure scambiato per una signorina, ma è tutto normale: nel mondo di Tri Force Heroes gli uomini si vestono da donna, le principesse si nascondono in anonime calzamaglie grigie. Nintendo svela il suo animo progressista e i genitori farebbero bene a tenere d'occhio i propri bimbi, d'ora in poi. Ci piace questa nuova Nintendo. E Tri Force Heroes?

Che lo stile sia con voi

Tri Force Heroes è uno spin-off curioso, per toni e meccaniche. Già a partire dall'incipit ci si rende conto che siamo molto lontani dalle atmosfere tradizionali della serie. Nel regno di Hytopia è lo stile a regnare. Essere alla moda è in, tutto il resto è out. Finché un bel giorno accade l'irreparabile. Una strega fashion wannabe lancia una terribile maledizione sulla principessa Fronzolina, rubandole fascino e charme. Leggenda vuole che solo un terzetto di eroi possa liberare la bella principessa dalla maledizione (precisiamo che la principessa sembra Link con i boccoli, giusto per aggiungere confusione di genere al tutto). La premessa narrativa è assai debole e leggera - e a qualcuno potrebbe far storcere il naso - ma fa il suo dovere in un'avventura che non ha certo nella trama il suo punto di forza. Al contrario, questo Tri Force Heroes esalta il multiplayer cooperativo, sulla scia del piacevole Four Swords (Adventures). Un multiplayer cooperativo a tre Link, online o locale, cui si affianca un singleplayer che poggia le sue fondamenta sugli stessi principi del multi, sebbene riletti in chiave solitaria (con tutto quel che ne consegue, come vedremo). I momenti sereni dell'avventura si concentrano tra la città e il castello, sorta di hub da cui poi partire all'avventura. Non c'è alcun tipo di regno da esplorare: la guardia all'entrata della città non vi farà uscire da lì, cascasse il mondo. Dal castello si può accedere alla Terra dei mostri tramite un comodo teletrasporto. Le missioni si giocano tutte da quelle parti, in zone ispirate ai tipici luoghi della serie: la foresta, il ghiacciaio, il deserto, il vulcano e così via. Sono otto le aree a disposizione, ognuna suddivisa in quattro scenari. Ogni scenario, a sua volta, è composto da quattro missioni. Se la matematica non è un'opinione, in Tri Force Heroes si possono affrontare trentadue diversi scenari, per un totale di centoventotto missioni. Per chi non fosse ancora sazio, si segnala che per ogni scenario esistono quattro varianti della stessa missione: la missione tradizionale e tre aggiuntive che richiedono particolari obiettivi per essere portate a termine. Insomma, dal punto di vista dei contenuti non c'è di che lamentarsi. E non è finita qui.

Ma come ti vesti?

Il travestimento è alla base di Tri Force Heroes. Per essere alla moda la Boutique Constille è una tappa obbligata. Gli abiti che Link può acquistare non incidono solo sull'estetica del personaggio, ognuno possiede diverse abilità. Il completo Kokiri, per esempio, consente di scoccare tre frecce invece che una; la tuta Goron di nuotare nella lava; il completo bomba potenzia l'effetto delle bombe. Lasciamo al giocatore il piacere di sfogliare il catalogo e trovare l'abito più adatto alle proprie esigenze. Si possono comprare nuovi abiti sia investendo le rupie raccolte durante le missioni, sia usando i materiali rinvenuti nei forzieri alla fine di ogni missione. Un circolo virtuoso che vede l'eroe costantemente impegnato nelle missioni per recuperare nuovi materiali da investire in abiti che gli saranno d'aiuto nelle successive missioni. C'è da dire che l'effetto degli abiti non è sempre così incisivo, e che le missioni possono essere portate a termine - quantomeno nei primi scenari - anche con l'abito di base. Negli scenari conclusivi e nelle missioni speciali, invece, l'abito giusto può dare una mano notevole. Altrettanto preziosa, ovviamente, è la cooperazione con altri giocatori.

In multi o in singolo?

Gli interrogativi che arrovellano i giocatori da quando Tri Force Heroes è stato annunciato sono probabilmente due: per godermelo appieno devo per forza trascinare due amici in salotto o giocare online? Da solo sarà una sòla? Non è così semplice dare una risposta netta, in particolare alla seconda domanda. Per cui partiamo dalla prima. Sì, Tri Force Heroes dà il meglio giocato in compagnia, e questo è abbastanza scontato. Dà il meglio in locale, e anche questo è scontato. Coordinarsi a voce coi compagni e inveire, se necessario, è l'aspetto più divertente del gioco.

La cooperazione a tre richiede di creare totem umani, di lanciare gli altri Link, di sfruttare le armi dei singoli personaggi (che sono spesso complementari e selezionabili all'inizio di ogni missione). Il level design è certosino nel valorizzare al meglio il gioco di squadra. Le emoticon, che in locale sono semplice strumento per fare caciara, si rivelano sorprendentemente utili online. In assenza di chat vocale, sono sufficienti per scambiarsi indicazioni di base. Durante le nostre prove online - segnaliamo, per correttezza, che non siamo riusciti a giocare online quanto avremmo voluto, causa ovvia penuria di giocatori - siamo riusciti a coordinarci e a portare a termine le missioni senza problemi. Sorprende quanto ci si capisca al volo, anche senza emoticon. Merito, anche in questo caso, di un level design che suggerisce visivamente le azioni da compiere. Se avete due amici a portata di mano o non vi spiace giocare online, Tri Force Heroes è un gioco delizioso, a patto di apprezzare la struttura a missioni e la narrazione quasi inesistente. Arriviamo quindi alla seconda domanda: e da soli? Ecco, da soli Tri Force Heroes è una bella gatta da pelare. Funziona, sia chiaro. Sta al giocatore passare da un Link all'altro in tempo reale e bisogna riconoscere che il level design riesce ad adattarsi bene al gioco solitario. A tal punto che l'approccio alle missioni cambia in alcuni casi in maniera determinante (e intelligente); cambia il ritmo; cambia l'ordine delle azioni. Insomma, si pensa per tre ma lo si fa da soli. Funziona, abbiamo detto, ma non sempre. In alcune missioni il singleplayer mostra qualche lacuna.

Pesa l'assenza di due giocatori umani, riemerge con prepotenza l'anima multiplayer di Tri Force Heroes. Puoi fingere che non ci sia, ma quella esce. Forse questa missione in compagnia sarebbe più facile, quest'altra più intuitiva, quel boss meno piatto. Nel momento in cui questi pensieri fanno capolino, la magia s'interrompe. Lo scontro finale racchiude in sé le contraddizioni del titolo Nintendo: un boss semplice ma geniale in compagnia, imperfetto e macchinoso da soli. Tri Force Heroes in solitaria se la cava, ma lungo il tragitto si ha spesso l'impressione di aver perso qualcosa.

The Legend of Zelda Tri Force Heroes Tri Force Heroes non ha mai fatto mistero di essere uno spin-off votato al multiplayer. Se avete due amici a portata di mano (uno non basta) il nuovo titolo Nintendo è il diversivo perfetto in attesa del prossimo episodio canonico della serie di Zelda. Il level design è studiato al millimetro per valorizzare la cooperazione e persino online, pur senza chat vocale, si riesce a interagire efficacemente con i compagni e ad arrivare indenni ai tre forzieri che celano l’agognata ricompensa. In questo senso bisogna fare un plauso agli sviluppatori, perché non è facile realizzare un gioco che si racconta da solo, che suggerisce cosa fare in maniera naturale senza bisogno di parola alcuna. In locale ovviamente è più divertente, ma questo vien da sé. A patto di apprezzare la struttura a missioni e la narrazione puramente accessoria, Tri Force Heroes è un titolo assolutamente godibile e meritevole d’attenzione. Sul fronte singleplayer la situazione si fa più controversa. Da una parte bisogna rilevare - in positivo - che l’avventura cambia (quasi) completamente volto, offrendo un approccio molto diverso alle missioni. Un approccio che spesso funziona e che in un certo senso mette il giocatore di fronte a un’esperienza ludica alternativa. D’altra parte, è innegabile che non tutto fili sempre per il verso giusto: alcune missioni in solitaria perdono mordente. Si ha come l’impressione che venga a mancare qualcosa: il piacere di condividere il viaggio.

7.8

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